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La guida fantasy per scrivere di cavalli

Una guida per scrittori di cavalli, specialmente quelli che amano le serie fantasy o le fiction storiche. Affinché il libro sia convincente, occorre che sia contestualizzato nel suo periodo o ambientazione, ma anche che sia accurato dal punto di vista dell'etologia dei cavalli. Questa guida è finalizzata a implementare il realismo della storia dal punto di vista dei cavalli, specialmente per chi sa scrivere e intende scrivere, non sa molto di cavalli o magari non sa come potessero essere allevati nel Medio Evo.

Quando il libro sarà pronto, qualsiasi sia il suo genere, non dimenticate di farlo partecipare al concorso annuale Voci per i Cavalli.

Con un pò di approfondimento su questi splendidi animali, si potranno descrivere bene al punto che i lettori penseranno che l'autore è vissuto tutta la vita in sella o che ha approfondito le tematiche di gestione dei cavalli in passato.  

Per cominciare: descrizione fisica. Ecco un grafico dell'anatomia del cavallo. Le parti che può capitare più di frequente all'autore di nominare sono i fianchi, gli zoccoli, la criniera, la groppa.

Ecco una guida ai colori dei mantelli più comuni e ai marchi che contraddistinguono i cavalli. I generi si distinguno in fattrice (femmina), stallone (maschio), castrone (maschio castrato), puledro/a (giovane cavallo ancora non in età fertile).

Cura e necessità. Mantenere un cavallo è costoso, quindi nel Medio Evo era raro che persone comuni ne possedessero. A volte i contadini avevano un cavallo condiviso con la comunità. I cavalli erano tenuti in fienili e talvolta i contadini li tenevano nei campi con le pecore, le mucche e altro bestiame. I cavalli erano alimentati a fieno, avena e talvolta crusca. La quantità di cibo data dipendeva dalla quantità di lavoro fatto. I cavalli dei contadini pascolavano la maggior parte del tempo per foraggiarsi con quello che offriva la stagione, dunque anche arbusti, fogliame, muschio e parti di corteccia. I cavalli delle persone comuni erano generalmente bassi e tozzi, resistenti, adatti anche ai lavori nei campi. Diversamente, i cavalli dei nobili e/o da guerra, appartenevano a razze più alte ed erano più eleganti e snelli. La maggior parte dei cavalli erano ferrati durante l'epoca medievale ed erano puliti con brusche di paglia intrecciata o panni grossolani.

I cavalli bevono molta acqua e possono sopravvivere pochi giorni senza abbeverarsi. Quindi portare i cavalli al fiume è frequente nei viaggi. I cavalli non regurgitano e quindi se mangiano qualcosa di tossico generalmente muoiono.  I cavalli possono nuotare, ma alcuni hanno paura dell'acqua. I cavalli dormono, ma poco tempo per volta e solo se non sono in allarme possono cadere nel sonno profondo, altrimenti riposono in dormiveglia, sempre vigili all'avvicinarsi di predatori. Normalmente dormono in piedi ma a volte si sdraiano. Questo è perché sono animali da preda, quindi devono essere pronti a scappare al primo accenno di pericolo.

I cavalli hanno personalità ed emozioni che differiscono da individuo a individuo. Sono meno fedeli / protettivi nei confronti del cavaliere rispetto all'attaccaento che hanno per il branco di simili. Se il loro conduttore cade sul campo di battaglia, è probabile che il cavallo fugga anziché rimanere accanto al cavaliere. L'istinto di sopravvivenza del cavallo lo induce infatti alla fuga, possibilmente in un branco di cavalli perché la sopravvivenza in solitudine, per le prede, è difficile. Tuttavia, ci sono storie di cavalli che proteggono i loro proprietari, anche se è raro. Potrebbe dipendere dal legame del cavaliere con il cavallo e se il cavallo vede il cavaliere come parte del suo "branco". I cavalli sono animali sociali, il che significa che preferiscono vivere in un gruppo. Se vengono mantenuti da soli senza altri cavalli per compagnia, spesso si accompagnano ad altri animali come asini, pecore, capre, mucche, ecc.

I cavalli comunicano usando diversi tipi di suoni e il linguaggio del corpo e sono animali piuttosto tranquilli quando non si sentono minacciati. Ogni cavallo è spaventato da cose diverse, sia che si tratti di un predatore, di un oggetto sconosciuto, di un rumore forte, di un movimento inaspettato e brusco. Quando un cavallo si spaventa tende a scalpitare, rampare, fuggire da ciò che lo ha spaventato e se il cavaliere non è abile o non ha un buon equilibrio, può cadere.

Le selle medievali sono piuttosto simili a quelle moderne. Le selle da guerra erano più "profonde" per offrire al conduttore maggiore sicurezza, con le parti anteriori e posteriori sollevate a contenere il bacino. Clicca qui per imparare le parti della sella (quelle utilizzate prevalentemente nei romanzi sono sedile, staffa, pomello). Le briglie medievali erano simili ai loro omologhi moderni e servono per condurre il cavallo comunicando con la sua testa e bocca per imprimere le direzioni. Per imparare le parti della briglia, fare clic qui. Le donne comuni in epoca medievale cavalcavano ad arcioni, solo le nobildonne cavalcavano all'amazzone, con entrambe le gambe sullo stesso lato.

I cavalli hanno quattro diverse andature, dalla più lenta alla più veloce: passo, trotto, canter e galoppo. Al galoppo un cavallo può raggiungere una velocità dai 30 ai 70 km/h. Maggiore la velocità minore la resistenza, che comunque cambia da razza a razza di cavallo. Un cavallo galopperà per un pò, ma non può fare un'epopea sempre al ritmo del galoppo. La distanza che un cavallo può tracciare in un giorno dipende dal peso e dall'abilità del cavaliere, dall'età / salute del cavallo, dal tempo e dal terreno e da quanta attrezzatura porta il cavallo. Un cavallo addestrato, senza problemi di salute o di arti, a temperature moderate, su terreno normale, su buone strade, con sufficiente foraggio, cavalcato da persona abile, può marciare ad una velocità di circa 10km all’ora, per una distanza di circa 56 km al giorno, con almeno un giorno di riposo alla settimana. 

Se il personaggio sta cavalcando un cavallo per la prima volta o per un periodo di tempo più lungo di quello cui è abituato, sarà dolorante dopo. Lo stesso dicasi per cavaliere inesperto. La storia dunque deve tenere conto di queste varianti se vuole essere coinvolgente anche per un pubblico equestre.

Infine, se non sei mai stato a cavallo e intendi scrivere un libro che abbia anche dei cavalli nel cast, approfittane per andare almeno una volta in maneggio e passare una giornata insieme a questi splendidi animali. Hanno tanto da insegnare e tanto da dare, ma ricorda, non sono motociclette, bensì esseri viventi con un proprio carattere, necessità, emozioni e sentimenti che vanno tenuti in conto se si desidera partecipare e magari vincere al nostro concorso: Voci per i cavalli.

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