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Lettera Fankhi agli agonisti degli sport equestri #maipiùunfankhi

Scritto da Redazione
Fankhi agli esordi Fankhi agli esordi

Il significato del vocabolo funk, e il suo aggettivo funky, nello slang degli afroamericani indica generalmente un cattivo odore, come l'odore sprigionato dal corpo in stato di eccitazione e per estensione "sporco", nella sua accezione più positiva "attraente", ma anche "autentico", libero da inibizioni.

L'esordio strepitoso

Fankhi è anche il nome, nella sua versione italianizzata, di un cavallo razza sella italiano, che vinse da giovane la rassegna Unire come miglior giovane maschio italiano per la morfologia. Acquistato da una top scuderia italiana, è finito ai Pratoni del Vivaro, per una carriera sportiva nel progetto giovani cavalli FISE (acronimo di Federazione Italiana Sport Equestri). 

IMG 4968Purtroppo, la carriera è finita precocemente con un tarlo al piede fino in corona, come a testimoniare quel cattivo odore, quello sporco, di incuria, che mal si abbina con un cavallo che doveva essere una promessa degli sport equestri, allenato dai migliori in Italia.

Dalle stelle alle stalle

Alla fine viene ceduto in regalo a un allevamento di cavalli, ma non essendo possibile il recupero funzionale sportivo dell'animale, da questi viene dato ad altri e via dicendo, tra l'altro senza ottemperare agli obblighi anagrafici, passando a un circolo che lo impiega con giovani cavalieri tesserati per concorsi ippici di categorie modeste, almeno fino all'irreparabile torsione della falange che rende il cavallo un disabile permanente e lo pone a rischio di continuare la vita, valore ben più importante della carriera.

Salvo grazie al NON DPA sul passaporto 

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A questo punto, sparisce dalla circolazione, salvo che l'allevatore che lo ha fatto nascere segue via facebook le vicende del cavallo, si rende conto che non è più dove era solito essere negli ultimi anni e comincia a fare domande. Inizia così un tam-tam disperato per recuperarlo, mette in capo la tracciabilità alla ASL veterinaria, puntando il tutto e per tutto su quel NON DPA del passaporto, e sulla necessaria tracciabilità per evitare la macellazione abusiva di un cavallo che ha fatto farmaci che lo rendono insalubre per il consumo. Il cavallo viene reso disponibile per l'acquisto.

Il riscatto

Viene avviata una raccolta fondi per riscattare Fankhi, ma serve qualcuno disposto ad ospitarlo per la riabilitazione. L'associazione Horse Angels si rende disponibile, riceve la somma raccolta per l'acquisto e compera il cavallo a prezzo simbolico, il costo della carne, per metterlo in sicurezza, curarlo e un giorno darlo in adozione come cavallo da compagnia. 

La sfida per la vita

Fankhi viene ritirato a inizio di gennaio 2018. La situazione appare subito drammatica. Le lastre mostrano un cavallo diversamente abile, con una laminite oramai cronicizzata, una falange prossima a sfondare la suola, una neoplasia a un posteriore: una situazione che pare incompatibile con il fatto che l'ultimo concorso del cavallo risale a settembre 2017 in un centro "top". Ma come, sono ammessi ai concorsi anche i cavalli su tre gambe?

Parte subito la riabilitazione, sia fisica sia morale, che richiede ingenti risorse, per dargli un futuro adottivo come cavallo d'affezione e compagnia, in quanto la sua disabilità non è risanabile del tutto e non potrà mai più essere un cavallo impiegabile in equitazione.

Il tentativo di giustizia

Il caso di Fankhi però rappresenta una miriade di cavalli, meno fortunati di lui, che finiscono nel dimenticatoio e di cui nessuno ha più notizia, nonostante quel NON DPA sul passaporto che, almeno in teoria, avrebbe dovuto preservarli dal più bieco destino di finire a carne. Quindi, viene data visibilità alla sua storia, perché Fankhi possa esssere da monito al necessario cambio di sistema di regole, per evitare casi simili in futuro. 

Lo sport non dovrebbe fare male e non dovrebbe uccidere ma, oltretutto, dovrebbe curarsi degli atleti cavalli disabili che si è lasciato alle spalle, magari istituendo un fondo pensioni ad hoc.

L'indifferenza nei confronti del destino degli ex atleti cavalli deve cambiare, in nome di una pulizia degli sport equestri, trasparenza, responsabilità, dovizia di tutela del soggetto, non oggetto, agonista degli sport equestri che è, principalmente, il cavallo.

La rivincita

Questo è un capitolo della storia di Fankhi ancora da scrivere. La riabilitazione fisica, e anche morale, è affidata al tempo che, se clemente, risanerà in parte le ferite, alla futura famiglia adottiva (appena individuata, il cavallo è in partenza a breve) e a future azioni di sensibilizzazione.

In particolare, alla campagna stampa avviata: #mai più un Fankhi.  

Horse Angels ha investito quasi 3.000 euro per rimettere Fankhi in piedi. Soldi che non avremmo dovuto spendere se il cavallo fosse stato rispettato nel suo passato di cavallo sportivo.

E' datata 23 febbraio 2018 la richiesta di Horse Angels all'ufficio legale della FISE di radiazione a vita di Fankhi dai ruoli FISE, per la sua tutela preventiva.

Contestiamo infatti che la tutela vera del cavallo atleta consista anche nel preservarlo dall'accanimento agonistico, specialmente quando il suo proprietario umano non ha per nulla intenzione di mantenere il cavallo a vita, come dimostra il passato di Fankhi, che è stato trattato né più né meno che come oggetto con cui fare sport e da scaricare quando la convenienza dell'attrezzo viene meno.

La tutela vera del cavallo va oltre il NON DPA, e prevede regolamenti, circolari, normative, che concretizzino l'obbligo di preservare il cavallo nella sua integrità (fisica e mentale), perché possa avere un più facile ricollocamento quando non sarà più in grado di fare agonismo e qualcuno, per evitare la macellazione abusiva, dovrà farsi carico del cavallo fino all'ultimo respiro.

In assenza di controlli sui passaggi di proprietà e sull'idoneità sanitaria per partecipare alle gare federali, come dimostra il caso Fankhi, la sua migliore tutela in vista dell'adozione è la radiazione a vita da cavallo sportivo per evitare ogni ulteriore - e disopportuno - accanimento agonistico.

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Video

Fankhi in riabilitazione fisica e morale presso sede operativa, qui con la volontaria Chiara Asioli

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