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Come proteggere i cavalli che sopravvivono al proprietario

A nessuno piace pensare alla propria morte, ma i cavalli possono sopravvivere ai loro proprietari e, quando sono amati come membri della famiglia, è importante assicurarsi che qualcuno provveda a loro se ciò accade.

Purtroppo, i parenti non sempre sono interessati a continuare a mantenere i cavalli dei loro cari deceduti, e questo pone un problema per gli animali di necessità di ricollocamento.

Ciò che segue è una guida per la pianificazione di un simile evento, che amplia il concetto di possesso responsabile anche al post mortem.


Poiché i cavalli possono vivere 30 anni o più, non è raro che sopravvivano ai loro proprietari. Sebbene non sia un argomento simpatico di cui parlare, è importante riflettere anche su questi temi, se si amano i propri cavalli. I parenti infatti potrebbero non volerli, e dove andrebbero a finire i cavalli? Non esistono di certo pensionati gratuiti per equini che hanno perso la casa, quale che sia il motivo per cui ciò è successo, e le strutture tipo rifugio sono piene e dotate di poche risorse, subissate di richieste di aiuto per cavalli in esubero, quindi potrebbero non essere in grado di accogliere cavalli rimasti orfani.

Oramai la cronaca ci ha abituato al sequestro di cavalli in rifugi fatiscenti, fattorie didattiche poco frequentate e poco dotate di risorse. Quindi, non si può dare per scontata una qualche forma di "assistenzialismo", cui gli eredi saranno in grado di attingere anche senza esservi guidati, e che sia la soluzione di benessere per i cavalli fino a loro morte naturale. 

Un proprietario che ama i cavalli come figli, dovrà pensare per tempo al loro destino nel caso gli succedesse qualcosa, disponendo una "volontà" e depositandola presso un avvocato o meglio ancora notaio.

Senza un'espressione di volontà, il cavallo diventa in automatico di proprietà degli eredi, che potrebbero avere poco o nullo interesse, competenza, attitudine, a continuare a portare avanti il possesso del cavallo. A quel punto il beniamino potrebbe essere ceduto o venduto in modo incauto, con una prognosi sul destino infausta.

Le seguenti informazioni sono intese a titolo divulgativo, per cominciare a pensare a una pianificazione per la tutela del cavallo, nel caso il suo proprietario venga a meno.

Si tratta di notizie generiche, che non sostituiscono la consulenza di un esperto patrimoniale, che va contattato direttamente dagli interessati per approfondimento o per passare all'azione.

PIANIFICAZIONE

  • Innanzitutto occorre chiedersi "Chi" tra i propri contatti, parenti, amici, e via dicendo, ha la conoscenza e soprattutto il desiderio di prendersi cura del proprio cavallo in caso succedesse qualcosa. Questa persona non solo deve essere in grado di prendersi cura del cavallo, ma anche di ricollocarlo in caso di mancanza di alternative.
  • Un'altra considerazione da farsi è "Come": in che modo questa persona identificata avrà il diritto e dovere di occuparsi del cavallo.
  • La terza è ultima considerazione di cui è tenere conto è "Perché" dovrebbe farlo. Ponendo dunque anche una motivazione concreta, di stimolo, alla persona o ente prescelto per occuparsi di questo compito così delicato nel migliore dei modi possibili, ovvero donando anche le risorse per il mantenimento del cavallo.

Le opzioni possibili di volontà a tutela del cavallo post mortem del suo proprietario sono due: il lascito testamentario o il fondo fiduciario.

Il lascito

Un testamento è un documento legale che consente di lasciare la proprietà a determinati individui o organizzazioni. Molti proprietari decideranno per l'opzione più semplice e dichiareranno nella propria volontà che il cavallo deve essere dato a una persona specifica. Alcuni proprietari lasciano una somma di denaro o un immobile per aiutare a coprire i costi che saranno associati alla cura del cavallo. Altrimenti quello che si va a lasciare è una cambiale al portatore, e non è detto che la persona/ente designato voglia assumersi la responsabilità di mantenere a vita nel migliore dei modi uno o più cavalli senza coperture predisposte a sostenere i costi dell'impegno.

Tuttavia, è anche importante notare che un testamento non è esecutivo da subito. Deve passare attraverso una sorta di omologazione, un periodo di tempo di stallo, in cui gli eredi possono impugnare la volontà se non sono d'accordo con i suoi contenuti. Questo periodo di stallo può variare da mesi a anni, a seconda della complessità del testamento e degli eventuali conflitti che possono sorgere tra gli eredi sul suo contenuto. Inoltre, il testamento richiede il pagamento delle tasse di successione. Si è certi che la persona designata per il cavallo voglia assumersi tale onere, se poi gli rimangono solo dei debiti da pagare?

Inoltre, occorre pensare che i cavalli hanno bisogno di cibo, cure, attenzioni, anche per tutto il periodo di stallo prima che la volontà sia esecutiva. Se non sono stati predisposti dei piani B), né i cavalli, né i beni per mantenerli, potrebbero essere a libera disposizione della persona denominata nella volontà per occuparsene. Essa potrebbe non essere in grado di occuparsi dei cavalli senza le sostanze ad essi associate per garantire un mantenimento in benessere. 

Nel frattempo, è l'esecutore del testamento, dunque presumibilmente il notaio, che ha la responsabilità di prendersi cura dei beni immobiliari che comprendono la garanzia che i cavalli siano debitamente curati.

Il fondo fiduciario

Si tratta di una dichiarazione scritta che consente di lasciare cavalli e proprietà a persone o enti dedicati. In questo caso, il proprietario può esplicitare, in una sorta di regolamento, come vuole che siano accuditi i cavalli dopo la sua morte, pena la sfiducia nell'esecutore del fondo (che avrà comunque designato chi possa sostituirlo nel caso il compito non possa essere portato avanti).

Un vantaggio del fondo è che le sostanze per prendersi cura degli animali sono disponibili automaticamente poiché il fondo non deve passare il periodo di prova per essere esecutivo.

Esistono due tipi di fondo: testamentario e inter vivos. Nel primo caso, il fondo diventa attivo quando il proprietario del cavallo muore, come stabilito nelle sue ultime volontà e testamento, ed è irrevocabile. Il fondo testamentario può riguardare tutto o parte del patrimonio. Nel secondo caso, inter vivos, il fondo è revocabile o irrevocabile a seconda di come disposto, e consente all'individuo per il quale il documento è stato stabilito di accedere a beni come denaro, investimenti e proprietà immobiliari nominati nel titolo del fondo mentre è ancora in vita. Anche in questo caso, non c'è il periodo di messa alla prova post mortem e il fondo può cessare di esistere alla morte dei cavalli a cui è dedicato.


Poiché le varianti sono tante, nonché i costi di istituzione della volontà, visto che ci sono pro e contro di ciascuna formula e che vale la pena o meno istituire l'una o l'altra a seconda di quante siano le sostanze da mettere a disposizione, si rimanda l'approfondimento a professionisti patrimoniali di fiducia dell'interessato.

Destinare il cavallo, e i fondi per mantenerlo, a una associazione animalista di tutela

Perché non appoggiare il cavallo a una associazione che si occupa di tutela degli equini? Le organizzazioni che sono riconosciute, iscritte nei registri per i benefici del 5 per mille, possono sicuramente essere un destinatario valido, specialmente se oltre a chiedere l'accoglienza per il cavallo, si predispone un piano di aiuti per il mantenimento dello stesso che, contemporaneamente, potrà aiutare cavalli meno fortunati cui nessuno ha lasciato nulla.

Nel caso si pensi a una eventualità simile, quale che sia la formula che poi si andrà a mettere in atto, è importante conservare una cronostoria del cavallo, tutti i suoi effetti personali, farne un inventario, cominciare a pensare di legare il destino del cavallo al terreno/scuderia in cui ha abitato. Se il cavallo viene donato insieme al suo "corredo", comprendendo questo anche il terreno e/o scuderia (se di proprietà) in cui il cavallo ha abitato, e dove continuerà ad abitare magari in virtù di un accordo notarile, sicuramente non ci si dovrà preoccupare che il cavallo finisca dal commerciante e poi al macello nel caso si venga a mancare.

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N.B. - Questo articolo informativo non deve essere interpretato come, o inteso a costituire, una consulenza legale, finanziaria, di investimento, legale, fiscale, contabile, normativa, assicurativa o altra consulenza professionale a qualsiasi titolo. Nulla di quanto menzionato sopra sostituisce il consiglio professionale di un patrimonialista qualificato che potrà analizzare congruità tra obiettivi, bisogni, fondi a disposizione per un progetto realizzabile nel concreto.

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