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Horse Angels

La Redazione diretta da Roberta Ravello, Fondatrice di Horse Angels e della sua testata editoriale e casa editrice. Autrice di diversi libri a tema cavallo, laureata in scienze politiche, registrata presso l'Ordine dei Giornalisti di Bologna come Direttore di testata tecnica.

Corio | Maltrattamento animali | Cavalli e cani | Denutriti e in ambiente insalubre | Area con filo spinato | Una donna denunciata | 24 settembre 2018

Il caso riguarda una cavalla, Jasmine, neppure troppo anziana, riscontrata con un quadro molto compromesso agli organi riproduttivi e lesioni alla colonna vertebrale, da cui svariate ipotesi che andremo a formulare in giudizio per ottenere il riconoscimento del maltrattamento.

Nella cascina, in prov. di Torino, oltre alla cavalla, c'erano sette cani - di varie razze - tutti denutriti e in un’ambiente insalubre. 

Jasmine e i cani sono stati tolti e dati a “La casa del cane vagabondo” di Barbania, provicia di Torino, dove è custodito anche Apollo, il cavallo sequestrato per maltrattamento a Piano Audi, nei pressi di Coiro, in provincia di Torino.

Horse Angels ha già affidato la pratica al proprio avvocato di fiducia, Avv. Chiara Luciani del Foro di Torino, per seguire la tutela giuridica degli animali. 

Purtroppo però Jasmine è morta.

I volontari della Casa del Cane Vagabondo, il rifugio per animali di Barbania, ne hanno dato la triste notizia ieri sui social. Jasmine era un cavallo che, per anni, ha vissuto  denutrito e in un ambiente insalubre per anni, fino a quando non sono intervenuti i carabinieri. Purtroppo il suo salvataggio da quel posto d'inferno (articolo di QC nel link che trovate al fondo di questo pezzo) non è bastato a salvarle la vita.

«Jasmine è morta perché ha vissuto una vita decente per soli due mesi. È morta perché ha subito maltrattamenti per anni. È morta per l'indifferenza di tutti coloro che in questi anni si sono girati dall'altra parte, per coloro che in questi anni hanno chiuso non un occhio ma entrambi».
 
I volontari continuano: «Jasmine è sopravvissuta per anni perché era solo un cavallo e a nessuno interessava come veniva tenuta. In questi due mesi ha vissuto in paradiso. Aveva cibo, un riparo sulla testa, amici e cure. Ma non è bastato. Perché forse bisognava fare di più, ma noi come rifugio non abbiamo potuto. Perché non abbiamo abbastanza fondi. Ma abbiamo fatto tutto ciò che potevamo. Jasmine era da salvare molto prima ma non c'era nessuno. Vorremmo che la sua storia non venisse dimenticata ma che serva a salvare altri animali bisognosi, che necessitano di aiuto. Vorremmo che chi ne ha la possibilità e l'autorità aiuti tutti questi poveri animali prima che si riducano come Jasmine. È chiedere troppo?»

Martedì, 25 Settembre 2018 18:00

La verminosi intestinale nel cavallo

La verminosi colpisce l'intestino e può causare problemi più o meno gravi al cavallo.

I vermi entrano nella bocca del cavallo sotto forma di uova o larve che si sviluppano poi nell'intestino e terminano il loro ciclo vitale nelle feci.

Cause:

  • cattiva igiene della lettiera
  • cattiva igiene del fondo del paddock
  • pascolo contaminato 

Sintomi:

  • dimagramento
  • mantello opaco
  • prurito al sedere con conseguente strofinamento della zona che impoverisce i crini della coda che appare scarna e arruffata
  • spossatezza
  • diarrea
  • nei casi più gravi coliche

Cure:

L’igiene dei locali è fondamentale, come la regolare asportazione delle feci dai recinti di sgambamento, la rotazione delle superfici di pascolamento e la corretta igiene del cavallo tutto.

Altrimenti c'è una ricontaminazione continua, con il ciclo orale/fecale. Ovvero il cavallo mangiando dal fondo sporco reimmette in bocca uova e larve.

Oltre a ciò occorre intervenire con il corretto trattamento antivermi, che può presentarsi in polvere da mescolare all'alimento o in tubo in pasta il cui contenuto va spremuto direttamente in bocca al cavallo.

L'esame delle feci fatto dal veterinario permette di capire che tipo di parassiti sono presenti e quindi di individuare il rimedio giusto.

L'uso di di antielmintici ad ampio spettro, autoprescritto, nel tempo può diminuire l'efficacia del trattamento per maggiorata resistenza dei vermi ed è quindi da sconsigliare.

Prevenzione:

  • igiene, igiene e ancora igiene
  • utilizzo di blandi sverminanti naturali aggiunti all'alimento, come le scaglie di aglio essicato (che non piacciano a tutti i cavalli), o composti misti a base di erbe della salute (tre le più usate la genziana, l'assenzio, il cardo mariano, l'ortica)

Da tenere ben presente:

Le verminosi non sono da trascurare. Particolari tipi di vermi, non rimossi, che lavorano per tanto tempo l'intestino del cavallo, possono danneggiarlo permanentemente. 

Si tratta di sovrastrutture ossee o calcificazioni, cioè alterazioni lievi dello scheletro, che interessano parti diverse del pastorale e della corona.

In particolare, le formelle:

Sono neoproduzioni ossee, risultato di un'infiammazione a seguito di frattura, trauma, stiramento. Possono degenerare in problematiche che danno zoppia. Possono essere alte, medie e basse, interessando parti diverse del pastorale e della corona, soprattutto ai piedi anteriori. 

Possono vedersi a occhio nudo o essere più subdole e necessitare di controllo radiografico. 

Cause:

  • Stiramenti dei legamenti, tendini, intersezioni ossee dall'articolazione interessata
  • Traumi diretti sulla parte interessata, causati da incidenti 
  • Osteoartrite degenerativa
  • Cattiva conformazione degli appiombi abbinata ad un eccesso di sollecitazione che porta a traumi

Sintomi più comuni:

  • Segni di zoppicatura
  • Calore e tumefazione delle regioni interessate
  • Alterazione della forma con ingrossamenti palpabili e dolorosi

La radiografia può mettere in evidenza le alterazioni ossee in atto, che possono essere lievi o gravi, soprattutto a seconda della zona interessata.

Cura:

Se la diagnosi è precoce, il riposo del cavallo (sospensione da qualsiasi allenamento sportivo/gara/impiego equestre) e il bendaggio rigido sono il trattamento più comune. Il riposo e il bendaggio potrebbero richiedere il decorso di mesi. Non è auspicabile rimettere velocemente il cavallo al lavoro, perché si comprometterebbe la guarigione. 

Fino a che la parte compromessa non smette di avere infiammazione, il cavallo non può definirsi guarito. Può comunque fare vita normale da cavallo, senza forzature. Non deve cioè essere bloccato per mesi in un box. L'importante è che si muova da solo - sentendo dunque il dolore e autotrattenendosi di conseguenza da sforzi eccessivi, in un ambiente protetto, senza forzature e senza pericoli, dove non vada in ansia o in fuga perché si sente minacciato.

Esiste anche la possibilità di trattamenti medici più invasivi per il trattamento di casi particolari o cronici. Tra questi trattamenti, l'uso di vescicanti e la fusione articolare, chiamata artrodesi. Non è detto però il cavallo sia riportato al pieno della sua "funzionalità",  neppure con il trattamento invasivo. 

Nelle formelle che interessano l'articolazione, il cavallo va incontro da solo a un processo di anchilosi, irrigidimento dell'articolazione stessa. Nel tempo, e possono volerci molti mesi, cessa il dolore ma viene ridotta la mobilità dell'articolazione stessa, quindi il cavallo può vivere una vita dignitosa, ma di sicuro non sarà più un cavallo sportivo.

Nei casi meno gravi, il riposo, gli uguenti e le pomate anti infiammatorie, le cretate, le fasciature e al momento di riprendere l'impiego equestre un bravo maniscalco, possono permettere di conservare al cavallo una sua vita anche equestre.

Regole d'oro da rispettare per evitare - per quanto possibile - il peggio:

  • la tempestività con la quale si riconosce il problema
  • la pazienza di non affrettare i tempi di ritorno all'impiego equestre
  • la prevenzione nei limiti del possibile, non forzando i cavalli a eccessi per le loro potenzialità e caratteristiche

Ancora cavalli in fuga che se la rischiano grossa, inconsapevolmente.

Era fuggito nella notte per finire nel Canuale Lunense a Castelnuovo Magra, provincia di La Spezia ed è finito nel Canale Lunense. E' servito l'interento dei Vigili del Fuoco del comando provinciale della Spezia per salvarlo. Era in acqua già da tempo e in ipotermia. Un veterinario ha dovuto impiegare un lieve sedativo perché fosse possibile imbragare il cavallo, poi con l'ausilio della gru è stato sollevato. 

E' stato quindi possibile riconsegnarlo ai proprietari.

Lunedì, 24 Settembre 2018 17:58

Furto da 20mila euro al maneggio L.A.104

A essere colpito dal raid, tra venerdì 21 e sabato 22 settembre, è stato il maneggio L.A.104 di Aonedis, nel comune di San Daniele del Friuli, dove si praticano le discipline western. 

Come spesso nei furti nei maneggi, anche in questo caso c'è chi pensa che i ladri abbiano agito su commissione.

Hanno infatti rubato delle selle da cavallo, sedici in totale, senza perlustrare null'altro, come se sapessero già dove erano e andassero a colpo sicuro.

Si tratta di selle da monta americana.

I carabinieri indagano sul furto.

Con i cavalli non si è mai cauti abbastanza.  

A Fratte, Salerno, ieri mattina, verso le 6.40, quattro cavalli si trovavano sulla tangenziale, mettendo in pericolo involontariamente se stessi, le autovetture e i loro conducenti di passaggio.

L'arrivo della polizia stradale ha scongiurato il peggio. Gli animali sono stati spostati illesi in un'area che ha consentito il ripristino della mobilità stradale. La asl veterinaria ha letto i microchip e identificato il proprietario, dalla cui proprietà i cavalli si erano allontanati probabilmente durante la notte.

Visto che nel salernitano vi è spesso il problema dei cavalli vaganti, i Comuni di Padula, Monte San Giacomo e Sassano per fronteggiare il problema hanno adottato un protocollo d’intesa. Una ditta convenzionata cattura, trasporta e mantiene gli animali in una scuderia, l’Asl ne identifica il proprietario che viene sanzionato amministrativamente e dovrà pagare i costi dell’intera procedura.

A parte rimangono le spese per eventuali danni a terzi. 

Se entro 10 giorni nessuno li rivendica, gli animali diventano di proprietà della ditta che li ha recuperati.

Castellaneta di Puglia, nel tarantino. Scovata una delle più importanti coltivazioni illegali di marijuana mai rinvenute in Puglia.

Si estende su circa 7.000 metri quadri lungo la Strada Provinciale 13, nelle adiacenze del fiume Lato.

La pertinenza in cui avveniva la coltivazione di cannabis corrisponde a una nota azienda agricola di allevamento cavalli.

Dalle piante sequestrate si sarebbero potuti ricavare oltre 10 milioni di euro. Arrestati 5 italiani e un marocchino.

Sono in corso ora specifici accertamenti da parte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, per ricostruire l'eventuale sodalizio nel business di coltivazione della cannabis.

Un maneggio abusivo e' stato scoperto e posto sequestro dalla Polizia in un terreno incolto nel quartiere di Monte Po', Catania.

Nella struttura sono stati trovati: equidi, capre e pitbull.

Il sopralluogo è stato effettuato in concomitanza dalla polizia municipale e dai veterinari dell'Asp. Gli equidi, oltre ad essere trovati senza microchip, erano in cattive condizioni di salute. I proprietari sono stati denunciati per maltrattamento di animali e sanzionati per una serie d'infrazioni amministrative per un importo totale di 27.128 euro.

Giovedì, 20 Settembre 2018 18:06

Su Cremona, muore asino investito

Un asino è fuggito da un'azienda agricola di Pino D'adda e ha trovato putroppo la morte sulla strada di notte. Non era fuggito da solo. 

E' successo sull'arteria della pronvinciale 1 che collega il paese d'origine con Rivolta D'adda. 

Danni alla vettura ma illeso il suo conducente.

 

Martedì 19 settembre nella zona dell'Acquabona a Rosignano Marittimo, un binomio cavallo cavaliere è finito in un fossato. L'uomo si è alzato senza problemi, ma per il cavallo ci sono voluti i vigili del fuoco del distaccamento di Cecina che, insieme a personale veterinario, in un lavoro durato ore, sono riusciti a portare l'animale in salvo. 

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