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Martedì, 03 October 2017 15:11

Cavalli e monta storica, muore Arturo a Moie (AN)

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foto da repertorio di giostra medievale di Moie foto da repertorio di giostra medievale di Moie

Ancona, 3 ottobre 2017 -  Il cavallo di nome Arturo muore durante le prove per un torneo di monta storica, abbattuto per essersi fratturato in modo gravissimo un anteriore.

E' successo durante le prove delle Giostre Medievali che si effettuano presso l'Associazione Equestre Vallesina, in provincia di Ancona. Si tratta di un campionato a tappe il cui scopo è l'acquisizione di un punteggio che permette ai partecipanti di proseguire alle Quintane più importanti.

Quella della monta storica, o medievale, è un'attività sempre più diffusa in Italia. Le competizioni dedicate, che prendono il nome di palii, giostre, quintane, a seconda del tipo di evento, si contano oramai a centinaia e sono in continua crescita, quasi a sopperire la crisi in altre discipline d'equitazione, che hanno perso di popolarità, o che richiedono persone più danarose per poter competere.

In tempi di crisi economica si torna al passato, è noto, ma farlo senza l'avvedutezza del poi significa non aver fatto alcun progresso.

La monta storica è un tipo di attività che presenta dei rischi per i cavalli, soprattutto laddove si tratta di corse di velocità, magari associate a fondi non strutturati per cavalli, ma resi affini in pochi giorni e poi smantellati affinché la manifestazione possa svolgersi in un luogo pubblico, anziché in un luogo dedicato (vedesi ippodromo per le corse ufficiali di velocità).

C'è anche da chiedersi come mai non vengano fatti cambiamenti strutturali per diminuire i rischi di questo tipo di equitazione sempre più in auge con percorsi più adatti, oltreché cavalli idonei, per minimizzare i rischi. E si debba invece vivere nell'attesa delle morti preannunciate di cavalli nelle competizioni di "monta storica", decessi che da anni funestano il nostro paese gettando un'ombra su questo tipo di manifestazioni.

L'equitazione storica non è una prerogativa solo italiana. Basta andare in medio oriente e di tornei di "monta storica" è pieno. Si disputano anche nei paesini più dispersi e vi competono persone di tutto il mondo, quale ancora non succede in Italia. 

E' un tipo di equitazione sicuramente più popolare rispetto ad altre, perché permette che a competere siano i rioni, le fazioni, le contrade. Quindi dà accesso alla competizione anche a cavalieri che non possiedono il cavallo, perché questo appartiene a una comunità organizzata intorno a una scuderia.  

Eliminare i tornei storici? Pressoché impossibile e, anzi, al ritmo di crescita attuale della disciplina, si può solo pensare che sarà questa a soppiantare altri tipi di equitazione in popolarità. E questo impone maggiore attenzione, anche ai dettagli. 

Specialmente la monta con lancia da infilarsi in un anello, o bersaglio, basta fare studi comparativi di tipo internazionale, è condotta più che altro su percorsi diritti che minimizzano la possibilità di incidenti e diminuiscono anche i costi di allestimento della pista. 

Se questo è il futuro dell'equitazione in Italia, cioè un ritorno alle origini, toccherà non disdegnare l'esempio dai paesi dell'est che, non avendo mai rinunciato alle loro tradizioni per importare "monta americana", o "inglese improntata agli ostacoli", sono forse più avanti nella minimizzazione dei rischi di incidenti per persone e cavalli nel perseguire campionati di "monta storica" nel solco della tradizione euro/berbero/asiatica.

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