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Horse Angels

La Redazione diretta da Roberta Ravello, Fondatrice di Horse Angels e della sua testata editoriale e casa editrice. Autrice di diversi libri a tema cavallo, laureata in scienze politiche, registrata presso l'Ordine dei Giornalisti di Bologna come Direttore di testata tecnica.

La febbre da Nilo occidentale (West Nile) si trasmette interspecie attraverso le punture delle zanzare che fungono da vettore. 

L'infezione tende a colpire il cavallo e l'essere umano.

Il virus viaggia attraverso la circolazione sanguigna fino a raggiungere il cervello e il midollo spinale, provocando un'infiammazione con sintomi neurologici gravi e potenzialmente fatali per i cavalli.

Originatosi in Africa molti anni fa, il virus si è diffuso in tutto il mondo, debilitando migliaia di cavalli, con un notevole tasso di mortalità per via delle cure costose e poco praticate, ma anche del fatto che la malattia andrebbe presa per tempo, riconoscendo immediatamente i sintomi, prima magari della fase acuta, e non è così semplice che ciò succeda. 

Il virus si trasmette solo dalle punture delle zanzare, che fungono da vettori di volatili infetti. La trasmissione non avvine mediante contatto da cavallo a cavallo, da persona a cavallo o da cavallo a persona.

Sintomatologia: Febbre, spossatezza, dolori muscolari, nausea, vomito, malessere generale con perdita di appetito, letargia, calo della vista, che possono durare da pochi giorni ad alcune settimane. Nei casi più gravi sorgono sintomi neurologici. Pressione contro gli oggetti con la testa o testa inclinata. L'animale cammina in modo insicuro o tende ad inciampare. Debolezza o contrazioni muscolari. L'animale vaga o cammina in cerchio senza uno scopo apparente. Paralisi parziale. Incapacità di alzarsi senza assistenza. Convulsioni. Coma.

Soggetti più a rischio di contrarre la malattia in modo acuto: cavalli anziani o già debilitati da malattia.

Diagnosi: richiede prelievo ematico ed esame di laboratorio.

Trattamento: non semplice perché la malattia andrebbe riconosciuta dai primi sintomi, in fase acuta il cavallo potrebbe morire in poche ore. Inoltre, potrebbe essere richiesto come trattamento ottimale il ricovero in clinica se la sintomatologia è grave, e pochi proprietari sono in grado o volenterosi di sopportare tale costo. La guarigione può richiedere diversi mesi e se anche il cavallo sopravvive all''encefalite, se questa si era manifestata in modo grave, può comunque riportare danni permanenti al sistema nervoso centrale. Non tutti i proprietari sarebbero d'accordo a rischiare di spendere molti soldi per tentare di curare un cavallo che potrebbe rimanere comunque disabile. 

Prevenzione: La vaccinazione del cavallo e il controllo parassitario sono entrambi fattori importanti per la prevenzione della malattia.

Vaccinazione: La vaccinazione è in grado di ridurre il rischio di contrazione della virulenza. Per proteggere gli animali da questa malattia, il programma di vaccinazione dovrebbe essere completato prima della stagione delle zanzare.

Zone a rischio: La vaccinazione è raccomandata specialmente nelle zone a rischio, quelle paludose, con canneti, risaie, acque stagnanti.

Controllo parassitario:

Per quanto riguarda le larve nei seguenti modi: 

  • Cambiare l'acqua degli abbeveratoi frequentemente, possibilmente tutti i giorni.
  • Rimuovere i contenitori (pneumatici, vecchi secchi per il mangime) dove potrebbe accumularsi l'acqua stagnante e tenere il più possibile pulito tutto l'ambiente dove vivono i cavalli. 
  • Pulire e rimuovere regolarmente i detriti dalle grondaie, per evitare che vi si accumuli l'acqua. 
  • Evitare che si formino sacche di acque stagnanti. 

Per le zanzare adulte:

  • Tenere i cavalli all'interno delle stalle quando le zanzare sono più attive, all'alba e tramonto. 
  • Spegnere le luci di notte, in modo da non attirare le zanzare.
  • Montare delle zanzariere sulle finestre delle stalle.
  • Usare prodotti repellenti sul mantello dei cavalli per allontanare le zanzare, o utilizzare cattura zanzare o allontana zanzare nell'ambiente in cui stabulano i cavalli.

La febbre del Nilo colpisce un cavallo, morto dopo poche ore

La zona di Brescia sembra, nelle ultime settimane, aver avuto problemi con questa patologia, un virus che può dare encefalite, trasmesso da zanzare vettori. Stando alla cronaca locale, la febbre del Nilo avrebbe colpito un cavallo, ma anche una donna di Chiari che i quotidiani di Brescia riportano ricoverata in ospedale (errata corrige su una precedente versione dell'articolo, in cui avevamo sbagliato il nome della donna colpita dalla virulenza, perché il nome era riportato sbagliato su un quotidiano di cronaca locale bresciana).

Il cavallo - Gam Lee Boy - non ce l'ha fatta, è purtroppo perito a causa del virus a Roccafranca, provincia di Brescia. 

I quotidiani riportano che una donna di Chiari, sempre in provincia di Brescia, è stata ricoverata in ospedale per la stessa patologia e speriamo si rimetta presto in piena salute.

Il virus della febbre del Nilo occidentale, più comunemente West Nile nell'ambiente equestre, si trasmette attraverso la puntura di zanzare portatrici.

L'infezione tende a colpire sia i cavalli sia gli esseri umani.

Il virus viaggia attraverso la circolazione sanguigna fino a raggiungere il cervello e il midollo spinale, provocando un'encefalite con sintomi neurologici gravi e potenzialmente fatali per il cavallo, per il quale la cura non solo è difficile - perché va presa per tempo - riconoscendo immediatamente i sintomi - ma molti proprietari la potrebbero considerare economicamente inopportuna, se per salvare il cavallo devono fargli fare un lungo periodo di ricovero in clinica senza la certezza che l'encefalite non lasci poi il cavallo con residui di problemi neurologici. 

Il virus si trasmette direttamente solo mediante le zanzare e non:

  • da cavallo a cavallo
  • da cavallo a persona
  • da persona a cavallo

Visto che per i cavalli la cura è costosa e difficile, la guarigione al 100% non scontata, essi possono essere protetti mediante la vaccinazione, che è fortemente raccomandata nelle zone a rischio che possono essere quelle paludose, con canneti, presenza di acque stagnanti, risaie.

Bonantonio da Clodia, il mezzosangue caduto in piazza Garibaldi a Castel del Piano (provincia di Grosseto) il 6 settembre, mentre disputava le batterie per la selezione dei cavalli destinati a correre il palio delle contrade, è stato abbattuto.

Si era fratturato il nodello, e la sua vita non valeva più nulla per i proprietari, o almeno non valeva più nulla come cavallo da corsa, e quindi non valeva la pena spendere soldi per curarlo, guarirlo e mantenerlo in vita come cavallo da compagnia o affetto.

Non è però colpa del tratto della pista in cui è caduto, ci tiene a precisare il sindaco Claudio Franci. Come sempre in queste circostanze, sarà colpa del fato o del cavallo. Si è mai visto l'organizzatore di un palio ammettere che ci siano delle responsabilità nelle morti bianche da palio?

I cavalli impiegati per i palii fanno una vita poco dignitosa, oltre che sempre a rischio di infortuni e mortalità sul "lavoro". Quest'ultimo inoltre è un impiego che non viene retribuito al cavallo, infatti non ha assicurazione per gli infortuni, né diritto alla pensione. Se si fa male viene ucciso, come Bonantonio, perché non ha più alcun valore come "prodotto" da corsa.

Bonantonio da Clodia era un grigio nato nel 2007. In carriera ha disputato almeno due dozzine di palii, con 7 vittorie tra cui il Palio di Ferrara 2012. Forse è stato quello il suo più grande "successo".

Certo, lui avrebbe preferito vincere una famiglia che lo amasse o lo riconoscesse come essere senziente, cavallo d'affetto, con diritto alla vita. Della vittoria al Palio non se ne è fatto nulla, se non l'obbligo a continuare quella vita da oppresso.

Come tutti i suoi simili, i cavalli da palio sono chiamati "prodotti", non esseri senzienti, e passano da una scuderia all'altra e da fantino a fantino, da palio a palio, senza mai conoscere l'affetto vero di una famiglia o di un mono cavaliere con cui fare sport.

Non solo. Spesso vivono chiusi in box striminziti, come i cani da caccia, per uscire e lanciarsi al galoppo sfrenato a richiesta del fantino di turno. Sottoposti a integratori e stimolatori per massimizzare le prestazioni e a soppressori di fatica e dolore, il loro unico compito è correre, ed è spesso l'unico momento in cui è loro permesso di uscire dal box di prigionia: l'allenamento a correre in cui rischiano di infortunarsi ed essere uccisi per guadagnarsi un altro giorno di vita.

A ben pensarci è un'assurdità già la loro gestione, assolutamente incompatibile con le caratteristiche di specie, se ai cavalli fossero riconosciuti dei diritti. In natura un cavallo si dà alla corsa pazza solo ed esclusivamente per sfuggire alla paura di morire. I cavalli da palio vivono in gabbie da cui escono solo per correre sotto la minaccia di frustini, perché così i fantini incitano i cavalli alla corsa del palio, picchiandoli.

Ed è correndo sotto frusta per avere un altro giorno di vita che lo schiavo Bonantonio ha trovato la morte a 11 anni. 

Almeno ha finito di soffrire lo sfruttamento e l'anaffettività che caratterizzano l'entourage dell'ambiente palii. Dove si trova ora, almeno potrà uscire e passeggiare a piacimento, relazionandosi ai suoi simili senza bisogno di essere competitivo a suon di frusta.

Addio Bonantonio, ennesima vittima.

Apollo resta al rifugio dove è stato accolto e curato. Il tribunale di Ivrea  ha accolto il ricorso presentato dal rifugio La Casa del Vagabondo che temeva che il cavallo fosse restituito all'indagato, un allevatore accusato di negligenza e abbandono, perché aveva lasciato il cavallo a terra, bisognoso di cure, senza soccorso sanitario, in un rudere di Corio. L’uomo è stato denunciato dalla procura di Ivrea per maltrattamenti.

Il cavallo da giugno è ospite in custodia giudiziale presso la Casa del Vagabondo a Barbania (TO), dove ha recuperato peso e tranquillità, ma deve ancora essere operato per risolvere i problemi di salute.  Le visite del veterinario dell’Asl hanno sconsigliato di spostare l’animale.

Il rifugio aveva presentato un ricorso e lanciato una petizione on line per raccogliere firme e chiedere che il cavallo salvato stesse affidato al rifugio. In poche settimane hanno raccolte quasi quattromila firme.

Ora il Rifugio sta facendo una raccolta fondi per le spese sanitarie connesse a un pieno recupero di Apollo.

Link al Rifugio

A seguito di una segnalazione, i Carabinieri forestali del Nucleo Cites del Centro Anticrimine Natura di Palermo si sono recati presso un maneggio di Caccamo per il sopraluogo.

Hanno trovato un cavallo giovane agonizzante a terra, incapace di muoversi, privo di ripari dal sole, senza acqua e cibo che, per le condizioni in cui è stato trovato certamente versava in stato di agonia da giorni.

La asl veterinaria è intervenuta, sono state approntate cure di primo soccorso, ma nonostante tutto il cavallo è deceduto. 

I Carabinieri hanno pertanto proceduto al sequestro della salma del cavallo e al deferimento all’Autorità Giudiziaria del titolare del maneggio con l’accusa di maltrattamento animali in quanto, senza necessità, ometteva di prestare le necessarie cure all’animale determinando inizialmente insopportabili sofferenze fino a cagionarne la morte. I militari stanno proseguendo gli accertamenti sul benessere degli altri animali ospitati dalla struttura.

Pronta la costituzione di parte civile Horse Angels, grazie al nostro avvocato difensore Silvia Barbaro, esperta di equidi.

Lunedì, 10 September 2018 18:05

Conoscere il maremmano per amarlo

I cavalli Maremmani appartengono ad una razza autoctona italiana che ha origini antiche. I Maremmani sono per tradizione i cavalli dei butteri, i mandriani tosco laziali, addetti alla custodia del bestiame allevato allo stato brado. Per l'abitudine che questi cavalli hanno fin dalla nascita di stare in natura, sotto il sole, la pioggia e il gelo, risultano temprati e vigorosi, saldi di membra, elastici nei movimenti e poco paurosi.

75eeb9217eCon la costituzione dell'Associazione Nazionale Allevatori di cavalli di razza Maremmana avvenuta nel 1979 e con l'istituzione, nell'anno successivo, del Libro genealogico, è iniziata l'opera di selezione e conservazione della razza.

Nei secoli l'allevamento allo stato brado, irrinunciabile per perpetuare le caratteristiche di razza, ha prodotto un cavallo dal carattere fiero, energico e generoso, resistente dal punto di vista fisico e mentalmente "forte". 

La razza viene utilizzata ancora oggi per badare al bestiame al pascolo nella maremma tosco laziale. Esiste anche una monta da lavoro della tradizione che ha competizioni e spettacoli ad hoc basati su questi cavalli. In ogni caso il maremmano, specialmente il tipo "migliorato", viene impiegato con buoni risultati anche nelle discipline sportive moderne, dove compete alla pari con gli altri cavalli da sella.43809bf173

Come si riconosce: orecchie di media lunghezza, ben diritte e attente; occhi vivaci; testa lunga e abbastanza pesante; arti solidi e con buoni appiombi; piedi ben conformati e ben proporzionati, con unghia molto resistente; garrese robusto, asciutto e abbastanza rilevato. Il mantello può essere baio o baio scuro, morello.

Il maremmano è un cavallo dal temperamento vivace che non si addice a persone che temono i cavalli o che hanno paura di un confronto sull'attitudine a chi comanda. Capaci di arrangiarsi da soli in natura, non apprezzano i deboli che pretendono di comandare.

Rispetto ad altre razze autoctone che rischiano l'estinzione, il maremmano ha dalla sua che è inconfondibile. Una volta che ne hai conosciuto uno dal vivo, sia per impatto fisico che per carattere, ne riconosceresti uno tra mille bai. E ciò non si può dire di altri cavalli bai sui generis che hanno oggi problemi di conservazione della razza.

Foto prese da Anam, Associazione Nazionale Allevatori Cavallo Maremmano

Lunedì, 10 September 2018 17:38

Conoscere l'haflinger per amarlo

Il luogo d'origine del Cavallo Haflinger è l'Alto Adige dove con lo stallone Folie nel 1874 ha iniziato la sua fase storica, finchè nel 1926 si istituirono le prime stazioni selezionate nelle altre regioni d'Italia e quindi si giunse a lanciare il primo Libro Genealogico di questa razza che venne appunto chiamato Libro delle origini della Razza Avelignese in Italia, contraddistinto con le lettere L.A.I.coach 1975138 1920

Oggi, dopo 80 anni, il cavallo di razza Haflinger ha visto la sua espansione in tutta Italia, risultando tra le razze preferite per le attività assistite con i cavalli, i bambini e i principianti che vogliono uscire in passeggiata.

horse trough 263705 1920Con l'istituzione del Libro Genealogico del Cavallo Haflinger, si è cominciato a sviluppare una linea di cavallo più moderna, più alta e snella rispetto all'haflinger originario, in modo da compiacere ad un pubblico più vasto, dedito non solo al turismo equestre ma anche all'equitazione da rettangolo.

Il Cavallo di razza Haflinger moderno è un tipico cavallo mesomorfo di aspetto distinto, di forme armoniche, solide, corrette, con il giusto equilibrio tra tutti gli apparati organici e un temperamento dolce ma anche testardo, a seconda della persona con cui il cavallo ha a che fare. L'haflinger ama farsi rispettare. E' pacifico, indolente, rustico quanto basta da avere una salute di ferro se trattato bene, da cui la longevità.

Il suo mantello è sauro, va dal chiaro quasi crema al più scuro rossiccio. Coda e criniera sono bionde.

Oggi l'haflinger trova un ampio utilizzo sia in maneggio come cavallo scuola, sia per le gare di endurance, equitazione, attacchi ed è il biondo preferito, quello che non stanca mai, per l'ippoterapia.

ALESSANDRIA, 9 SET - Incidente stradale avvenuto domenica mattina nell'Alessandrino sulla diramazione Predosa-Bettole della A26, in direzione Milano, all'uscita dell'area di servizio Marengo.

Due cavalli erano trasportati su un trailer, si sono agitati e il rimorchio si è staccato e ribaltato. Secondo quanto riportato da ANSA, i proprietari hanno rifiutato la visita dei veterinari e hanno preferito continuare il viaggio verso la località in cui si teneva un raduno, per confrontarsi con il loro medico di fiducia. Per estrarre i cavalli da van è stato necessario tagliare alcune parti del mezzo.

Lunedì, 10 September 2018 08:46

Stili di equitazione, scegli il tuo...

Perché, innanzitutto, non scegliere di cavalcare bene?

horse 3549679 1920Cavallo da monta europea

Esistono molti stili di equitazione, ma le basi sono simili per ciascuna disciplina. Diventare bravi, purtroppo, richiede tempo, esperienza, formazione, dedizione. Si sarà più inclini a scegliere lo stile giusto per sé dopo aver sperimentato per qualche anno con la formazione.

Ecco le principali differenze tra i due macrostili più offerti sul mercato: quello europeo di origine militare, chiamato anche stile "inglese", o quello occidentale da lavoro nell'allevamento di bestiame, chiamato anche stile "americano".

 

La scelta del cavallo secondo lo stile

I cavalli per la monta occidentale tendono ad essere cavalli più bassi, più robusti e meno insanguati. Le razze più di moda oggi per lo stile occidentale sono il quarter horse, il paint, l'appaloosa. Ma esistono anche altre razze che si addicono alla monta da lavoro, incluse quelle sviluppate in Italia e di origine nostrana. Per quanto riguarda la tradizione italiana della monta da lavoro per mandriani, regione che vai razza che trovi. Per cui possiamo aspettarci che il mandriano tirolese impieghi un haflinger, quello sardo un anglo arabo sardo, il buttero tosco laziale un maremmano e via dicendo. 

I cavalli per la monta europea tendono ad essere più snelli, più alti e più insanguati. Esistono tante razze quanti paesi europei, come minimo, senza considerare il mondo più vasto, perché ciascun paese con tradizione equestre ha voluto classificare e proteggere i propri cavalli. Tra le razze più in voga nel nostro paese, il sella italiano è sicuramente all'apice. Tra le monte europee, segnaliamo in particolare quella in stile italiano, la caprilliana, che è anche tra le più rispettose del cavallo.

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Cavallo haflinger per la monta da lavoro italiana in stile mandriano "alpino"

Un paragrafo a parte merita l'equitazione di campagna, che può essere praticata sia in stile occidentale, sia in stile europeo, e per la quale non ci sono indicazioni specifiche di razze, perché prevale il gusto personale, la relazione, il "risparmio" nell'acquisto, sulle questioni di razza. L'equitazione da campagna è quella in cui trovano maggiore sfogo i cavalli "arcobaleno", quelli privi di identificazione specifica di razza, perché nati da incroci.

La sella

Lo stile occidentale si è sviluppato come monta da lavoro per mandriani di bestiame, ma sono stati gli americani i primi a rendere questo tipo di monta uno show da competizione con varie discipline, per cui è la sella americana oggi tra le più diffuse per la monta occidentale. La sella americana è stata studiata per consentire il comfort per molte ore di seduta e ha un pomo che era un tempo funzionale per reggere il lazo utilizzato per catturare i bovini. 

Lo stile europeo è improntato sull'equitazione militare che prevede una sella più piccola e più leggera rispetto a quella in uso per lo stile occidentale. La sella non deve ostacolare il cavallo e permette quindi maggiore velocità e destrezza.  

horse 3655550 1920L'equitazione di campagna, dove trovano espressione i cavalli "arcobaleno" e gli stili "fusion", specialmente degli autodidatti

Di entrambe le selle esistono attualmente diverse declinazioni in base alla disciplina specifica scelta.

I finimenti

Le redini differiscono per lo stile occidentale ed europeo. Nel primo caso sono lunghe, tenute lasse con una sola mano e collegate a una imboccatura che, poiché non è sempre a tiro, tende ad essere più severa. Le redini per la monta europea sono dirette, tenute a due mani, il contatto perpetuo con la bocca è un requisito, da cui la imboccatura di solito meno severa.

Non sono però tutti d'accordo che quanto appena descritto rappresenti l'ideale. Quindi, sia per la monta occidentale sia per quelle europea, c'è un movimento per liberare la bocca del cavallo dal ferro che costituisce l'imboccatura. Per cui il cavallo, indipendentemente dallo stile, può essere montato senza morso in bocca da equestri esperti in modi alternativi di comunicazione, più sottile e profonda, e che puntano tutto sulla relazione con il cavallo. 

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I cavalli maremmani con i butteri tosco laziali

Le andature

Il passo è simile in tutte le andature. 

Il trotto nello stile occidentale è seduto, nella monta europea più che altro battuto. Il galoppo è seduto nello stile occidentale, alzato nella monta europea.  

Sia nel trotto che nel galoppo ci sono differenze in velocità: per cui esistono le andature più distese e quelle più raccolte, i ritmi più rilassati e quelli più rapidi, dove le variazioni assecondano la disciplina o stile.

L'abbigliamento

Elementi distintivi dell'equitazione occidentale sono il cappello a tesa, gli stivali da cowboy, i jeans e le camicie da "campagnolo".  L'abbigliamento è per lo più comodo.

Nello stile europeo si indossa invece il casco protettivo, una giacca aderente, una camicia elegante, pantaloni attilati detti jodphurs e stivali da equitazione alti, almeno per le competizioni. Per l'allenamento è consentito abbigliamento sempre in stile, ma meno formale. 

La monta storica in stile duello medievale

Le disciplineknight 940093 1920

Stile occidentale: reining, barrel, cow horse, roping, trail riding, pleasure...

Stile europeo: salto ostacoli, completo, dressage, polo, hunter...

Stile tradizionale ed etnico: in Italia palii, quintane, giostre storiche e rinascimentali.

Da segnalare le nuove discipline adatte a tutti, qualsiasi stile, età, forma fisica: mountain trail, horse yoga, agility horse... 

Intramontabile, qualsiasi stile: l'equitazione da campagna.

L'attitudine

Monta classico moderna: europea oppure occidentale, inglese o americana.

Monta storica: medievale e rinascimentale.

Avantgarde: il movimento del meno per il più (senza morso in bocca, senza ferri ai piedi, senza sella, senza frustini, senza speroni, nudo, per maggiorare i risultati puri da relazione di comunicazione profonda).

Domenica, 09 September 2018 12:26

Le cure autunnali per i cavalli

  • Fate gli esami fecali dopo la prima gelata. In questo modo, è possibile garantire che il vostro cavallo sia libero dai vermi. I trattamenti vermifughi preventivi sarebbero da evitare per via della comprovata resistenza chimica dei vermi ai più comuni trattamenti parassitari in quei soggetti che sono posti a trattamento antiparassitario frequente. Ma se fate gli esami, allora sarà possibile intervenire se la presenza dei vermi è effettiva e con un rimedio ad hoc.

  • Fate un esame del sangue per capire se c'è bisogno di integratori e di quali e in quale misura. Introdurre integratori di cui non c'è bisogno, e nella misura sbagliata, può causare acidità di stomaco. Preparate il cavallo all'inverno somministrandogli solo quegli integratori di cui dovesse avere veramente bisogno.

  • Esaminate attentamente i vostri cavalli per assicurarvi che siano del peso giusto. Meglio arrivare al grande freddo con un po' di margine in più. Quindi abbondate con il fieno.

  • Lasciate che il cavallo metta su la sua naturale coperta invernale, il pelo; e conservate le coperte artificiali per quei soggetti che sono sottopeso o malati, e quindi abbisognano di un aiuto in più per stare caldi. 

  • Assicuratevi che tutti i cavalli abbiano un riparo dal vento e dalle piogge fredde. I cavalli sani sanno gestire meglio i cambi e le avversità climatiche. Se il cavallo non sta bene considerate di tenerlo in scuderia fino a che non si sia completamente ristabilito.

  • Trovate un fornitore di fieno di fiducia dal quale comperare sufficiente fieno per l'inverno. Fieno di buona qualità in grandi quantità può essere determinante per mantenere il vostro cavallo sano fino alla primavera.

  • Progettate sistemi di erogazione d'acqua funzionali, a prova di congelamento di tubi. L'acqua fresca e pulita deve essere sempre a disposizione del cavallo.

  • Risolvete ora i problemi di drenaggio del terreno, non aspettate che il terreno si ghiacci per pensare al drenaggio.

  • Riparate tutte le falle delle recinzioni prima che venga l'inverno, ne va della sicurezza dei cavalli.

  • Godetevi le passeggiate a cavallo, e passate l'autunno a rafforzare il vostro legame con lui. Poi ci saranno mesi invernali di ferma in cui potrete dedicarvi alle letture e alla televisione, ma ora è il momento di fare esercizio moderato ma frequente con il cavallo.

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