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Articoli filtrati per data: Mercoledì, 07 Novembre 2018

SIENA. Si è aperto quasi un anno fa il processo a Luigi Bruschelli detto Trecciolino. Uno dei fantini più vincenti della storia del Palio di Siena, che è stato rinviato a giudizio insieme al figlio, Enrico Bruschelli, al fantino Sebastiano Murtas e al veterinario Mauro Benedetti. Per i quattro le accuse, a vario titolo e in concorso, sono di maltrattamento di animali, falso ideologico e violazione dei sigilli. La decisione del Gup Roberta Malavasi, che ha respinto tutte le eccezioni presentate, pone un punto di svolta a un’indagine iniziata a luglio 2015 e coordinata dal Pm senese Aldo Natalini. 

Horse Angels (tra le altre associazioni animaliste presenti) è costituita parte civile nel procedimento giudiziario in essere, difesa dall'Avv. fiorentino Chiara Lombardi.

Vedremo come andrà a finire, ma il solo fatto che il procedimento giudiziario esiste, pur partito in sordina, ha modificato il modus pensandi di un certo numero persone, senza contare il colpo inferto dalla morte di Raol al palio Straordinario, o il rifiuto di Tornasol di correre una passata edizione che ha costituito un precedente inusitato nell'iter di partenza al canapo.

Impressioni e ferite che lasciano il segno ma che creano anche il presupposto per dei cambiamenti.

Horse Angels ha potuto avere relazioni soddisfacenti con animalisti del senese, al punto di stabilire un "fun club" di soci sostenitori e di affiliare una scuderia di appoggio per i casi di maltrattamento e di abbandono, gestita da una veterinaria

Piccoli passi che cresceranno e speriamo diano buoni frutti per la tutela di un interesse organizzato, nel senese, a una rappresentazione del cavallo aperta alla sensibilità animalista. 

Chi volesse aderire al fan club Siena per Horse Angels, forse organizzeremo un incontro o cena sociale a fine novembre, in Siena, ce lo comunichi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in Attualità
Mercoledì, 07 Novembre 2018 19:03

Liguria, 300 bovini bradi abbandonati

L’allarme è di Coldiretti Liguria.

I bovini, oramai bradi, spinti dalla ricerca di cibo, danneggerebbero le coltivazioni nei comuni di Diano Arentino, Diano San Pietro, Villa Faraldi, San Bartolomeo e il Golfo Dianese, entrando nei recinti delle aziende agricole presenti, e compromettendo oltre alle produzioni in campo anche quelle future, danneggiando irreparabilmente le piante.

I capi si sarebbero riprodotti in modo incontrollato, le carcasse dei bovini che muiono di morte naturale inquinerebbero le falde acquifere. 

"Fino ad oggi a quasi nulla sono servite le manovre messe in atto dai Carabinieri Forestali e dalle Autorità competenti e, continuando a ricevere numerose segnalazioni, come Coldiretti Imperia siamo a chiedere che si intervenga per risolvere definitivamente e in tempi brevissimi la situazione. Se ciò non avverrà ci vedremo costretti a chiedere un intervento decisivo alla Procura della Repubblica”, conclude la Coldiretti. 


L'emergenza nazionale

Se a ciò si aggiunge il problema complesso degli allevamenti o abusivi o negligenti che hanno comportato sequestro di equini negli ultimi tempi nel veneziano, ferrarese, genevese, alessandrino e romano, appare chiaro il fenomeno dell'abbandono, maltrattamento, negligenza, che riguarda gli animali da allevamento e da reddito è diffuso.

Le operazioni di salvataggio e di ricollocamento sono assai complesse, costose, e poche le persone nella capacità economica di riassorbire questi animali.

Quello che servirebbe sarebbe un piano nazionale di prevenzione e delle risorse pubbliche, perché gli animali posti sotto sequestro dovrebbero essere mantenuti dallo stato con apposito fondo, stabilito dalla l. 189/04, che invece non appare ancora attivato e se è attivato non fuonziona e non da luogo a una rendicontazione trasparente.

Attualmente, il salvataggio e mantenimento degli animali da allevamento e da reddito ricade interamente sulle associazioni di volontariato e sui privati che se ne vogliono fare carico.

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Il Ministero dell’Interno ha emanato una nuova circolare il 17/10/2018 relativa al trasporto di equidi per finalità sportive o finalità ludiche.

L'obiettivo della Circolare è quello di contrastare ogni forma di illegalità nel trasporto degli equini.

Tuttavia, ha sollevato la rivolta del mondo dei maneggi e privati che trasportano cavalli non per lucro ma per diletto.

A ciò ha fatto seguito un incontro tecnico al Ministero Infrastrutture e Trasporti per discutere i problemi applicativi relativi alla circolare interministeriale sul trasporto di equidi per competizioni sportive o finalità ludiche uscita il 15 ottobre 2018, cui in due tornate successive hanno conferito  sia le Federazioni sportive che, a seguire, Anite.

Di seguito il comunicato di A.n.i.t.e., Associazione Nazionale Italiana Trasporto Equini:

"A.n.i.t.e. ha partecipato in data odierna all’incontro tecnico convocato dal Ministero Infrastrutture e Trasporti  sulle problematiche del trasporto equidi, a seguito della recente circolare del 15 ottobre scorso che aveva creato allarmismo da parte delle federazioni degli sport equestri. 
Nel corso dell’incontro, alla presenza dei vertici del Dipartimento dei Trasporti Terrestri e della Direzione Centrale della Polizia Stradale del Ministero dell’Interno, è stata affermata la condivisa volontà di contrastare ogni forma di illegalità nel settore del trasporto di equidi e, al tempo stesso, di tenere nella giusta considerazione le esigenze del mondo dell’associazionismo sportivo
In tale ottica,  in vista di un prossimo incontro, saranno formulate proposte che, nel rispetto delle regole vigenti, possano essere utilmente valutate dai ministeri competenti nel perseguimento degli obiettivi emersi al tavolo".

In questa fase transitoria, è consigliabile comunque attenersi alla nuova circolare emanata, per non incappare in verbali.

Per approfondire la circolare, qui di seguito il testo integrale in link:

Circolare trasporto equidi

Dodici asini morti e altri ottanta in pessime condizioni igienico-sanitarie, carcasse abbandonate nei campi e poco cibo per i sopravvissuti. E' quanto hanno trovato i carabinieri forestali in un allevamento, posto al confine tra la Liguria e il Piemonte, finanziato anche con fondi Ue.

I militari hanno denunciato i due soci dell'azienda agricola con sede tra i comuni Bosio (Alessandria) e Ceranesi (Genova).

L'accusa è di malgoverno, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e inosservanza di un provvedimento in materia d'igiene.

Le indagini sono partite dopo che la trasmissione Striscia la notizia.

Il blits dei militare e della ASL di Genova hanno confermato il lager.

Nel corso del sopralluogo è inoltre stata ritrovata una carcassa di un asino morto da almeno due settimane lasciata all'interno di una pozza d'acqua. Sono state riscontrate altri 5 morti risalenti a qualche giorno prima.

Gli asini superstiti sarebbero stati ricoverati in una struttura idonea.

Una domanda, come mai la ASL preposta ha aspettato Striscia La Notizia per verificare l'andamento di un allevamento di 100 equidi finanziato con fondi pubblici?

Horse Angels presenterà un esposto alla Procura di competenza, per chiedere, tra le altre cose, se possono sussistere profili penali per mancati controlli preventivi. 

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E' successo a Morolo, in provincia di Frosinone, dove un uomo avrebbe acquistato tramite annuncio web una puledra di 3 mesi, spacciata per essere una quarter-horse con documenti genealogici, per la cifra  di euro 3.500 dichiarata.

La cavalla, che era stata generata da GFC Quixote (padre) e Nona Iceland Scheila (madre), o almeno così risultava dal certificato rilasciato dalla American Quarter Horse Association che il venditore ha ceduto insieme alla puledra.

Presentava però delle macchie non tipiche dei quarter, i test genetici eseguiti per dissipare i dubbi avrebbero rilevato che lo stallone del documento anagrafico non poteva essere il padre e che neppure la fattrice corrispondeva.

L'acquirente ha quindi presentato una denuncia per l’ipotesi di reato di truffa contro il venditore. L’uomo, rappresentato dagli avvocati Felice Petrillo e Stefano Di Pietro, sostiene di aver speso 30.000 euro per il nutrimento, le cure ed il ricovero della puledra, da cui la richiesta di risarcimento danni.


Dura la replica

In relazione ad alcuni articoli di giornale usciti nei giorni scorsi sui quotidiani locali (nello specifico Ciociaria Oggi, Messaggero e Frosinone Today) inerenti un' ipotetica truffa nell’ambito di una compravendita di un puledro, il sottoscritto Avvocato, nell’interesse della allevatrice di cavalli di Pofi (così è additata negli articoli), proprietaria della cavalla Sheila (nella foto con la puledra) e destinataria delle accuse mosse dal commerciante di Morolo, in merito a quanto pubblicato tiene a precisare quanto segue : la Sig.ra mia assistita contesta nella maniera più assoluta la veridicità di quanto affermato dal commerciante di Morolo, poiché del tutto pretestuoso ed infondato.

La stessa, nello specifico, ha tenuto un comportamento assolutamente corretto e scevro da profili di dolo e/o di colpa. Nel declinare ogni profilo di addebito, la Cliente, pertanto, si riserva sin d’ora di far emergere la realtà degli eventi nelle opportune sedi, ove si difenderà con ogni mezzo. Resta inteso che la mia assistita, alla quale, tale vicenda ha creato un grave danno di immagine ed economico per la pubblicità negativa che ne è seguita, sta valutando l’opportunità di presentare già da adesso una denuncia-querela per calunnia e diffamazione nei confronti di tutte le persone che hanno avuto voce in capitolo nella vicenda sopra descritta.

 Avv. Cinzia Stirpe

Pubblicato in Attualità

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