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Horse Angels

La Redazione diretta da Roberta Ravello, Fondatrice di Horse Angels e della sua testata editoriale e casa editrice. Autrice di diversi libri a tema cavallo, laureata in scienze politiche, registrata presso l'Ordine dei Giornalisti di Bologna come Direttore di testata tecnica.

Domenica, 16 Settembre 2018 11:24

Il richiamo del Vento, di Amelia Impellizzeri

Il Richiamo del Vento di Amelia Impellizzeri torna a far parlare di sé con una nuova premiazione, a due anni di distanza dall'uscita del romanzo.

Risulta infatti finalista al Booktrailer Premium, Cinema e Libri 2018, per il trailer qui di seguito mostrato in video: 

Il romanzo:

Tornado viene rubato, una notte, dal tranquillo maneggio svizzero dove viveva, e portato illegalmente in Sicilia, a Siracusa, insieme a un altro cavallo suo amico, Myway. I due devono affrontare le peripezie di un viaggio doloroso, sofferenze e maltrattamenti. Gabriele abita a Siracusa e adora i cavalli. Il padre, Aldo, possiede un bellissimo cavallo morello, Ivan, con il quale gareggia nei concorsi ippici, e Gabriele sogna il momento in cui anche lui potrà possedere un cavallino suo, alto, bello e nero come Ivan e saltare gli ostacoli seguendo l'esempio del padre, che considera un eroe.

I premi:

Tra i 5 finalisti, come trailer, il vincitore si saprà alla premiazione il 7 ottobre, di Booktrailer Premium - Cinema e Libri 2018 -
Vincitore di Voci per i Cavalli 2016, il Premio Letterario organizzato annualmente da Horse Angels
Menzione speciale al Premio Cinema e Libri 2016

Foto autori DM Edizioni Impellizzeri 15L'autrice:

Amelia Impellizzeri è nata a Como, città alla quale è rimasta legata nostalgicamente, anche se risiede a Catania da anni. Nonostante sia parzialmente audiolesa a causa di una parotite in età infantile, ha sempre affrontato con coraggio e determinazione le vicissitudini della sua non facile esistenza, attingendo forza da se stessa, e sfidando gli ostacoli derivanti dall’incolpevole menomazione.

Ha conseguito la laurea all’università di Catania con il massimo dei voti e l’abilitazione alla professione forense, ha svolto per anni la libera professione ed è stata collaboratrice part time presso il Teatro Stabile di Catania. Dopo i recentissimi successi letterari si sta dedicando esclusivamente all’attività letteraria.

Giocatrice di bridge, appassionata da sempre di sci e di equitazione, amante della passeggiate in alta montagna; la sua innata sensibilità, unita a un profondo amore per la natura e gli animali, l’ha fatalmente spinta verso la poesia e, in passato, verso la pittura di tipo fantastico-onirico. Citata nel “Comanducci”, in “Bolaffi” e in “Praxis Arte”, con mostre in Italia e all’estero, premi e riconoscimenti come pittrice e poetessa.

Esponente di spicco dell’Associazione Culturale del Club degli Autori e membro del sito di Poesia Italiana Contemporanea, ha collaborato in qualità di autrice, con un proprio racconto, al progetto letterario Realfiabe, di notevole successo e valore didattico. Amelia Impellizzeri è stata una delle pochissime personalità del mondo della scrittura ad aver vinto il prestigioso premio Braille, nel 2012. 

Martedì, 24 Luglio 2018 11:17

Carpe librum, pubblica il tuo libro con noi

HORSE ANGELS: i libri per chi ama i cavalli e vuole aiutarli...

Selezione Opere Letterarie

Il network editoriale Horse Angels valuta, per la pubblicazione, opere di narrativa (romanzi/raccolta di racconti) o saggistica.

Gli autori delle opere ritenute idonee per la pubblicazione riceveranno una proposta editoriale.

I dattiloscritti non saranno restituiti, ma è possibile inviare la proposta editoriale anche come pdf via email. 


Horse Angels, nella sua veste di Editore, nasce nel 2011, specializzandosi in libri che parlano di cavalli e con l'obiettivo specifico di sostenere le iniziative dell'associazione senza scopo di lucro, alla quale sono devoluti i proventi dell'attività editoriale.

Per la selezione dei testi abbiamo ideato il concorso "Voci per i Cavalli", che ha molte sezioni, per permettere di far emergere più opere meritevoli di pubblicazione.

I libri di Horse Angels intendono offrire storie di narrativa, oppure saggistica, improntati alla sensibilizzazione per una cultura di rispetto per gli animali e le persone. Sono generalmente adatti ad un pubblico di tutte le età.

Potete vedere e acquistare tutti i libri di Horse Angels cliccando qui.


* NOTA PER GLI AUTORI

Gli autori che pubblicano con Horse Angels destinano i proventi della loro opera alle attività statutarie dell'associazione. 

Le opere da valutare possono essere inviate in cartaceo o in supporto elettronico.

Inviare i testi inediti ed i dati dell'autore (nome, cognome, indirizzo postale completo e recapito telefonico) all'indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o per posta tradizionale a Horse Angels, Casella Postale 84, 47042 Cesenatico FC.

DOVE ACQUISTARE I LIBRI HORSE ANGELS
Potete acquistarli direttamente cliccando qui oppure ordinandoli via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Con l'acquisto diretto tutto il ricavato viene devoluto in beneficenza, mentre l'acquisto in libreria comporta un minor introito per Horse Angels, per questo vi raccomandiamo di ordinare direttamente i libri da noi.

I libri di Horse Angels, oltre a essere acquistabili con ordine diretto - telefonico, via mail o su questo sito -  sono distribuiti su Ibs e altre librerie online. 

Hai una proposta editoriale che potrebbe fare al caso di Horse Angels? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Domenica, 23 Ottobre 2016 11:11

L'edizione 2016

L’amore per i cavalli, si sa, è una potente fonte d’ispirazione. La gioia e le emozioni che questi animali tanto nobili e belli sanno trasmettere sono state molte volte decantate nel corso della storia. Ognuno di noi ha di certo un qualche ricordo, un momento della propria vita o un sogno legato all’immagine del cavallo. Ecco che, il concorso letterario “VOCI PER I CAVALLI”, vuole essere un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati. Chiunque può partecipare presentando una sua opera originale avente come protagonisti gli equini.

Il concorso, giunto alla sua IV edizione, è promosso dall’associazione HORSE ANGEL ONLUS, da anni impegnata nella tutela degli equidi, nel combattere il maltrattamento, perseguendo legalmente i casi di reato, nel promuovere il ricollocamento dei cavalli a fine carriera e nel diffondere una cultura imperniata sul rispetto per questi animali straordinari.

L’iniziativa è diventata sempre più un momento d’incontro, sia per gli amanti dei cavalli, sia per scrittori ed artisti in erba. I fan si contano a migliaia e anche il numero dei partecipanti è aumentato in modo esponenziale, confermando non solo la fiducia nell’operato dell’associazione, ma, anche, il crescente valore artistico della competizione.

Le categorie in gara per il 2016 sono state 3: opere edite, inediti e multimediali. Tutti i lavori presentati sono stati valutati da un comitato di lettura composto da: Roberta Ravello per Horse Angels, Giordana Marcolini per ASI Sport Equestri, Francesca Primicerio per UCIF Un cavallo in famigliia, Barbara Scapolo per Cavaldonato Communications. In seguito, le opere aventi i requisiti sono state presentate al pubblico sul sito web www.vocipericavalli.it. Rispetto alle precedenti edizioni, quest’anno è stata introdotta la giuria popolare che, mediante l’apposita piattaforma di voto, ha decretato il vincitore per la sezione editi, distribuendo tra i 14 partecipanti alla sezione ben 15.594 voti complessivi sotto forma di click in pochi giorni.

Per la sezione editi, si è classificata al primo posto Amelia Impellizzeri con il romanzo “Il richiamo del vento”.  Scrittrice emergente, la Impellizeri ha narrato la storia verosimile di Tornado, un cavallo che viene rubato dal tranquillo maneggio svizzero dove viveva, e portato illegalmente in Sicilia, a Siracusa, insieme a un altro cavallo suo amico, Myway. I due devono affrontare le peripezie di un viaggio doloroso, sofferenze e maltrattamenti, ma vengono riscattati per essere impiegati nell’ippoterapia, dove Tornado dà prova di essere a sua volta un salvatore, interagendo con un piccolo umano, Gabriele, affetto da disabilità temporanea.

Per la sezione inediti, si è aggiudicata la vittoria Paola Iotti con l’opera “Il cavallo, un’amicizia che va oltre il possesso: tredici brevi racconti di cavalli, donne e uomini. Storie di sportivi consapevoli come Luca Moneta, o diversamente abili come Sara Morganti, di cavalli famosi come Secretariat, galoppatore statunitense degli anni ‘70. Lo stupore creato da un cavallo tedesco che sa fare i conti e lo spelling. Ma anche narrazioni che denunciano la sofferenza di equini sconosciuti che rimarranno senza nome. Destrieri che, attraverso l’ippoterapia, regalano benessere fisico e psichico o che rieducano i carcerati.

Nella sezione multimediali si è imposta Manuela Modica con uno scatto che è stato scelto per diventare la copertina del libro della Iotti.

Tra i partecipanti alla sezione editi, citiamo, in ordine alfabetico: Sabina Antonelli,  il quintetto Patrizia Carrano - Maria Lucia Galli - Dacia Maraini - Paola Mastrocola - Sandra Petrignani, Samanta Catastini, Paola Iotti, Maria Franchini con Marthe Kiley-Worthington, Alessia Giovannini,  Enrico Querci, Alexandra Rieger, Giulia Moretto. Una sola straniera, ma speciale, l’olimpionica Pippa Funnel, autrice di libri per bambini tradotti in molte lingue.

Il tema dominante della IV Edizione è stato la disabilità: vuoi del cavallo, vuoi del protagonista, vuoi dell’autore. Un tema caldo da approfondire per una società che tende a marginalizzare chi è considerato non più utile: uomo o animale che sia.

Conclusasi l’edizione di quest’anno, sono doverosi i ringraziamenti ai partners mediatici che hanno sostenuto l’iniziativa: Fieracavalli di Verona, ASI Sport Equestri, la casa editrice Equitare, UCIF Un cavallo in famiglia, Cavaldonato Communications, Appennino a cavallo, Assiprov.

Arrivederci al 2017, ricordando al pubblico interessato che, per partecipare, occorre prendere visione del regolamento qui pubblicato.

Domenica, 23 Ottobre 2016 10:59

Mappa la tua attitudine narrativa

TEST ATTITUDINALE

Ci sarà sempre un cavallo in ciascuno di noi, anche in chi non può permettersi di averne uno. Ma QUALE? Ecco il TEST, ispirato a C. Booker "The seven basic plots", per mappare la propria attitudine con il cavallo (anche in via narrativa).

*Vincere il mostro
Un classico, con il buono, i cattivi... il buono che alla fine vince, anche se inizialmente non sembrava così forte.

*Ascesa al successo
Quello che conta è diventare ricchi o famosi... anzi, quello che conta è contare.

*La ricerca
Interiore o esteriore... si parte per un viaggio per cercare qualcosa o qualcuno, quasi sempre in compagnia... gli ostacoli sono tremendi, ma alla fine il risultato appaga.

*Viaggio e ritorno
Si parte ok, ma si torna anche a casa, alla normalità, con un bagaglio di esperienze che rende più significativa la vita. 

*Rinascita
Una storia sulla capacità di guarigione e riscatto. Un evento importante nella storia del protagonista lo costringe a mettere in discussione tutto, stravolgere le prospettive, per uscirne migliorato.

*Tragedia
Il protagonista è un personaggio su cui si potrebbe discutere... le zone d'ombra macchiano il suo cammino. Non finisce bene, gli errori si pagano (per fortuna).

*Commedia
Si ride sugli equivoci.. le cose non sembrano andare come dovrebbero, ma i personaggi sono dei bonaccioni e alla fine il tutto si sistema. Chissà perchè è un archetipo che piace al popolo.

Reclutiamo narratori per il nostro concorso Voci per i Cavalli.


Mappate la vostra attitudine narrativa e inviateci il vostro contributo.

Partecipare è gratis. 

 

2 RunawayIn questa storia di iniziazione, una donna di Berkeley - il lettore non apprende mai il suo nome -  madre di due figli, che conduce una vita monotona, in cui non le è dato di esprimersi oltre al ruolo di moglie e madre, si ribella a un destino opaco e fugge a cavallo in cerca di avventura, perché il suo spirito ed energie possano ricominciare a fluire.

Al di là dei confini del suo ranch vivono gli indiani di Chilchui, e decide così di salire da sola su quelle montagne "per vagare negli spettacoli segreti di questi indiani senza tempo, misteriosi e meravigliosi".

L'incontro con gli indiani decide il suo destino, allorché loro sono d'accordo a farle conoscere i loro dei. Nella "lunga e lunga notte, gelida ed eterna", la fuggitiva diventa consapevole che non c'è modo di tornare indietro.


Circa l'autore, David Herbert Lawrence

Romanziere, poeta, drammaturgo, critico letterario e pittore inglese, D.H. Lawrence è meglio conosciuto per i suoi romanzi Figli e Amanti, L'Arcobaleno, le Donne in Amore e l'Amante di Lady Chatterley. Scrivendo nel periodo a cavallo della prima guerra mondiale, il lavoro di Lawrence esplorava la natura dei rapporti tra uomini e donne alla luce dell'industrializzazione e della nuova cultura della modernità. Perseguito per le sue opinioni all'epoca ritenute troppo liberali, Lawrence trascorse la seconda parte della sua vita in un pellegrinaggio selvaggio, mentre il suo lavoro continuava ad essere censurato perché ritenuto osceno. Lawrence morì nel 1930. Dopo la sua morte i suoi lavori furoni rivalutati. Oggi è considerato un pensatore visionario e un rappresentante significativo del modernismo nella letteratura inglese.

 

Ecco un esempio di normativa locale a tutela degli equini che potrebbe essere adattata ad altre realtà locali dove vi sia una comunità numericamente importante di proprietari di cavalli. Questo regolamento, potrebbe ispirare anche un progetto di legge in nazionale, posto che i vari portatori di interesse scoprissero di avere anche valori in comune, incentrati sul valorizzare gli equini e il sentimento popolare nei loro confronti in un'accezione contemporanea e simpatetica nei confronti dei diritti degli animali come esseri senzienti.

REGOLAMENTO SULLA TUTELA DEL BENESSERE DEGLI ANIMALI DEL COMUNE DI BUTI (PI), ALLA VOCE EQUINI

GLI EQUINI

Art. 32- Principi distintivi

1. Il cavallo utilizzato per compagnia, lavoro o attività sportiva va trattato con rispetto e dignità e deve essere tutelato il suo benessere sia durante le ore di lavoro che in quelle di riposo; non potrà quindi essere macellato o ceduto a qualunque titolo per la macellazione.

2. Gli equini che vivono all'aperto, con esclusione di quelli che vivono allo stato brado, devono disporre di una struttura coperta, chiusa almeno su tre lati, atta a ripararli dal sole e dalle avverse condizioni atmosferiche, devono avere sempre disposizione dell'acqua fresca e devono essere nutriti in modo soddisfacente.

3. È fatto assoluto divieto di mantenere gli equidi in poste, sia all’interno dei box che all’aperto. È concesso di legare i cavalli solo per il tempo necessario alle operazioni di strigliatura e per gli interventi di mascalcia, ovvero per brevi soste.

4. La superficie minima del box deve essere: “2 volte l’altezza al garrese x 2 volte l’altezza al garrese”, ovvero, per un cavallo di 160 cm di altezza al garrese, la superficie minima corrisponde a 3,2 m x 3,2 m = 10,24 mq. L’altezza dei ricoveri non deve essere inferiore ai 3 m di media e comunque adeguata alla taglia dell’animale, che deve poter stazionare senza problemi di movimento. Nel box si dovrà provvedere alla frequente sostituzione della lettiera per garantire l’adeguata igiene degli zoccoli. Le scuderie devono essere spaziose e ben aerate. La superficie minima del box per fattrici e stalloni è di 4 m x 5 m. È fatto comunque obbligo di garantire la possibilità, agli equidi scuderizzati, di compiere attività motoria libera all’aperto in un paddock di adeguate dimensioni, ogni giorno, per almeno 8 ore.

5. È fatto divieto di tenere in segregazione sociale gli equidi. Gli animali scuderizzati devono poter avere la possibilità di relazionarsi con i propri simili. A tal uopo, le finestre superiori dei box devono essere lasciate aperte, affinché gli animali possano vedersi e fare attività di grooming.

6. I proprietari e/o detentori di equidi devono assicurare nutrimento adeguato secondo la razza, l’età e le condizioni fisiche degli animali, assistenza sanitaria e regolari interventi di mascalcia.

7. È fatto altresì divieto di impastoiare gli arti dei cavalli, accorciare il fusto della coda, modificare la posizione naturale degli zoccoli, impiegare ferrature dannose e fissare pesi alla regione degli zoccoli.

8. Gli equidi impiegati in attività di lavoro non devono essere sottoposti a sforzi e/o pesi eccessivi e devono godere di sufficiente riposo e alimentazione adeguata all’attività svolta. Parimenti, è vietato utilizzare per lavoro e per la monta equidi anziani, malati e fiaccati, nonché le fattrici in stato di gravidanza.

9. È fatto divieto di utilizzare sugli equidi strumenti coercitivi che li possano danneggiare fisicamente e psicologicamente. Con particolare riguardo alle stereotipie comportamentali – detti “vizi di stalla” - come il ticchio d’appoggio e il ballo dell’orso, si sconsiglia l’utilizzo del collare costrittivo e l’immobilità forzata legando l’animale ai due lati della testa, a favore di una terapia atta al recupero comportamentale (spostamento dell’equide all’aperto, introduzione in un branco, arricchimento ambientale).

10. Gli equini non dovranno essere sottoposti a sforzi o a pesi eccessivi e/o incompatibili con le loro caratteristiche etologiche e non dovranno essere montati o sottoposti a fatiche cavalli anziani o malati.11.Gli equini adibiti ad attività sportive o da diporto nei maneggi devono essere sempre dissellati quando non lavorano.12. L'Unione autorizza lo svolgimento di gare di equidi, o altri ungulati, regolarmente iscritti a regolari competizioni sportive, solo dopo aver verificato, attraverso personale appositamente delegato e presente sul posto prima dello svolgimento della gara, che:
a) la pista delle corse sia ricoperta da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali sul terreno asfaltato o cementato;b) il percorso della gara sia circoscritto con adeguate protezioni tali da ridurre considerevolmente il danno agli animali, in caso di caduta, nonché per garantire la sicurezza delle persone che assistono. Al Servizio Veterinario Azienda Usl che comunque è, per normativa, membro effettivo della Commisione di P.S., sarà demandato,dopo il rislascio del titolo autorizzativo, il controllo sulla verifica dello stato di salute e l’identità degli animali, secondo le prescrizioni della normativa vigente. 

Fonte: http://www.comune.buti.pi.it/files/Regolamento_per_la_tutela_del_benessere_animale.pdf

I comportamenti compulsivi o 'stereotipati' sono atteggiamenti ripetitivi che non hanno apparentemente alcuna funzione e occupano una parte significativa del tempo di un animale. Alcuni esempi per gli equini includono il ballo dell’orso e il ticchio di appoggio. Questi problemi sono frustranti anche per i proprietari. Come risultato, sono stati spesso classificati come "vizi", un'etichetta che implica un certo guasto o mancanza da parte del cavallo. In realtà i comportamenti compulsivi di solito iniziano quando c'è qualcosa di 'sbagliato' nell'ambiente del cavallo.

Non si vedono, infatti, nei cavalli selvatici, che vivono nell’ambiente naturale e che sono indipendenti dall’essere umano. In natura i cavalli pascolano 16-19 ore al giorno, consumando una grande varietà di piante. Ogni pochi passi fanno un boccone e così passano gran parte della giornata spostandosi gradualmente e mangiando. Vivono insieme in gruppi sociali relativamente stabili, dove è scambiata una quantità enorme d’informazioni sociali attraverso meccanismi non verbali tra cui il tatto, l'olfatto e cambiamenti visivi in ​​postura del corpo e in espressione del viso.

La capacità del cavallo di coprire lunghe distanze il giorno e di rispondere a segnali sociali raffinati li ha resi ideali anche per la convivenza con l’essere umano e per rispondere a esigenze domestiche. Non si può prendere il cavallo e decidere di accettarne solo alcuni aspetti rinnegandone altri. Gli stessi geni che consentono ai cavalli di collaborare ed esigenze umane grazie alla formazione allo scopo esprimono l’esigenza di passare una certa quantità al giorno a masticare e socializzare con simili.

Ambienti troppo antropizzati potrebbero non consentire il soddisfacimento di questa esigenza tipica, dunque primaria. Alcuni cavalli si adattano a un ambiente restrittivo senza alcun problema apparente. Altri invece soffrono per la situazione sviluppando comportamenti compulsivi denominati nel settore degli sport equestri vizi redibitori.

Ad esempio, i cavalli tenuti in stalle con accesso limitato ad altri cavalli e alimentati con diete a basso contenuto di foraggio sono i più propensi a sviluppare questi problemi legati a una sofferenza psicofisica. Il masticare a vuoto può essere un sinonimo dell’avere poco tempo da dedicare alla masticazione, laddove il natura la maggior parte del tempo è dedicato proprio a ciò. Vi sono studi scientifici che dimostrano che i puledri alimentati a concentrato hanno il vizio di mordere quattro volte superiori rispetto a quelli alimentati con una dieta a prevalenza di fibre. Le diete iperproteiche (ad alto contenuto di cereali) aumentano l'acidità gastrica e il rischio di ulcere che possono aumentare il rischio di coliche.

La salivazione funge da cuscinetto per neutralizzare gli acidi dello stomaco. Il masticare a vuoto può essere sinonimo anche di alimentazione poco equilibrata e problematica per la digestione.

Il ballo dell’orso, spostare il peso continuamente da una parte all’altra, è dimostrato che è curabile se è permesso ai cavalli di vedere e toccare da più lati altri equini.

Il trattamento dei comportamenti compulsivi può essere difficile perché richiede l’ arricchimento ambientale di stimoli sensoriali significativi per la specie cavallo. Non si tratta di determinare ciò che è meglio o più comodo per i proprietari o gestori o custodi, ma per i cavalli, se si vuole curare delle patologie che hanno un’origine psicofisica.

Il cambio temporaneo di ambiente, qualche ora il giorno o a settimana, può non risolvere il problema, che richiede invece delle soluzioni strutturali stabili. Quanto più a lungo è andato avanti il comportamento compulsivo tanto  più difficile diventa il suo trattamento.

Paradossalmente il vizio porta il cavallo a sentirsi meglio, perché compensa una lacuna, e quindi il cavallo si cronicizzerà nel ripeterlo.

La prevenzione è lo strumento migliore e più efficace. Dispositivi meccanici per limitare i tic nervosi sono palliativi, che non risolvono il problema all’origine e che possono essere “disumani”.  E' accettabile bloccare semplicemente il cavallo da comportamenti che possano aiutarlo a far fronte a un ambiente poco soddisfacente? La colpa del vizio è dell’ambiente non del cavallo. Pensiamo agli stalloni eccessivamente scuderizzati che si autoinfliggono e al “rimedio” della museruola. E’ umano come trattamento? Risolve lo stress? Niente affatto.

Quello che risolverebbe lo stress sarebbe forse la castrazione, laddove non è possibile donare a quello stallone un ambiente più idoneo e più liberale di vita. Un recinto ad hoc che gli permetta insomma di socializzare con altri cavalli pur impedendo accoppiamenti non voluti o lotte indesiderate.

Altre opportunità di arricchimento ambientale da prendere in considerazione con cavalli problematici dal punto di vista di tic nervosi sono l’ aumento delle opportunità di foraggiamento (offrire una varietà di tipi di fieno e garantire la disponibilità dello stesso per tutta la notte), un adeguato esercizio fisico e le interazioni sociali con gli altri cavalli , tutti aspetti fondamentali per il benessere degli equini.

Martedì, 27 Settembre 2016 13:15

Abolire le carrozzelle ippotrainate

Sono le continue ingiustizie, cui contribuiscono istituizioni letargiche, che provocano la radicalizzazione.

Prova ne è:

a) il ritardo a regolamentare l'impiego di carrozzelle in molti comuni,

b) l'impossibilità d'ottenere il rispetto dei regolamenti in essere in altri comuni (visto che le autorità preposte non controllano che ci sia effettivo rispetto del regolamento comunale e non sanzionano come dovrebbero per le violazioni allo stesso),

c) il mancato riconoscimento che vi sono aree (ad esempio ad intenso traffico cittadino di veicoli) dove le carrozze non possono stare per la sicurezza di tutti e per rispetto del benessere dei cavalli,

d) il mancato rispetto del volere dei cittadini espresso, ad esempio, attraverso le petizioni o il sostegno a campagne elettorali abolizioniste.


Le Botticelle Romane sono state un chiaro esempio di radicalizzazione a fronte di istituzioni letargiche a punire i trasgressori di norme e regolamenti per il benessere animale. Anni di denunce, di scontri, di petizioni, di promesse politiche non mantenute, sembra però che infine abbiano dato un risultato sperato: trasferimento delle botticelle ippotrainate nei parchi e carrozze elettriche in centro a traffico veicolare.  Vedesi articolo di riferimento: https://www.horse-angels.it/index.php/spunti-di-tutela/item/490-svolta-animalista-a-roma-arrivano-le-botticelle-elettriche

La base di ogni concetto di educazione alla responsabilità è che chi sbaglia paga. Di conseguenza, per non violare il principio di giustizia, occorre che le autorità tengano conto dell'attuale sensibilità sui temi di tutela animale e costringano per tempo i vari vetturini al rispetto dei regolamenti ove esistono. Dove non c'è neppure un regolamento comunale per il benessere dei cavalli che svolgono il servizio ippotrainato, il servizio non dovrebbe neppure esistere.

Martedì, 27 Settembre 2016 13:13

Regolare le carrozzelle ippotrainate

Chi desidera regolamentare - anziché abolire - pone la necessità di portare la cultura equestre laddove serve, come base per la tutela dei cavalli

L’abolizione della circolazione di carrozzelle di cavalli, tout court, pare impossibile, visto che un privato può avere la carrozza anche per uso personale, per uso periodico (vedi matrimoni), per sfilate e manifestazioni storiche. Ovviamente, la possiblità che una carrozza di cavalli possa circolare, tanto più se si tratta di un'attività destinata a terzi (trasporto pubblico), richiede che la regolamentazione di tale attività sia volta a tutelare al massimo la sicurezza di tutti i soggetti coinvolti. 

In un incidente si può fare male chi è trasportato, ci possono essere danni a cose e persone esterni alla carrozza, si possono fare male i cavalli.

Di qui la necessità di una regolamentazione, almeno a livello locale, che deve essere stilata necessariamente dai comuni attraverso un Regolamento Comunale. 

Sarebbe auspicabile che tale Regolamento potesse essere inserito in una  “legge quadro” nazionale che stabilissse i parametri da soddisfare per un’ adeguata tutela di tutti: persone, animali, cose.

Parametri indispensabili affinché un regolamento locale, o legge quadro nazionale, non dimentichi che vanno tutelati tutti i soggetti coinvolti.

  • Fornire indicazioni sugli equidi da utilizzare

  • Fornire indicazioni sui mezzi da utilizzare (carrozze)

  • Fornire indicazioni sui ricoveri per gli equidi impiegati (ubicazione e struttura)

  • Fornire indicazioni sullo status, sulle credenziali, sulle autorizzazioni e sul percorso formativo dei conducenti

  • Fornire indicazioni sui percorsi che i mezzi a trazione animale dovranno seguire e sulle loro caratteristiche minime per l’approvazione

  • Fornire indicazioni sulle condizioni ambientali nelle quali il servizio dovrà essere espletato

  • Indicare i parametri di benessere per gli equidi impiegati (stabulazione, alimentazione, impiego, cure di scuderia, cure veterinarie, ferrature, cura dei finimenti)

  • Stabilire i provvedimenti da adottare per i trasgressori

  • Favorire delle misure di pensionamento o ricollocamento a fine carriera degli equidi impiegati


Equidi impiegabili

Si possono impiegare solo equini con attitudine da “tiro”, allevati cioè appositamente, nei secoli, perché possano sopportare bene quel tipo di fatica. Va vietato l’utilizzo di cavalli che svolgono contemporaneamente attività ippica o sportiva (trotto e attacchi).

Mezzi da utilizzare

  • Le carrozze devono essere omologate per una sicura circolazione su strade e nei parchi.

  • Vanno sottoposte a periodica revisione obbligatoria.

  • Ogni tipologia di carrozza ha un determinato peso e capacità di porto quindi, a seconda del tipo di carrozza, dovrà essere impiegato il cavallo, o cavalli, più adatti a non sentirne il peso. 

  • Va privilegiato il tipo di carrozza che si integra meglio con la località e le sue tradizioni per dare una valenza sociale e turistica al servizio.

Ricoveri

Le scuderie destinate ad ospitare gli equidi fuori servizio devono garantire il massimo benessere possibile ed essere conformate all'attuale Codice per la buona gestione degli equidi rilasciato dal Ministero della Salute e rintracciabile sul sito del medesimo ministero. Vanno ispezionate almeno una volta l'anno da parte delle autorità preposte al benessere animale e devono permettere controlli da parte delle guardie ecozoofile abilitate al servizio per quel particolare Comune. 

Va abolita la possibilità di posta per lunghi periodi di tempo con la carrozza attaccata in attesa di servizio. Gli equini abbisognano di un luogo di sosta idoneo dove possano muoversi con relativo agio, al riparo dalle intemperie, dal sole cocente, dalla pioggia e con adeguato abbeveratoio e mangiatoia.

Conducenti 

  • Non dovranno avere precedenti condanne, carichi pendenti o procedimenti in corso per maltrattamento di animali.

  • Dovranno seguire un adeguato iter formativo con materie ippiatriche, turistico ambientali e di sicurezza stradale.

  • Dovranno essere abilitati e possedere una licenza rilasciata dal Comune o dall’ Ente locale che gestisce il servizio.

Percorsi 

I percorsi possibili vertono unicamente le aree pedonali chiuse al traffico automobilistico. Vanno indicati con apposita segnaletica e valorizzati con appositi cartelli che indichino anche il regolamento.

Le vie percorse dovranno essere abbastanza larghe per permettere un comodo e sicuro passaggio delle carrozze e il transito di mezzi di soccorso per il recupero di un cavallo infortunato.

La pavimentazione dei tracciati dovrà essere idonea compatibilmente con le esigenze architettoniche o artistiche dei luoghi e, nei tratti pavimentati con superfici meno “grippanti”, gli animali dovranno obbligatoriamente essere condotti “al passo”.

I percorsi dovranno partire e concludersi dai punti di sosta degli animali.

Condizioni ambientali e orari di servizio 

Gli orari di disponibilità del servizio e le condizioni ambientali in cui questo potrà essere svolto saranno stabiliti dai Regolamenti Comunali in funzione delle caratteristiche climatiche locali e con la consulenza del servizio veterinario.

Il pensionamento a fine carriera

La legge quadro, o regolamento comunale, non dovrebbe dimenticare il diritto alla vita degli equini impiegati in servizi pubblici, garantendo loro il pensionamento o ricollocamento a fine carriera.

Martedì, 27 Settembre 2016 13:10

La storia del trasporto ippotrainato

Con carrozza si intende genericamente quel mezzo di trasporto a trazione equina, destinato esclusivamente al trasporto di persone, più diffuso fino alla fine del XIX secolo, ovvero fino all'avvento delle automobili. La sua controparte destinata al trasporto di merci era il carro.

Le carrozze erano di tipologia diversa a seconda dell'impiego a cui erano adibite. Tra le varie denominazioni specifiche esisteva ad esempio la berlina chiusa con funzione di rappresentanza, il coupé anch'esso chiuso ma a soli due posti, il calesse aperto per la bella stagione, il landau, dotato di capote o il più lussuoso phaeton, paragonabili alle odierne vetture cabriolet e varie altre versioni.

Esse venivano trainate da solitamente da uno o più cavalli, a seconda della tipologia del mezzo e del suo impiego. Il conducente, detto cocchiere, era sistemato in posizione avanzata o sul retro della carrozza su un alloggiamento rialzato al di fuori dell'abitacolo destinato ad ospitare i passeggeri, solitamente in configurazione vis-à-vis.

Sulle carrozze vennero per prime sperimentate e utilizzate le tecnologie che ritroviamo sulle moderne auto, quali le sospensioni a balestra per migliorare il comfort di marcia dei passeggeri.

Cenni storici

La storia della carrozza si perde nei secoli, già le popolazioni preistoriche e in seguito la civiltà romana utilizzavano carri a trazione animale. L'utilizzo si protrasse anche nel medioevo, seppur in minor misura. Un primo esemplare di carrozza chiusa venne progettato e realizzato nel XII secolo per le nozze di Galeazzo Visconti e di Beatrice d'Este. Da quel momento l'utilizzo della carrozza si diffuse ma restò appannaggio delle sole famiglie nobili; a tal proposito documenti dell'epoca sembrerebbero testimoniare che Galeazzo Maria Sforza ne possedesse addirittura una dozzina.

Fino alla metà del XV secolo andò di moda la veronese, ossia una carretta chiusa con un'unica cassa appoggiata sull'asse. Proprio nel Quattrocento dall'Ungheria si diffuse un modello innovativo che prevedeva la sacca sospesa all'asse tramite cinghie e catene; questo modello prese la denominazione di cocchio proprio dal nome della località ungherese di Kocs in cui nacque.

Nel Cinquecento si sperimentarono i primi sistemi di sospensioni a molle, che però per una svariata serie di motivi, tra i quali le strade sconnesse, crearono allora molti inconvenienti. Se in Francia la carrozza si diffuse lentamente e nel 1500 a Parigi se ne contavano soltanto tre esemplari, alla fine del secolo in Inghilterra questo veicolo risultava ancora sconosciuto.

In Italia possedere una mezzo simile divenne una vera moda e, dalla metà del XVI secolo, le industrie ferraresi divennero le più rinomate produttrici internazionali. A Milano, tuttavia, una legge discriminatoria negava la concessione e l'uso della carrozza ai borghesi, mentre a Roma Sisto V limitò l'uso del mezzo per l'eccessivo rumore che frastornava i cittadini. Malgrado queste imposizioni l'impiego della carrozza divenne sempre più ricercato e, talvolta, un vero motivo di ostentazione come la carrozza di gala realizzata per le nozze di Odoardo Farnese, che pesava ben sette quintali ed era capace di ospitare a bordo otto passeggeri. Nel 1556 la mania di ostentare carrozze sempre più ricche e impreziosite da bellezze artistiche costrinse le amministrazioni di alcune città come Bologna e Mantova venticinque anni dopo, a introdurre un'ordinanza che limitasse l'impiego di ornamenti.

In Francia la carrozza si affermò più lentamente ma divenne un mezzo indispensabile ai tempi di Luigi XV e di Luigi XVI, quando dilagò la moda del coupé, una vera e propria evoluzione della vecchia lettiga.

Nel Seicento, risentendo dell'influenza barocca, non mancarono ricchissimi esemplari adornati di sculture e questo sfarzo preoseguì almeno fino alla fine del secolo, quando il miglioramento delle strade favorì lo sviluppo della carrozza da viaggio, sia pubblico che privato, aumentando quindi la semplicità decorativa del mezzo.

Secondo attendibili testimonianze storiche la prima carrozza dell'epoca moderna con abitacolo chiuso da sportelli dotati di vetri nacque a Berlino nel 1670, su invenzione dell'architetto piemontese Filippo Di Chiese. Egli, abile progettista che si occupò principalmente di realizzazioni architettoniche tra cui il castello di Klein-Glienicke, fu architetto di corte presso Potsdam, vicino Berlino, al servizio del principe elettore Federigo Guglielmo di Brandeburgo. Per suo volere Filippo Di Chiese realizzò questo primo modello di carrozza che, forse per la vicinanza alla capitale tedesca, venne chiamata "berlina".

Da allora, l'utilizzo della carrozza vide il suo apice divenendo il nuovo simbolo borghese con una diffusione capillare in tutta Europa e nel nuovo mondo in svariate versioni. Sempre alla fine del Seicento, in Italia, Milano conquistò il primato della sua diffusione con oltre 1.600 berline circolanti, costringendo le autorità a formulare i primi regolamenti stradali.

Gli attacchi oggi

Oggi le carrozze trainate da equini sono poco diffuse. Le città non sono più a misura di cavallo, né ci sono tante persone capaci, o interessate, a imparare a guidare in sicurezza tali mezzi. Rimangano gli attacchi come disciplina sportiva e l'uso di carrozze per eventi speciali (come i matrimoni o in funerali), se non come trasporto di turisti in alcune città turistiche.

Per le discipline sportive degli attacchi possono essere impiegati vari tipi di equini, a seconda del tipo di sport e quindi della pesantezza del mezzo da traino.

Lo sport più diffuso di attacchi è sicuramente l'ippica, che vede attaccati i cavalli indigeni al sulky su piste costruite ad hoc.

Fuori dal discorso dell'ippica, per gli appassionati di tradizioni, esistono vari tipi di concorsi, che possono svolgersi con un massimo di tre prove: le tre classiche prove degli attacchi agonistici: maratona, dressage e ostacoli mobili. Queste tre discipline valgono sia per gli attacchi sportivi che per il tiro pesante. Per il tiro pesante sono anche previste: la prova di tiro che avviene con una grossa slitta caricata con pesi adeguati alla stazza del cavallo, l’addestramento alla voc,e che consiste nell’esecuzione dei comandi vocali impartiti dal conduttore, che in questo caso non utilizza le redini e il traino del tronco.

Esistono inoltre gare di attacchi storici. Queste si possono dividere in due categorie: la tradizione e l’eleganza.

I concorsi di eleganza si svolgono unicamente con carrozze d’epoca ed originali. La presentazione deve avvenire con cavalli, finimenti guidatori, groome passeggeri (dove consentito) rigorosamente in tenuta adeguata all’attacco, così come devono essere coerenti tutto gli altri accessori. La valutazione avviene ad atacco fermo, dove le prove sopra citate vengono giudicate dapprima singolarmente, poi nel loro insieme per il voto finale, che comprende anche la pulizia dell’attacco intero. Alla presentazione può seguire una prova pratica di movimento ed una prova di figure atte a valutare l’utilizzo dell’attacco.

I concorsi di tradizione sono caratterizzati dall'impiego di repliche moderne degli antichi mezzi, purché esse siano fedeli in ogni loro parte. La tradizione comprende tre prove: la presentazione avviene con le stesse modalità del concorso di eleganza e richiede la stessa accuratezza. La seconda è una prova di regolarità adeguata alle esigenze dei mezzi utilizzati e si svolge su una lunghezza (massimo 15 km) e ad un’andatura stabilite, generalmente su strade sterrate. La prova comprende un massimo di 5 ostacoli, che possono consistere nell’esecuzione di manovre (quali la retromarcia ad esempio) oppure in passaggi disagevoli, come potrebbe essere l’attraversamento di un ponte rumoroso. Il mancato superamento degli ostacoli comporta penalità. La terza prova è il percorso ad ostacoli mobili, simile a quello degli attacchi sportivi ma un po’ più agevole e con le porte più larghe.

Ogni tipo di competizione è normata dai regolamenti dell'ente di promozione sportiva cui fa riferimento.

La necessità di regolamentare ed entrare nel merito per la tutela degli equini impiegati negli attacchi

Di per sè l'attacco non è un maltrattamento dell'equino. Per capire questo concetto si può fare un esempio. Una mamma fatica di più a portare un bambino in braccio o con la carrozzina? Se la carrozza è adeguata al tipo di equino e il rapporto dei pesi è bilanciato, purché il percorso sia fatto in sicurezza, su un terreno adeguato e non vi sia uno sfruttamento intensivo, l'impiego di per sé di attacchi non può essere definito un maltrattamento. Ci sono razze di equini che sono state allevate dall'uomo appositamente per gli attacchi e non si tratta dunque di equini selvatici, naturali, impiegati in un'attività incompatibile con la loro natura. Al contrario, ci sono tipologie di cavalli che sono state selezionate appositamente per questa mansione e se il cavallo esce per periodi limitati di tempo, in contesti adeguati per la sicurezza, viene allevato in benessere e trattato con i guanti, l'attacco di per sé diventa una delle tante discipline sportive di impiego per equini.

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