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Oliver, perché non sia morto invano, numerosi gli esposti e le denunce di associazioni animaliste italiane

Messina. Un’altra vittima della negligenza umana nei confronti dei cavalli, della legalità nell'impiego degli stessi e dell'indifferenza delle autorità a mettere in essere regolamenti ad hoc e a perseguire chi eventualmente non li rispetta.

Il cavallo di nome Oliver è stramazzato in questo agosto torrido per portare dei turisti, ignoranti di benessere animale e indifferenti ai cavalli e alla loro tutela, a spasso per la città di Messina.

Nonostante i tentativi di soccorso, il cavallo è morto il 13 agosto, sollevando un polverone sull'utilizzo dei cavalli per il trasporto turistico ippotrainato.

Numerose le associazioni animaliste intervenute con editoriali, esposti, denunce, per far luce sulle cause di morte e sull'errore umano potenziale sotteso.

Tra i reati contestati dalle associazioni animaliste, specialmente quelle con sede in Sicilia che hanno potuto condurre indagini investigative all'uopo (Link), quello che i mezzi girerebbero privi di targhe regolamentari, senza omologazione, l'assenza di un regolamento di tutela, di aree di sosta attrezzate, di un tariffario per regolare il costo del servizo, di una commissione veterinaria che monitori lo stato di salute degli animali e, inoltre, che nessun vetturino sembrerebbe risultare iscritto alla Camera di Commercio nel registro del ruolo dei conducenti. 

Horse Angels, con i propri legali, perseguirà tutte le azioni indispensabili per accertare le responsabilità eventuali e per cambiare lo status di illegalità cui sembrerebbe versare il trasporto pubblico ippotrainato a Messina e dintorni.

E' ora di finirla con le numerose Italie, con i posti in cui i regolamenti sono obbligatori e i vetturini li rispettano e i posti dove vige un unico regime, regolamento o meno, l'anarchia. Il tutto per la tutela dei cavalli, ma anche per la tutela della dignità dell'essere italiani, ovunque si abiti.

Già è in dubbio la legittimizzazione del servizio pubblico ippotrainato, quando ci sono mezzi elettrici più adatti alle città di oggi per portare a spasso i turisti. Permettere che circolino carrozzelle, senza regolamentarle, è un'offesa non solo per quel mondo animalista che cerca l'abolizione, ma per tutti, anche i più moderati che consentono l'utilizzo di animali per lavoro, purché nel rispetto di regole di tutela, cioè della sensibilità odierna nei confronti del benessere animale. 

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