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Sabato, 13 January 2018 08:35

Lettera funky agli agonisti degli sport equestri

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Il significato del vocabolo funk, e il suo aggettivo funky, nello slang degli afroamericani indica generalmente un cattivo odore, come l'odore sprigionato dal corpo in stato di eccitazione e, per estensione, "sporco", nella sua accezione più positiva "attraente", ma anche "autentico", libero da inibizioni.

E' anche il nome, nella sua versione italianizzata, di un cavallo razza sella italiano, che vinse da giovane la rassegna Unire come miglior giovane maschio italiano per la morfologia. Acquistato da una top scuderia italiana, è finito ai Pratoni del Vivaro, per una carriera sportiva nel progetto giovani cavalli Fise. 

IMG 4968Purtroppo, la carriera è finita precocemente con un tarlo al piede fino in corona, come a testimoniare quel cattivo odore, quello sporco, di incuria, che mal si abbina con un cavallo che doveva essere una promessa degli sport equestri, allenato dai migliori in Italia.

Viene curato, probabilmente male, tanto che alla fine viene ceduto in regalo a un allevamento di cavalli in Romagna e da questi passa nel giro di pochi mesi a un commerciante che possiede un centro ippico e che cede il cavallo in uso (senza passaggio di proprietà) a persone che fanno concorsi di salto ostacoli. Il tutto con il piede ancora non curato a dovere, tanto è che tutto questo provoca una laminite che nel tempo si cronicizza. Il cavallo continua a saltare, ad andare a concorsi, montato da diverse persone, senza avere un proprietario che se ne prenda cura per salvargli la vita, ma solo detentori che lo usano per lo sport, fino all'irreparabile torsione della falange che rende il cavallo un disabile permanente e lo pone a rischio di continuare la vita, valore ben più importante della carriera.

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A questo punto va in meridione d'Italia, salvo che l'allevatore che lo ha fatto nascere segue via facebook le vicende del cavallo, si rende conto che non è più in Romagna (perché una della persona che ci saltava mostra foto su facebook con un cavallo nuovo) e comincia a fare domande, per scoprire che si è persa la tracciabilità dal cavallo.  Inizia così un tam-tam disperato per recuperarlo, mette in capo la tracciabilità alla ASL veterinaria e avvia una raccolta fondi per riscattarlo, che termina con l'associazione Horse Angels che riceve la somma raccolta per l'acquisto e compera il cavallo per tentare di salvarlo.

L'associazione si ritrova con un cavallo con una laminite oramai cronicizzata (il primo episodio di laminite, ricostruito tramite anamnesi risale al 2016), una falange prossima a sfondare la suola, un polipo sanguinolento a un posteriore, tra nodello e corona, grande quasi quanto un uovo, una situazione assolutamente incompatibile con una esegesi delle problematiche recente e, dunque, presente già quando il cavallo, con tanto di foto su facebook, faceva infelicemente il suo ultimo concorso di salto ostacoli in un centro "top" della zona.

Ora, il nostro compito è salvarlo, arginare per quanto possibile i problemi e dargli un futuro adottivo come cavallo d'affezione e compagnia, in quanto la sua disabilità non è curabile e non potrà mai più essere un cavallo impiegabile in sport equestri.

Nostro compito è però anche fare giustizia, perché ci siano meno casi di questo tipo nel futuro. Quindi, qualche domanda agli sport equestri istituzionali dobbiamo farla.

Come è possibile che un cavallo con tarlo, poi laminite e polipo (tutte patologie, per il presente cavallo, probabilmente generate da incuria, sporco, cattiva gestione proprio dal punto di vista dell'igiene dei piedi e delle lettiere) sia stato lasciato concorrere, che non ci sia uno screening per l'abilità dei cavalli all'iscrizione dei concorsi, se non a quelli di rilevanza nazionale?

Se questo cavallo fosse stato escluso dal concorrere, e da allenamenti per concorrere, in pieno tarlo e laminite, un cavallo NON DPA, dove responsabilmente si deve pensare ad un arco temporale di vita lungo, non si troverebbe a 10 anni, da giovane promessa italiana, il migliore in morfologia, a cavallo disabile permanente con una patologia gravissima, seconda causa di morte per i cavalli.

Tutto questo deve cambiare, in nome di una pulizia degli sport equestri, trasparenza, responsabilità, dovizia di tutela del soggetto, non oggetto, agonista degli sport equestri che è, principalmente, il cavallo.

In attesa di un riscontro, perché non ci sia mai più un Fankhi.  

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