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Mercoledì, 05 July 2017 10:03

Riapre l'Ippodromo di Palermo con nuove regole antimafia

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Riaperto l'impianto della Favorita chiuso a marzo dopo le rivelazioni del pentito Vitale. Accessi controllati e guardie armate 24 ore su 24 per impedire le infiltrazioni zoomafiose. L'ippodromo aveva chiuso lo scorso 10 marzo. Uno stop provocato dalle rivelazioni del pentito Giovanni Vitale, che aveva svelato che il racket controllava corse e scommesse.  Gli accessi saranno controllati e ci sarà un servizio di guardie armate 24 ore al giorno tutto l’anno. La videosorveglianza attorno al circuito è stata rinforzata. Non solo: il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha imposto una rigida selezione su chi potrà accedere all’area scuderie, sia nelle giornate ordinarie che in quelle dedicate alle corse. In particolare, potranno entrare nei box soltanto personale, fantini e allenatori. Le gare si terranno il martedì e il venerdì, tutte in notturna, dalle 20 alle 23. 

E su questo particolare provvedimento, non si capisce perché tutti gli sport equestri non siano vincolati a corse e concorsi solo in notturna, visto che competere agonisticamente sotto il sole cogente estivo non è il massimo del rispetto del benessere dei cavalli. 

Tornando all'Ippodromo La Favorita di Palermo, per iscriversi bisognerà rispettare nuove regole di trasparenza, a cominciare da quella che impone la registrazione dei pertenti al massimo cinque giorni prima del via, si apprende dalla nota stampa dell'Ippodromo in riapertura. Inoltre, i membri della giuria saranno scortati da uomini armati prima, durante e subito dopo le corse. 


La possibilità di un provvedimento di "blindatura" di un ippodromo per rischio di infiltrazioni zoomafiose non è nuovo, più volte un simile provvedimento è stato preso anche per l'Ippodromo di Aversa nel napoletano. Probabilmente, di base dovrebbero esserci norme più severe per le iscrizioni e controlli più severi di tutto il regime corse, soprattutto da una certa latitudine in giù dove è ben noto il connubio tra racket malavitosi e corse di cavalli, clandestine e non.

In attesa che la tanto paventata riforma dell'ippica faccia una pulizia strutturale dall'interno delle mele marce, speriamo che anche il pubblico diventi sempre più sensibile sul tema e punti più che sui cavalli, sulla tutela degli stessi a 360 gradi, quale che sia l'impiego. 

Lo sfruttamento e l'abuso di poveri cavalli, a qualsiasi titolo, dovrebbe essere bandito dal nostro paese. Il cavallo un tempo era una creatura nobile, prima che tante persone lo svilissero con impieghi impropri. Speriamo che possa tornare ad avere la dignità che merita, con gli opportuni provvedimenti in grado di imporre regole di rispetto della legalità e del cavallo.

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