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Horse Angels

La Redazione diretta da Roberta Ravello, Fondatrice di Horse Angels e della sua testata editoriale e casa editrice. Autrice di diversi libri a tema cavallo, laureata in scienze politiche, registrata presso l'Ordine dei Giornalisti di Bologna come Direttore di testata tecnica.

Trevignano Romano: cavallo cade in una vasca, salvato dai vigili del fuoco

Ci sono volute ore di intervento e le competenze dei Vigili del Fuoco per salvare un cavallo a Trevignano Romano. E' successo in via delle Settevene Palo 65. Sul posto due squadre dei pompieri di Roma con il supporto del nucleo SAF e della autogru.

Il cavallo era caduto in una vasca rurale di acqua e fanghiglia. L'intervento si è protetto per un paio di ore, ma alla fine il cavallo ne è uscito in relative buone condizioni e non è in pericolo di vita. 



Martedì, 18 September 2018 13:53

Conoscere il murgese per amarlo

La Puglia, come del resto molte regioni italiane, vanta un proprio cavallo "d'origine controllata e certificata" e si tratta sicuramente di una delle razze equine più pregiate del sud Italia e più amate dal pubblico, per la possenza e beltà dei soggetti: il murgese.

L'area di allevamento del cavallo Murgese si identifica con una determinata zona delle Murge, comprendente i territori ed i pascoli boschivi dei Comuni di Alberobello, Ceglie Messapico, Cisternino, Martina Franca, Locorotondo e Noci, di antica tradizione allevatoriale.

Le origini del cavallo Murgese risalgono all’epoca della dominazione spagnola. Stalloni arabi, berberi e andalusi contribuirono in modo determinante alla sua formazione. 

Tratti caratteristici

  • statura : 155–168 cm.(maschi) - 150–162 cm.(femmine)
  • testa di media lunghezza non leggera, ma assolutamente mai grossolana, a profilo montonino (per le linee più tradizionali) o rettilineo, mai camuso;
  • occhi dolci e vivaci;
  • fronte larga;
  • narici ampie;
  • orecchie di media grandezza ma ben diritte;
  • garrese largo e poco rilevato, con linea dorso-lombare quasi sempre corretta;
  • arti con buona intelaiatura scheletrica e masse muscolari ben sviluppate;
  • zoccoli molto resistenti e di colore nero, con unghia forte e compatta;
  • mantello generalmente morello corvino, più raramente grigio-ferro con testa di moro.

Stelle e liste, dal punto di vista della morfologia, e dunque del "pedigree", non sono tollerate, a favore del moro più puro.

Impieghi

Frequentemente utilizzati per spettacoli equestri, monta classica, alta scuola, attaccchi, monta minorchina e similari, si adattano anche a monta inglese ed equiturismo.

Temperamento

Il murgese è di temperamento vivace e fisicamente forte, prestante. Grazie all'allevamento brado in ambiente "ostile" all'agricoltura e allevamento intensivo, può conservare doti di rustichezza e frugalità che razze abituate all'allevamento domestico dell'uomo, alimentate solo da esso, non hanno. Visto che viene allevato brado, meriterebbe anche quando domesticato per la sella, una vita consona con le sue origini, con il rispetto delle libertà etologiche che andrebbero garantite a prescindere a ogni cavallo, e ancor di più ad un cavallo che ha conosciuto la libertà. Altrimenti detto, un recinto lo merita per poter sgambare a piacimento, e possibilmente anche bello grosso.

Martedì, 18 September 2018 11:09

Il tetano, un killer insidioso del cavallo

Fra le malattie infettive del cavallo è una delle più subdole che colpisce in particolar modo i cavalli che non sono sottoposti a piani di sorveglianza frequente e vaccinazione.

Si tratta di una malattia tossinfettiva causata da un bacillo che è presente in natura praticamente ovunque.

Si sviluppa meglio in assenza di ossigeno e genera spore resistenti. Il veicolo di contagio sono le ferite sporche e non curate o mal curate. Se il cavallo non è immunizzato al tetano, dall'ingresso in circolazione del bacillo alla comparsa dei sintomi possono passare alcune settimane. 

Sintomatologia: irrigidimento del corpo, orecchie dritte e sbarrate, occhio ritratto nell'orbita, fastidio per luce e rumori, digrignamento. Se compare anche la febbre le cose si mettono male e la prognosi è incerta. 

Cura:

  • disinfezione della ferita e sua chiusura
  • trattamento antibiotico
  • trattamento sintomatologico (gli effetti collaterali della patologia possono anch'essi portare al collasso del cavallo se non trattati)
  • siero antitetanico 
  • altro a seconda del caso studiato dal veterinario

La tempestività con cui si chiama il veterinario e si inizia la cura può determinarne il successo. Se si ritarda il trattamento è poi difficile salvare il cavallo.

Prevenzione:

  • disinfettare bene ogni piccola ferita per evitare che si infetti
  • chiamare il veterinario per suturare la ferita se è profonda o larga e quindi non ha la possibilità di rimarginarsi rapidamente da sola
  • vaccinazione per il tetano (si può partire con il piano vaccinale già dal puledro)

Questa volta l'iniziativa di denuncia pubblica di uno stato di abbandono dei cavalli di Corviale è partita dalla segnalazione di una cittadina, una fotografa romana a nome Stephanie Gengotti, attraverso un post divenuto virale su facebook.

In molti hanno risposto all’appello. Non è stata però la prima cittadina a mettere luce su questo fenomeno. Abbiamo rintracciato online precedenti "esposizioni" dell'uso a pascolo dei terreni circondanti il Serpentone di Corviale.

Questo turno, privati cittadini e animalisti sono accorsi per portare balle di fieno ai cavalli. Il titolare dell’allevamento è stato denunciato per maltrattamenti e sanzionato.

La Asl ha attivato un percorso di sorveglianza con ispezioni per monitorare come si evolve la situazione.

Le autorità hanno ispezionato a fondo l’allevamento e hanno individuato 8 cavalli, di cui due puledri in stato di denutrizione. Hanno individuato anche una fattrice in stato di magrezza evidente, legata alla posta sotto il sole. All’origine della malnutrizione c’è probabilmente uno problema di svezzamento non consono al benessere animale.

Non solo, oltre ai cavalli ci sono asini, capre e pecore

L'area sotto le palazzine è come se si affacciasse su un'area adibita a pascolo. Questo pezzo di periferia romana è una sorta di luogo libero, dove apparentemente ciascuno può allevarsi i propri animali da cortile, tra strutture precarie e fatiscenti, animali che brucano tra rifiuti, metallo, plastica e calcinacci sparsi.

Ebbene, poco ma sicuro, perché trovato documentato addirittura online, gli abitanti si sono rivolti già in passato alle autorità locali, ma senza risultati

Dato importante: l’area in questione sarebbe in teoria destinata a “verde pubblico o privato” secondo il piano regolatore, non a pascolo demaniale.

Dove la legalità è fatta rispettare, per pascolare gli animali ci vogliono licenze, permessi, autorizzazioni sanitarie, tracciabilità di origine e di destino e, persino, pagare le tasse se c'è un reddito dall'allevamento. Qui, invece, sembra prevalere un regime di ampia tolleranza, oppure di impotenza. Del resto il quartiere è dominato dal racket della malavita, e qui le leggi e le norme le stabiliscono i boss, non le municipalità. 

010301"Foto del 2012 di Riccardo Savinelli, Arvaliastoria.it"

Date le premesse, è chiaro che il prosequio della vicenda difficilmente sarà lineare.

In teoria, secondo le dichiarazioni uscite da parte dell'amministrazione, vi sarebbero i controlli in corso su liceità d'allevamento e sulla tracciabilità animale, affinché gli animali siano anche regolarizzati. 

Ma, quando non si è di primo pelo, dubitare di una soluzione strutturale è quasi un obbligo intellettuale verso se stessi.

Il punto da sottolineare di questa vicenda, infatti, è che al Serpentone i cavalli ci sono sempre stati, ma in passato pascolavano liberi nei terreni adiacenti, benché non sia certo che fine poi facessero.

Intanto, le stesse associazioni animaliste che si sono attivate, hanno chiesto che almeno i puledri siano portati via e affidati a una delle associazioni riconosciute con decreto ministeriale per l'affido di equidi da sequestro per maltrattamento.

Da quando però è scoppiata la vicenda, il 13 settembre ultimo scorso, i giorni sono passati, l'attenzione del pubblico e dei media è scemata, e parenti dell'allevatore si sono difesi su facebook, asserendo che hanno la certezza che, pagate le sanzioni per le eventuali irregolarità riscontrate, saranno in grado di tenersi gli equini e di portare avanti l'allevamento.

In questa vicenda ingarbugliata rischiano di perdere tutti qualcosa.

Purtroppo, la normativa italiana che sottende al sequestro per maltrattamento per animali da allevamento e da reddito, quali sono i cavalli, fa acqua da tutte le parti.

Sostanzialmente si fonda sulla consuetudine di interventi progressivi dove: "alla prima si perdona, alla seconda si sanziona e solo alla terza si bastona".

Scordandosi che stiamo parlando di esseri viventi, "deperibili", che spesso non sono in grado di aspettare che la burocrazia faccia il suo decorso per essere salvati. Questo sistema semina vittime, tanto che se non ci sono schelettri sulle proprietà interessate, difficilmente si arriva ai sequestri lampo, in cui gli animali sono portati via celermente, sottratti così a un destino potenzialmente infausto.

Horse Angels, insieme ai suoi consulenti, sta lavorando a un progetto di riforma della disciplina per quanto riguarda il sequestro degli animali da allevamento e da reddito, includendo anche quanto sia auspicabile che avvenga all'atto dell'eventuale confisca, perché si tenga conto che prima ancora di beni mobili, si sta trattando di esseri viventi la cui interazione con umani genera legami affettivi imprescindibili, responsabilità, onori e oneri, dei quali la burocrazia immobilista non può non tenere conto, come invece fa ora, danneggiando non solo gli interessi degli animali, ma anche di coloro che sono disposti a prendersene cura a proprio carico di spese pur di salvarli, colmando la lacuna di soldi pubblici da dedicare alla causa di questi salvataggi.

I primi otto vetturini hanno chiesto di trasformare le proprie licenze da tiro di carrozza a taxi, 6 hanno già ottenuto la licenza e due sono in corso di determina. Gli altri vetturini delle botticelle romane vedranno il da farsi, con l'obbligo attuale di convertirsi o trasferirsi nei parchi per lasciare le strade a traffico veicolare. 

Sembra dunque tratto il dado che, con gradualità, porrà fine - dopo innumerevoli anni di battaglie animaliste - alle carrozzelle di cavalli per il traino di turisti nel centro di Roma, nelle strade aperte anche al traffico veicolare.

Domenica, 16 September 2018 12:36

Azoturia, la malattia del lunedì del cavallo

L’azoturia è una patologia del cavallo che lo condiziona fortemente, procurandogli una potenziale forte debilitazione.

Il nome volgare – ‘malattia del lunedì’ – deriva dal fatto che essa può presentarsi in cavalli che vengono da un periodo di stacco dall'attività fisica e sportiva, alla quale non sono più abituati, e si presenta quando improvvisamente, senza adeguata preparazione atletica, è richiesto loro un grosso sforzo. Ad esempio alla domenica, dopo una settimana magari passata chiusi in box a non far niente, particolarmente grave per cavalli che non sono in forma fisica e che quindi risentono di più del passaggio estremo dal niente al troppo, il disagio si vede il giorno dopo, il lunedì, con il cavallo al collasso.

Un altro termine per indicare la malattia è ‘rabdomiolisi equina da sforzo’, poiché la patologia si manifesta attraverso problemi muscolari che si evidenziano nel tentativo di movimento, a causa dell'eccessiva produzione di acido lattico, che può dare infiammazione e spasmi muscolari.

Le cause della malattia non sono solo da ricercare nelle condizioni organiche e fisiche dell’animale, ma anche in una dieta scorretta, eventualmente caratterizzata da un contenuto eccessivo di carboidrati. Il disturbo, che rientra nel gruppo delle miopatie da sforzo, può anche essere causato da una inattività prolungata o da una preparazione muscolare non appropriata.

Classico esempio, cavallo che non fa niente tutta la settimana, non muscolato correttamente e che il proprietario pretende di portare in un trekkking impegnativo alla domenica, magari con partenza a mezzogiorno in una giornata di caldo terrificante di agosto.

All’origine dell’azoturia vi possono essere delle problematiche fisiche o dei traumi specifici, come anche un allenamento inappropriato per la richiesta di sforzo a cui è costretto ad adeguarsi il cavallo.

Anche particolari condizioni climatiche – eccessive per caldo o freddo, con cavallo non temprato per sforzi a quelle temperature – possono determinare questo genere di problemi fisici, danneggiando la muscolatura dell’animale. Un’altra causa è da ricercarsi nel tipo di alimentazione sovrabbondante in cereali, pane secco, carboidrati, non associata ad un movimento adeguato necessario a smaltirli.

I sintomi tipici di questa malattia comportano infiammazioni muscolari e conseguente dolore, presenza di acido lattico e zoppia. Gli arti inferiori tendono a soffrire di crampi e di spasmi perché irrigiditi e a questi si associano un'intensa sudorazione e accelerazione del battito cardiaco.

Il cavallo in sofferenza compirà dei movimenti mirati a distribuire il dolore spostando il peso da una zampa all’altra e incurvando la schiena.

In casi più seri della malattia può verificarsi una necrosi muscolare con la perdita di controllo dell’articolazione posteriore. La malattia deve essere trattata adeguatamente per scongiurare la comparsa di piaghe da decubito e il rischio di setticemia.

Il veterinario va chiamato immediatamente senza procastinare nei casi di sintomatologia grave. La terapia per la cura dell’azoturia si basa sulla somministrazione di farmaci che aiutano ad eliminare le scorie, a togliere il dolore e a tornare alla normalità.

PREVENZIONE

  • Non chiedere mai ad un cavallo uno sforzo superiore a ciò che è pronto a fare data la sua condizione fisica e preparazione atletica. Se si intende chiedere ad un cavallo uno sforzo importante, che sia di tipo agonistico, un trekking, il tiro di una carrozza, qualsiasi impiego, il cavallo deve essere preparato con gradualità, muscolato, portato nella forma fisica per poter compiere quello sforzo, altrimenti si tratta in tutto e per tutto di un maltrattamento, magari involontario, magari causato da ignoranza, ma sempre una negligenza che ha un responsabile.
  • Non somministrare mai ad un cavallo un'alimentazione inappropriata per le sue caratteristiche (età, condizioni di salute, stile di vita). L'ignoranza non è una scusa e chi ha un cavallo ha il dovere di informarsi correttamente sulla buona gestione dello stesso, alla fine di prevenire disagi all'animale causati dalla negligenza di chi se ne prende cura.

Trama del romanzo:

Francesco, un contadino vedovo con figlia e madre a carico, serve un proprietario di terre e pascoli a Ravenna,  un uomo avido di ricchezza e senza scrupoli. Quel poco di libertà che rimane a Francesco gli viene dalla custodia dei cavalli del padrone.

Ma Francesco viene punito per dei cavalli rubati da un gruppo di fuorilegge e costretto a lavorare nei campi come uno schiavo. Poi, quando arriva la chiamata per la leva obbligatoria, il padrone lo obbliga ad arruolarsi. Inizia la discesa in quell’inferno di ghiaccio e disperazione che è la guerra voluta da Napoleone per conquistare la Russia. Francesco però non è solo. C’è Berto, un cavallo della sua divisione. Berto è la sua àncora di salvezza, la sua unica speranza di salvarsi e di tornare ad una vita appagante.

Come andrà a finire? Il libro è un gotico equestre con suspense.

SCHEDA LIBRO

  • Titolo: Nevicava Sangue
  • Autore: Eraldo Baldini
  • Genere: gotico rurale
  • Conenuto: romanzo di 249 pagine
  • Editore: Einaudi
  • Data di prima pubblicazione: 2013

BaldiniSull'autore:

Eraldo Baldini è nato e vive a Ravenna. Nei suoi romanzi e racconti coniuga «gotico rurale», noir e horror in una vena originale. Per Einaudi Stile libero ha pubblicato Medical Thriller (2002), con Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi (riedito nella collana Super ET, 2006), Bambini, ragni e altri predatori (2003, Super ET 2017), Nebbia e cenere (2004 e 2012), Come il lupo (2006 e 2008), con Alessandro Fabbri, Quell'estate di sangue e di luna (2008), L'uomo Nero e la bicicletta blu (2011), Gotico rurale (2012), il libro che l'ha consacrato dodici anni fa, in una versione arricchita di nuovi racconti, Nevicava sangue (2013), Trilogia del Novecento (2106) e Stirpe selvaggia (2016). Con Giuseppe Bellosi ha scritto Halloween (2006). Ha partecipato inoltre all'antologia The Dark Side (2005). I suoi libri, ristampati piú volte, sono tradotti in varie lingue. Il suo sito Internet è www.eraldobaldini.it

E' di queste ore la notizia che contro le zanzare la Provincia di Oristano utilizzerà un piano di disinfestazione straordinario per proteggere tutti quanti, persone e animali, dalla febbre del Nilo occidentale. 

Anche la provincia di Sassari segnala casi di animali infetti. Il virus non attacca solo i cavalli, parte da infezione di uccelli migratori e attraverso zanzare vettori, infetta i mammiferi, tra cui l'essere umano.

42044664 2160982190818147 3967256721469997056 nUn cavallo è già morto a Sa Pramma, nell’agro di Oschiri, e due persone sono ancora ricoverate in ospedale dopo aver contratto la malattia.

L'infezione può colpire sia gli animali (in particolare i cavalli), sia gli esseri umani, ma la sintomatologia può essere lieve e dare solo un disturbo passeggero. I soggetti più a rischio di contrarre forme particolarmenti gravi di encefalite causate da questo virus, sono i soggetti anziani o già debilitati. 

La prevenzione attraverso appositi programmi di disinfestazione è sempre la strategia migliore. Possono poi essere messe in atto protezioni ulteriori, come le zanzariere e i vari sistemi per catturare o allontanare le zanzare, tenendo sotto controllo l'igiene, evitando la formazione di acquitrini e zone stagnanti dove si riproducono le larve.

Nei cavalli. Il virus viaggia attraverso la circolazione sanguigna fino a raggiungere il cervello e il midollo spinale, provocando un'encefalite con sintomi neurologici che possono essere gravi, per il cavallo la cura non solo è difficile - perché va presa per tempo - riconoscendo immediatamente i sintomi - ma molti proprietari la potrebbero considerare economicamente inopportuna, se per salvare il cavallo devono fargli fare un lungo periodo di ricovero in clinica senza la certezza che l'encefalite non lasci poi il cavallo con residui di problemi neurologici. 

Il virus si trasmette direttamente solo mediante le zanzare e non:

  • da cavallo a cavallo
  • da cavallo a persona
  • da persona a cavallo

Visto che per i cavalli la cura è costosa e difficile, la guarigione al 100% non scontata, essi possono essere protetti mediante la vaccinazione, che è fortemente raccomandata nelle zone a rischio che possono essere quelle paludose, con canneti, presenza di acque stagnanti, risaie. La vaccinazione va fatta prima dell'inizio della stagione delle zanzare. A stagione già iniziata, il cavallo può essere protetto con antiparassitari, e l'ambiente in cui vive trattato per mantenere l'igiene, prevenire la schiusa delle larve, evitando la formazione di acque putride e stagnanti che costituiscono l'habitat ideale per la proliferazione di zanzare. 

Casi di virus West Nile sui cavalli a Cisterna: interviene la Regione Lazio
„Ci

Cisterna, Latina, Virus West Nile, primi casi sui cavalli in provincia. Controlli sulle donazioni di sangue
secondo quanto riportato da un quotidiano locale, il virus della Febbre del Nilo occidentale è stato rilevato su tre cavalli. La Asl pontina, con la Rm/6, i Comuni interessati, il Ministero della salute e l’Istituto superiore di sanità, si legge, hanno avviato le procedure previste in casi del genere: la disinfestazione per eliminare le zanzare, la cura degli animali colpiti e la massima attenzione su eventuali trasmissioni all’uomo. 

Il virus della febbre del Nilo occidentale, più comunemente West Nile nell'ambiente equestre, si trasmette attraverso la puntura di zanzare portatrici, che fanno da vettori a volatili infetti.

L'infezione può colpire sia i cavalli sia gli esseri umani, ma la sintomatologia può essere lieve e dare solo un disturbo passeggero, solo in soggetti anziani o già debilitati magari si manifesta in modo violento. 

Il virus viaggia attraverso la circolazione sanguigna fino a raggiungere il cervello e il midollo spinale, provocando un'encefalite con sintomi neurologici che possono essere gravi per il cavallo, per il quale la cura non solo è difficile - perché va presa per tempo - riconoscendo immediatamente i sintomi - ma molti proprietari la potrebbero considerare economicamente inopportuna, se per salvare il cavallo devono fargli fare un lungo periodo di ricovero in clinica senza la certezza che l'encefalite non lasci poi il cavallo con residui di problemi neurologici. 

Il virus si trasmette direttamente solo mediante le zanzare e non:

  • da cavallo a cavallo
  • da cavallo a persona
  • da persona a cavallo

Visto che per i cavalli la cura è costosa e difficile, la guarigione al 100% non scontata, essi possono essere protetti mediante la vaccinazione, che è fortemente raccomandata nelle zone a rischio che possono essere quelle paludose, con canneti, presenza di acque stagnanti, risaie. La vaccinazione va fatta prima dell'inizio della stagione delle zanzare. A stagione già iniziata, il cavallo può essere protetto con antiparassitari, e l'ambiente in cui vive trattato per mantenere l'igiene, prevenire la schiusa delle larve, evitando la formazione di acque putride e stagnanti che costituiscono l'habitat ideale per la proliferazione di zanzare. 

Allevatori in grande allarme in tutta la zona di Bracciano, in provincia di Roma, per i crescenti furti di cavalli e vacche. Si calcola che dall’inizio dell’anno siano oltre ottanta i capi rubati nella zona. 

A questo punto c'è chi pensa che in loco gli zingari cavallari abbiamo allestito un macello abusivo dove gli animali, una volta sottratti ai legittimi proprietari, vengono immediatamente abbattuti in modo da far sparire ogni traccia.

Un allevatore della zona si è visto rubare in una sola notte ben tredici cavalli, riporta la cronaca locale.

Il fenomeno può dirsi esteso a tutto il territorio di Bracciano, in provincia di Roma, una zona particolarmente ricca di cavalli, perché si presta all'equiturismo.

Le autorità sono al corrente dei fatti, viste le numerose denunce presentate.

Ma ad oggi i responsabili di questi reati non sono stati individuati. Secondo i carabinieri sarebbe necessaria la flagranza di reato, non bastano le supposizioni per motivare un'indagine approfondita che richiederebbe l'investimento di ingenti risorse pubbliche per dei cavalli. 

E questo perché probabilmente sono stati rubati cavalli dal valore economico relativo, perché se fosse stato rubato qualche cavallo famoso, di qualche vip, forse si sarebbe messa in moto una macchina investigativa motivata per avere a questo punto qualche pista attendibile, qualche informatore affidabile e la speranza di un reinvio a giudizio.

I malviventi agiscono in genere di notte e non a caso, sanno dove andare a colpo sicuro.

Chi è stato derubato è attonito, non solo per la perdita economica, ma spesso anche affettiva quando si tratta di cavalli allevati per sport e ricreazione. A turbare è anche l’indifferenza ad oggi dimostrata dalle forze dell’ordine, dicono gli afflitti per la perdita.

Sicuramente i furti non avvengono a caso e i ladri conoscono gli allevamenti e li perlustrano prima di assegnare il colpo. Per questo hanno sicuramente qualche vedetta all'interno del mondo dei cavalli che suggerisce dove andare e quali cavalli rubare per farla franca.

Chiunque avesse lume dell'identità dei ladri, è pregato di informare le autorità di competenza: carabinieri o polizia. 

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