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Horse Confidential

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La storia della dominatrice Phyllis che "monta" Aristotele è stata ripresa da artisti di tutto il mondo occidentale dal XII secolo in poi, in sculture, pannelli di legno o avorio, tessuti come tappeti e arazzi, incisioni, dipinti ad olio, brocche di ottone (aquamanile) e su vetro colorato. Artisti attratti dal tema sono stati tanti. 

Ma come, il più grande filosofo greco cavalcato come un cavallo da una giovane donna? Cosa significa?

Secondo la storia, che ha diverse versioni tutte comunque simili, Aristotele fungeva da tutore e consigliere del giovane Alessandro Magno, e rimproverò il suo allievo per essere eccessivamente preoccupato della sua bella amante. Irritato dai suoi commenti, l'amante, comunemente nota come Phyllis, decise di vendicarsi.

Un giorno, mentre Aristotele era nel suo studio, lei apparve alla sua finestra con le gonne sollevate in modo suggestivo. La sua bellezza affascinò Aristotole che la implorò di fare sesso con lui.

L'annedoto riporta che la donna avrebbe acconsentito alla sua richiesta, ma solo se prima lui si fosse lasciato cavalcare come un cavallo.

Aristotole accettò con entusiasmo, e Phyllis fece in modo che Alessandro Magno testimoniasse segretamente la sua cavalcata trionfante e l'umiliazione di Aristotele.

In questa immagine sono in gioco più inversioni di ruolo.

L'assunzione di Aristotele della postura di un cavallo segna metaforicamente la sua trasformazione da uomo a bestia. Non è più un uomo ragionevole, ma è diventato uno schiavo bestiale della passione e della carne.

Nel tredicesimo secolo, il rapporto tra cavallo e cavaliere veniva usato come topos visivo per dimostrare i rapporti di forza. L'atto di montare sul dorso di un cavallo era un simbolo di sovranità. Qui, Aristotele è il cavallo, il che significa che è sopraffatto, mentre Phyllis assume la posizione dominante del cavaliere, una posizione tipicamente maschile nei tempi passati.

Quindi, l'immagine di Phyllis che cavalca Aristotele riflette un'inversione della gerarchia normativa di genere in cui le donne non erano destinate a governare, ma ad essere governate.

Inoltre, un altro gruppo di allusioni viene messo in luce.  

"Cavalcare" o "montare" si riferivono all'epoca, e in parte anche oggi, anche all'atto del rapporto sessuale. Ai tempi tipicamente era l'uomo il "cavaliere", la persona nella posizione dominante durante l'accoppiamento, mentre la donna era solitamente il "cavallo", l'oggetto sottomesso. Ma in questa immagine Aristotele, il più grande filosofo della storia, è sotto Phyllis, una donna che si concede a chi vuole, che è il partner attivo e di controllo nella relazione sessuale. Questo simboleggia un'inversione del dominio sessuale tra uomini e donne, così come della natura sul cielo, del corpo sulla mente, dell'impulso sulla ragione e si potrebbe continuare all'infinito con le associazioni mentali e le allusioni.

I tempi sono cambiati. Oggi c'è molta più parità di genere tra uomini e donne ma qualcosa è rimasto tale quale. Sintetizzando, anche oggi si potrebbe dire, la cultura non paga. O, più volgarmente, "tira più un pelo di donna che un carro di cavalli".  

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