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I reati sessuali nel mondo equestre

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CONNIVENZA o FAVOREGGIAMENTO? CONNIVENZA o CONCORSO MORALE NEL REATO?

I reati cosiddetti sessuali, è ormai evidente, vengano perpetrati maggiormente nei riguardi dei più deboli o di coloro che sono in posizione di sudditanza anche psicologica sia che li si voglia considerare come categoria - donne, bambini, animali - sia che si voglia avere riguardo al caso specifico e quindi alla persona che in quel frangente era, per qualsiasi motivo, in una posizione di inferiorità, latamente intesa.

Naturalmente questa è una riflessione abbastanza generica e per ciò stesso superficiale, che però riporta una condizione di massima che si riscontra nella maggioranza delle violenze.

La zooerastia, cioè l'avere un rapporto sessuale con un animale, è un reato che, nel nostro ordinamento penale, rientra in quello di maltrattamento.

Infatti la condotta di sottoposizione dell'animale ad attività o comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è perseguito dall'art. 544 ter del codice penale: insopportabili nel senso di una evidente e conclamata incompatibilità con il “comportamento animale” della specie di riferimento come ricostruito dalle scienze naturali (Cassazione penale, sez. III, 13/12/2012,  n. 5979).

C'è un'altra violenza sessuale che però è meno evidente e probabilmente meno conosciuta al "pubblico", nel mondo equestre, in quanto gode di un muro di omertà, di una rete di connivenze, di una difficoltà a denunciare e ad uscire allo scoperto.

Il problema della violenza sui minori in ambito equestre.

Esiste infatti la casistica di violenze, abusi e molestie che si verificano a danno di minori che praticano sport in generale, inclusa l'equitazione.

Molto spesso è proprio chi ha una posizione di potere o autorità, come l'istruttore o l'allenatore, che agisce indisturbato sui propri allievi approfittando del ruolo che ricopre e quindi con abuso d'autorità.

Le denunce in tal senso sono in aumento, ma quel che è da sottolineare è l'ambiente in cui avviene tutto questo: l'omertà che può arrivare ad essere qualificata finanche come complicità.

Spesso nell'ambiente i "si sa, i "si dice" sono numerosi, ma i testimoni che denunciano sono praticamente quasi inesistenti. Spesso ci sono casi di insabbiamento da parte di alcuni che non vogliono, per i più disparati motivi, che tutto ciò venga a galla.

E', invece, utile sottolineare che chi, con il suo comportamento, pone in essere condotte effettivamente idonee ad intralciare le investigazioni o le ricerche dell'Autorità è severamente punito.

Il favoreggiamento è un delitto che può arrivare anche ad includere le condotte omissive, come nel caso di reticenza o rifiuto a fornire notizie utili alle indagini. Il delitto in esame punisce sempre le condotte di auxilium post delictum.

In più, "in tema di favoreggiamento, l'aiuto prestato al favorito per eludere le investigazioni e sottrarsi alle ricerche dell'autorità può manifestarsi con modi e mezzi diversi, purché oggettivamente idonei al raggiungimento dello scopo, mentre non assume alcun rilievo l'eventuale accertamento che la persona aiutata abbia o meno commesso il fatto, né occorre che l'agente sappia quando e come tale reato sia stato commesso, quale titolo criminoso concreti e quali saranno le relative conseguenze. (Cass. pen. n. 53593/2014)."

Chi, invece, in costanza di reato, che spesso è caratterizzato non da azioni singole isolate, ma reiterate nel tempo, si adopera perchè tutto non venga "scoperto" potrebbe anche realizzare una condotta di concorso morale nel delitto.

Chiunque offre un contributo causale alla realizzazione del reato risponderà di concorso materiale o morale.

Chi ricopre poi una posizione di garanzia può rispondere del reato anche semplicemente omettendo di denunciarlo oppure di prendere qualunque provvedimento idoneo ad impedirne la reiterazione.

Chi ricopre una posizione di garanzia potrebbe trovarsi a rispondere di concorso morale nel reato.

La disamina presente, naturalmente, dal punto di vista giuridico va approfondita: i reati sessuali sono reati particolarmenti odiosi, che è bene definire in maniera particolareggiata.

La zooerastia è un delitto che commette chi approfitta della posizione "debole" dell'animale.

Nei reati sessuali contro gli umani e, nello specifico, minori, la connivenza, seppur moralmente abietta, non è punibile penalmente; invece i comportamenti che possono integrare il favoreggiamento o il concorso morale nel reato sono pesantemente presi in considerazione dal nostro sistema penale.

Il discrimine tra le varie condotte non è sempre facilmente individuabile.

Per questo mi riservo di affrontare singolarmente i singoli reati in una trattazione maggiormente specifica, anche perchè questioni di enorme importanza.

Horse Angels, per questo, ha stretto una importante collaborazione con Il Cavallo Rosa, associazione che ha il merito di aver acceso i riflettori su di un mondo sommerso poco conosciuto, se non dagli "addetti ai lavori".


rrrr 

Questa collaborazione, si estrinseca anche nella co-promozione del libro Il mio Regno per un Cavallo, di Kiara Aradia, alla seconda edizione, vincitore per gli inediti di Voci per i Cavalli 2018, menzione speciale Thesaurus 2018 La parola delle donne, e presentato da Il Cavallo Rosa nell'ambito di una piattaforma di interventi per l' incontro del 24 novembre a Milano, nell'ambito del Festival in favore delle donne e delle bambine all'Unicredit Pavilion, organizzato da WeWorld, associazione specifica che si occupa di tutela di gender nel mondo.

Vi aspettiamo alla presentazione, per la quale ci saranno prossimamente più dettagli.

Laura Mascolo

Laura Mascolo è avvocato penalista del Foro di Napoli e fa parte del team degli Animal Lawyers del Comune Metropolitano. Segue per Horse Angels diverse cause penali per maltrattamento cavalli nella Regione Campania.

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