Italian Afrikaans Albanian Arabic Armenian Azerbaijani Basque Belarusian Bulgarian Catalan Chinese (Simplified) Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Filipino Finnish French Galician Georgian German Greek Haitian Creole Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Irish Japanese Korean Lithuanian Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swahili Swedish Thai Turkish Ukrainian Welsh Yiddish
Martedì, 23 January 2018 08:23

NO DPA IN FISE

C'è chi dice no. E sono in tanti, atleti, operatori equestri, politici, associazioni animaliste, giornalisti, privati cittadini che si sono espressi decisamente a sfavore dell'apertura di F.I.S.E. ad atleti equestri macellabili.

Ecco i prodromi.

La normativa FISE, deliberata per la prima volta nel 2006, prevedeva che i cavalli definiti ai sensi di legge “da reddito” ossia DPA (destinati quindi alla macellazione per la produzione di alimenti) non potessero essere iscritti nei ruoli FISE né praticare attività sotto l’egida della FISE a meno che non venisse modificata la loro destinazione finale indicando sul rispettivo documento di identità il passaggio da equide DPA ad equide NON DPA (non destinato alla macellazione per la produzione di alimenti).

Con delibera 195 del 17/03/2015 il Commissario Straordinario FISE Gianfranco Ravà, chiamato a regolarizzare la situazione amministrativo-contabile e regolamentare della FISE, d’intesa con il Vice Commissario Max Andrè Barbacini, ha rideliberato il “Regolamento per la tutela del cavallo sportivo” - che contiene la suddetta norma e quelle già deliberate dal Consiglio Federale nel 2006 e 2007-, quale regolamento a sé stante, integrandolo sulla base delle norme e dei principi nel frattempo introdotti a livello nazionale ed internazionale.

Prima di essere rideliberato, il “Regolamento FISE per la tutela del cavallo sportivo” era stato condiviso e sottoscritto, insieme ad altre norme e principi a tutela dei cavalli atleti e co-terapeuti, dai rappresentanti legali degli enti competenti: Ministero della Salute, CONI, Comitato Italiano Paralimpico, oltre alla FISE, nell’ambito dell’iniziativa “Principi di tutela e gestione degli equidi” presentata alla presenza degli stessi al Salone d’Onore del CONI il 6 marzo 2015.

In linea con quanto sopra, con delibera 863 del 29/11/2016, il presidente e il consiglio FISE eletti al termine della gestione commissariale hanno deliberato di stanziare la cifra di Euro 752,00 per la promozione e divulgazione del Regolamento FISE per la tutela del cavallo nel frattempo aggiornato con un editoriale del Presidente FISE Vittorio Orlandi che ne ha promosso i principi fondamentali anche nell’ambito di ulteriori regolamenti e iniziative federali.

La norma in questione, oltre che per riconfermare l’identità Sportiva della FISE, era stata deliberata già nel 2006 e 2007 nel rispetto del ruolo sociale e formativo nonché dei contributi che lo Stato Italiano riconosce allo Sport ma anche a seguito della normativa del Ministero della Salute. Con circolare del 21 dicembre 2007 il Ministero della Salute specificava infatti che: l’equide può essere  destinato alla produzione di alimenti (DPA) ed in questo caso è definito equide “da reddito” -oppure NON DPA ossia NON destinato alla produzione di alimenti

Chiunque detiene un equide DPA è un “Operatore o Impresa del settore alimentare”, ricade nella legislazione alimentare ed è tenuto a fornire garanzie di sicurezza alimentare dettate nei regolamenti 852/2004, 853/2004, 183/2005 etc.
Condizione che NULLA ha a che vedere con quella, sotto l’egida del CONI e della FISE, di atleta tesserato FISE o associato FISE (proprietario o gestore di ASD). è consigliabile (anche ai fini della sicurezza alimentare) che presso i centri e gli allevamenti equestri sportivi si opti per l’esclusione degli equidi dalla produzione di alimenti (ossia i cavalli/pony siano NON DPA).
In relazione al trasporto dei cavalli/pony e alle relative procedure e complicazioni burocratiche, risulta escluso dall’ambito di applicazione del Regolamento 1/2005/CE il trasporto non in relazione con un attività economica ed è possibile applicare deroghe per cavalli se NON DPA avrà l’obbligo di registrazione in scuderia e sul passaporto di TUTTI i trattamenti ai cavalli DPA e sarà sottoposto ai molteplici controlli sanitari previsti per la produzione di alimenti (che nulla hanno a che vedere con quelli sportivi).

L’ iscrizione nei ruoli FISE di “cavalli da reddito” DPA e la relativa scuderizzazione degli stessi presso i centri affiliati/aggregati FISE appare inoltre non compatibile con il regime fiscale che il CONI prevede per i soggetti “sportivi” ad esso afferenti (Affiliati/Aggregati) e questo rischia di creare problematiche e disagi anche al comparto equestre. Risulta infatti che la Commissione Fiscale del CONI abbia operato a tutela delle Federazioni e dei tesserati evidenziando che quella posta in essere presso le ASD Affiliate/Aggregate FISE è attività sportiva istituzionale tra cui rientra esclusivamente quella degli atleti cavalli NON DPA scuderizzati presso i centri equestri.

Abrogare la norma che prevede l’iscrizione nei ruoli FISE dei soli cavalli NON DPA appare quindi in contrasto con lo status di entità sportiva della FISE e rischia di mettere in discussione il peculiare sistema sportivo nazionale in merito al ruolo sociale e formativo che lo Stato riconosce e sostiene con contributi pubblici. Significa altresì consentire la macellazione dei cavalli che operano sotto l’egida del CONI e della FISE e mettere a rischio la salute pubblica poiché, purtroppo, ancora esistono consumatori di questo tipo di carni, il cui consumo è incompatibile con i trattamenti cui vengono sottoposti gli atleti cavalli.

La decisione assunta a maggioranza dal Consiglio federale FISE il 5 dicembre u. s. di abrogare la norma in questione, con l'eccezione della Consigliera Eleonora Di Giuseppe, ha generato reazioni e proteste non solo nel contesto equestre. 

Ora, è auspicabile che ci possa essere un passo indietro, grazie al coinvolgimento di sempre più soggetti nel fronte del NO CAVALLI MACELLABILI IN F.I.S.E.


Da parte di Horse Angels, non riteniamo educativo o funzionale al maggiore amore e rispetto per il cavallo, dunque a una migliore tutela, che si presti il fianco alla lobby della macellazione. Speriamo dunque che tale lobby possa perdere sempre più appigli e consensi, per ridursi nel tempo a una minoranza del panorama equestre e ippico. 

Se l'amore autentico per il cavallo è davvero un ostacolo al business, ebbene, che sia. Il profitto facile non deve essere la ratio di organizzazione del settore. I  maneggi/scuderie, prima ancora di essere associazioni finalizzate al raggiungimento del massimo profitto, dovrebbero avere una propria funzione sociale educativa ed aggregativa, finalizzata all'amore per il cavallo e alla sua gestione in benessere e sicurezza in ruoli collaborativi con le persone per lo sport e la ricreazione. Tutto questo viene di fatto negato, per conflitto di interesse, se diventano luoghi di allevamento di bestiame da macello. 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Vuoi ricevere la carrellata settimanale delle nuove proposte di lettura via email?

Iscriviti!

Grazie per l'adesione|