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Cavallo infangato, cavallo fortunato

Capita che la gente faccia confusione tra ciò che è benessere per l'uomo e ciò che lo è per il cavallo. Ci sono sicuramente analogie possibili, ma anche differenze. 

Capita di frequente che Horse Angels, ad esempio, sia interpellata per segnalazioni di maltrattamento improbabile, perché ci sono cavalli liberi, in spazi ampi, addirittura all'aperto senza, apparentemente, casetta in cui soggiornare, senza trapunta addosso; insomma quei cavalli non sono nel box.

I cavalli in natura vivono liberi. Si trovano a tutte le latitudini tranne ai poli. Vivono nella neve, non temono la pioggia, si riparano sotto gli alberi al bisogno. Adorano gli spazi ampi, non amano quelli stretti. Sono in costante movimento per sopravvivere ai predatori, per la ricerca di cibo e acqua e per socializzare tra di loro.

L'equitazione convenzionale li vede, invece, chiusi costantemente in box di pochi metri, isolati da griglie e pareti gli uni agli altri. Vengono tosati e coperti con trapunte, mentre in natura in inverno sviluppano un mantello più lungo e più fitto. All'aperto, il cavallo che ha freddo cerca il fango, vi si rotola e ricopre. Il fango serve al cavallo come protezione aggiuntiva dal freddo: la terra penetra sotto il pelo e, fissandosi con la sostanza lipidica naturale, crea una barriera contro freddo e vento. La perdita del pelo in primavera elimina completamente lo strato di pelo, lipidi e polvere accumulati durante l’inverno, riportando il mantello a uno strato di pelo corto e lucido.

Anche durante l'estate però il cavallo non disdegna rotolarsi nella terra, farsi uno strato protettivo con essa, per proteggersi dagli attacchi degli insetti.

Il cavallo in natura, il tipo rustico, che vive libero, all'aperto, non cerca e non ha bisogno di coperte. 
Il pelo del cavallo all’aperto, se non disturbato da troppe docce, prodotti chimici di pulizia, trapunte, cresce a partire dalla fine dell’estate e raggiunge la lunghezza massima durante l’inverno. Questo permette al corpo dell’animale di essere isolato dal freddo. I cavalli a prato tendono a essere meno soggetti alle patologie da raffreddamento, le stesse che colpiscono più frequentemente i cavalli tosati che vivono in box con la coperta.


Il cavallo libero teme più il caldo del freddo e cerca il riparo per proteggersi dal sole, cerca l'ombra per allontanare gli insetti, non le temperature rigide.

Nei cavalli che vivono al pascolo, è quindi possibile vedere soggetti che la capannina, seppure disponibile, non la cercano.

In definitiva, se si potesse chiedere al cavallo e lasciarlo libero di rispondere, un cavallo sano di mente e di corpo, ancora relativamente giovane e che non ha vissuto 20 anni chiuso in un box, risponderebbe di preferire il vivere all'aperto e con altri cavalli, a diretto contatto con essi, specialmente se può sviluppare autonomamente le sue simpatie per scegliere con chi aggregarsi.

I cavalli che vivono perennemente in box dalla nascita, completamente isolati dai propri simili, che escono solo per movimento comandato da altri, si definiscono spesso disequini, una condizione cioè di alienazione da se stessi che è un male, non un bene, per l'animale. 

Sono dunque fortunati quei cavalli che hanno la possibilità di avere recinti di sgambamento in cui possono giocare, competere in modo sano gli uni con gli altri e tenersi compagnia.

E' il caso dunque di segnalare per improbabile maltrattamento dei cavalli, solo perché vivono fuori?

Queste le variabili da verificare. I cavalli dispongono di ampio spazio per muoversi? Hanno fieno ed acqua a volontà? Hanno una tettoia dove il fieno rimane asciutto anche in caso di intemperie? Sono tondi? Sono in compagnia di propri simili?

Se la risposta a tutte le domande è sì, occorre concludere che quei cavalli sono più fortunati della media. Solo se presentano ferite, grave cachessia (dimagramento), unghie lunghe che impediscono una deambulazione armonica ed equilibrata, è il caso semmai di allarmarsi e di fare fotografie/video per un consulto con associazioni animaliste o guardie ecozoofile sugli estremi per ipotesi di negligenza/maltrattamento.

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