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Naomi Tavian

Naomi Tavian è nata e cresciuta in Italia, ha iniziato a montare a cavallo a 6 anni e ha gareggiato come jumper fino al 2011, dal livello regionale alle qualifiche per i nazionali.

A causa di un cavallo impegnativo, ha cercato soluzioni che, nel convenzionale, non riusciva a trovare. Questo è stato di stimolo per studiare l'etologia equina e l'ha portata sul percorso Parelli, che con il tempo ha trasformato le sue conoscenze e competenze. 

Attualmente è un istruttore della British Horse Society e aspirante istruttore Parelli, livello 4. Lavora per aiutare i cavalli e i loro proprietari ad avere una relazione divertente, sicura ed emozionante con il loro beniamino.

Ha anche un blog: IDPE, in dubius pro equus, che mette l'accento sul fatto che in caso di dubbio, sia meglio fermarsi e riflettere per fare scelte di cui anche il cavallo possa essere beneficiario.

Lunedì, 01 Gennaio 2018 09:39

Montare senza imboccatura, con Naomi Tavian

Qui di seguito l'intervista realizzata da Horse Angels tramite podcast

Giovedì, 24 Agosto 2017 01:35

Le cause dell'iperflessione (rollkur)

Spesso ci si trova in difficoltà nel distinguere tra iperflessione o un cavallo sotto la verticale. Non essendoci realmente una definizione o parametro utilizzabile, dopo una ricerca personale ho deciso di considerare l’iperflessione come un’estremizzazione dell’essere sotto la verticale. Più specificatamente dai -20° in poi considerando 0° un cavallo sulla verticale e con un numero positivo un cavallo sopra la verticale. Il cavallo grigio nella foto sotto, ad esempio è sotto la verticale di 32°, mentre il baio è perfettamente sulla verticale.

Foto 1 Foto 1.5

Quando si vede un cavallo in una posizione iperflessa o sotto la verticale, in una foto o nella vita reale, bisogna tenere conto che nonostante le ragioni che lo causano siano svariate, non è solo importante notarlo, ma cercare di comprenderlo, avendo come fine il benessere del cavallo. 

Questi sono i sei motivi principali per cui accade:

1. Il cavallo ha paura del contatto con l’imboccatura e chiude la testa in modo da evitarlo. In questo caso le mani del cavaliere non sono necessariamente correlate e ciò può verificarsi anche con il contatto più leggero, ma può, e di solito è causato, da un precedente uso eccessivo delle mani da parte di un altro cavaliere.

Nella foto riportata sotto, anche se c'è una certa tensione sulla redine del bridone, il morso è quasi parallelo alla testa indicando poca o nessuna tensione e ciò è confermato dalla ‘pancia’ che fa la redine.

Foto 2
 2. Le mani del cavaliere sono troppo forti e provocano dolore che il cavallo cerca di evitare, sollevando la testa e invertendo il collo o chiudendo la testa verso il petto. Questo meccanismo di adeguamento con il tempo diventa sempre più consolidato e ha conseguenze sulla qualità dell’andatura del cavallo, il movimento, lo sviluppo muscolare e la stabilità emotiva. Un effetto comune di questo modo di montare è una bocca aperta (anche se limitata da capezzine e chiudibocca) e il collo contratto, evidentemente mostrato nella foto qui sotto.

Foto 3

 3. Il cavaliere lo considera una buona tecnica per sviluppare muscoli e movimenti. Un esempio comune è l’obbiettivo di "sollevare" la schiena del cavallo, ma questa è un'illusione perché l'atto di sollevare la schiena viene attuato dal cavallo che contrae il suo sistema di contrazione inferiore, che è principalmente i muscoli addominali oltre che il sistema di contrazione superiore.

Piegando la sua testa, tira i muscoli già contratti, di nuovo, dando l'illusione di una scheina che si alza. Nella stragrande maggioranza dei casi questo si ottiene con l'uso della forza e la coercizione per una postura molto innaturale. Questo è anche collegato al Punto # 3 poichè il cavallo sta spesso cercando di sfuggire alla pressione applicata in bocca. 

Foto 4
 4. Il cavallo è stato addestrato (volontariamente o involontariamente) a mantenere questa posizione e posiziona la sua testa in questo modo per abitudine. Inoltre dopo qualche tempo i muscoli si sviluppano in modo che diventi sempre più facile per il cavallo mantenere la postura. Anche qui un cavaliere potrebbe avere mani molto gentili, ma il cavallo si aspetta che quella posizione sia quella richiesta e deve spesso, nel tentativo di correggerla, essere corretta costantemente o tornerà ad assumerla.

Come nel caso di un cavallo che è stato sempre guidato con un collo invertito (o rovescio), è necessaria pratica e sviluppo muscolare per cambiare la sua posizione. 

Foto 5Foto 6Foto 7

Tra le ragioni discusse ce ne sono anche di meno comuni…

 5. Un caso più ridicolo ma comunque possibile e che credo tutti i cavalieri hanno sperimentato, è di quando il cavallo si sta grattando o ha una mosca che morde e usa la bocca per scacciarla. Si potrebbe fare una foto in questo momento e affermare che il cavallo è montato in iperflessione. E come da critiche, sarebbe ingiusto poiché chiaramente non correlato.

Questo comportamento tuttavia non avviene quando un cavallo sta muovendo, e ciò implica che le redini non stanno tirando e al cavallo non viene chiesto dal cavaliere. (La foto qui sotto è di un cavallo libero ma si comporterebbe allo stesso modo con un cavaliere.)

Foto 8

 6. È un momento in tempo e il cavallo lo ha fatto per una ragione sconosciuta.

A volte questo accade, potrebbe essere un malinteso da parte del cavallo, un momento di insegnamento in cui il cavallo risponde in quel modo perché sta cercando la risposta o un errore involontario da parte del cavaliere. Appartiene a questa situazione quando nessuno dei punti sopra riportati è applicabile.

(Ad esempio, se il cavallo è in allenamento e lo fa come momento in tempo perché non è ancora confidente con l’imboccatura, è comunque Punto # 1).

Quindi, in conclusione…

 Se al cavallo non è stato chiesto di mettersi in tale posizione, in quel momento o prima, se il cavaliere ha mani morbide e il cavallo non ha paura dell’imboccatura, non dovrebbe essere affatto iperflesso o sotto la verticale. L'affermazione comune la foto in questione rappresenta solo un istante può assolutamente essere veritiero, a patto che le altre opzioni sopra siano già state escluse.

Se il cavallo è iperflesso in un fotogramma e in quello successivo (se è preso in una sequenza) invece no, è molto improbabile che il cavallo almeno abbia una ridotta confidenza verso l’imboccatura.

Un ottimo esempio è questa sequenza fotografica in un articolo di The Horse Magazine.

The Horse Magazine: http://www.horsemagazine.com/thm/wp-content/uploads/2015/05/Sequence1.jpg

Invece di affermare continuamente che era "solo un momento nel tempo", vorrei sentire i cavalieri accusati spiegare perché il loro cavallo fosse in una tale posizione in primo luogo.

Avere il cavallo sotto la verticale è sicuramente qualcosa che può essere evitato su un cavallo in allenamento e non dovrebbe avvenire in un cavallo da performance, che è stao correttamente preparato. Dopo tutto, questo è ciò che è richiesto dalla FEI e rivendicato da cavalieri di rilievo come Philippe Karl. (Vedi FEI Regolamento Dressage)

FEI Regolamento Dressage : https://inside.fei.org/sites/default/files/DRE-Rules_2017_GA_approved_clean.pdf

Quando si tratta di cavalli non ci sono regole fisse o un singolo modo corretto di fare le cose, ma molte sfumature di grigio. Un argomento comunemente affrontato è quello relativo alle capezzine e testiere.

Le capezzine esistono in forme, materiali e misure diverse a seconda dell’azione e utilizzo. La discussione riguardo a questo finimento viene sia da un punto di vista etico che pratico. Ognuno di noi è di parte in una certa misura, perciò per evitarlo è meglio cercare di vedere i fatti in modo da arrivare più possibili vicini alla verità mantenendo pero un distacco emotivo. La capezzina è la recente evoluzione del capezzone, il quale però ha un utilizzo decisamente diverso. Con poche eccezioni, la storia equestre infatti non ne comprende l’uso, e ciò è facilmente osservabile nei dipinti e opere d’arte.

I più comuni stili di capezzine sono:

  • Capezzina Irlandese (senza chiudibocca)
  • Capezzina Irlandese Completa
  • Capezzina Messicana o incrociata
  • Capezzina Tedesca
  • Capezzina da Dressage
  • Micklem 

Le ragioni più comuni per le quali i cavalieri e addestratori usano le capezzine sono svariate: 

  • Avere un cavallo con la bocca morbida e ferma, incoraggiando il contatto con l’imboccatura
  • Disincentivare movimenti che lasciano che il cavallo eviti il contatto
  • Per attaccare una martingala fissa
  • Evitare che il cavallo disallinei la mascella
  • Indurre il cavallo a tenere la testa più bassa
  • Era attaccata alla testiera
  • Suddivide la testa del cavallo in modo piacevole dal punto di vista estetico
  • Mantenere l’imboccatura alta nella bocca in modo che il cavallo non la possa scavalcare con la lingua
  • Trasferire la pressione delle redini sul naso
  • Limitare il movimento indietro dell’imboccatura quando la tensione delle redini viene applicata
  • Far masticare il cavallo
  • Tenere più ferma l’imboccatura nella bocca del cavallo
  • Per limitare il fenomeno detto ‘headshaking’

Niente di nuovo fin qui, giusto? 

Qualcuno di voi probabilmente sente dire queste cose da tutta la vita, ma avete mai ragionato sulla veridicità di queste giustificazioni? Analizziamole. 

Termini come “morbida”, “dura”, “pesante”, “sottomessa”, “educata” sono spesso usati riferendosi a bocche o imboccature. C’è la “bocca morbida” e la “bocca dura” e anche le “imboccature gentili”, ma queste parole si riferiscono alla nostra sensazione riguardo a tipi diversi di cavalli e non a ciò che realmente accade per farci provare quella sensazione.

Quindi perché non basarsi sui fatti invece che sulle parole?

La chiave per risolvere questa situazione è semplicemente domandarsi ‘perché’.

Il cavallo apre la bocca quando le redini sono attive, o disallinea la mascella, o passa l’imboccatura con la lingua. Sappiamo cosa sta succedendo ma generalmente le ragioni celate dietro ad esse vengono ignorate. 

I cavalli aprono la bocca per una semplice ragione: dolore.

Aprire la bocca e generalmente anche alzare la testa riduce la pressione sulle barre e sulla lingua, dando sollievo. Ciò è semplice da verificare, se alleggerite le redini, il cavallo apre la bocca?

Si potrebbe valutare ogni punto elencato sopra in modo distinto, ma non è necessario, poiché nascono dallo stesso problema, l’accettazione dell’imboccatura.

Il cavallo non vuole rendervi la giornata difficile o essere disobbediente, fa ciò che crede di dove fare o ciò che si sente di fare. Se prova dolore e non capisce, reagirà. Un cavallo a cui è stata introdotta correttamente l’imboccatura, terrà la bocca chiusa, le labbra morbide e rilassate, masticando spesso, cedendo facilmente quando gli vengono richieste flessioni e non si oppone alle richieste della mano.

Tutto ciò ha un obbiettivo : la confidenza.

È quando il cavallo ha paura o non capisce che reagisce. È chiaro quindi chi mettere una capezzina o un chiudibocca non aumenterà magicamente la confidenza del cavallo e non gli insegnerà nemmeno che non lo dovrebbe fare.

Ciò che insegna al cavallo a essere confidente e accettare l'imboccatura sono il cavaliere e le sue mani. Egli infatti deve comunicare con il cavallo in modo che capisca e non senta il bisogno di reagire o opporsi. 

Per giudicare meglio la situazione ci si può fare delle semplici domande:

  • Il cavallo ha compreso ciò che gli è stato chiesto?
  • Flette facilmente il collo quando gli viene richiesto?
  • Le sue labbra sono tese o rilassate?
  • Alza la testa o strappa via le redini?
  • È generalmente confidente con l’essere montato?
  • Il cavaliere è sufficientemente sensibile per montare con un imboccatura specifica o con una di esse in generale?

Ciò di cui molti non si rendono conto è quanto delicata sia la bocca di un cavallo. Di solito la forza applicata sulle gengive è eccessiva e può essere sufficiente a causare tutti i comportamenti sopra.

Uno studio presentato alla Equitation Science Conference nell’ottobre del 2011 da Hayley Randle, PhD, da un punto di vista ovvio ma facilmente maliterpretabile.

“La tensione della capezzina sembra decisamente aumentare la sensibilità all’imboccatura, in quanto ha un effetto sulla tensione delle redini necessaria per un contatto medio. Ciò suggerisce che stringere la capezzina rende il cavallo più sensibile all’imboccatura.”. “Essenzialmente, stringere la capezzina di un buco sembra ridurre la tensione necessaria per mantenere il contatto.” 

Come mai? Perché un cavallo che apre meno la bocca, non può evitare la pressione dell’imboccatura come in precedenza.

Un cavallo montato da un cavaliere attento non ha bisogno di capezzine o chiudibocca. Quindi la risposta alla domanda, ‘quale capezzina è meglio per il mio cavallo’ la risposta è: nessuna.  

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