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Proposta normativa aperta a CONI, F.I.S.E., EPS, DSA riconosciute dal CONI, MINSAL per la migliore tutela dell'equide

MISURE DI CONGRUITA' CON L'IMPIEGO E IL DESTINO ULTIMO

 Partiamo dalla recente polemica sul DPA, NON DPA in FISE, per argomentare una proposta di concertazione per la migliore tutela dell'equide.

 

La norma sottoscritta dal Presidente del CONI, dal CIP e dal Ministero della Salute e rideliberata dal Commissario Straordinario FISE, prevedeva che la FISE accogliesse qualunque cavallo o pony iscrivendolo nei ruoli FISE, purché fosse indicato come NON DPA (acronimo per non destinato alla produzione alimentare), inducendo quindi il proprietario a una scelta etica a tutela del cavallo (e anche di congruità con l'impiego per il rispetto della fliera delle carni che ha necessità allevatoriali diverse). La norma successivamente deliberata abroga il precedente principio, consentendo l’iscrizione nei ruoli FISE, e la scuderizzazione presso i centri FISE di cavalli DPA (destinati al consumo alimentare), nonché una non ben definita attività degli stessi.

Chiediamo che la norma venga rettificata e si ripristini la scelta NON DPA, in quanto maggiormente congrua con l'impiego e l'habitat in cui vive il cavallo, scelta che dovrebbe essere obbligatoria per tutti coloro che vogliono iscriversi nei ruoli FISE, e dunque fare agonismo con i cavalli.

Dalla circolare risulterebbe infatti possibile che i cavalli DPA iscritti nei ruoli FISE, e montati da cavalieri FISE (dunque sotto l’egida della FISE), possano fare qualsivoglia attività sportiva di qualunque livello o disciplina presso centri/allevamentI/aree NON affiliati/aggregati alla FISE.

Dalla circolare, risulterebbe altresì possibile che i cavalli DPA iscritti nei ruoli FISE possano fare qualsivoglia attività sportiva di qualunque livello o disciplina presso centri affiliati/aggregati FISE, purché questa si svolga non sotto il controllo dell’istruttore e in maniera indipendente rispetto all’attività sociale del centro. Ossia un cavaliere potrebbe quindi impiegare il cavallo da macello DPA in qualunque attività sportiva di qualunque livello se questa fosse svolta in via autonoma dal cavaliere senza l’istruttore.

La circolare porrebbe infatti l'obbligo di esclusione dalla macellazione solo per l’attività fisico-motoria che il cavallo/pony (anche di proprietà dell'Ente affiliato e /o aggregato, c.d. cavallo /pony della scuola) svolgerebbe con il suo cavaliere e organizzata sotto forma di addestramento e/o di formazione, gestita da un Ente affiliato o aggregato FISE sotto la direzione di un istruttore/tecnico federale (in via esemplificativa e non esaustiva: scuola di equitazione, lezioni di gruppo o individuali, stage, etc.) che coinvolgono l'attività sociale dell'Ente nell'ambito dei fini istituzionali del CONI e della FISE.

La circolare sembrerebbe voler eludere i controlli sulla partecipazione in gara dei cavalli DPA. La circolare prevederebbe infatti controlli a campione “in ambito di eventi che si svolgono sotto l'egida della FISE”, affidandoli alla disponibilità degli ufficiali di gara che hanno molteplici altri compiti da assolvere e che sono spesso in numero esiguo rispetto alla quantità di cavalli e cavalieri partecipanti. La FISE avrebbe invece potuto stabilire il controllo sulla destinazione finale del cavallo all’atto dell’iscrizione alla gara - la qualcosa non prevede neppure modifiche al software attuale di gestione - o inviando il documento al Comitato Regionale FISE o all’Ufficio Tesseramento della FISE centrale che provvedono a curare l’aggiornamento dei ruoli federali, o direttamente attraverso le segreterie di concorso e dunque a rendere possibile l’iscrizione o meno alle gare attraverso il previo controllo anagrafico.

Questo pare significare, a meno che non venga rettificato quanto sopra, che i cavalli DPA possono essere montati a casa, in autonomia nei maneggi e in diverse gare senza che siano riscontrati come DPA. Qualora venissero trovati cavalli DPA in gara, gli stessi sembra possano continuare ad allenarsi a casa, o nei centri affiliati/aggregati, se lo fanno in maniera autonoma, cioè separata rispetto alle attività sociali del centro, fino a quando non venga deciso di porre fine alla loro vita inviandoli al macello, o di venderli a terzi. Qualora venissero trovati cavalli DPA in gara, gli stessi - senza modifiche allo stato dell'arte attuale - sembra possano continuare a fare gare per ben tre mesi, per poi essere inviati alla macellazione per la produzione di alimenti o venduti per questa o altre finalità.

La circolare sembrerebbe aver esautorato i Comitati Regionali FISE, che sono la FISE sul territorio, dal controllo dei passaporti dei cavalli per affidarlo ai presidenti dei centri ippici affiliati/aggregati che dunque dovrebbero “controllare” i loro “clienti”, ossia la loro fonte di guadagno, segnalando non ben definite irregolarità. E questo ci sembra un abbassamento di tutele per i cavalli atleti e di congruità con l'impiego degli stessi e con il destino ultimo registrato in anagrafe equidi. 

Tutti i cavalieri maggiorenni, infatti, possono provvedere in modo autonomo a iscriversi alle gare e certamente il presidente del circolo non é tenuto a sapere dove vanno i cavalli quando vengono caricati sul van ed escono dal circolo per partecipare ad eventi o gare.

La circolare FISE non sembra far menzione alcuna di cosa accade quando un centro affiliato/aggregato FISE scuderizza un cavallo DPA e dei controlli sulla salubrità delle carni a quel punto obbligatori.

Ai sensi di quanto indicato dal Ministero della Salute, con circolare 21 dicembre 2007, chiunque detiene un equide DPA é un “Operatore o Impresa del settore alimentare”, ricade perciò nella legislazione alimentare ed é tenuto a fornire garanzie di sicurezza alimentare dettate nei regolamenti 852/2004, 853/2004, 183/2005 etc., svolgendo se necessario corsi appositi per la sicurezza alimentare. Tale produttore di carne è anche tenuto a palesare che alleva bestiame da carne al veterinario che deve curare il cavallo, in modo da garantire la filiera delle carni rosse sulla salubrità dell'allevamento.

Una condizione che pare aliena rispetto a quella che si svolge sotto l'egida del CONI e della FISE, di atleta tesserato FISE, o affiliato FISE, o proprietario o gestore di ASD. La medesima circolare ministeriale consiglia, infatti, anche ai fini della sicurezza alimentare, che presso i centri e gli allevamenti equestri sportivi si opti per l’esclusione degli equidi dalla produzione di alimenti (ossia i cavalli/pony siano registrati come NON DPA). La circolare non fa menzione di quali siano gli obblighi rilevati dal MEF o dall’Agenzia delle Entrate a livello fiscale tributario per un centro affiliato/aggregato alla FISE che conduca attività “di allevamento per trarre un reddito” scuderizzando cavalli da reddito DPA iscritti nei ruoli FISE. E questa è una lacuna da colmare. 

Richiediamo quindi l'impegno degli enti titolati a quanto segue:

  • Che venga ripristinata la precedente norma che prevedeva che per essere iscritti nei ruoli FISE i cavalli/pony siano tutelati indicandolo NON DPA sul documento identificativo dell'equide;
  • Che all’atto del rinnovo annuale del passaporto del cavallo, o della prima iscrizione ai ruoli FISE, venga fatto sottoscrivere un modulo che indichi chi sono l’effettivo proprietario e l’effettivo detentore dell’equide al fine di prevenire la pratica illegale di non effettuare il passaggio di proprietà per scaricare a terzi le responsabilità a tutto tondo (fiscali, morali, civili, penali);
  • Che venga a tale proposito abrogata la norma della cosiddetta “targa prova” per i cavalli detenuti da commercianti in prova e iscritti alle gare;
  • Che venga effettuata una visita medica annuale con rilascio di certficazione di idoneità all'agonismo per i cavalli iscritti nei ruoli FISE, al fine di stabilire se possono fare gli atleti, se cioè è compatibile con le loro condizioni di salute, alla pari di quanto è richiesto per gli atleti umani.

E per esteso che:

  • Ogni circolo affiliato con FISE, EPS o DSA sotto l'egida del CONI, che accetta cavalli da macello nella propria struttura, sia obbligato a fare il corso come operatore del settore alimentare (OSA) al fine di garantire il rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare nell’impresa alimentare posta sotto il suo controllo;
  • Che ogni circolo affiliato con FISE, EPS e DSA sotto l'egida del CONI, che accetta equidi da macello nella propria struttura, debba avere controlli periodici cadenzati delle ASL sanitarie sul buon prosequio dell'allevamento da carne dei cavalli, inclusi controlli sui farmaci utilizzati, al fine di garantire la salubrità delle carni;
  • Che nessun codice di stalla possa essere rilasciato per cavalli da carne senza che l'operatore abbia conseguito il corso di operatore del settore alimentare (OSA) al fine di garantire il rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare nell’impresa alimentare posta sotto il suo controllo;
  • Che nessun individuo, persona fisica o giuridica, posssa registrare un cavallo da macello senza aver conseguito il corso di operatore del settore alimentare (OSA), al fine di garantire il rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare dell'impresa posta sotto il suo controllo.

Una maggiore congruità con il destino ultimo e settore di impiego non solo è possibile, ma anche doverosa e chiama tutti gli enti preposti a normare in modo consono la filiera.

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