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Horse Angels

La Redazione diretta da Roberta Ravello, Fondatrice di Horse Angels e della sua testata editoriale e casa editrice. Autrice di diversi libri a tema cavallo, laureata in scienze politiche, registrata presso l'Ordine dei Giornalisti di Bologna come Direttore di testata tecnica.

E' successo in provincia di Agrigento, un "pirata della strada" ha investito, molto probabilmente involontariamente, due equidi e si è dato alla fuga, omettendo il soccorso.

Lesioni lievi per il cavallo, più gravi per l'asino. 

I due animali erano fuggiti forse nella notte, per finire sulla statale 115 che collega Palma di Montechiaro con Licata. 

L'intervento della polizia stradale di Agrigento ha permesso l'identificazione degli animali, affidati poi alle cure di un veterinario.

Nei guai il proprietario per omessa custodia.

Dopo molte segnalazioni, finalmente le autorità hanno fatto l'intervento di sequestro in un'azienda agricola di Chioggia che si estende su un'area di circa 16.000 mq. 38342e5bfb86c4ad6d9d246f87e7f7e4

Il sequestro segue l'intervento dei Carabinieri Forestali di Venezia e della Compagnia Carabinieri di Chioggia. Sul luogo sono stati trovati ben 41 equini: tra cavalli adulti, puledri ed asini.

Schermata 2018 09 25 alle 14.39.52 2Alcuni di questi animali sono risultati in evidente stato di malnutrizione, altri hanno problemi di salute che necessitano cure mediche veterinarie, l' ambiente è stato dichiarato non idoneo al benessere animale dall'autorità sanitaria locale, la ASL veterinaria, in quanto in palese difformità a quanto prescritto nelle linee guida ministeriali per l'allevamento degli equidi.

Nell'area trovate anche le carcasse di 5 equidi in stato avanzato di decomposizione, per i quali non era stato dichiarato il decesso, né avviata la regolare procedura di smaltimento delle carcasse.

Pertanto, sentita l'autorità giudiziaria, i carabinieri hanno posto sotto sequestro l'azienda agricola.

Al fine di assicurare il ripristino di una situazione di benessere degli animali, le autorità designate stanno procedendo a monitorare l'adeguamento della struttura e la somministrazione delle cure necessarie da parte dei veterinari della Ulss.

Se non sarà possibile ripristinare il benessere, i cavalli e gli asini dovranno trovare un'adeguata collocazione presso associazioni e strutture di accoglienza.

Napoli, tavolo tutela animale. Al tavolo di ieri, tenutosi al Comune di Napoli con l'assessore alle politiche sociali, dott.ssa Roberta Gaeta, presente anche Horse Angels con l'Avv. Laura Mascolo. Presente anche il Garante dei Diritti degli Animali su Napoli, la giornalista Stella Cervasio, oltre a vari delegati delle associazioni riconosciute attive sul territorio specifico.

Si è parlato soprattutto dell'apertura del nuovo centro di accoglienza per cani, il "canile dinamico", ovvero che faccia vera attività di ricollocamento dei cani con lo strumento delle adozioni.

Sul problema delle "botticelle" a Napoli, questo il discusso: le carrozzelle presenti a Napoli sono solo 4, autorizzate e quindi non "attaccabili" da questo punto di vista, circolano 3 in piazza Plebiscito ed una al bosco di Capodimonte. Il Comune per il futuro vuole convertire queste licenze in taxi, come già sta succedendo su Roma.

Avv. Laura Mascolo per Horse Angels: "C'è l'impegno del Comune a non concedere assolutamente altre licenze per trasporto pubblico ippotrainato e per convertire le licenze in uso in taxi, oltre a garantire il benessere di quei cavalli impiegati se dismessi dal loro attuale lavoro".

Horse Angels ha chiesto di trovare il modo che questo impegno sia in qualche modo certo anche per le amministrazioni future.

E ancora, Avv. Laura Mascolo, delegata sul territorio per Horse Angels. "C'è l'impegno del comune a trovare un modo per monitorare il territorio anche in relazione ai cavalli non registrati e alle stalle "abusive" che si trovano lungo la città metropolitana, maggiormente nell'hinterland napoletano. Ciò è fondamentale per il problema annoso delle stalle abusive e per le corse clandestine di cavalli su strada (occorre una banca dati individuando le zone maggiormente colpite, anche se periferiche rispetto alla città metropolitana), controllo circuiti e campi/ippodromi a regola o non".

Rilevata anche ampia disponibilità sul tema equidi con azione di sinergia con Animal Amnesty, ampiamente disponibile per un'azione concreta sul territorio, grazie al numero di volontari accreditati, al monitoraggio delle condizioni di questi cavalli adibiti al traino delle carrozze per verificare le condizioni d'impiego e quindi il rispetto del regolamento comunale.

In discussione, proposto a suo tempo da associazione LAC che fa capo a Mirella De Simone, una zona da riparo protetta e d'ombra per il riparo dei cavalli impiegati per le carrozzelle presso il molo Beverello.

Corio | Maltrattamento animali | Cavalli e cani | Denutriti e in ambiente insalubre | Area con filo spinato | Una donna denunciata | 24 settembre 2018

Nuovo caso di maltrattamento di cavalli a Corio, dopo quello che ha coinvolto Apollo lo scorso giugno.

Horse Angels ha ricevuto una segnalazione da privato, ha fatto l'esposto alla asl veterinaria di competenza. Il caso riguarda una cavalla, neppure troppo anziana, ridotta nelle condizioni della foto allegata.

I carabinieri della locale stazione, assieme alle guardie zoofile e gli ispettori dell'Asl TO4, hanno proceduto a denunciare una donna di 34 anni, residente a Corio e di professione agricoltore.

Nella cascina oltre alla cavalla, c'erano sette cani - di varie razze - tutti denutriti e in un’ambiente insalubre. 

Tutti gli animali sono stati dati in affidamento al canile “La casa del cane vagabondo” di Barbania, dove è custodito anche Apollo, il cavallo sequestrato per maltrattamento a Piano Audi, nei pressi di Coiro, in provincia di Torino.

IMG 20180916 122344 resized 20180918 054351939Horse Angels ha già affidato la pratica al proprio avvocato per la costituzione di parte civile a seguito del nostro esposto alla ASL.

Purtroppo, anche questo sequestro mette in luce le problematiche attuali con i sequestri di animali da allevamento e da reddito. Vengono lasciati agli indagati se non c'è qualcuno pronto ad accollarsi tutte le spese e senza fare troppe storie e polemiche. Il sistema non solo non funziona e non è equo, ma pretende anche di essere esente da critiche. Va infatti evidenziato che la legge 189/04 predisponeva un fondo statale per gli animali sequestrati per maltrattamento, da alimentarsi attraverso le sanzioni (multe) per gestione inadeguata al benessere, maltrattamento. Ma quel fondo viene dichiarato sempre vuoto e mai a disposizione di animali che di fatto abbisognano di sequestro, operazione che ha dei costi, tra trasporto, stabulazione, cure mediche veterinarie urgenti. Non solo, anche giunti a confisca, lo stato, pur non avendo mai mantenuto quegli animali da allevamento e da reddito, non è favorevole ai passaggi di proprietà definitivi nei confronti di chi - nei casi che seguiamo noi - quei cavalli li ha sempre mantenuti a proprie spese, dichiarandoli beni dello stato. Beni che lo stato però non ha mai mantenuto, neppure con quel fondo all'uopo.

Intanto l'appello della presidentessa de "La Casa del Vagabondo", affidataria degli animali.

Ieri lunedì 24 settembre la nostra struttura ha ritirato 7 cani ed una cavalla in condizioni pessime. Gli animali erano tenuti in mezzo ai loro escrementi e malnutriti. A fronte di questa situazione di malgoverno abbiamo deciso di ritirare a nostre spese tutti gli animali presenti per mettere fine alle loro sofferenze. Se non ci fossimo presi carico di loro, nessuno li avrebbe spostati ed ora sarebbero ancora lì. Chiediamo a chiunque volesse e ne avesse la possibilità di aiutarci con farmaci, cibo e donazioni. A breve faremo post di adozione per ogni cane. Per maggiori informazioni Patrizia 3396341390

Trovate La Casa del Vagabondo anche su facebook.

Martedì, 25 September 2018 18:00

La verminosi intestinale nel cavallo

La verminosi colpisce l'intestino e può causare problemi più o meno gravi al cavallo.

I vermi entrano nella bocca del cavallo sotto forma di uova o larve che si sviluppano poi nell'intestino e terminano il loro ciclo vitale nelle feci.

Cause:

  • cattiva igiene della lettiera
  • cattiva igiene del fondo del paddock
  • pascolo contaminato 

Sintomi:

  • dimagramento
  • mantello opaco
  • prurito al sedere con conseguente strofinamento della zona che impoverisce i crini della coda che appare scarna e arruffata
  • spossatezza
  • diarrea
  • nei casi più gravi coliche

Cure:

L’igiene dei locali è fondamentale, come la regolare asportazione delle feci dai recinti di sgambamento, la rotazione delle superfici di pascolamento e la corretta igiene del cavallo tutto.

Altrimenti c'è una ricontaminazione continua, con il ciclo orale/fecale. Ovvero il cavallo mangiando dal fondo sporco reimmette in bocca uova e larve.

Oltre a ciò occorre intervenire con il corretto trattamento antivermi, che può presentarsi in polvere da mescolare all'alimento o in tubo in pasta il cui contenuto va spremuto direttamente in bocca al cavallo.

L'esame delle feci fatto dal veterinario permette di capire che tipo di parassiti sono presenti e quindi di individuare il rimedio giusto.

L'uso di di antielmintici ad ampio spettro, autoprescritto, nel tempo può diminuire l'efficacia del trattamento per maggiorata resistenza dei vermi ed è quindi da sconsigliare.

Prevenzione:

  • igiene, igiene e ancora igiene
  • utilizzo di blandi sverminanti naturali aggiunti all'alimento, come le scaglie di aglio essicato (che non piacciano a tutti i cavalli), o composti misti a base di erbe della salute (tre le più usate la genziana, l'assenzio, il cardo mariano, l'ortica)

Da tenere ben presente:

Le verminosi non sono da trascurare. Particolari tipi di vermi, non rimossi, che lavorano per tanto tempo l'intestino del cavallo, possono danneggiarlo permanentemente. 

Si tratta di sovrastrutture ossee o calcificazioni, cioè alterazioni lievi dello scheletro, che interessano parti diverse del pastorale e della corona.

In particolare, le formelle:

Sono neoproduzioni ossee, risultato di un'infiammazione a seguito di frattura, trauma, stiramento. Possono degenerare in problematiche che danno zoppia. Possono essere alte, medie e basse, interessando parti diverse del pastorale e della corona, soprattutto ai piedi anteriori. 

Possono vedersi a occhio nudo o essere più subdole e necessitare di controllo radiografico. 

Cause:

  • Stiramenti dei legamenti, tendini, intersezioni ossee dall'articolazione interessata
  • Traumi diretti sulla parte interessata, causati da incidenti 
  • Osteoartrite degenerativa
  • Cattiva conformazione degli appiombi abbinata ad un eccesso di sollecitazione che porta a traumi

Sintomi più comuni:

  • Segni di zoppicatura
  • Calore e tumefazione delle regioni interessate
  • Alterazione della forma con ingrossamenti palpabili e dolorosi

La radiografia può mettere in evidenza le alterazioni ossee in atto, che possono essere lievi o gravi, soprattutto a seconda della zona interessata.

Cura:

Se la diagnosi è precoce, il riposo del cavallo (sospensione da qualsiasi allenamento sportivo/gara/impiego equestre) e il bendaggio rigido sono il trattamento più comune. Il riposo e il bendaggio potrebbero richiedere il decorso di mesi. Non è auspicabile rimettere velocemente il cavallo al lavoro, perché si comprometterebbe la guarigione. 

Fino a che la parte compromessa non smette di avere infiammazione, il cavallo non può definirsi guarito. Può comunque fare vita normale da cavallo, senza forzature. Non deve cioè essere bloccato per mesi in un box. L'importante è che si muova da solo - sentendo dunque il dolore e autotrattenendosi di conseguenza da sforzi eccessivi, in un ambiente protetto, senza forzature e senza pericoli, dove non vada in ansia o in fuga perché si sente minacciato.

Esiste anche la possibilità di trattamenti medici più invasivi per il trattamento di casi particolari o cronici. Tra questi trattamenti, l'uso di vescicanti e la fusione articolare, chiamata artrodesi. Non è detto però il cavallo sia riportato al pieno della sua "funzionalità",  neppure con il trattamento invasivo. 

Nelle formelle che interessano l'articolazione, il cavallo va incontro da solo a un processo di anchilosi, irrigidimento dell'articolazione stessa. Nel tempo, e possono volerci molti mesi, cessa il dolore ma viene ridotta la mobilità dell'articolazione stessa, quindi il cavallo può vivere una vita dignitosa, ma di sicuro non sarà più un cavallo sportivo.

Nei casi meno gravi, il riposo, gli uguenti e le pomate anti infiammatorie, le cretate, le fasciature e al momento di riprendere l'impiego equestre un bravo maniscalco, possono permettere di conservare al cavallo una sua vita anche equestre.

Regole d'oro da rispettare per evitare - per quanto possibile - il peggio:

  • la tempestività con la quale si riconosce il problema
  • la pazienza di non affrettare i tempi di ritorno all'impiego equestre
  • la prevenzione nei limiti del possibile, non forzando i cavalli a eccessi per le loro potenzialità e caratteristiche

Ancora cavalli in fuga che se la rischiano grossa, inconsapevolmente.

Era fuggito nella notte per finire nel Canuale Lunense a Castelnuovo Magra, provincia di La Spezia ed è finito nel Canale Lunense. E' servito l'interento dei Vigili del Fuoco del comando provinciale della Spezia per salvarlo. Era in acqua già da tempo e in ipotermia. Un veterinario ha dovuto impiegare un lieve sedativo perché fosse possibile imbragare il cavallo, poi con l'ausilio della gru è stato sollevato. 

E' stato quindi possibile riconsegnarlo ai proprietari.

Lunedì, 24 September 2018 17:58

Furto da 20mila euro al maneggio L.A.104

A essere colpito dal raid, tra venerdì 21 e sabato 22 settembre, è stato il maneggio L.A.104 di Aonedis, nel comune di San Daniele del Friuli, dove si praticano le discipline western. 

Come spesso nei furti nei maneggi, anche in questo caso c'è chi pensa che i ladri abbiano agito su commissione.

Hanno infatti rubato delle selle da cavallo, sedici in totale, senza perlustrare null'altro, come se sapessero già dove erano e andassero a colpo sicuro.

Si tratta di selle da monta americana.

I carabinieri indagano sul furto.

Con i cavalli non si è mai cauti abbastanza.  

A Fratte, Salerno, ieri mattina, verso le 6.40, quattro cavalli si trovavano sulla tangenziale, mettendo in pericolo involontariamente se stessi, le autovetture e i loro conducenti di passaggio.

L'arrivo della polizia stradale ha scongiurato il peggio. Gli animali sono stati spostati illesi in un'area che ha consentito il ripristino della mobilità stradale. La asl veterinaria ha letto i microchip e identificato il proprietario, dalla cui proprietà i cavalli si erano allontanati probabilmente durante la notte.

Visto che nel salernitano vi è spesso il problema dei cavalli vaganti, i Comuni di Padula, Monte San Giacomo e Sassano per fronteggiare il problema hanno adottato un protocollo d’intesa. Una ditta convenzionata cattura, trasporta e mantiene gli animali in una scuderia, l’Asl ne identifica il proprietario che viene sanzionato amministrativamente e dovrà pagare i costi dell’intera procedura.

A parte rimangono le spese per eventuali danni a terzi. 

Se entro 10 giorni nessuno li rivendica, gli animali diventano di proprietà della ditta che li ha recuperati.

Castellaneta di Puglia, nel tarantino. Scovata una delle più importanti coltivazioni illegali di marijuana mai rinvenute in Puglia.

Si estende su circa 7.000 metri quadri lungo la Strada Provinciale 13, nelle adiacenze del fiume Lato.

La pertinenza in cui avveniva la coltivazione di cannabis corrisponde a una nota azienda agricola di allevamento cavalli.

Dalle piante sequestrate si sarebbero potuti ricavare oltre 10 milioni di euro. Arrestati 5 italiani e un marocchino.

Sono in corso ora specifici accertamenti da parte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, per ricostruire l'eventuale sodalizio nel business di coltivazione della cannabis.

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