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Horse Angels

La Redazione diretta da Roberta Ravello, Fondatrice di Horse Angels e della sua testata editoriale e casa editrice. Autrice di diversi libri a tema cavallo, laureata in scienze politiche, registrata presso l'Ordine dei Giornalisti di Bologna come Direttore di testata tecnica.

Allevamento responsabile non significa nascite a caso. Specialmente in questo momento storico dove vendere un cavallo non è facile e si spende più ad allevarlo, posto che non si abbiano a disposizione enormi latifondi a pascolo inutilizzati, di quanto si prenderebbe a venderlo a sella quel cavallo, occorre pensarci bene prima di far nascere dei puledri. 

Questo articolo è diviso in due sezioni, da una parte la riproduzione responsabile, dall'altra la contenzione responsabile delle nascite. 

 

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Venerdì, 10 August 2018 09:34

La cura dei piedi del cavallo

I piedi e la loro cura sono fondamentali per prevenire zoppie e per equilibrare il cavallo.

Le unghie dello zoccolo vanno limate regolarmente da una persona competente e va prestata particolare attenzione alla ricrescita dell'unghia stessa e al pareggio funzionale anche per gli appiombi e dunque l'equilibrio del cavallo nelle sue andature. 

Un cavallo non dovrebbe essere impiegato in attività sportive che lo stato dei suoi piedi e articolazioni delle gambe non gli permettono di svolgere in modo sicuro, agevole e senza pericoli di deteriorare lo stato di salute di tendini e articolazioni, perché si sa, quando il cavallo è stato azzoppato definitivamente, pochi proprietari, checché sia registrato nel passaporto, sono disposti a mantenerlo fino a morte naturale.

La prevenzione delle patologie del piede è dunque uno strumento principale di responsabilità nel possesso del cavallo sportivo, o comunque non destinato alla produzione alimentare.

La scelta tra ferrare e tenere l'equino scalzo va ponderata a seconda di tante variabili, tra cui le condizioni di salute dell'equino, l'utilizzo che se ne fa, il tipo di gestione, il tipo di fondo su cui il cavallo soggiorna abitualmente, le varie problematiche che si presentano strada facendo.

Se si opta per il cavallo scalzo, va tenuto presente che l'unghia necessita comunque di pareggio qualificato. 

La transizione tra l'una e l'altra condizione, ferrato/scalzo, va seguita con attenzione, tenendo presente in primo luogo le esigenze dell'equino e il suo benessere, il suo sentirsi a proprio agio e l'appoggio sicuro sul terreno, l'impatto nel lungo periodo e tutte le altre variabili di cui si è accennato sopra.

E’ buona prassi controllare le referenze di pareggiatori/maniscalchi e affidarsi a persone esperte, che abbiano una buona reputazione. Gli zoccoli normalmente necessitano di essere rivisti ogni 4-8 settimane. La frequenza nel pareggio delle unghie dipenderà da vari fattori, tra cui la salute, la nutrizione, l'età, il fondo su cui soggiorna l'equino, quanto l'equino cammina al giorno e l'impiego, in generale, che se ne fa.   

I piedi dei cavalli devono essere controllati spesso. Se il fondo su cui stabula è melmoso, o comunque ristretto e quindi il cavallo stabula su deiezioni, i piedi hanno bisogno di cure anche quotidiane.

I piedi vanno esaminati per segni di disagio, ferite, lesioni, materiali estranei, impatto sul suolo, tenuta dei ferri se calzati, stato di benessere del fettone, insorgenza di infezioni. 

Ricordarsi sempre che prevenire è meglio che curare. A tal proposito, ogni proprietario responsabile si doterà degli strumenti minimi di cura del piede, dal nettapiedi ai prodotti igienizzanti e protettivi per suola e zoccolo, al numero di telefono di uno o più maniscalchi/pareggiatori qualificati sul proprio territorio.

Mentre la salute del cavallo potremmo definirla con l'assenza di malattie diagnosticabili, per benessere va inteso un concetto assai più ampio, che comprende gli aspetti psicologici del vivere. Questo articolo è centrato sulla prevenzione di malattie attraverso una buona conoscenza di base del cavallo e dunque sul concetto di salute, non su quello di benessere per il quale troverete molti articoli su Horse Angels appositamente dedicati a far contento il cavallo, non solo a preservarlo da malattie diagnosticabili.

Oltre alle cure di base, cibo, acqua, luogo idoneo per ospitare equini, cure veterinarie e podologiche al bisogno, diciamo il minimo essenziale, che basta per i requisiti di legge, in una società di benessere avanzato, che coinvolge anche gli equini domestici, si va oltre ai bisogni di base per mantenere in vita il cavallo, e si includono i bisogni secondari, quelli finalizzati non solo a preservare la salute, bensì a massimizzarla per ottenere un benessere fisico e psicologico dell'animale. Ecco di seguito i beni secondari, non trascurabili, per la felicità degli equini.

Esercizio

Cavalli e pony richiedono un adeguato esercizio fisico oppure la libertà di esercitarlo a piacimento.  e questo richiederà tempo e sforzo da parte del proprietario o custode. La maggior parte degli equini scuderizzati potrà trarre beneficio dall'affluenza giornaliera nei recinti di sgambamento (paddocks) o pascoli, dove è possibile socializzare con simili.

Questa buona pratica può alleviare i vizi da stalla (ticchio d'appoggio, ballo dell'orso e similari). Se l'affluenza ai recinti non è fattibile, il cavallo scuderizzato dovrebbe ricevere esercizio quotidiano regolare, a meno che non ci sia il parere contrario di un veterinario per questioni di salute.

Formazione

• I cavalli richiedono una gestione calma, coerente e competente. I cavalli rispondono meglio all’ approccio fermo ma gentile. Se non siete sicuri di come gestire al meglio il cavallo, è utile cercare la consulenza di un operatore del settore.

• E' disdicevole provocare sofferenze inutili agli animali, quindi ogni disciplina equestre deve essere adeguata e misurata alle possibilità dell'individuo equino, includendo tra i fattori da tenere in considerazione la sua età, le condizioni di salute, le sue predisposizioni e la sua indole.

• Qualsiasi metodo di contenimento utilizzato per facilitare la gestione del cavallo dovrebbe essere il più delicato ed efficace tra quelli disponibili, praticato da una persona competente e solo per il periodo minimo necessario. I sedativi devono essere utilizzati solo se prescritti da un veterinario. La posta permessa solo per lo stretto tempo necessario, non può essere un metodo di detenzione fissa. 

Socializzazione

• I cavalli sono animali da branco e preferiscono vivere in gruppi sociali. Idealmente gli equini necessitano di vivere con membri della loro stessa specie ma, ove ciò non sia possibile, si può pensare ad animali compatibili, come le caprette. Godono della presenza dell'uomo e quindi se non hanno altri equini a fare loro compagnia avranno necessità di un contatto più frequente e assiduo con gli esseri umani. Gli asini hanno esigenze ancora più elevate di socializzazione e possono ammalarsi se separati da un compagno.

• I cavalli vanno trattati come individui, anche se tenuti in gruppo. Se si ha intenzione di formare nuovi gruppi si devono prendere alcune precauzioni iniziali, nella fase di adattamento. Il rischio può essere ridotto aumentando lo spazio a disposizione e/o inserendo l'individuo nuovo per lassi di tempo brevi per cominciare. Altra precauzione fondamentale, togliere i ferri ai posteriori a tutti gli equini durante il periodo di introduzione. Il gruppo va monitorato fino a che l'inserimento del nuovo soggetto non sia andato a buon fine.

• Tra i cavalli che vivono in gruppo si sviluppa un ordine gerarchico. E' importante essere consapevoli della possibile predominanza di alcuni individui e prestare attenzione affinché a tutti i cavalli sia assicurata l'alimentazione e l'acqua di cui hanno bisogno. Gli individui in gruppi più grandi sono suscettibili a maggiore competizione per il cibo, per l'acqua, per il riparo e per la posizione sociale. Devono essere adottate misure per identificare gli individui che hanno maggiori difficoltà e quindi esigenze di controllo più elevate.

• Individui aggressivi potrebbero necessitare di un posto a parte. Individui incompatibili vanno tenuti separati. Tra i soggetti per i quali va considerata una sistemazione separata ci sono: stalloni, puledri, soggetti con testicoli ritenuti o castrazione incompleta, cavalle gravide o con puledro in allattamento.

• Come regola generale, più cavalli si hanno maggiori sono il tempo, lo sforzo e le risorse necessarie per salvaguardare il loro benessere.

• Gli stalloni hanno esigenze particolari e non sempre sono accettati nelle gestioni di gruppo, perché potrebbero diventare competitivi, specialmente se ci sono femmine nel circondario. Se si tratta di soggetti che non possono essere castrati, è importante che ricevano adeguatamente l'esercizio fisico e la stimolazione ambientale di cui hanno comunque bisogno. Tenuti a parte è un conto, isolati e reclusi un altro.

È essenziale che tutti i cavalli abbiano accesso continuo a una fornitura di acqua fresca e pulita.

La disidratazione, infatti, può compromettere seriamente la salute di un cavallo, fino al punto da renderla irrecuperabile se si danneggiano i reni e altre funzioni vitali. Poca acqua, può portare anche alla stitichezza e a problemi di coliche. Per questo, l'acqua dovrebbe essere sempre presente, pulita, e il cavallo poter bere tutte le volte che lo desidera.

Se non si ha a disposizione l'acqua corrente, occorre regolare con frequenza la somministrazione di acqua fresca e pulita con secchi e affini, in modo che il quantitativo adeguato di liquidi sia comunque frequente e regolare.

Fonti d'acqua naturali come ruscelli non sempre sono soddisfacenti, in quanto potrebbero essere contaminati; in questo caso un approvvigionamento alternativo potrebbe essere utile. Se l'acqua arriva dal pozzo, assicurarsi che sia pulita e abbondante. Se arriva da un ruscello, assicurarsi che non sia sabbiosa. Prestare particolare attenzione durante i periodi di caldo afoso, in cui gli animali bevono di più, o durante le gelate, quando i tubi possono congelarsi.

Gli abbeveratoi o i secchi devono essere fissati saldamente a una altezza comoda per consentire agli animali di bere con comodità e per evitare gli incidenti. Controllare spesso le fonti di abbeveraggio per garantire che non ci siano ostruzioni o problemi di potabilità.

Per i cavalli scuderizzati controllare spesso le beverine, per verificare se il funzionamento è corretto e per pulirle dai detriti e dalle muffe.

Tutte le fonti di abbeveraggio vanno controllate regolarmente per evitare l'accumulo di alghe e altri detriti.

La pulizia va fatta con sostanze atossiche.

I secchi d'acqua, se i cavalli sono tenuti temporaneamente alla posta, dovrebbero essere riempiti a intervalli regolari in modo che vi sia accesso continuo all'acqua potabile. I contenitori d'acqua è preferibile che siano a prova di caduta, facili da pulire e posizionati laddove possano essere raggiunti con facilità dall'animale.

Il peso e la condizione nutrizionale del cavallo vanno monitorati con regolarità per evitare il peggio. L'alimentazione va aggiustata secondo stagione, età, problematiche di salute ed esercizio fisico affinché l'equino mantenga il suo peso forma.

Il grafico sotto riportato, basato su un sistema di indagine definito Body Condition Score, mostra a sinistra il cavallo e a destra l'asino, da eccessivamente magro a una condizione di obesità, partendo dall'alto verso il basso.

La forma ideale è la quarta dall'alto per il cavallo e la terza dall'alto per l'asino.

 

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Un'alimentazione eccessiva a lungo termine porta all'obesità, che non è un vantaggio per l’equino, anzi, può essere sinonimo di problemi di salute. Si consiglia di correggere la dieta se è in eccesso, discutendola con un veterinario di fiducia. Qualsiasi cambiamento di dieta non può essere repentino, per evitare le coliche, cioè la prima causa di mortalità per gli equini.

L'obesità e l'eccesso di cibo rimangono le principali cause di laminite. I cavalli che sono in sovrappeso sono ad alto rischio di svilupparla. Essa può essere associata con il consumo di una quantità eccessiva di erba fresca e ricca di proteine. Per ridurre questo rischio, si può limitare il pascolo ad alcune ore del giorno.

La laminite può colpire anche cavalli che non sono in sovrappeso ma alimentati in modo scorretto (eccesso di concentrati, mangimi, granaglie). Una volta che l'equino ha sviluppato la patologia, anche se recuperato in tempo, mantiene la predisposizione e la sua dieta preventiva va controllata per il resto della vita dell'individuo.

L'obesità negli asini può causare problemi metabolici in aggiunta a quelli di cui sopra. Occorre adottare delle precauzioni supplementari per evitare l'obesità negli asini.

Allo stesso modo, l'eccessiva magrezza non è un bene per gli equini. Dalle costipazioni all'indebolimento del sistema immunitario, qualsiasi deficit di alimento, per quantità o qualità, può portare a gravi deficienze fino alla morte dell'equino.

Un cambiamento improvviso di appetito, o una diminuzione di peso, possono essere il segno di cattiva salute e si dovrebbe prestare molta attenzione agli animali per valutare in tempo altri segni clinici di malattia.

Le esigenze nutrizionali di un cavallo variano durante la sua vita. Puledri, fattrici gravide e cavalli anziani hanno esigenze alimentari speciali. Se qualcosa vi preoccupa perché l'aspetto dell'equino non è dei migliori, consultate per tempo un veterinario/nutrizionista.

I cavalli necessitano di un accesso circa costante al cibo durante la giornata. Se un cavallo rimane nel suo box per lunghi periodi di tempo, è opportuno somministrargli foraggio ad intervalli regolari per cercare di imitare il modello naturale di pascolo dei cavalli. Se i cavalli sono a dieta, ci sono modi per ridurre il volume di cibo consumato in un dato tempo, pur consentendo abitudini alimentari naturali (ad esempio utilizzando reti con piccoli fori, limitando l'affluenza in una zona con pascolo ristretto o dividendo il pascolo).

Eventuali cambiamenti di dieta (aumento di volume, cambiamento di mangime o fieno ecc) dovrebbero essere fatti gradualmente. I cambiamenti improvvisi possono portare a disturbi gastrointestinali, tra cui coliche e diarrea, e vanno evitati.

I proprietari con poca esperienza, o quelli che stanno verificando dei problemi con l'alimentazione degli equini custoditi, farebbero bene a consultare esperti di alimentazione equina per correggere la dieta quanto prima.

Sabato, 04 August 2018 11:11

La detenzione del cavallo alla posta

La posta può essere definita come un sistema per ancorare in sicurezza un cavallo in una zona desiderata perché non si muova liberamente. Non è un metodo di detenzione adeguato per un periodo lungo, in quanto limita la libertà di movimento, di trovare cibo, acqua, riparo, protezione dalle intemperie e dagli attacchi dei predatori.

Inoltre, può rappresentare un rischio per l'incolumità del cavallo se, nel tentativo di liberarsi, si impiglia o si ferisce.

La posta, protratta troppo a lungo, è un maltrattamento in quanto incompatibile con l'etologia dell'equino.

Lo stesso dicasi per altri metodi di contenimento coercitivo, ancora usati in alcune zone d'Italia, come le pastoie, corde legate agli anteriori dell'equino che gli limitano lo spostamento e gli invalidano l'andatura naturale. Le pastoie vengono ancora utilizzate da allevatori che non dispongono di recinti idonei al pascolo e che lasciano i cavalli in pascoli aperti, magari demaniali. Vengono utilizzate anche da persone che fanno trekking a cavallo, come metodo di contenzione temporaneo.

E' senso comune oggi considerare questi strumenti al limite del maltrattamento quando costituiscono la detenzione abituale, perché non rispettano l'etologia dell'animale e in particolare le 5 libertà.

Se vedete cavalli in pastoie, cercate di comprendere se ci sono lesioni sotto le corde, per capire l'intensità con la quale le pastoie sono utilizzate. Per l'attuale normativa, infatti, a meno che non ci siano lesioni, non si riesce a provare l'intensità dell'utilizzo, e quindi l'ipotesi di maltrattamento o cattiva gestione.

La posta può essere utile come metodo eccezionale di contenimento a breve termine (ad esempio durante un trekking, o nei casi in cui il cavallo deve essere visitato e medicato, o gli si devono fare i piedi, etc). Quando i cavalli sono tenuti legati necessitano di supervisione costante. I cavalli tenuti alla posta necessitano di ispezione frequente, e l'acqua va loro fornita con regolarità. 

Venerdì, 03 August 2018 11:07

La scuderia o stalla per cavalli

Aspetti del benessere che dovrebbero essere considerati quando si costruisce o modifica la scuderia, o stalla, per la sicurezza e il comfort degli equini: la facilità di accesso, la spaziosità per favorire il libero movimento, la luminosità, il drenaggio e la ventilazione. Se mal progettata o gestita, la stabulazione può influire negativamente sulla salute fisica e psicologica degli equini, nonché determinare rischi per la sicurezza (vedi incendi).

Le seguenti raccomandazioni riguardano le varie forme di alloggio al chiuso, tra cui i box, le stalle e i fienili.

Costruzione: lo spazio stabulabile dagli equini non deve avere sporgenze, inceppi, ostacoli, che possano causare lesioni. Tutte le superfici vanno studiate per una facile pulizia e disinfezione. Se le superfici sono trattate con vernici atossiche o sono in legno, occorre prendere in considerazione dei sistemi per conservare in buono stato la struttura.

Dovessero essere impiegate delle rifiniture di pregio, come anelli per legare i cavalli, mangiatoie, abbeveratoi, queste utilità devono essere libere da bordi taglienti e posizionate in modo tale da evitare lesioni. Se vengono utilizzate delle reti per il fieno, esse andrebbero fissate all'altezza della testa del cavallo, permettendogli di mangiare comodamente, ma evitandogli il rischio di inciampare o rimanere intrappolato nelle maglie della rete quando questa è vuota.

I pavimenti vanno progettati per l'antisdrucciolo e per un buon drenaggio al fine di garantire l'igiene.

Le porte necessitano di un varco minimo di m 1,25. L'altezza della porta deve consentire all'equino di guardare fuori con la testa. La porta deve potersi saldare con sicurezza. E' importante che la parte superiore della porta consenta la ventilazione e l'entrata della luce naturale.

Le pareti laterali è meglio, per la psiche del cavallo, che consentano la vista e socializzazione tra equini (è poi compito del custode appaiare cavalli che vadano d'accordo tra loro, per evitare che la contiguità crei problemi di sicurezza).

I soffitti dovrebbero essere abbastanza alti da fornire un'adeguata ventilazione. Questo significa prevedere uno spazio di 80-90 cm dalla testa del cavallo, quando stabula in posizione eretta, al soffitto del box.

I cavalli necessitano di luce il più possibile naturale, nel rispetto dell'ora e della stagione. Attraverso finestre, sfiati e illuminazione elettrica, si potrà ottenere una luminosità equilibrata. L'illuminazione artificiale è necessaria per consentire l'ispezione e la gestione sicura dei cavalli in ogni momento. A tal proposito, i bulbi delle lampadine devono essere racchiusi tra accessori di sicurezza, con cablaggio assicurato ben fuori portata dal cavallo.

Le finestre, o portefinestre, anche se accessoriate con le sbarre, devono consentire un’adeguata circolazione dell'aria. E' raccomandato che le porte delle stalle abbiano la parte superiore sempre aperta per consentire al cavallo di guardare fuori, così che possa intrattenersi con quello che succede attorno a lui.

Serve una ventilazione adeguata in qualsiasi tipo di alloggio per equini, e ciò è essenziale per la salute degli animali. I cavalli possono sviluppare patologie respiratorie e altri problemi di salute se custoditi in luoghi poco ventilati. I livelli di polvere all'interno delle stalle dovrebbero essere ridotti al minimo e la ventilazione favorita anche in modo meccanico, ad esempio attraverso pale poste nel corridoio di accesso ai box, se necessario.

 Dimensioni: siccome gli equini possono avere misure assai diverse a seconda della razza, è difficile impostare una dimensione ideale univoca per ogni tipo di box, stalla, scuderia o fienile.

In linea di massima, ogni cavallo dovrebbe avere lo spazio sufficiente per sdraiarsi, rialzarsi, girarsi attorno in modo confortevole.

I box per fattrici richiedono dimensioni decisamente maggiori. Gli accessi devono essere sufficientemente grandi da consentire un passaggio sicuro.

Dimensioni raccomandate per i box (sono misure "inglesi", mediamente più grandi di quelle riportate dal Codex di corretta gestione per gli equini redatto dal Minsal italiano). Abbiamo preferito riportare le misure inglesi perché nel 3x3 m convenzionale molti cavalli rischiano di imboxarsi... il 3x3 andrà bene per un cavallo medio... sicuramente non è confortevole per un cavallo da salto tedesco, che può misurare oltre il 170cm al garrese. Nel dubbio, se dovete costruire una scuderia... più grande è il box, maggiore il comfort e minori i pericoli che il cavallo sdraiandosi, si incidenti poi nel rialzarsi.

• Cavalli stazza media: 3.65m x 3.65m

• Cavalli stazza grande: 3.65m x 4.25m

• Pony: 3.05m x 3.05m

• Doppi pony: 3.05m x 3.65m

• Box fattrice: 4.25m x 4.25m

• Muli: 3.65m x 3.65m

• Asini di stazza piccola: 3.05m x 3.05m

• Asini di stazza grande: 3.05m x 3.65m

I cavalli imbrancati possono essere tenuti insieme in granai comuni, ma bisogna supervisionarli al fine di garantire che tutti i cavalli ottengano un adeguato accesso al fieno, alle granaglie e all'acqua. Lo spazio deve essere sufficientemente ampio da consentire il libero movimento e la possibilità di sdraiarsi anche contemporaneamente. Un’attenzione in più va dedicata alla selezione di branchi con individui tra di loro compatibili caratterialmente, mentre i cavalli potenzialmente aggressivi andrebbero separati per questioni di sicurezza. Le fattrici a termine, e quelle con puledro in allattamento al seguito, possono avere esigenze particolari per le quali è opportuno un alloggio separato dal resto del branco.

E' importante fornire una lettiera adeguata nei box per cavalli. Il suo ruolo è quello di fornire isolamento, protezione, comfort. La lettiera deve essere in materiale atossico, privo di muffe e polveri eccessive, e permettere un drenaggio efficace. Il materiale di cui è costituita la lettiera deve avere potere assorbente sufficiente a mantenere il fondo asciutto e a contribuire, così, a una respirazione salubre. Se il fondo del box è costituito da un tappeto in gomma, va comunque utilizzata un minimo di lettiera igienica per assorbire l'urina. Qualsiasi sia il tipo di lettiera usata (paglia, truciolo, lolla et... ), va cambiata e pulita regolarmente.

L'incendio è sempre un rischio nelle scuderie. I locali devono essere progettati per incorporare le raccomandazioni di sicurezza antincendio fornite dalla comunità locale e dagli enti di competenza. Tutti i liquidi altamente infiammabili e i materiali combustibili vanno riposti lontano dai box dove alloggiano i cavalli. Nelle scuderie dovrebbe essere posto il divieto di fumare.

Tutte le attrezzature e servizi (unità di illuminazione, estintori e sistemi di allarme) vanno tenuti puliti, ispezionati annualmente da una persona competente e mantenuti in buono stato di funzionamento. L'impianto elettrico deve essere installato, manutentato, ispezionato regolarmente da un elettricista qualificato in conformità alle norme vigenti. Tale elettricista rilascerà anche la certificazione di impianto a norma. Tutto il cablaggio e gli accessori devono essere inaccessibili ai cavalli, ben isolati, al riparo da roditori e avere la messa a terra. Se si utilizzano prolunghe, occorre adottare misure di sicurezza per ridurre il rischio di lesioni ai cavalli. Con un’adeguata messa a terra di tutto l'impianto, e un buon dispositivo di protezione a corrente differenziale, il rischio di incendio e di folgorazione può essere ridotto notevolmente.

Occorre avere un piano di evacuazione in caso di incendio, in modo da sapere in anticipo come attuare le procedure di emergenza di evacuazione dei cavalli.

Lunedì, 30 July 2018 13:54

Piante tossiche per i cavalli

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