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Laura Mascolo

Laura Mascolo è avvocato penalista del Foro di Napoli e fa parte del team degli Animal Lawyers del Comune Metropolitano. Segue per Horse Angels diverse cause penali per maltrattamento cavalli nella Regione Campania.

Domenica, 28 Ottobre 2018 11:40

Traffico di cuccioli dall'Ungheria

Traffico di cuccioli detenuti in pessime condizioni, spesso condannati alla sofferenza e alla morte per poche centinaia di euro.

Si è appena svolta l'udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli Nord per decidere il rinvio a giudizio di numerose persone coinvolte in un traffico di cuccioli dall'Ungheria all'Italia, precisamente nelle zone del napoletano come Aversa, Afragola, Volla...ma anche Rovigo e Lecce e la stessa Napoli.

L'accusa per alcuni degli imputati è proprio quella di essersi associati fra loro e con altri soggetti allo scopo di commettere più delitti, tra cui il traffico illecito di animali, falsi passaporti e false attestazioni, maltrattamento di animali e truffa, nonchè evasione sui redditi e IVA anche tramite fatturazioni false per operazioni inesistenti.

Insomma una vera e propria organizzazione che, con diramazioni anche all'estero, agisce sul territorio italiano e segnatamente quello campano. Lo scopo è quello di vendere poveri cuccioli di cane di varie razze ben prima dell'età stabilita per legge per la movimentazione degli animali da compagnia e senza adeguata profilassi obbligatoria con conseguente contrazione di malattie infettive quali gastroenterite acuta, parvovirosi e leucopenia, parvovirus, coronavirus, cimurro e coccidi e comunque non prestando nemmeno le cure necessarie. 

La maggioranza dei cuccioli hanno trovato la morte. 

Sotto il centinaio quelli introdotti in Italia in questo modo e alcuni comprati a poche centinaia di euro.

Piccoli di Bull Terrier, Barboncini, Maltesi, Ciwawa, ma anche Husky, Volpini, Bulldog Francesi...

Vale appena la pena di ricordare che la LEGGE 4 novembre 2010, n. 201 punisce"chiunque,al fine di procurare a se' o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attivita' organizzate, introduce nel territorio nazionale animali da compagnia privi di sistemi per l'identificazione individuale e delle necessarie certificazioni sanitarie e non muniti, ove richiesto, di passaporto individuale", come punisce anche chiunque li trasporta, cede o riceve a qualunque titolo, qualora introdotti nel territorio nazionale.

Se poi l'età accertata è "inferiore a dodici settimane o se provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria adottate per contrastare la diffusione di malattie trasmissibili proprie della specie", la pena è aumentata.

Cuccioli sottoposti a sevizie e comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche etologiche, fra l'altro separati prematuramente dalla madre e così privati del loro necessario corredo anticorporale, importati in età inferiore a quella minima stabilita per legge per la movimentazione degli animali da compagnia e quindi privati anche della necessaria "educazione" materna, detenuti in promiscuità, in condizioni igieniche non corrette, in stato di nutrizione scadente e privati della indispensabile profilassi obbligatoria con conseguente contrazione di malattie infettive.

Secondo l'art 544 ter del codice penale tutto ciò costituisce maltrattamento, infatti "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.

La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell'animale.

Se l'animale muore, quindi, la pena aumenta.

Evidentemente è questo il caso.

Horse Angels, insieme ad altre associazioni, si è costituita parte civile in questo processo per veder punite tutte queste condotte. 

Il Giudice per le indagini preliminari ha rinviato a giudizio gli imputati e il processo inizierà a febbraio.

Una domanda però nasce, come dire, spontanea: se queste persone si dedicano senza alcuno scrupolo a questo tipo di azioni è perchè c'è una richiesta di cani di razze determinate a costi minimi.

Come può chi COMPRA cani di razza non essere consapevole che fomenta un traffico di cuccioli detenuti in queste condizioni, spesso condannati alla sofferenza e alla morte?

Come è possibile contribuire a produrre tutta questa sofferenza per poter pagare poche centinaia di euro?

Perchè COMPRARE un cane?  Specialmente privo di tracciabilità? Identificazione dell'allevamento? In nero, insomma?

Mercoledì, 17 Ottobre 2018 10:32

I reati sessuali nel mondo equestre

CONNIVENZA o FAVOREGGIAMENTO? CONNIVENZA o CONCORSO MORALE NEL REATO?

I reati cosiddetti sessuali, è ormai evidente, vengano perpetrati maggiormente nei riguardi dei più deboli o di coloro che sono in posizione di sudditanza anche psicologica sia che li si voglia considerare come categoria - donne, bambini, animali - sia che si voglia avere riguardo al caso specifico e quindi alla persona che in quel frangente era, per qualsiasi motivo, in una posizione di inferiorità, latamente intesa.

Naturalmente questa è una riflessione abbastanza generica e per ciò stesso superficiale, che però riporta una condizione di massima che si riscontra nella maggioranza delle violenze.

La zooerastia, cioè l'avere un rapporto sessuale con un animale, è un reato che, nel nostro ordinamento penale, rientra in quello di maltrattamento.

Infatti la condotta di sottoposizione dell'animale ad attività o comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è perseguito dall'art. 544 ter del codice penale: insopportabili nel senso di una evidente e conclamata incompatibilità con il “comportamento animale” della specie di riferimento come ricostruito dalle scienze naturali (Cassazione penale, sez. III, 13/12/2012,  n. 5979).

C'è un'altra violenza sessuale che però è meno evidente e probabilmente meno conosciuta al "pubblico", nel mondo equestre, in quanto gode di un muro di omertà, di una rete di connivenze, di una difficoltà a denunciare e ad uscire allo scoperto.

Il problema della violenza sui minori in ambito equestre.

Esiste infatti la casistica di violenze, abusi e molestie che si verificano a danno di minori che praticano sport in generale, inclusa l'equitazione.

Molto spesso è proprio chi ha una posizione di potere o autorità, come l'istruttore o l'allenatore, che agisce indisturbato sui propri allievi approfittando del ruolo che ricopre e quindi con abuso d'autorità.

Le denunce in tal senso sono in aumento, ma quel che è da sottolineare è l'ambiente in cui avviene tutto questo: l'omertà che può arrivare ad essere qualificata finanche come complicità.

Spesso nell'ambiente i "si sa, i "si dice" sono numerosi, ma i testimoni che denunciano sono praticamente quasi inesistenti. Spesso ci sono casi di insabbiamento da parte di alcuni che non vogliono, per i più disparati motivi, che tutto ciò venga a galla.

E', invece, utile sottolineare che chi, con il suo comportamento, pone in essere condotte effettivamente idonee ad intralciare le investigazioni o le ricerche dell'Autorità è severamente punito.

Il favoreggiamento è un delitto che può arrivare anche ad includere le condotte omissive, come nel caso di reticenza o rifiuto a fornire notizie utili alle indagini. Il delitto in esame punisce sempre le condotte di auxilium post delictum.

In più, "in tema di favoreggiamento, l'aiuto prestato al favorito per eludere le investigazioni e sottrarsi alle ricerche dell'autorità può manifestarsi con modi e mezzi diversi, purché oggettivamente idonei al raggiungimento dello scopo, mentre non assume alcun rilievo l'eventuale accertamento che la persona aiutata abbia o meno commesso il fatto, né occorre che l'agente sappia quando e come tale reato sia stato commesso, quale titolo criminoso concreti e quali saranno le relative conseguenze. (Cass. pen. n. 53593/2014)."

Chi, invece, in costanza di reato, che spesso è caratterizzato non da azioni singole isolate, ma reiterate nel tempo, si adopera perchè tutto non venga "scoperto" potrebbe anche realizzare una condotta di concorso morale nel delitto.

Chiunque offre un contributo causale alla realizzazione del reato risponderà di concorso materiale o morale.

Chi ricopre poi una posizione di garanzia può rispondere del reato anche semplicemente omettendo di denunciarlo oppure di prendere qualunque provvedimento idoneo ad impedirne la reiterazione.

Chi ricopre una posizione di garanzia potrebbe trovarsi a rispondere di concorso morale nel reato.

La disamina presente, naturalmente, dal punto di vista giuridico va approfondita: i reati sessuali sono reati particolarmenti odiosi, che è bene definire in maniera particolareggiata.

La zooerastia è un delitto che commette chi approfitta della posizione "debole" dell'animale.

Nei reati sessuali contro gli umani e, nello specifico, minori, la connivenza, seppur moralmente abietta, non è punibile penalmente; invece i comportamenti che possono integrare il favoreggiamento o il concorso morale nel reato sono pesantemente presi in considerazione dal nostro sistema penale.

Il discrimine tra le varie condotte non è sempre facilmente individuabile.

Per questo mi riservo di affrontare singolarmente i singoli reati in una trattazione maggiormente specifica, anche perchè questioni di enorme importanza.

Horse Angels, per questo, ha stretto una importante collaborazione con Il Cavallo Rosa, associazione che ha il merito di aver acceso i riflettori su di un mondo sommerso poco conosciuto, se non dagli "addetti ai lavori".


rrrr 

Questa collaborazione, si estrinseca anche nella co-promozione del libro Il mio Regno per un Cavallo, di Kiara Aradia, alla seconda edizione, vincitore per gli inediti di Voci per i Cavalli 2018, menzione speciale Thesaurus 2018 La parola delle donne, e presentato da Il Cavallo Rosa nell'ambito di una piattaforma di interventi per l' incontro del 24 novembre a Milano, nell'ambito del Festival in favore delle donne e delle bambine all'Unicredit Pavilion, organizzato da WeWorld, associazione specifica che si occupa di tutela di gender nel mondo.

Vi aspettiamo alla presentazione, per la quale ci saranno prossimamente più dettagli.

Problematica assai delicata e anche eticamente importante è quella dell'affidamento degli animali sequestrati ai loro aguzzini.

La legge ed il codice penale prevedono che "Gli animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di confisca sono affidati ad associazioni o enti che ne facciano richiesta individuati con decreto del Ministro della Salute, adottato di concerto con il Ministro dell'Interno", per ciò stesso le Associazioni quali Horse Angels sono riconosciute dal Ministero, a livello nazionale, come quelle che perseguono finalità di tutela degli interessi lesi dai reati previsti anche dalla legge 189/2004, i cosiddetti reati "contro gli animali".

Emblematico è il caso di un processo, che ancora si sta celebrando in primo grado, dove Horse Angels è costituita parte civile, durante le cui indagini preliminari furono sequestrati più di 86 equidi (quasi tutti cavalli). Operazioni che, suggestivamente, furono definite "Dirty Water" e "Febbre da cavallo".

Un processo con un numero alto di imputati e di imputazioni molto gravi che vanno dal traffico organizzato di rifiuti a quello di maltrattamento, corse clandestine e doping sui cavalli: una vera e propria organizzazione dedita anche alle corse clandestine e all'uso di mezzi illeciti sui poveri animali (bastoni chiodati, medicinali vietati, procedure efferate tra cui le focature, etc.).

Gli animali sequestrati in un primo momento furono affidati in parte agli stessi indagati, perchè ritenuti non trasportabili, e il resto dei cavalli a un custode giudiziario individuato dalla stessa Procura.

Parliamo di un numero evidentemente alto di cavalli e, dopo anni di custodia, vista l'onerosità del loro mantenimento e gestione, gli animali sono stati riaffidati ai loro aguzzini, contando sul fatto che fossero individuabili e controllabili, perchè tutti microchippati dall'ASL.

Qual è il destino di questi animali? E' possibile prevedere un esito positivo per la loro vita?

E' appena superfluo sottolineare che è il codice penale ad indicare come "protetto" oltre il sentimento per gli animali, anche la loro stessa vita e il loro diritto a non soffrire!

Era facilmente prevedibile quale fosse l'esito di una siffatta assegnazione.

Horse Angels, però, non si è persa d'animo ed è stata autorizzata dall'Autorità Giudiziaria ad effettuare un sopralluogo tramite un proprio perito ippiatra, di concerto con la Guardia di Finanza, per verificare lo stato di salute degli animali in sequestro.

Orbene, degli animali in custodia al soggetto imputato di maltrattamento a loro danno, solo un numero esiguo è stato ritrovato: gli altri SPARITI! In compenso ne sono stati rintracciati nella stessa stalla altri in numero sempre alto e privi di documentazione attestante la provenienza (!!!).

Horse Angels ha proceduto a denunziare nuovamente e, in questo caso, la "sparizione" di un numero elevato di cavalli, che essendo beni sotto sequestro non DOVEVANO e potevano dileguarsi.

Il 3 ottobre 2018 c'è stata la prima udienza del processo scaturito da questa denuncia e dalle nuove indagini, il fascicolo deve essere assegnato ad una sezione specializzata del Tribunale.

Ci sarà mai fine a questo? Horse Angels non si arrende. To be continued...

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