Navigatore interno al sito

Ti trovi qui:Torna all'entrata>Horse Angels

Horse Angels

La Redazione diretta da Roberta Ravello, Fondatrice di Horse Angels e della sua testata editoriale e casa editrice. Autrice di diversi libri a tema cavallo, laureata in scienze politiche, registrata presso l'Ordine dei Giornalisti di Bologna come Direttore di testata tecnica.

Venerdì, 07 September 2018 12:53

A che età un cavallo può essere cavalcato?

Troppo spesso si vedono persone iniziare precocemente i puledri alla sella, con il rischio di rovinarli.  

Sebbene il dibattito sia vivace sull'età giusta per cominciare a cavalcare un cavallo, la maggior parte degli addestratori qualificati con tanto di diplomi riconosciuti dagli enti di promozione dell'equitazione, sarebbe d'accordo ad affermare che un cavallo può cominiciare a lavorare seriamente solo dopo la maturità, ovvero a partire dai 4 o 5 anni.

Prima di allora il cavallo può essere socializzato, cominciare l'educazione da terra, saggiare sella, imboccatura e finimenti vari, ma non può cominciare un lavoro pesante di scuola d'equitazione, agonismo equestre o qualsiasi altro impiego a sella di tipo impegnativo, costante, quotidiano. 

All'età di quattro o cinque anni, un cavallo è quasi completamente maturo, anche se alcuni cavalli continuano a crescere in altezza fino a 7 anni. L'età per cominciare a "lavorare", corrisponde anche a quella della maturità sessuale per l'eventuale riproduzione.

C'è ben poco vantaggio ad avviare precocemente un cavallo all'agonismo. Quest'ultimo infatti è un'attività impattante il sistema muscolo schelettrico del cavallo, e fino a che le giunture non sono chiuse, sport impegnativi come il salto, il dressage, l'endurance, o qualsiasi impiego fisicamente impegnativo, rischia di danneggiare seriamente articolazioni e legamenti delle gambe e della parte superiore del corpo, rendendo il cavallo un disabile - sogetto ad essere scartato come un oggetto usato e logorato - già entro i 10 anni di età.

Certo, storicamente ci sono state discipline - la cui dignità è oggi in discussione - che non avevano come obiettivo preservare o proteggere il cavallo, ma solo sfruttarlo e poi cambiarlo rapidamente come se si trattasse di uno strumento. Per fortuna oggi le cose stanno cambiando e la tutela del cavallo, della sua vita - salute e longevità, anche in virtù del favore dell'opinione pubblica, diventa sempre più rilevante. 

Per questo, nelle competizioni sportive più rispettose del cavallo, vi è un'età prestabilita minima sotto la quale è impossibile iscrivere il cavallo alla gara.

Questo requisito di protezione dei cavalli riconosce che l'animale debba avere ossa, tendini, legamenti, muscoli e articolazioni stabilizzati dalla maturazione fisica per sopportare l'impatto di una persona portata sulla schiena che fa agonismo e quindi richiede allenamenti frequenti e impegnativi.

Oltre a proteggere fisicamente il cavallo, l'età minima per cominciare il lavoro, offre un vantaggio di maturazione emotiva. Un cavallo mentalmente più maturo è più sensibile, più propenso ad ascoltare, più facile alla concentrazione per un tempo più prolungato negli esercizi, e quindi più facile da addestrare.

L'addestramento per essere rispettoso deve iniziare con gradualità ed essere eseguito da persone che hanno tecnica, competenza, esperienza e vocazione per la comunicazione con i cavalli.

Come in molti altri ambiti della vita, lento è sinonimo di qualità nell'educazione del cavallo, mentre la fretta di avere il cavallo a sella ancora puledro, denota ignoranza e mancanza di rispetto.

3 Settembre - Cavallo al galoppo per le strade di Como. Domenica mattina durante le operazioni di allestimento della mostra zootecnica a Porta Torre, un cavallo che doveva trainare una carrozza ha deciso di farsi un giro per la città. L’animale si è infatti liberato è ha iniziato a galoppare per le vie di Como tra lo stupore di quanti lo hanno incrociato. E' stato ricatturato al Quarto Ponte, così l’emergenza è rientrata. Nessun danno a persone o cose o animali, per fortuna.

Poteva finire peggio.

Arezzo, 3 settembre 2018 - Processione storica a cavallo, un cavallo imbizzarrito ha creato il panico nella sfilata. Forse per il rumore, forse per il lancio di un oggetto che lo ha colpito, il cavallo è sfuggito di mano a cavaliere e palafreniere, finendo sulla carrozzina di un bambino, travolgendone un altro, per poi terminare la corsa in un negozio di abbigliamento, ferendo una signora che si trovava sulla porta aperta dell’esercizio.

Il cavallo è stato riportato alla calma dai figuranti della sua casata.

Immediato l’intervento dei sanitari del 118. I tre feriti, per fortuna, se la sono cavata con la medicazione.

Sul posto sono arrivati anche gli agenti della Polizia che hanno fatto un sopralluogo. E proprio alla Polizia verrà sporta denuncia da parte della negoziante.

“I danni al negozio sono stati ingenti – spiega la donna – ma l’amarezza più grande deriva dalla totale assenza da parte di chi organizza la manifestazione. Nessuno è venuto ad informarsi se stavamo bene o se c’erano stati danni. Queste manifestazioni devono essere regolamentate meglio”. 

Varese, 17 agosto 2018 - Militari del Gruppo carabinieri Forestali di Varese in azione a Busto Arsizio, su ordine della Procura, hanno sequestrato preventivamente l'azienda 'Riccato Corrado Bruno', nella cittadina lombarda. Si tratta dell'impianto di macellazione più grande della zona e tra i più grandi della Lombardia, in particolare per gli equini: nel 2017 sono stati abbattuti e macellati 424 animali, mentre nei primi 7 mesi del 2018 ne sono stati abbattuti e macellati 215.

Le indagini della Sezione reati contro l'Ambiente e la Salute della Procura, in collaborazione con i carabinieri Forestali e i veterinari dell'ATS Insubria, hanno accertato che il titolare ha commesso nel corso degli anni, spiega il procuratore di Busto, Gian Luigi Fontana, "numerose gravi violazioni" in relazione a "igiene e salubrità degli alimenti, di corretta tenuta dei registri di stalla, nonché in tema di tracciabilità degli animali macellati e, poi, messi in vendita".

Le indagini hanno accertato che il titolare, il mese scorso, aveva abbattuto e macellato per la vendita cavalli che non potevano essere uccisi e destinati al consumo umano, in quanto non erano registrati in anagrafe equidi come macellabili.

I cavalli non macellabili, sono quelli per i quali non c'è controllo sanitario sui farmaci assunti, e quindi si tratta di un potenziale azzardo per la salute umana.

Dal corpo degli animali era stata asportata la parte dove sono messi i microchip che consentono di verificare la provenienza e la tracciabilità degli animali. Alcuni equini erano accompagnati da falsi documenti di trasporto e da false certificazioni di provenienza e di destinazione. Già nel 2012 il titolare era stato denunciato per fatti simili. Contestati, con il decreto di sequestro di stamani, i reati di uccisione di animali, detenzione per il commercio di sostanze alimentari nocive e frode nell'esercizio del commercio. Sono in corso indagini per accertare responsabilità di altre persone.

Un'opportunità per gli amanti dei cavalli e del volontariato.  Horse Angels organizza un corso di formazione per divulgatori di tutela equina. 

Il corso intende formare nuove figure di volontariato con l’obiettivo di valorizzare la tutela equina, in modo che le persone formate siano in grado di muoversi nel proprio territorio, abbiano conoscenza di come farlo e sappiano trasmettere la tutela equina agli interessati.

I destinatari della proposta sono persone di ogni tipo, purché abbiano già avuto dei cavalli e quindi conoscano già quali sono le responsabilità connesse.

preview 15Il programma prevede:

Lo studio della tutela degli animali in base alla normativa vigente

La conoscenza delle prassi e consuetudini in uso per essere efficaci

Test e prove attitudinali, sul campo, per cominciare a fare del proprio meglio per la tutela degli equini in modo organizzato.

Perchè il corso è digitale e a distanza? Eccone i vantaggi:

  • Dove sei
  • Quando vuoi
  • Con un tutor che ti segue a distanza

Costi di formazione:

€ 50,00 all'atto dell'iscrizione, quale rimborso spese per il materiale didattico: libro, dispense, materiale divulgativo.

Cosa si ottiene al termine del corso di formazione? 

Il corso serve a capire, innanzitutto, se si è portati per qualcosa del genere, che lungi dall'essere un divertimento, è un impegno e una responsabilità. Al termine del corso di formazione, si riceverà un certificato di partecipazione e se tutto è andato bene, si potrà avrere una propria scheda con foto e bio su questo Network quale referente locale Horse Angels per la propria comunità. Se ci si dovesse rendere conto che non è una cosa adatta a sé, nulla di perduto, si è donato €50,00 per una buona causa e si potrà lasciare il materiale divulgativo presso una selleria, contribuendo così in questo modo lo stesso alla divulgazione della sensibilizzazione.

Per maggiori informazioni e iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure al telefono 0547-077180

Odori nauseabondi provenienti da un fondo nel comune di Sant'Andrea del Garigliano, in provincia di Frosinone, hanno fatto allertare i vicini e determinare un sopralluogo da parte delle autorità locali.

Nel terreno, adibito ad allevamento di cavalli allo stato brado, di proprietà di una 32enne del posto risultata incensurata, è stato reinvenuto il cadavere di un cavallo morto da 3 giorni circa, cavallo grigio di circa 4 anni, femmina, malnutrito e malcurato.

Alla donna, che ha omesso di comunicare il decesso dell’animale avendo l’obbligo di vigilare sullo stesso, è in corso la contestazione della violazione del D.Lgs.146/01 “Attuazione della direttiva 98/58/CE relativa alla protezione degli animali negli allevamenti”, con conseguente sanzione di € 3.098,74.

Al termine dell’ispezione, alla stessa è stato intimato di provvedere all’immediata rimozione della carcassa del cavallo morto mediante l’interramento o a mezzo di ditta autorizzata, nonché a ricoverare il cavallo malnutrito in una stalla e di provvedere ad alimentarlo correttamente al fine di non incorrere nella più grave violazione di maltrattamento di animali.

PROPOSTA DI LEGGE n.96

d'iniziativa della deputata BRAMBILLA

Norme per la tutela degli equini e loro riconoscimento come animali di affezione

Presentata il 23 marzo 2018

  Onorevoli Colleghi! — Con la presente proposta di legge si intende colmare un gravissimo vuoto normativo, che ha lasciato finora i cavalli e gli altri equini sprovvisti di un adeguato e specifico quadro di tutela, contrariamente a quella sensibilità nei loro confronti che in questi anni è andata diffondendosi e maturando nella nostra società. Dopo millenni di utilizzo degli equini da parte dell'uomo, spesso connaturatosi come vero e proprio sfruttamento, gli uomini hanno cominciato a considerarli in termini affettivi, instaurando con essi un rapporto del tutto nuovo, fondato sull'amicizia, e iniziando a spezzare quella terribile catena «vecchiaia-macello» che ha condannato a questa triste fine migliaia di animali non più idonei all'esecuzione di prestazioni agonistiche e di lavoro in genere, per motivi di malattia o di anzianità. 
  In questi ultimi anni, ad esempio, sono sorti in Italia diversi centri di ricovero per equini «alla fine della carriera», su iniziativa di privati e di associazioni protezionistiche, allo scopo di venire incontro alla crescente richiesta dei proprietari di elargire una meritata pensione ai propri amici equini, anziché venderli ai macellai. 
  Si moltiplicano, inoltre, le iniziative volte alla salvezza di questi animali, che spesso vengono acquistati da persone che hanno il nobile intento di sottrarli alla triste fine del mattatoio. 
  Contestualmente, è aumentato il numero degli appassionati che si sono avvicinati e che continuano ad avvicinarsi ai cavalli e agli altri equini per godere semplicemente della loro meravigliosa compagnia, già valorizzata e riconosciuta ampiamente, anche con l'utilizzo di questi animali nella pet therapy. 
  Ciò determina la necessità di stabilire norme chiare e precise che possano disciplinare nel modo migliore le condizioni di custodia e di impiego degli equini negli svariati ambiti di attività, riconoscendo loro lo status, che ormai si sono ampiamente e meritatamente conquistati, di «animali di affezione»; riconoscimento atteso e auspicato da un vasto movimento di cittadini. Ed è proprio questo il concetto cardine della presente proposta di legge, in linea con quanto sancito all'articolo 13 del Trattato di Lisbona sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce che l'Unione e gli Stati membri devono tenere pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, dunque portatori di diritti. 
  La proposta di legge in esame all'articolo 1, dopo aver riconosciuto gli equini quali animali d'affezione, ne prevede, come diretta conseguenza, il divieto di macellazione e di importazione ed esportazione a tale fine; vieta, altresì, la vendita e il consumo delle loro carni in tutto il territorio nazionale. La problematica in questione è oggi, come non mai, di grande attualità. Si è infatti verificato un diffuso allarme alimentare derivante dall'introduzione della carne equina in numerose e diverse tipologie di alimenti, prodotti e commercializzati da note aziende nazionali e internazionali le cui etichette specificavano trattarsi di prodotti contenenti carne bovina. Tale scandalo ha riguardato la questione attinente la violazione del diritto del consumatore di acquistare il prodotto scelto in base a quanto indicato nell'apposita etichetta nonché la questione dei possibili rischi per la salute derivanti dall'impossibilità di individuare esattamente la provenienza della carne equina. Infatti la normativa vigente viene facilmente aggirata con la conseguenza che alcuni degli esemplari che finiscono al macello sono quelli utilizzati precedentemente per le corse che potrebbero essere stati sottoposti a trattamenti farmacologici. La vicenda ha avuto una fortissima eco proprio perché evidentemente ha toccato la cultura e le sensibilità personali della maggioranza dei cittadini italiani, europei e persino australiani e statunitensi. Infatti, in particolare in Gran Bretagna, il caso ha suscitato notevole scalpore poiché l'idea di nutrirsi di un cavallo equivale a quella che si ha comunemente in Italia di mangiare un cane, in conseguenza della considerazione che da sempre quel Paese ha degli equini quali animali-amici, compagni dell'uomo nel lavoro come nello svago, membri della famiglia. Si sono registrate reazioni di sdegno in California dove, mediante un referendum indetto nel 1998, i cittadini hanno già scelto di bandire la carne di cavallo nei ristoranti. Come dimostrato dalle reazioni di scandalo alla scoperta delle carni equine in molti prodotti alimentari, il medesimo sentire è diffusissimo anche nel nostro Paese. I tempi sono, quindi, maturi perché, superando le minoritarie tradizioni culinarie regionali che prevedono piatti a base di carne equina, si possa richiedere un cambiamento di abitudini alimentari in nome di maggiori civiltà e rispetto per gli esseri viventi. 
  Ancora, l'articolo 1 prevede il divieto di utilizzare gli equini in spettacoli o in manifestazioni, ivi comprese quelle storiche, che comportano l'esecuzione di esercizi innaturali, pericolosi, stressanti, dannosi per l'equilibrio psicofisico o contrari alla dignità degli animali stessi. Inoltre sancisce il divieto di sottoporre gli equini a sfruttamento, o di imporre ad essi l'esecuzione di qualsiasi attività che possa arrecare loro danno, e il divieto di prestazioni superiori alle loro capacità fisiche o contrarie alle loro caratteristiche fisiologiche. Occorre, dunque, andare oltre usi e consuetudini locali in nome di una civiltà oramai diffusamente affermatasi, di un approccio etico in base al quale il cavallo è riconosciuto quale essere senziente, portatore di diritti. 
  L'articolo 2 prevede l'istituzione di un registro anagrafico degli equini presso le aziende sanitarie locali (ASL) tenuto dai servizi veterinari delle stesse ASL, i cui dati sono trasmessi ai competenti uffici del Ministero della salute che gestisce l'anagrafe degli equidi, istituita dall'articolo 13 della legge 20 novembre 2017, n. 167 (legge europea 2017). L'articolo dispone ancora che chiunque detiene un equino, a qualunque titolo, è tenuto ad iscriverlo al suddetto registro anagrafico e che il servizio veterinario della ASL competente per il territorio nel quale l'equino è custodito provvede a contrassegnare l'esemplare mediante inoculazione di un microchip di identificazione, rilasciando un documento dal quale risultano gli estremi identificativi dell'animale, del proprietario, o del detentore se diverso dal proprietario, nonché il luogo di custodia dell'equino. 
  L'articolo 3 riguarda le condizioni di benessere da assicurare ai cavalli e agli altri equini da parte dei proprietari, in ordine alla loro custodia e alla loro cura, anche al fine di evitare situazioni detentive non adeguate ai suddetti criteri (ad esempio tenerli «in posta», ossia in spazi troppo limitati e costantemente legati, cosa che impedisce loro, di fatto, di sdraiarsi e, dunque, di dormire). Il medesimo articolo prevede poi le modalità di addestramento e di utilizzo in funzione della salvaguardia della loro integrità psicofisica, spesso violata con metodi di doma cruenti, con addestramenti che iniziano in tenerissima età o con prestazioni agonistiche troppo rischiose e dannose per la salute e per la vita stesse degli animali. Al comma 6 è sancito il divieto di effettuare interventi che rechino menomazioni all'integrità fisica degli equini, quali, ad esempio, mozzare loro la coda, tagliare i peli tattili del muso e delle palpebre. Il comma 8 del medesimo articolo ribadisce e puntualizza il divieto di somministrazione di sostanze dopanti, condotta già stigmatizzata dalla legge n. 189 del 2004 contro il maltrattamento degli animali, prevedendo che la Commissione tecnica per la tutela degli equini, istituita presso il Ministero della salute dall'articolo 8 della presente proposta di legge, rediga un elenco dei farmaci e delle sostanze vietati nonché delle pratiche ad essi relative. Anche la più recente giurisprudenza della Suprema corte (Cassazione Penale Sezione III, sentenza n. 5235 del 3 febbraio 2017) ha confermato che integra un'ipotesi di maltrattamento, perché non garantisce il benessere dell'animale, «la somministrazione non sotto il diretto controllo medico di sostanza medicamentosa con il malcelato fine di lenire il dolore ma in realtà col proposito di consentire ad un cavallo afflitto da patologie muscolari di partecipare ugualmente ad una gara alla quale in presenza di dolore non avrebbe potuto partecipare». Nella stessa pronuncia il giudice evidenzia che «il benessere animale nel suo complesso oltre a ricomprendere la salute e il benessere fisico, esige che l'animale in quanto essere senziente goda di un benessere psicologico e sia in grado di poter esprimere i suoi comportamenti naturali». 
  L'articolo 4 pone una serie di divieti tra cui quelli di effettuare corse fuori dagli ippodromi riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e di effettuare attività sportiva agonistica in sella o al traino mediante l'utilizzo di equidi che non abbiano compiuto il quarto anno di vita o fino al raggiungimento della maturità psico-fisica certificata da un medico veterinario sulla base di parametri scientifici. Dispone, poi, l'abolizione del servizio di trasporto a trazione ippica. Il contesto urbano, nel quale per lo più si svolge il citato servizio di trasporto, è pericoloso per i cavalli a causa del traffico intenso, dei forti rumori, della pavimentazione sdrucciolevole, delle temperature elevate nella bella stagione. Numerosi sono stati gli incidenti per le condizioni sopra descritte, incidenti che in alcuni casi hanno causato il ferimento se non la morte del cavallo. Le norme a tutela di questi animali previste da alcuni comuni sono sistematicamente non rispettate. Peraltro è possibile riconvertire il servizio senza l'utilizzo dei cavalli, evitando quindi ricadute negative sul piano occupazionale. 
  L'articolo 5 prevede, poi, che tutti i soggetti che interagiscono in maniera continuativa con gli equidi a scopo professionale e per attività ludico-amatoriali debbano essere muniti di patente equina. La patente è rilasciata dal Ministero della salute, previo superamento di un esame da effettuarsi dopo la frequenza di un corso formativo specifico avente ad oggetto i princìpi, le necessità etologiche e le modalità dell'apprendimento degli equidi, nonché le condizioni di benessere e di sicurezza per la corretta gestione del rapporto tra persone ed equidi. 
  L'articolo 6 prevede il riconoscimento e la tutela delle popolazioni di cavalli selvaggi o rinselvatichiti quali patrimonio naturalistico della collettività e ai fini della valorizzazione di detto patrimonio dispone la promozione del turismo ambientale ed ecosostenibile (horse watching). 
  L'articolo 7 concerne gli equini di proprietà delle Forze armate e di enti pubblici, non più utilizzabili per fini istituzionali; per gli equini in esubero o non in grado di prestare servizi utili, è sancita l'abolizione del sistema di vendita all'asta ed è prevista la possibilità di darli in affidamento a privati. L'articolo 8 istituisce una commissione tecnica per la tutela degli equini presso il Ministero della salute composta da dodici membri, tra i quali rappresentanti delle federazioni equestri riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), rappresentanti delle associazioni per la tutela degli animali maggiormente rappresentative, medici veterinari rappresentanti della Società italiana veterinari per equini e della Federazione nazionale ordini veterinari italiani e nominati da associazioni animaliste. 
  L'articolo 9 prevede la realizzazione, da parte dello Stato, di pensionati pubblici per equini anziani, malati o che i proprietari non possono più tenere, nonché le modalità di affidamento degli animali a privati. 
  L'articolo 10 stabilisce le sanzioni per chiunque violi la legge. 
  L'articolo 11 riguarda la vigilanza sul rispetto della legge, affidata anche alle guardie particolari giurate volontarie delle associazioni protezionistiche e zoofile, il cui impegno in questi anni ha dato ampi ed encomiabili risultati. 
  L'articolo 12 concerne l'istituzione di un fondo per la tutela degli equini. 
  L'articolo 13, infine, prevede la copertura finanziaria per l'attuazione della legge.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1. 
(Princìpi generali e finalità).

  1. Il cavallo, il pony, l'asino, il mulo, il bardotto, gli ibridi di cavallo e zebra e gli ibridi di asino e zebra, di seguito denominati (equini), sono riconosciuti quali animali di affezione. Lo Stato promuove e disciplina la loro tutela attraverso la promozione di misure atte alla loro protezione e all'educazione al rispetto nei loro confronti. 
  2. Sono vietati, su tutto il territorio nazionale, la macellazione degli equini e la loro esportazione per tale finalità, anche se indiretta, nonché la vendita e il consumo delle loro carni. 
  3. È fatto divieto di utilizzare gli equini in spettacoli o in manifestazioni, comprese quelle storiche, che comportano l'esecuzione di esercizi innaturali, pericolosi, stressanti, dannosi per l'equilibrio psico-fisico o contrari alla dignità degli animali stessi. 
  4. È fatto divieto di sottoporre gli equini a sfruttamento o di imporre ad essi l'esecuzione di qualsiasi attività che possa arrecare loro danno e di prestazioni superiori alle loro capacità fisiche o contrarie alle loro caratteristiche fisiologiche. 
  5. È fatto divieto di utilizzare gli equini in esperimenti scientifici compresi gli esperimenti finalizzati alla clonazione degli stessi animali.

Art. 2. 
(Identificazione degli equini).

  1. Presso le aziende sanitarie locali (ASL) è istituito un Registro anagrafico degli equini, tenuto dai servizi veterinari delle stesse ASL, i cui dati sono trasmessi ai competenti uffici del Ministero della salute che gestiscono l'anagrafe degli equidi di cui all'articolo 13 della legge 20 novembre 2017, n. 167
  2. Chiunque detiene un equino, a qualunque titolo, è tenuto a iscriverlo al Registro anagrafico di cui al comma 1 entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. 
  3. Il servizio veterinario della ASL competente per il territorio nel quale l'equino è custodito provvede a contrassegnare l'equino mediante inoculazione di un transponder di identificazione e rilascia un documento dal quale risultano gli estremi identificativi dell'animale, del proprietario, o del detentore se diverso dal proprietario, nonché il luogo di custodia dell'equino. Il proprietario deve notificare al servizio veterinario competente eventuali passaggi di proprietà dell'animale, il trasferimento dell'equino in altra sede, il suo decesso e la nascita di puledri, entro un mese dall'evento.

Art. 3. 
(Custodia e cura degli equini).

  1. Gli equini ricoverati in box devono disporre di uno spazio tale che consenta loro di muoversi, girarsi e sdraiarsi. A tali fini la misura minima dei box è fissata in 3 metri per 3 metri per castroni e per cavalle non adibite alla riproduzione e in 4 metri per 5 metri per stalloni e per fattrici. Ogni box deve essere dotato di beverino per la costante erogazione di acqua fresca e di lettiera realizzata con materiale idoneo, di spessore adeguato e la cui pulizia dove essere effettuata ogni giorno. Le scuderie devono essere spaziose e ben aerate. 
  2. Agli equini che vivono all'aperto deve essere fornita una struttura coperta, chiusa su tre lati, atta a ripararli dalle avverse condizioni atmosferiche. All'interno della struttura deve essere garantita l'erogazione di acqua fresca e pulita. 
  3. È vietato tenere equini in poste, permanentemente legati nei box o all'aperto e con le pastoie agli arti nonché esporli a condizioni meteorologiche che possono mettere a rischio la loro salute o stato di benessere. Se ricoverati in box gli equini devono essere condotti fuori ogni giorno per almeno due ore e lasciati in paddock di dimensione non inferiore a 50 metri quadrati per equide, dotato di adeguato riparo artificiale di una superficie di calpestio drenante, o in idonei recinti. Qualora il proprietario sia impossibilitato ad ottemperare a tale obbligo, deve dare l'incarico ad altra persona, ovvero dare l'equino in detenzione. 
  4. I proprietari e i detentori di equini devono assicurare loro buone condizioni igieniche, assistenza sanitaria, un'adeguata alimentazione costituita da foraggio di buona qualità e da cereali in quantità sufficiente al loro fabbisogno metabolico in relazione all'attività svolta, nonché regolari interventi di mascalcia per il pareggio dell'unghia e il ricambio dei ferri da parte di personale qualificato. 
  5. I puledri non possono essere separati dalle proprie madri prima del compimento dell'ottavo mese di vita. 
  6. È vietato mozzare la coda agli equini, tagliare loro i peli tattili del muso e delle palpebre, sottoporli a marchiatura a fuoco, nonché all'intervento di focatura dei tendini e ad ogni altro intervento che rechi comunque menomazioni all'integrità fisica degli animali. 
  7. Sono vietati i metodi di doma o di addestramento coercitivi, violenti o traumatici, di tipo fisico e psichico, nonché le ipersensibilizzazioni e lo sbarramento. È altresì vietato l'uso di frustini, nerbi, pungoli, puntali, speroni e imboccature che producono o possono produrre lesioni o sofferenze agli animali. 
  8. È vietato somministrare agli equini, o comunque favorirne l'uso, senza la relativa prescrizione medico-veterinaria, farmaci o sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, non giustificati da condizioni patologiche e idonei a modificare le condizioni psico-fisiche o biologiche dell'organismo, ovvero diretti a modificare i risultati dei controlli sull'uso di tali farmaci o sostanze. La commissione di cui all'articolo 8, entro tre mesi dalla data della sua istituzione, redige un elenco dei farmaci e delle sostanze vietati ai sensi del presente comma nonché delle pratiche ad essi relative. 
  9. La soppressione degli equini è consentita soltanto in caso di malattia grave e incurabile, che procura agli stessi un evidente stato di sofferenza. Essa può essere praticata unicamente per eutanasia, in anestesia generale, da un medico veterinario, regolarmente iscritto all'albo professionale, il quale è tenuto a comunicare per scritto al servizio veterinario della ASL competente le motivazioni che hanno reso necessario l'intervento entro quarantotto ore dalla sua attuazione.

Art. 4. 
(Divieti).

  1. È vietato effettuare corse fuori dagli ippodromi riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. 
  2. È vietato effettuare attività sportiva agonistica in sella o al traino mediante l'utilizzo di equidi che non abbiano compiuto il quarto anno di vita o fino al raggiungimento della maturità psico-fisica certificata da un medico veterinario sulla base di parametri scientifici. Dal compimento del terzo anno di vita è consentito il lavoro in sella o al traino ai soli fini addestrativi. 
  3. È vietato il servizio di trasporto a trazione ippica. Le licenze in corso alla data di entrata in vigore della presente legge sono convertite dai comuni interessati in licenza per taxi e in autorizzazioni per l'attività di noleggio con conducente a mezzo autovetture, di noleggio di biciclette, tandem, risciò, di noleggio di auto d'epoca e per l'esercizio di trasporto con vettura elettrica.

Art. 5. 
(Patente equina).

  1. Tutti i soggetti che interagiscono in maniera continuativa con gli equidi a scopo professionale e per attività ludico-amatoriali devono essere muniti di patente equina. La patente è rilasciata dal Ministero della salute, previo superamento di un esame finale da effettuare dopo la frequenza di un corso formativo specifico avente ad oggetto i princìpi, le necessità etologiche e le modalità dell'apprendimento degli equidi, nonché le condizioni di benessere e di sicurezza per la corretta gestione del rapporto tra persone ed equidi. 
  2. Il corso si svolge presso federazioni e associazioni convenzionate con le ASL e riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) ed è tenuto da soggetti qualificati in possesso di idoneo titolo di studio certificante le adeguate conoscenze in etologia applicata.

Art. 6. 
(Cavalli selvaggi o rinselvatichiti).

  1. Lo Stato riconosce e tutela le popolazioni di cavalli selvaggi o rinselvatichiti quali patrimonio naturalistico della collettività e promuove il turismo ambientale ed ecosostenibile volto alla valorizzazione di tale patrimonio. 
  2. È istituito presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare un Registro al fine del censimento delle popolazioni di cavalli selvaggi e rinselvatichiti presenti sul territorio nazionale.

Art. 7. 
(Equini di proprietà delle Forze armate e di enti pubblici).

  1. Le vendite, previo incanto o vendita in economia, degli equini non più utilizzabili per fini istituzionali, nonché quelli in esubero o non in grado di prestare servizi utili di proprietà delle Forze armate e di enti pubblici sono abolite. 
  2. Gli equini di cui al comma 1 sono ospitati a vita presso apposite strutture delle Forze armate o degli enti pubblici ovvero presso i pensionati di cui all'articolo 9. Essi possono, altresì, essere dati in affidamento ai soggetti privati, alle associazioni o agli enti previsti dal medesimo articolo 9, comma 4.

Art. 8. 
(Commissione tecnica per la tutela degli equini).

  1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della salute, con proprio decreto, istituisce una commissione tecnica per la tutela degli equini, composta da dodici membri, dei quali:

   a) un rappresentante nominato dal Ministro della salute, che la presiede;

   b) un rappresentante nominato dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali;

   c) un rappresentante nominato dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;

   d) due rappresentanti delle federazioni equestri riconosciute dal CONI;

   e) tre rappresentanti delle associazioni per la tutela degli animali maggiormente rappresentative a livello nazionale;

   f) un medico veterinario rappresentante della Società italiana veterinari per equini (SIVE);

   g) un medico veterinario rappresentante della Federazione nazionale ordini veterinari italiani (FNOVI);

   h) due medici veterinari nominati da associazioni animaliste.

  2. I rappresentanti di cui alle lettere d) ed e) del comma 1 sono nominati dal Ministro della salute tra una rosa di candidati proposta dalle organizzazioni interessate. 
  3. I membri della commissione tecnica durano in carica due anni e il loro incarico è rinnovabile. 
  4. La commissione tecnica si riunisce almeno tre volte l'anno, dietro convocazione del presidente, e ha compiti di attuazione della presente legge e di vigilanza sulla sua applicazione. 
  5. La commissione tecnica trasmette entro il 31 marzo di ogni anno una relazione sull'attuazione della presente legge ai Ministri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, corredata di proposte su eventuali interventi da realizzare.

Art. 9. 
(Istituzione di pensionati pubblici per equini).

  1. Lo Stato promuove e finanzia l'istituzione di pensionati pubblici per equini anziani, malati o che i proprietari non sono più in grado di mantenere. 
  2. Il Ministro della salute, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la commissione tecnica di cui all'articolo 8, stabilisce, con proprio decreto, il numero dei pensionati di cui al comma 1, tenuto conto delle prevedibili richieste, la loro dislocazione sul territorio nazionale secondo criteri di distribuzione, nonché le norme relative alla loro gestione. 
  3. I pensionati di cui al comma 1 devono garantire un orario quotidiano di apertura al pubblico. 
  4. Gli equini ospitati nei pensionati pubblici possono essere dati in affidamento solo a soggetti privati, ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale e ad enti morali che diano garanzie di buon trattamento degli animali. Ogni mutamento di soggetto affidatario, anche se temporaneo, deve essere comunicato ai competenti servizi veterinari della ASL, ai sensi del comma 3 dell'articolo 2, i quali, anche avvalendosi della collaborazione delle associazioni animaliste, effettuano controlli periodici per accertare le condizioni di custodia degli animali. Nel caso in cui siano riscontrate violazioni della presente legge, gli equini devono essere sequestrati e riconsegnati ai rispettivi pensionati pubblici di provenienza. 
  5. Nelle more dell'istituzione di pensionati pubblici, il Ministro della salute può stipulare apposite convenzioni con strutture private che già svolgono attività di accoglienza di equini anziani e malati e che abbiano i requisiti necessari ai fini della garanzia del loro buon trattamento.

Art. 10. 
(Sanzioni).

  1. Salvo che il fatto costituisca reato, e fermo restando quanto previsto dal comma 2, chi viola le disposizioni della presente legge è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 50.000 euro. 
  2. Chiunque viola le disposizioni di cui all'articolo 3, comma 8, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 3.000 a 100.000 euro. La pena è aumentata se dal fatto deriva un danno per la salute dell'animale o se il fatto è commesso nei confronti di equini destinati ad attività agonistiche, sportive o ludiche. La pena è aumentata altresì se il fatto è commesso da un componente o da un dipendente del CONI, ovvero di una federazione sportiva nazionale, di una società, di un'associazione o di un ente riconosciuti dal CONI, o da chi esercita una professione sanitaria, da un allevatore di equini o da gestore di maneggio, centro di ippoterapia o di riabilitazione equestre. 
  3. Le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative di cui al comma 1 confluiscono nel fondo per la tutela degli equini istituito dall'articolo 12.

Art. 11. 
(Vigilanza).

  1. La vigilanza sul rispetto della presente legge è affidata, oltre che agli organi competenti previsti dalla legislazione vigente in materia, anche alle guardie particolari giurate volontarie delle associazioni protezionistiche zoofile, ai sensi del combinato disposto dagli articoli 55 e 57, comma 3, del codice di procedura penale.

Art. 12. 
(Istituzione del fondo per la tutela degli equini).

  1. A decorrere dall'esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito presso il Ministero della salute il fondo per la tutela degli equini, la cui dotazione annua è pari a 4 milioni di euro. 
  2. Il Ministro della salute, sentita la commissione tecnica di cui all'articolo 8, con proprio decreto, stabilisce entro il 31 dicembre di ogni anno la ripartizione delle disponibilità del fondo di cui al comma 1 e le modalità del loro utilizzo.

Art. 13. 
(Copertura finanziaria).

  1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a 4 milioni di euro annui, a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della salute. 
  2. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Lunedì, 03 September 2018 09:35

Le fiaccature del cavallo, prevenirle e curarle

Le fiaccature sono definite come abrasioni o piaghe provocate dallo sfregamento ripetuto dei finimenti (sella, sottopancia, pettorale...) sull'epidermide ed eventualmente sui tessuti molli sottostanti, sino ad arrivare ai tessuti profondi e all'osso, con riflessi anche di comportamento nel cavallo, come paura e disagio nell’indossare i finimenti che hanno provocato la lesione o che continuano a irritarla.

Cause delle fiaccature:

I gonfiori, le ferite da sella e le ferite che si verificano sotto l'imbracatura per la monta sono causate dall'attrito con i finimenti. Sono simili a vesciche e pustole che si formano negli umani indossando delle scarpe che si adattano male al piede.

Sono quindi provocate dall'utilizzo di finimenti non adatti al cavallo per diversi motivi, tra cui la misura, il posizionamento, la scarsa pulizia o la scorretta manutenzione. Ne consegue che l'identificazione ed eliminazione della causa scatenante la lesione risulta essere l'alternativa migliore a ogni possibile trattamento.

I finimenti che generano più lesioni sono la sella e il sottopancia, quindi le regioni del corpo dove si riscontrano più di frequente queste problematiche sono quelle a contatto con l'imbragatura della sella e cinghie del sottopancia. 

Le piaghe possono essere causate da sfregamento con un finimento sporco, sudore, polvere. Finimenti troppo rigidi o inflessibili possono causare sfregamenti che portano alle piaghe.. Occasionalmente, un oggetto estraneo che si è incuneato tra i finimenti e la pelle del cavallo può causare questi sfregamenti che portano a lesioni. Quindi nei trekking, visto che possono durare ore, nelle pause, le selle dovrebbero sempre essere rimosse o allentate, per dare sollievo alla pressione e per verificare che non ci siano corpi estranei da rimuovere, nonché per portare via sporco e sudore che, nell'attrito, possono provocare le lesioni.

I sintomi:

I segni clinici possono variare a seconda della profondità/estensione delle lesioni e delle complicazioni che posso insorgere dovute soprattutto ad infezioni batteriche opportuniste. Le fiaccature che coinvolgono solo la cute sono caratterizzate da reazioni di natura infiammatoria che possono avere l'aspetto di papule, eritemi, vescicole, pustole e necrosi tissutale. Generalmente la lesione iniziale è rappresentata da uno stadio infiammatorio acuto del follicolo pilifero, che col tempo progredisce verso una follicolite purulenta. Le aree affette appaiono glabre (prive di pelo) o con il pelo spezzato, gonfie, calde e dolenti. L'essudato o trasudato tende a seccare e a formare croste più o meno estese. Nei rari casi in cui sia la cute che i tessuti sottostanti siano coinvolti si possono sviluppare degli ascessi; una severa lesione della cute e dei tessuti molli sottostanti può esitare in necrosi secca o umida degli stessi.

Quando il problema si cronicizza si forma una fibrosi, anche callosa. 

Trattamento:

Su una ferita aperta, va pulita la ferita e la zona circostante con una soluzione salina e coperta con un unguento o una crema lenitiva. Molte persone amano creme o lozioni con calendula o aloe vera. Si può anche usare lo spray alla genziana viola o una pomata con ossido di zinco. Se l'infezione è purulenta, valutare l'utilizzo di una crema con antibiotico. L'obiettivo principale è quello di mantenere l'area pulita e di riportare la pelle in buone condizioni.

Nessun finimento dovrebbe essere posizionato sull’area interessata dalla fiaccatura finché essa non sarà guarita. Il mantello spesso ricresce bianco nell'area interessata dopo la guarigione.

Prevenzione:

- Pulire bene la schiena del cavallo prima di sellarlo

- Usare un sottosella asciutto e pulito

- Usare una sella adatta alla conformazione fisica del nostro cavallo

- Posizionare la sella nel modo corretto

- Stringere il sottopancia in maniera adeguata

- Eseguire una adeguata pulizia e manutenzione dei finimenti

Inutile dirsi che la sella deve essere della misura giusta per circonferenza e per caratteristiche della schiena del cavallo e disciplina che si pratica. Deve essere montata in modo corretto, le cinghie strette il giusto: né troppo larghe, né troppo strette. La sella non deve ballare sulla schiena del cavallo, ma non deve neppure stringere al punto da provocare lesioni.

La sella non deve essere a diretto contatto con le eminenze ossee dei processi spinosi vertebrali, soprattutto a livello del garrese, ma deve essere ben distanziata da essi in modo da non comprimerli.

L’aderenza deve essere tenuta pulita. I finimenti a causa del sudore acido da sforzo possono rovinarsi nel tempo, soprattutto se non manutentati correttamente. Il sottosella va periodicamente lavato, se non lo si vuole cambiare frequentemente.

Prevenire le ferite e le irritazioni su cavalli con pelle sensibile:

A volte, nonostante tutti gli sforzi per prevenire, si formano lo stesso le fiaccature. Questo accade con i cavalli che hanno una pelle particolarmente sensibile e sottile. Se si ha un cavallo di questo tipo, ancor più occorre fare attenzione ad utilizzare i finimenti appropriati, confortevoli per il cavallo, manutentarli correttamente e frequentemente e investire di più in sottosella protettivi. Ogni qual volta si introduce un finimento nuovo, che magari è troppo rigido inizialmente, farlo con gradualità, un pò come delle scarpe nuove e rigide...che non è il caso di indossare per un trekking, ma vanno messe per sessioni di camminata breve fino a che non si adattano al piede e viceversa e diventano confortevoli. 

Scegliere la sella giusta non è solo un fattore estetico o funzionale per chi va a cavallo, è fondamentale per l'equilibrio, dunque per la sicurezza, e per la salute del cavallo. 

Selle inappropriate possono fiaccare il cavallo, renderlo pauroso e nervoso, causare dunque brutte cadute. Le lesioni non curate possono rovinare il cavallo, senza dimenticare che un cavallo con una lesione tangibile, non curata, che il proprietario continua a montare, possono portare a segnalazioni, appropriate, per incuria, mala gestione e in taluni casi, i più gravi, persino maltrattamento.

Scegliere la sella giusta non è così scontato, perché sulla scelta incide, purtroppo, la disponibilità economica. Anche una volta acquistata la sella può non essere giusta per sempre. Cioè, va tenuta pulita e manutentata. Cambiamenti nella schiena e nel peso del cavallo, possono rendere la sella meno giusta di quanto fosse prima, quindi prima di acquistare una sella, occorre informarsi bene su quali sono le variabili.

La sella giusta è quella che calca perfettamente la schiena del cavallo e che consente un buon equilibrio per l'equestre (le cui differenze in capacità di equitare, oltre che di portafoglio, condizionano la scelta della sella).

In genere le selle sono suddivise in due categorie principali, le selle inglesi e le selle western, in base alla disciplina in cui sono usate. Altri tipi di selle, tra cui quelle da dressage, quelle da corsa, quelle australiane, da endurance si trovano in commercio nelle sellerie specializzate.

Vi sono alcuni nuovi tipi di selle, chiamate selle "treeless", ovvero prive di arcione (archetto rigido), che sono flessibili sia in senso antero-posteriore che in senso laterale. Vengono utilizzate particolarmente per il trekking e per l'endurance, dove si monta anche per ore e occorre quindi una sella che sia confortevole soprattutto per il cavallo, con la massima adattabilità, senza quindi causare uno scarico del peso unicamente su alcuni punti, per ammortizzare meglio.

Molto importante anche la scelta del sottosella, sia per ammortizzare, sia per impedire un eccesso di sfregamento, sia per consentire una buona traspirazione.

La pulizia e manutenzione della sella sono aspetti importanti in quanto il sudore, acido, se non asportato con il tempo tende ad indurire e ad irruvidire la pelle della sella stessa. La normale manutenzione di una sella si limita al pulirla da eventuali residui di sporcizia ogni volta che la si è usata, passarla con un panno morbido bagnato in acqua fredda ed adeguatamente strizzato, lasciarla asciugare all’ombra e con una certa frequenza ungerla con grasso, oli vegetali o glicerina…

Il mal di schiena causato da una sella inappropriata, mal posizionata o poco consona per l'equilibrio del cavaliere

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che quando la sella non è quella giusta (troppo grande o troppo piccola, usurata in punti focali per la distribuzione corretta del peso, non adeguata alla disciplina, altro), oppure è posizionata male sulla schiena del cavallo (rendendo più difficile l'equilibrio in sella, oltre che premendo su punti focali sbagliati), può provocare forti dolori alla schiena del cavallo fino a cronicizzare le patologie di schiena.

E' quindi di vitale importanza scegliere la sella giusta.

Come scegliere la sella giusta per il cavallo

La sella è un elemento fondamentale in equitazione e scegliere quella giusta aiuta a migliorare l'andatura del cavallo, proteggere la schiena del cavaliere da infortuni (a questo proposito è anche fondamentale imparare ad equitare in leggerezza, attraverso la formazione equestre, nessuna sella infatti è in grado di correggere le lacune in educazione dell'equestre), proteggere la schiena del cavallo da lesioni e patologie.

Ogni singola disciplina richiede la sua sella, ma quello a cui stare attenti è soprattutto la misura, che deve essere adatta sia all'equestre sia al cavallo.

Scelta in base all'uso che si andrà a fare

  • Sella da principiante
  • Sella polivalente
  • Sella da salto ostacoli 
  • Sella da dressage
  • Sella da trekking 

Caratteristiche di una sella da principiante :

  • Favorisce i primi approcci all’equitazione
  • Confortevole (seggio piuttosto largo)
  • Posizione classica (seggio piuttosto cavo)
  • Pomello e paletta più pronunciati, a volte anche sostegni, per garantire la stabilità del bambino sul seggio
  • Maniglia

Caratteristiche di una sella polivalente :

  • Sella per vari usi, senza particolari specificità
  • Buona posizione per il lavoro in piano 
  • Agevole su piccoli ostacoli (quartiere leggermente inclinato in avanti)
  • Gradevole in passeggiata
  • Seggio leggermente cavo
  • Seggio piuttosto largo per un maggiore confort in passeggiata

Caratteristiche di una sella da salto ostacoli :

  • L'orientamento dei quartieri (inclinati in avanti) consente una staffatura corta, e un ottimo equilibrio.
  • Seggio dotato di un imbottitura meno spessa 
  • Spessori avanti e dietro per migliorare la fermezza della gamba

Caratteristiche di una sella da dressage :

  • Quartieri lunghi per una buona discesa della gamba (quasi perpendicolari al seggio)
  • Confortevole
  • Seggio cavo (favorisce la posizione: cavaliere seduto nella sella)
  • Spesso staffili lunghi (accrescono il contatto tra cavaliere e cavallo) 

Caratteristiche di una sella da trekking :

  • Confort del cavaliere: ampiezza seggio
  • Confort del cavallo: buona distribuzione del peso del cavaliere (imbottitura spessa e crescente)
  • Numerose possibilità di ancoraggio per il bagaglio (sacche)
  • Garrese libero per il confort del cavallo

Scelta in base al materiale di costruzione

Le selle oggi si distinguono tra tradizionali in cuoio, o moderne in materiale sintetico.

Ambedue i materiali hanno vantaggi e inconvenienti. 

Cuoio :

  • Materiale naturale e nobile 
  • Tradizionale
  • In genere esteticamente più bello
  • Lunga durata se buona manutenzione
  • Asciugatura lenta in caso di forte pioggia
  • Indispensabile una manutenzione regolare

Sintetico :

  • Più economico
  • Facile manutenzione
  • Asciugatura rapida in caso di pioggia
  • Sella leggera
  • Può surriscaldarsi con lo sfregamento
  • Poco duraturo specie se pratica intensiva 

Tenere conto delle misure

Il seggio deve offrire una seduta confortevole ma non troppo importante in modo che la posizione del cavaliere sia il più stabile possibile. La sella deve quindi tenere conto delle misure del cavallo, ma anche di quelle del cavaliere.

Il cavallo si misura alle spalle e garrese per definire la misura giusta per lui. Le selle in commercio vanno dalla taglia S alla XL. Possono essere anche misurate in pollici, sistema di misura anglosassone. 

Si può optare per una sella commerciale o costruita su misura dal mastro sellaio.

Non affrettarsi nella scelta della sella. E' troppo importante in quanto condiziona sia il piacere di equitare, sia la sicurezza nell'equitare, sia la salute del cavallo.

CAMERA DEI DEPUTATI, 18° Legislatura, Proposta di Legge n. 90

d'iniziativa della deputata BRAMBILLA

Disposizioni per la revisione degli elementi di spesa indicativi di capacità contributiva relativi agli animali di affezione

Presentata il 23 marzo 2018

  Onorevoli Colleghi! — L'attuale normativa stabilisce che la determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche sia fondata sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva e che questo contenuto sia individuato mediante l'analisi di campioni significativi di contribuenti differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell'area territoriale di appartenenza. 
  Per «elemento indicativo di capacità contributiva» si intende la spesa sostenuta dal contribuente per l'acquisizione di servizi e di beni e per il relativo mantenimento. 
  In particolare, con apposito decreto del Ministro dell'economia e delle finanze (decreto 24 dicembre 2012) è stato stabilito il contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base dei quali può essere fondata la determinazione sintetica del reddito o del maggior reddito complessivo delle persone fisiche. 
  L'elenco degli elementi è indicato nella tabella A del citato decreto. 
  Con la presente proposta di legge si intende eliminare dalle previsioni normative formanti la determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche, relativamente alla categoria «tempo libero, cultura e giochi», le voci concernenti i «cavalli» e gli «animali domestici (comprese le spese veterinarie)». 
  Non si ritiene, infatti, che nella definizione del reddito complessivo delle persone fisiche debbano rientrare le spese effettuate per gli animali cosiddetti di affezione, poiché erronea appare l'equiparazione delle spese sostenute per il veterinario ad altre voci realmente indicative di una notevole capacità contributiva. 
  Del tutto sbagliata appare la prospettiva culturale e metodologica che considera i suddetti animali alla stregua di beni di lusso, inquadrati come oggetti, al pari di una barca o di un'auto di grossa cilindrata. Tale prospettiva può essere considerata, altresì, in contrasto con l'articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che sancisce che l'Unione e gli Stati membri debbano tenere pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti. Occorre, inoltre, osservare che nelle famiglie italiane gli animali domestici ricoprono una funzione sociale di grande importanza, in particolare di sostegno psicologico per gli anziani soli, per i bambini o per le persone malate, considerando che la pet therapy è riconosciuta efficace non solo per i portatori di disabilità di vario genere ma anche solo per chi soffre di stress o di depressione. Secondo il rapporto Eurispes 2012, ben il 42 per cento degli italiani dichiara di avere in casa uno o più animali domestici, che considera al pari di veri e propri componenti della famiglia. La presente proposta di legge, dunque, pare meritevole di sollecita approvazione rispondendo pienamente alle istanze di quei milioni di italiani che dividono la loro vita con cavalli, cani, gatti e altri piccoli animali, spesso in condizioni non agiate, ma disposti ad affrontare qualunque sacrificio per loro.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

  1. Il Ministro dell'economia e delle finanze, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, modifica la tabella A di cui al comma 2 dell'articolo 1 del decreto del Ministro dell'economia e della finanze 24 dicembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2013, sopprimendo le voci «cavalli» e «animali domestici (comprese le spese veterinarie)» nella sezione «consumi-tempo libero, cultura e giochi».

Pagina 10 di 78

Iscrizione alla newsletter Horse Angels

Vuoi ricevere la carrellata settimanale delle nuove proposte di lettura via email?

Iscriviti!

Grazie per l'adesione|