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Bandire la crudeltà negli sport equestri regolamentando l'uso di finimenti e rinforzi

Ai rappresentanti istituzionali degli sport equestri italiani chiediamo di adeguare i regolamenti di giustizia sportiva al fine di bandire la crudeltà sugli equini durante le manifestazioni equestri da loro organizzate.

A tal fine, qualsiasi violenza o abuso, compiuta da qualsiasi persona, in un evento autorizzato da istituzioni degli sport equestri, o enti di promozione sportiva, costituisce una violazione ai sensi dell’etica degli sport equestri e nei regolamenti di giustizia sportiva deve rendere il trasgressore soggetto a penalità.

L'ente organizzatore, attraverso i giudici di gara e il veterinario, deve bloccare i trasgressori da ulteriore partecipazione per il resto della gara. E' dovere degli ufficiali di gara segnalare all'ente organizzatore ogni persona che indulge in questa pratica per ulteriori provvedimenti che possono essere considerati appropriati.

L'ente organizzatore può nominare un veterinario per ispezionare qualsiasi animale che concorre nel circuito organizzato di sport equestri.  Il rifiuto di presentare un animale per l'esame a un veterinario autorizzato deve essere causa di notifica e costituisce una violazione.

Gli ispettori degli sport equestri sono tenuti a specifici corsi di formazione e aggiornamento per eliminare le pratiche crudeli.

I seguenti atti sono inclusi nella pratica di crudeltà e abuso:

  • L'uso eccessivo di una frusta su un cavallo in una stalla, pista, campo scuola, arena o altrove per motivi di concorrenza, prima o durante una gara, da parte di chiunque.
  • Tranne che in situazioni di emergenza, qualsiasi reprimenda alla testa del cavallo con la frusta si considera abuso.
  • Punire un cavallo frustandogli le gambe, o con qualsiasi altro nesso, deve essere vietato.
  • L'utilizzo di qualsiasi sostanza per indurre il calore temporaneo come mezzo di induzione alla pratica sportiva va vietato.
  • L’uso di nerbi elettrici va vietato.
  • Nel salto ostacoli barrare i cavalli come metodo di insegnamento va vietato e severamente punito.
  • L’utilizzo di chiodi, catene, abrasivi come metodo di forzatura è vietato e severamente punito.
  • I cavalli vanno attentamente ispezionati, che non abbiano piaghe con sanguinamento prima o dopo le gare, specificatamente intorno alle corone, metacarpi o gambe o in bocca, come effetto di morso troppo severo.
  • E’ vietata la posta ai concorsi e gare equestri come sistema di stabulazione.
  • Va represso attivamente il trattamento disumano di un cavallo in una stalla, pista, campo scuola, arena per i concorsi o altrove si gareggi negli sport equestri.

Qualsiasi azione nei confronti di un cavallo compiuta da un concorrente o espositore, ritenuta eccessiva da un giudice, steward, delegato tecnico o da un veterinario, che si svolga dentro l’arena o al suo esterno, può essere punita con richiamo ufficiale, squalifica, o altre sanzioni che possono essere ritenute appropriate dall'ente organizzatore.

Tale disciplina di reprimere gli abusi dovrebbe includere, ma non limitarsi, a un uso eccessivo di frusta, speroni, richiamo con imboccatura coercitiva o altri finimenti potenzialmente lesivi per il benessere del cavallo. I concorrenti e gli espositori hanno il diritto di contestare qualsiasi azione intrapresa presentando una protesta o risentimento per l'ascolto al comitato organizzatore.

A seguito di un’audizione, la commissione d'ascolto può negare o sospendere il privilegio di partecipare ad altre competizioni, negare, espellere o sospendere i privilegi o l'adesione al circuito di qualsiasi persona, anche se non un socio di quel particolare circuito, indipendentemente dal fatto che ci siano i termini per un'azione penale giudiziaria. 

Giustizia sportiva e giustizia penale devono essere differenziate ed avere ciascuna la sua autonomia e dignità.

Ai fini della presente proposta di adeguamento del regolamento, la crudeltà e abusi comprendono, ma non sono limitati, agli atti elencati con, in aggiunta, la peculiarità che il fatto debba ritenersi aggravato se per causa di esso un cavallo muore, risulta ingiuriato permanentemente, si avvia all'abbandono in quanto non più idoneo allo sport equestre praticato.  

Che giustizia sportiva sia, in nome del cavallo al centro come atleta del binomio.

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