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Venerdì, 10 March 2017 14:04

Soring, la svolta e la tregua ingiustificata

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Quello che viene chiamato in USA con il termine "soring", che corrisponde a un'inflizione intenzionale di dolore agli zoccoli e arti degli equini, è una pratica di maltrattamento purtroppo endemica nella disciplina equestre del Tennessee Walking Horses, svolta con una razza di cavalli americana, il cui allevamento risale alla guerra civile tra nord e sud degli Stati Uniti, finalizzata ad indurre un'andatura di passo militare nota come il "Big Lick" (grande passo).

Per fortuna non si tratta di una disciplina equestre diffusa se non a carattere regionale, ma è una ferita aperta al mondo dei cavalli e all'industria equestre per le polemiche continue che suscita.

Molti anni di lotte, sia di associazioni animaliste che di persone di cavalli sensibili, sono sfumate a causa dei pasticci burocratici intercorsi tra il mandato Obama e quello di Trump, avendo quest'ultimo congelato il pacchetto di provvedimenti presi dal suo predecessore nell'ultimo mese di mandato.

Si tratta di uno sviluppo straziante per le migliaia di sostenitori  che avevano investito tempo, energie e risorse per raccogliere il consenso necessario per fermare l'abuso continuo di quei cavalli.

Quasi mezzo secolo fa il Congresso e il presidente Richard Nixon avevano collaborato per mettere in atto la legge federale sulla protezione del cavallo al fine di mettere al bando l'inflizione intenzionale di dolore agli zoccoli e agli arti (prodotta con abrasivi, chiodi e catene) e, finalmente, Il 13 gennaio di quest'anno, dopo anni di applicazione inefficace, il Dipartimento dell'Agricoltura aveva finalmente annunciato un giro di vite importante per porre fine alla pratica crudele, che avrebbe permesso di punire quei formatori senza scrupoli ed eliminare il programma di auto-regolamentazione del settore che di fatto aggirava la legge federale di tutela.

Il disegno di legge del Congresso che includeva tali disposizioni, insieme ad un aumento delle sanzioni, aveva raccolto ben 300 cosponsors bipartisan durante il 114 ° Congresso. Finalmente, con sollievo di tutte le parti c'era allineamento dei legislatori e dei portatori di interessi per arrivare alla svolta.

Due avvenimenti imprevedibili hanno, almeno temporaneamente, frenato l'iter normativo.  In primo luogo, l'Ufficio del registro federale non ha pubblicato la nuova regolamentazione in modo tempestivo. Poi, il primo giorno in cui il Presidente Trump è entrato in carica ha emanauto un decreto ampio di congelamento di qualunque azione di regolamentazione ancora in corso e inziata dal suo predecessero negli ultimi tempi del suo mandato.

Coerentemente con tale decreto, l'USDA (Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti) ha ritirato formalmente il regolamento anti "soring".  

Questa fatalità ha fornito agli abusatori seriali una tregua ingiustificata.

Per decenni, i trasgressori hanno mentito, ingannato e usato ogni trucco per eludere il rilevamento, nascondere la loro cultura corrotta di abuso e di ingannare il pubblico. L'USDA ha rivelato 3.691 violazioni totali alla legge di tutela del cavallo (Horse Protection Act) dal 2011.

L'aumento di violazioni, da 509 nel 2015 a 922 nel 2016, ha evidenziato una tendenza preoccupante e peggiorativa dei maltrattamenti inflitti volontariamente.

Lo stigma di soring ha reso l'industria equestre regionale del Tennesse il paria del mondo del cavallo e questo handicap ha un effetto negativo a largo raggio sulla vitalità economica del settore, che soffre di decrescita di allevamento e di minor pubblico agli eventi.

La reputazione del settore è in caduta libera e le istituzioni, tra cui i veterinari e le principali forze dell'ordine, sono a favore della svolta.  La fazione del "Big Lick" del settore equestre si trova isolata a difendere comportamenti oggi eticamente sbagliati cui solo nominalmente sostiene di opporsi. L'Amministrazione Trump ha il potere di reprimere questa pratica illegale finalizzando il lavoro svolto dal precedente Congresso. In questo modo Trump potrebbe sostenere lo stato di diritto, evitare la duplicazione di intenti, lo spreco di iniziare ex novo il processo da zero e reinvigorire la fattibilità economica di un intero settore.

Si tratta della correzione giusta alle azioni illecite di un segmento non virtuoso dell'industria equestre americana.

Cosa possiamo fare noi italiani per aiutare il provvedimento a concludere l'iter legislativo? Innanzitutto, occorre non togliere i riflettori dal problema. In secondo luogo, occorre stare attenti, l'industria equestre italiana ha provato, negli anni, di essere capace di importare acriticamente discipline equestri americane che sono anacronistiche e prive di fondamento pratico o storico tradizionale nel nostro paese.

Al fine di evitare che anche questa discliplina equestre sia importata, oltretutto in modo acritico, tanto per lanciare nuove mode, è assolutamente necessario tenere il dito puntato contro la pratica del soring, un abuso ingiustificato di cavalli per intrattenimento ludico/sportivo.

Horse Angels onlus

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