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La vita senza line dancing e altre attività similari sarebbe difficile da immaginare

Scritto da Quota Celeste

8 milioni di donne al mondo impiegano urina di cavalla gravida per combattere gli effetti collaterali dell'insorgere della menopausa mediante prodotti che non sono trasparenti sulla violenza implicita sugli animali che contengono. Il puledro viene sacrificato al macero e la madre vive una breve vita d'inferno per quell'estratto ormonale che darebbe sollievo alle signore.

Non sarebbe meglio il line dancing?

Almeno, non ci sarebbe maltrattamento di cavalli per movimentare gli ormoni. Dopotutto, la letteratura sull'invecchiamento è piena di descrizioni sugli effetti positivi dell'esercizio fisico sul benessere di chi mette su anni e, nel dettaglio, vi sono ampi studi sociologi sull'effetto positivo del ballo per mitigare le criticità dell'invecchiamento al femminile. 

Ad esempio, il ricercatore Nadasen K., nella sua pubblicazione, J Women Aging. 2008;20(3-4):329-42. doi: 10.1080/08952840801985060, ha studiato l'impatto dei balli di gruppo sull'attività sociale delle donne. Trenta donne oltre i 60 anni sono state intervistate per scoprire come le danze folk di gruppo hanno impattato la loro vita. L'analisi dei contenuti delle interviste ha contribuito a individuare vari temi tra i quali il fatto che il ballo folk di gruppo abbia permesso loro di ampliare il repertorio di attività sociale, portando a rinforzamenti positivi, come l'ulteriore coinvolgimento nella comunità, nel sociale, la maggiore partecipazione a eventi sportivi nazionali (come gruppi di ballo), l'espressione creativa del sé e lo sviluppo personale.
 
L'impatto del ballo di gruppo folk va ben oltre i benefici fisici percepiti, insomma, diventando una vera e propria panacea che curerebbe varie criticità collegate all'avanzare del tempo nelle donne. Sicuramente non solo. Analoghi benefici possono averne gli uomini sulla vita sociale e ormonale.
 

Non che tutti siano d'accordo sui benefici sociali del ballo folk di gruppo. Attualmente, le cosidette danze di sala (liscio e latino) stanno cedendo il passo al folk di gruppo stile western. Per quanto riguarda le fiere di cavalli, esse si sono trasformate in fiere di ballerini western ai quali dei cavalli non importa tanto, loro cavalcano le piste da ballo, con tanto di speroni, stivali da cowboys e tutto l'accessoriamento del caso.

Il virus impazza in Europa, tanto che il reverendo irlandese Ian Paisley ha ritenuto doveroso intervenire.  Secondo il religioso, coloro che indossano cappelli e stivali da vaqueri e si buttano in pista per ballare il folk country western sono molto più che colpevoli di cattivo gusto, sono sulla strada per la dannazione.

Migliaia di persone che si divertono in club e locali sociali in tutta l'Irlanda sono stati colpiti da una sorta di "editto" del predicatore, che ha voluto informarli che si dimenerebbero sulla pedana al battito di Beelzebub. Fino a quel momento, detti cristiani avevano evitato di cadere nelle grinfie di tentazioni più evidenti, come la salsa, il tango o il merengue, ma al ritorno alle quadriglie e ai balli di gruppo, pare che neppure questi cristiani devoti abbiano saputo resistere.  L'intervento ha scatenato l'offesa della Western Dance Association di Irlanda, che ha ribadito che si tratta di un ballo di gruppo popolare innocente, non dell'anticamera per la lussuria.

In Italia questo tipo di ballo prende sempre più piede, sostituendosi ai balli latino americani e altri balli di coppia. Rispetto a questi, rappresenta un salto indietro di almeno un centinaio di anni, a quando esistevano i balli di gruppo perché uomini e donne non si potevano toccare e abbracciare nel ballo, visto che il contatto fisico massiccio veniva considerato peccaminoso. In un certo senso però, agevola il ritorno a ballare di molti. Viene a meno la creatività individuale e si può ballare tutti uguali seguendo il movimento di un "caller" (chiamatore in causa). Anche chi non è proprio vocato per la danza, in questa versione di ballo riesce ad esprimersi e divertirsi. 

Il ballo folk stile cowboy e cowgirl è il risultato della fusione di balli di gruppo provenienti da paesi e culture diverse operata dai pionieri che colonizzarono il Far-West made in USA.  I cowboy non avevano il temperamento per imparare passi di danza complicati e neanche per accompagnare damigelle in abito da sera a roteare su se stesse. L'habitat selvaggio ha prodotto uno stile di ballo adatto a contadini, minatori, commercianti, che  saltavano in pista senza togliersi cappello, pistole e speroni (probabilmente anche senza lavarsi) e si adattavano alla musica spontaneamente. 

Sulla base del passaparola, i balli venivano organizzati nei fienili e per facilitare l'apprendimento dei passi emerse una figura chiamata “the caller”. Il suo compito era quello di guidare la folla eterogenea nell’esecuzione di movimenti più armoniosi. Il richiamo al ranch, ai cavalli, ai granai, all'allevamento di bestiame è rimasto caratteristico nello stile del ballo che nel tempo ha subito variazioni. 

Una variante di questo ballo, versione più "agonistica", è il cosiddetto “clogging”, solitamente accompagnato dalla musica “bluegrass” (musica popolare americana e sottogenere del country) in cui le scarpe dei ballerini sono usate musicalmente battendo tacco e punta contro il pavimento per creare un ritmo simile a quello delle percussioni, per la quale esistono molte gare di destrezza.

Nella versione odierna adatta a tutti, il ballo popolare, campagnolo e stile western è accompagnato dalle note del cosiddetto new country, un’evoluzione della musica folk tradizionale che subisce le influenze di rock, pop e jazz. Ai giovani piace. E anche ai meno giovani. 

I ballerini in stile western sono più estesi degli equestri in stile western qua da noi. Dal momento che la faccenda è così popolare, può diventare una buona occasione per sensibilizzare costoro che si vestono da cavallari, ma sono privi di cavalli, alla tutela equina. Se è vero che "la chiamata" a questi balli folk arriva sopratutto dopo i 40 anni, potrebbe essere la volta buona in cui si bandisce l'utilizzo di farmaci e parafarmaci a base di urina di cavalle gravide al grido: "salva un cavallo, cavalca un cowboy!".

Per il deficit ormonale dato dall'invecchiamento, pare che abbia gli stessi benefici, se non di più, del farmaco incriminato.

Come che sia, lo slogan "save a horse, ride a cowboy" impazza nei balli di gruppo in stile western e anche sui social, accompagnato dalla versione di autodifesa dei cavalieri in stile inglese, che si danno per volontari alla campagna di salvataggio equini (save a horse, ride an englishman... per non restare indietro come stile di cavalcata).

Gli animalisti pro equini dovrebbero rimettere a fuoco il target raccolta fondi, approfittandone per mettere a disposizione delle signore - per attività sociali di gruppo in eventi dedicati a salvare gli equini - dei cowboys o cavalieri di monta inglese volontari. 

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