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Ti trovi qui:Torna all'entrata>Tutela dei cavalli>Proposte normative concernenti gli equini>L'impiego degli animali nell'industria del divertimento e dello sport, sfide e traguardi

L'impiego degli animali nell'industria del divertimento e dello sport, sfide e traguardi

Oggi gli animali sono ancora molto coinvolti nell'industria sportiva e dello spettacolo. Che si tratti di tradizioni o di attività inventate ex novo, il loro impiego è soggetto a polemiche e discussioni. 

Pensiamo alla corrida spagnola, uno sport popolare da molti considerato equivalente a guardare una partita di calcio. Nella cultura spagnola è stato un evento simbolico e rispettato che solo negli ultimi decenni è entrato in crisi di legitimizzazione. Il matador, l'uomo che combatte contro il toro, ci scherza e alla fine lo uccide. È una forma accettabile di intrattenimento sportivo?

Esistono anche le corse di cani. Nel Regno Unito, i levrieri sono estremamente popolari e molte persone scommettono soldi su quale cane vincerà. È forse giusto che sottoponiamo animali a corse in cui c'è in palio la loro vita? Perché se il cane non corre a sufficienza è scartato e il suo destino diventa incerto.  Un tempo esistevano anche in Italia i cinodromi e sono stati aboliti per amore dei cani.

Sono rimaste però le corse di cavalli, che non differiscono da quelle dei cani. Si scommette sulla vita degli animali. I cavalli che non vincono, possono tranquillamente rimetterci la vita. Sicuramente il grosso delle scuderie non ha risorse sufficienti a mantenere quegli animali a prescindere dal risultato sportivo. Non trovando facilmente impiego in altri circuiti, quei cavalli finiscono nelle corse clandestine e poi al macello, o direttamente al macello scampando le corse clandestine su strada.

Oltre alle corse negli ippodromi, ci sono le manifestazioni popolari con equidi. Alcune sono intrinsicamente pericolose per la vita degli equini, a causa degli infortuni a cui possono adire, altre solo umilianti Si pensi alle corse di asini, di certo non sono una manifestazione di nobiltà, potenza o virilità, bensì una sorta di gogliardico dominio sui più deboli.

Ci sono poi i rodei, che coinvolgono equini e bovini. Difficile poter pensare che quegli animali si divertono nello spettacolo. Più probabile che siano stressati o vivano la sofferenza legata al loro sacrificio per quello sport. 

Gli sport equestri offrono un range molto vario di attività, non tutte rispettose onestamente del cavallo.

Non vanno dimenticati i combattimenti tra galli, o altri animali, e la caccia per svago o per sport... in cui si uccidono animali non per mangiarli, ma per divertirsi e portare a casa un trofeo.

Poi ci sono i circhi, dove ogni genere di animale, anche gli esotici, si esibisce per campare. In alcune nazioni del mondo, i circhi con animali sono stati vietati, in altri paesi, sono vietati solo i circhi con animali esotici. 

Purtroppo, la cronaca ci consegna un quadro desolante di alcuni metodi di addestramento degli animali per intrattenimento o sport: da scosse elettriche, a privazioni di cibo, a sistemi di contenimento ad alta densità di stress e sofferenza, a tutta una serie di strumenti di tortura intesi a piegare la volontà dell'animale al desiderio dell'umano.

Come conseguenza, talune persone pensano che l'uso degli animali negli sport dovrebbe essere vietato perché a differenza degli esseri umani, gli animali non possono scegliere se vogliono partecipare o meno. Per non parlare dei rischi di lesione o della mortalità cui sono soggetti gli animali in alcuni degli sport qui elencati. Più in particolare, gli obiettori rimarcano sul fatto che per gli animali coinvolti in talune di queste attività di divertente ci sia poco o niente e che il tutto sia diseducativo se l'obiettivo comune è alzare il livello di civiltà e di dignità spirituale dell'umanità. 

Tuttavia, altre persone ritengono che, se si applicassero leggi migliori per garantire il corretto trattamento degli animali, molte delle attività qui elencate potrebbero essere non solo lecite, ma addirittura diventare un modo per dimostrare che una fattiva relazione pacifica e collaborativa tra gli esseri umani e gli animali è possibile.

Intanto, laddove mancano quelle leggi e regolamenti, o la loro applicazione severa, una moltitudine di animali sono sacrificati nella sofferenza per l'industria dello sport e del divertimento.

Occorre dunque insistere su un cammino da percorrere. Affinché l'impiego di animali come forma di intrattenimento o sport sia oggi accettabile, è necessario promulgare leggi e regolamenti che garantiscano reciprocità agli animali coinvolti, cioè che anche per loro ci sia godimento in quello sport/spettacolo. Altrimenti, è chiaro, si tratta nella peggiore delle ipotesi dell'ennesima forma di sfruttamento e, nella migliore, della speranza che ci siano persone motivate veramente dall'amore per l'animale e dal suo rispetto nell'impiegarlo nello sport prescelto.

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