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Horse Angels

GESTIONE NATURALIZZATA DEL CAVALLO

Master di primo livello

Coordinatore: Prof. Lucio Petrizzi

Obiettivo del corso è la formazione di professionisti in grado di guidare proprietari e allevatori alla gestione efficace, efficiente ed economica dei cavalli e delle strutture. Il master analizzerà la gestione, l'addestramento e la cura degli animali nel rispetto delle necessità di specie secondo le linee espresse durante gli ultimi decenni dai maestri dell’equitazione naturale e della mascalcia moderna con l'abbandono di accessori tradizionali quali le imboccature e la ferratura.

Inoltre saranno affrontati tematiche quali la relazione con gli animali, l'organizzazione dell'igiene e la salvaguardia degli spazi aperti, l'alimentazione, la cura dello zoccolo, l'insieme delle pratiche per l'igiene fisica e mentale finalizzata al benessere dell'animale da compagnia come dell’atleta.

La finalità del corso è quella di formare figure di riferimento capace di soddisfare la crescente domanda di progessionisti di una gestione etica ed equilibrata del cavallo. Sempre maggiore è il numero di cavalli, ed asini, che si vorrebbe traghettare verso una gestione etica.

 

Insegnamenti previsti

Materie propedeutiche all'insegnamento caratterizzante sono:

  • biologia generale;
  • cenni di istologia ed anatomia comparata;
  • fisiologia;
  • gestione dell'emergenza e pronto soccorso.

Le materie caratterizzanti il Master riguardano:

  • la relazione con gli animali e la loro guida da terra;
  • l'organizzazione degli spazi che significa prima di tutto scelta oculata delle aree quindi loro drenaggio, recinzione e costruzione di ripari adeguati;
  • la conoscenza specifica dell'asse digitale e dello zoccolo in particolare necessaria al lavoro di pareggio;
  • la storia della mascalcia moderna e delle varie linee di guida espresse nel tempo in Europa e negli Stati Uniti;
  • la conoscenza e stima del contenuto di nutrienti nei fieni e nelle erbe necessari alla elaborazione della dieta adeguata al peso, condizione ed attività dell'animale;
  • la bocca, le imboccature e le capezze fanno riferimento alla meccanica dei fluidi mentre lo studio dello zoccolo quale organo di locomozione alla meccanica.

Numerose altre materie verranno introdotte durante il tirocinio grazie a letture, proiezioni di filmati e slide.

Le principali problematiche che affliggono il cavallo antropizzato e ne suggeriscono la naturalizzazione, la colica e la laminite, faranno da filo conduttore dell'insegnamento.  

Il tirocinio preparerà gli studenti ad affrontare e risolvere casi pratici di gestione e lavoro sugli animali. Avremo a disposizione e potremo confrontare un grande numero di animali in situazioni diverse per attività, provenienza degli animali, diverse aziende in differenti zone climatiche. Durante l’attività di tirocinio una parte di ogni giornata sarà dedicata a materie e tecniche particolari con intervento di specialisti dei vari settori, veterinari, imprenditori, biologi, fisici, ingegneri, farmacisti in un quadro interdisciplinare per eccellenza con continuo riferimento al mondo reale.

Sbocchi professionali

Di carattere libero professionale come freelance con competenze specialistiche di pareggiatore, alimentarista, educatore. Di lavoro dipendente in grandi aziende orientate. 

Il Master è quindi una occasione di specializzazione che offre al candidato l'opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro ad alto livello o una opportunità per aumentare le proprie conoscenze e capacità critica e di intervento globale nel vasto mondo che ruota intorno all'equide.

Durata e sede delle lezioni

Lezioni teoriche presso la Facoltà di Medicina veterinaria dell'Università di Teramo.

Lezioni pratiche, dimostrazioni e tirocinio presso aziende in provincia di Roma, Firenze, Perugia. In allevamenti, scuole di equitazione naturale e centri di recupero di equidi sotto sequestro giudiziario.

Il master si svolgerà in tredici settimane:

  • Tre settimane dedicate alle materie propedeutiche;
  • Quattro settimane dedicate alle materie caratterizzanti;
  • Sei di attività pratiche/tirocinio.

Il corso continuerà quindi con la preparazione finale alla prova d'esame durante la quale il candidato usufruirà del supporto on line con i docenti e dello scambio con gli altri candidati

 

Informazioni didattiche

Prof. Lucio Petrizzi

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Ufficio esami di stato e formazione post-laurea

Tel. 0861/266429/266220

Orario: Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00. Il martedì e il giovedì anche dalle 15.00 alle 17.00.

Per informazioni di carattere didattico (materie, orario delle lezioni, attività formative) contattare il Coordinatore di riferimento.

 

Lunedì, 22 January 2018 09:02

Popò equina, tra scienza ed arte

Le fiande dei cavalli come rilevatori dello stato di salute

Le deiezioni del cavallo possono essere un problema, l'animale produce talmente tanta cacca che la sua gestione, smaltimento, può essere motivo per molte persone di scoraggiamento all'idea di avere uno o più cavalli a casa.

Un cavallo produce tonnellatte di letame l'anno, tutto da smaltire se l'area in cui staziona o pascola il cavallo è tutto sommato limitata, sia per l'igiene, che per l'estetica del posto.

Il letame però non è solo un problema da smaltire, ma anche un rebus da risolvere per la salute del cavallo. Imparare a "leggere la cacca" può dare più informazioni sulla salute del partner equino.

Prestate attenzione alla cacca del vostro cavallo?

Coloro che amano veramente il proprio cavallo, tendono a controllare tutti i giorni in prima persona lo stato delle feci, per prevenire o cogliere in tempo eventuali disordini o l'insorgenza di patologie, perché prevenire è meglio che curare, oltre che più economico. 

Cosa notare quando si studiano le feci equine

Come punto di partenza, ecco alcune semplici domande da porsi riguardo alle fiande del proprio cavallo:

* Quanto spesso defeca?

Sapere quante feci produce giornalmente il proprio cavallo è importante, perché aiuta a stabilire quale sia la sua "normalità" e quindi a notare prontamente un distacco da essa. E' più facile stabiire una misura media se il cavallo vive solo e non nel recinto con altri cavalli e se le deiezioni sono rimosse ogni giorno circa alla stessa ora.  In ogni caso, il gestore attento, che osserva spesso un dato cavallo, è in grado di stabilire quali siano le sue feci anche nella gestione naturalizzata, non in box, e magari con più cavalli nello stesso recinto con ricovero.

* Qual è la consistenza "normale"?

Conoscere la consistenza in condizioni di normalità/salute del cavallo, può aiutare a individuare per tempo eventuali problemi del sistema digestivo. Può capitare che le fiande siano ad esempio troppo molli, o troppo dure. Se è stata introdotta una modifica alimentare, a seguito della quale le feci appaiono diverse, si sarà in grado di determinare facilmente il motivo per cui si è verificato il cambiamento. Ad esempio, potrebbe essere una reazione a un nuovo integratore, o l'esito di una scorpacciata d'erba fresca molto ricca, cui il cavallo non è abituato. Pertanto, è meglio sapere cosa è normale per quel cavallo. Una volta determinato il "normale", ogni cambiamento deve essere fonte di interrogazione per capire se c'è un problema o meno.

* Qual è il colore delle fiande?

Generalmente, fiande di cavallo sano appaiono come sorta di palle idratate, morbide e rotonde, che non si sfaldano all'istante, e di un colore tra il verde e il marrone. La variazione di colore dipende dal tipo di foraggio somministrato al cavallo.


Conclusioni

Tenere a bada le fiande, aiuta a correggere eventuali errori alimentari o a prevenire per tempo vari tipi di disturbi, oppure a intervenire prima per curare le stesse patologie in insorgenza. Ovviamente, per essere in grado di correggere l'alimentazione, occorre sapere qual è la corretta nutrizione per un cavallo, ecco un link di approfondimento.

Valle Dell'Angelo, Salerno, vi è un problema di equini vaganti che necessitano di nuova casa, poiché costituiscono un problema per il paese.

SONO SDOMI. Il Sindaco Salvatore Iannuzzi ha disposto per una banca dati con l'elenco dei soggetti disponibili all'adozione, una volta catturati.  La domanda di adozione (manifestazione di interesse) deve essere inoltrata entro il 10 di febbraio al Comune.

12828528 10153303975732657 5493249640035048477 oChiunque voglia candidarsi, in possesso dei requisiti legali per divenire proprietario di equini (codice di stalla rilasciato da ASL veterinaria), sapendo che verrà data la precedenza ad associazioni, enti e privati che abbiano finalità socialmente utili, o comunque non lucrative, che i cavalli catturati e anagrafati adulti possono essere registrati solo a vita (ergo non macellabili), può farlo anche su carta semplice, tenendo presente che il Comune rilascierà il cavallo solo dietro rimborso delle spese di cattura e identificazione.


Per ulteriori informazioni: Comune di Valle dell'Angelo - Piazza Mazzei, 13 - 84070 - Valle dell'Angelo (Sa) tel. 0974.942016 & fax - 

 

L'avventura di Casanova dei Fucoli, voluto da Aldo Ambrosini, inizia nel 2008, quando per una serie di coincidenze, decide di acquistare dei terreni che hanno una lunga storia. Era qui infatti che gli Etruschi avevano un importante insediamento del quale si hanno ancora numerose tracce ed è qui che passava l’importante strada di collegamento tra Clusium (Chiusi), la Valdichiana, la Val d’Orcia e la via Francigena. La proprietà era in stato di completo abbandono da molti decenni e il team di Aldo si è adoperato nel tempo per il recupero dell’oliveto, dei terreni, dei boschi e di tutte le strutture, avendo cura di certificare come Biologica l’azienda. 12017581 1180107432003234 3884274239741064287 o

Con lo stesso rispetto per tutti gli aspetti della natura, l'azienda si occupa della produzione di olio extra vergine di oliva e di quella del foraggio salutare per l’alimentazione dei cavalli.

Inoltre, da qualche tempo è cominciata l’esperienza dell’orto sinergico.

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Dalla parte dei cavalli con l'equitazione naturale

Tra il cavallo e l’uomo è possibile instaurare con naturalezza un ottimo rapporto attraverso la comunicazione, la comprensione e la psicologia. Questo metodo può essere un’alternativa all’approccio tradizionale al cavallo, che spesso passa attraverso la meccanica, la paura e l’intimidazione.

Cosa significa Equitazione Naturale? Perché Naturale?

Perché si utilizza quello che è il linguaggio universale dei cavalli. Tradizionale invece non è uguale in tutte le parti del mondo, non è universale, ma cambia da un luogo all’altro e da persona a persona ed è soggetto ad equivoci, deviazioni. Riuscire a spostare un cavallo del peso di 500 kg con la pressione di pochi grammi e farsi seguire senza nessuna corda o redine, solo perché lui lo vuole, è senza dubbio un’esperienza che tutti coloro che amano i cavalli vorrebbero poter provare.

Condividere e non costringere; questa è in estrema sintesi la dinamica dell'approccio al cavallo e lo scopo di questo metodo è quello di riuscire a fare in modo che il maggior numero di persone possa gioire nel provare questa esperienza in sicurezza.

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A Casanova dei Foculi è possibile curarsi con i cavalli, liberando la propria creatività in un assetto in cui anche i cavalli godono di maggiori libertà rispetto ai maneggi più tradizionali. Nella cura, anche l'estetica dell'ambiente ha un suo valore e già la vista dei cavalli liberi che vivono in branco è una terapia per lo spirito. 

Dalla parte delle disabilità, di persone e cavalli, è stata introdotta anche una disciplina come il mountain trail, relativamente nuova in Italia, dove il 70% del lavoro si svolge a terra e che può essere praticata da cavalli di qualsiasi età, razza e anche equitabili con cura, in modo da spezzare, come sarebbe giusto, specialmente quando si ambisce a curare con i cavali, quel meccanismo di sella e prestazione sportiva che vede molti cavalli scartati precocemente e avviati al macello in quanto non più utili per lo sport praticato, ma anche molte persone impossibilitate a fare equitazione, perché non c'è dubbio che l'equitazione tradizionale non è per tutti, mentre il mountain trail può essere per abbastanza di più, sia per la maggiore semplicità di pratica, i minori rischi da affrontare e i minori costi da sopportare.

Un'altra delle specificità di questo "non maneggio", ma oasi di benessere per cavalli e persone è che, dei 15 cavalli presenti, 11 sono stati adottati da associazioni animaliste, inclusa Horse Angels.

 

15

IL

BRANCO

9

NUMERO PADDOCK

11

CAVALLI ADOTTATI

18

OSTACOLI CAMPO MOUNTAIN TRAIL

 

 

 

 

 

 

 

 

casanovaCasanova Dei Fucoli

Strada del Morellone 11
53042 Chianciano Terme (SI)
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tel. Aldo: +39 348 0154655

http://www.equitazionenaturaleifucoli.it

In fisica, per bonding si intende il processo tramite cui due particelle che si trovano all’interno di un campo energetico si attraggono e aggregano in maniera irreversibile, formando una nuova cellula che è più della semplice somma delle sue parti. Con il termine bonding si definisce la connessione reciproca che permette la creazione del rapporto tra chi ha bisogno di cure e chi si prende cura.

Cos’è quindi il bonding? È il processo di reciproco di attaccamento che, in equitazione, lega cavallo e suo proprietario, attraverso la corretta gestione ed educazione.

Il bonding è un processo, non un evento: ciò significa che è possibile recuperare e rafforzare il legame attraverso la vita insieme. Non basta un clinique, un workshop, una sessione di lavoro per creare il bonding e, sopratutto, nulla può l'addestratore di approccio etologico tranne che dare gli input, visto che il bonding è un processo di reciprocità, fatto di interazioni e risposte differenti e bilaterali che si costruiscono quotidianamente attraverso le routine tra il cavallo e chi si prende cura abitualmente di lui.

Cosa facilita e cosa ostacola questo processo?

Il bonding è rinforzato dal grooming e dalla relazione a terra, che dovrebbero essere la prima cosa che si insegna in equitazione e costituire il 70% del "lavoro" con il cavallo.

Invece, tale processo è ostacolato dall'uso strumentale del cavallo per una disciplina o impiego in cui si snaturalizza la ralazione per ridurre il cavallo ad oggetto. Ecco allora che la relazione a terra diventa quasi nulla e il bonding è sostituito dal bondage, cioè da tutto un insieme di corde, fruste, morsi, lacci, speroni, redini doppie perché una non basta e chi più ne ha più metta, per contenere coercitivamente un cavallo e costringerlo a praticare la disciplina voluta in assenza di fiducia, di rispetto, di affetto vero tra le due parti.

Laddove il bonding non è stato favorito dall'ambiente frequentato, occorre che il proprietario abbia l'interesse al benessere maggiore del cavallo, perché si superi lo schema abusivo e di sfruttamento dell'animale, per passare a un'equitazione simpatetica ed empatica che veda il cavallo come soggetto senziente all'interno della relazione.

Ecco i fattori favorenti:  

  • il tatto e il contatto fisico: stimolano il rilascio degli ormoni, aiutano a rilassarsi e a instaurare una comunicazione diretta e immediata

  • il contatto visivo, occorre esserci spesso con il cavallo perché il legame sia profondo

  • l’olfatto: capacità primitiva del cervello che permette di riconoscere a attribuire significati

  • l’udito e il linguaggio, parlare al cavallo aiuta a costruirci una relazione significativa

  • la nutrizione: dare da mangiare al cavallo quotidiamente aiuta a creare un legame più forte perché il nutrimento (sia alimentare che affettivo) libera gli ormoni della felicità

  • la calma e l'assenza di aggressività sia fisica che verbale: creano un clima più rilassato che trasmette un maggiore senso di appagamento

  • rispondere alle chiamate: anche il cavallo ha le sue necessità, soddisfare i suoi bisogni etologici, come mangiare erba, socializzare con i simili, trasforma la relazione in positivo

  • l’imitazione, la sincronizzazione e la bioritmicità: stare insieme sulla stessa linea, con lo stesso feeling, crea nel tempo un legame unico

L'importanza del bonding

Questo processo dipende e influisce sul modo in cui ci si prende cura del cavallo e genera amore, fiducia, rispetto. Dal punto di vista emozionale, sentimentale e relazionale, questo legame è importantissimo per un rapporto duraturo con un cavallo d'affezione. Non solo, creare il bonding con una creatura come il cavallo potrà fungere da modello di riferimento per i rapporti che si andranno a costruire in futuro, con qualsiasi creatura vivente.

bibIl bondage al contrario

La maggior parte dell'equitazione, purtroppo, non è fatta per rapporti durevoli ed affettivi, ma solo di uso e consumo del cavallo, da prendere, usare, rompere e cambiare. Tutto ciò non solo è diseducativo per la persona, ma finisce per riflettersi negativamente sull'intera società, trasmettendo una visione di sfruttamento degli animali anche per gli scopi più banali e non necessari. Un conto infatti è sacrificare animali per la sopravvivenza, e anche lì andrebbe fatto, se deve essere fatto, limitando la crudeltà inutile, altra cosa abusare e sfruttare per mero divertimento, svago, sport.

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Capita spesso, girando per la rete o per maneggi, di trovare persone ancora convinte che l'etichetta NON DPA tuteli i cavalli. Non è veritiero. Ed è ingannevole per i proprietari, che sono così portati a sottovalutare il rischio di morte innaturale del loro cavallo in caso di incauta cessione. E' una bolla speculativa, come tante altre nel mondo dei cavalli, tesa solo a rafforzare gli interessi economici in gioco, non gli interessi dei cavalli alla propria tutela e benessere. 

Cerchiamo di capire, innanzitutto, cosa significa NON DPA, non destinato alla filiera umana del consumo a carne, un'etichetta che sin dal suo nascere era intesa a progeggere esclusivamente i consumatori di carni rosse, visto che i cavalli che praticano agonismo sono spesso sottoposti a trattamenti sanitari per i quali non sono, in Europa (perché si tratta di una normativa europea acquisita anche dall'Italia a suo tempo), stati ad oggi stabiliti dei tempi di sospensione dal farmaco incriminato per i quali un cavallo può tornare a essere macellabile. E' evidente che si tratti di farmaci che costituiscono un potenziale danno per la salute umana (e già qui bisognerebbe chiedersi quali potenziali danni costituiscono per i cavalli, leggendo bene nel bugiardino del farmaco gli effetti collaterali).

Chi possiede cavalli NON DPA non è tenuto ad un registro dei farmaci, visto che non alleva per il macello, e quindi può somministrare shifezze a piacimento al cavallo, con nessun controllo, escluso quello dell'antidoping che verte solo alcune categorie di agonismo piuttosto elevate.

Ed è così che il NON DPA finisce per non tutelare affatto il cavallo, comportando l'iper somministrazione di farmaci inibitori del dolore che sforzano i cavalli oltre i loro limiti fino a romperli e poi non servono più per l'agonismo e dove vanno a finire quei poveri animali? Certamente, sono ben pochi quei proprietari che continuano a mantenere il cavallo rotto, esso viene allontanato incautamente e, in assenza di controlli e di normative più severe sulla tracciabiltà, il grosso di quei cavalli finisce comunque nel circuito alimentare, gabbando il conumatore che non è tutelato affatto da quell'etichetta (in un regime lasso di controlli sanitari su maneggi e scuderie e stalle adibite ad equini). 

Le zoomafie hanno le mani in pasta in interi circuiti di riciclo e abbatimento di cavalli, dai trasporti agli impianti di macellazione, dove DPA, NON DPA, non viene rilevato. Si tratterebbe in ogni caso di contraffazione alimentare, anche se scoperta la macellazione abusiva di qualche cavallo, l'impianto se la caverebbe con una sanzione, più che ripagata dal risparmio economico ottenuto dalla macellazione di cavalli in teoria non macellabili (che vengono regalati a fine carriera, pur di liberarsi dal peso di sostentamento, e dunque sono un guadagno maggiore per chi commercia cavalli per il macello, rispetto al dover acquistare cavalli allevati appositamente per le carni per poterli abbattere).

Destreggiarsi tra rappresentazioni di tutela fuorvianti e claim lontani dalla realtà non è facile: di seguito una delucidazione per non cadere in trappola.

DPA

Il cavallo è destinabile alla macellazione, non può fare trattamenti sanitari pericolosi per la salubrità delle carni, il proprietario deve tenere il registro dei farmaci, nessuno lo obbliga a macellare il cavallo e finché se lo tiene, quel cavallo è più controllato, almeno in teoria, purtroppo raramente nella pratica se ilcavallo è inserito in un circuito agonistico, dai rappresentanti locali della sanità animale, cioè i funzionari delle ASL veterinarie addetti al controllo della filiera delle carni.

NON DPA 

Il cavallo non è destinato alla macellazione, la scelta è irreversibile anche quando il cavallo è venduto, ma non ci sono norme che obblighino i proprietari alla tracciabilità fino all'ultimo respiro e la maggior parte dei cavalli, ad un certo punto, sparisce nel nulla senza che i proprietari in anagrafe paghino pegno o subiscano particolari indagini investigative sul destino del cavallo. In assenza di denunce comprovate da prove di reato, liberarsi incautamente di un cavallo è un reato attualmente non perseguito e, anzi, agevolato da moduli amministrativi di smarrimento. In aggiunta, il cavallo NON DPA può essere dopato a piacimento per agonismo, in assenza di controlli sul benessere, sul maltrattamento, sulla liceità sportiva, se non in categorie particolari di competizioni. 

CONCLUSIONI

Dal punto di vista del cavallo DPA e NON DPA sono etichette prive di signifato, l'unica garanzia di benessere, quantità e qualità di vita, gli vengono dalle scelte liberali, arbitrarie, del proprietario.


Facciamo un esempio. Inutile scegliere NON DPA per la registrazione anagrafica del proprio cavallo, per poi pretendere da altri quella compassione a amore che non si è in grado di provare in prima persona. Fin troppe le persone che registrano i cavalli NON DPA e al primo infortuito il cavallo può andare a ramengo. Palese che non ci sia alcun amore reale per l'individuo cavallo in quella scelta di non destinarlo al consumo umano, ma solo superficialità, ignoranza o speculazione del peggior tipo, cioè la necessità di evitare controlli sanitari nella somministrazione dei farmaci.

I proprietari di cavalli non devono mai fermarsi alle apparenze, soprattutto in presenza di queste diciture. Finché non verranno proposte delle leggi che rendano sostanziali quelle etichette, farà fede solamente il proprio cuore, testa, sobrietà di comportamento per la tutela del cavallo, sia in vita, sia nei confronti del destino ultimo.

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Il significato del vocabolo funk, e il suo aggettivo funky, nello slang degli afroamericani indica generalmente un cattivo odore, come l'odore sprigionato dal corpo in stato di eccitazione e, per estensione, "sporco", nella sua accezione più positiva "attraente", ma anche "autentico", libero da inibizioni.

E' anche il nome, nella sua versione italianizzata, di un cavallo razza sella italiano, che vinse da giovane la rassegna Unire come miglior giovane maschio italiano per la morfologia. Acquistato da una top scuderia italiana, è finito ai Pratoni del Vivaro, per una carriera sportiva nel progetto giovani cavalli Fise. 

IMG 4968Purtroppo, la carriera è finita precocemente con un tarlo al piede fino in corona, come a testimoniare quel cattivo odore, quello sporco, di incuria, che mal si abbina con un cavallo che doveva essere una promessa degli sport equestri, allenato dai migliori in Italia.

Viene curato, probabilmente male, tanto che alla fine viene ceduto in regalo a un allevamento di cavalli in Romagna e da questi passa nel giro di pochi mesi a un commerciante che possiede un centro ippico e che cede il cavallo in uso (senza passaggio di proprietà) a persone che fanno concorsi di salto ostacoli. Il tutto con il piede ancora non curato a dovere, tanto è che tutto questo provoca una laminite che nel tempo si cronicizza. Il cavallo continua a saltare, ad andare a concorsi, montato da diverse persone, senza avere un proprietario che se ne prenda cura per salvargli la vita, ma solo detentori che lo usano per lo sport, fino all'irreparabile torsione della falange che rende il cavallo un disabile permanente e lo pone a rischio di continuare la vita, valore ben più importante della carriera.

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A questo punto va in meridione d'Italia, salvo che l'allevatore che lo ha fatto nascere segue via facebook le vicende del cavallo, si rende conto che non è più in Romagna (perché una della persona che ci saltava mostra foto su facebook con un cavallo nuovo) e comincia a fare domande, per scoprire che si è persa la tracciabilità dal cavallo.  Inizia così un tam-tam disperato per recuperarlo, mette in capo la tracciabilità alla ASL veterinaria e avvia una raccolta fondi per riscattarlo, che termina con l'associazione Horse Angels che riceve la somma raccolta per l'acquisto e compera il cavallo per tentare di salvarlo.

L'associazione si ritrova con un cavallo con una laminite oramai cronicizzata (il primo episodio di laminite, ricostruito tramite anamnesi risale al 2016), una falange prossima a sfondare la suola, un polipo sanguinolento a un posteriore, tra nodello e corona, grande quasi quanto un uovo, una situazione assolutamente incompatibile con una esegesi delle problematiche recente e, dunque, presente già quando il cavallo, con tanto di foto su facebook, faceva infelicemente il suo ultimo concorso di salto ostacoli in un centro "top" della zona.

Ora, il nostro compito è salvarlo, arginare per quanto possibile i problemi e dargli un futuro adottivo come cavallo d'affezione e compagnia, in quanto la sua disabilità non è curabile e non potrà mai più essere un cavallo impiegabile in sport equestri.

Nostro compito è però anche fare giustizia, perché ci siano meno casi di questo tipo nel futuro. Quindi, qualche domanda agli sport equestri istituzionali dobbiamo farla.

Come è possibile che un cavallo con tarlo, poi laminite e polipo (tutte patologie, per il presente cavallo, probabilmente generate da incuria, sporco, cattiva gestione proprio dal punto di vista dell'igiene dei piedi e delle lettiere) sia stato lasciato concorrere, che non ci sia uno screening per l'abilità dei cavalli all'iscrizione dei concorsi, se non a quelli di rilevanza nazionale?

Se questo cavallo fosse stato escluso dal concorrere, e da allenamenti per concorrere, in pieno tarlo e laminite, un cavallo NON DPA, dove responsabilmente si deve pensare ad un arco temporale di vita lungo, non si troverebbe a 10 anni, da giovane promessa italiana, il migliore in morfologia, a cavallo disabile permanente con una patologia gravissima, seconda causa di morte per i cavalli.

Tutto questo deve cambiare, in nome di una pulizia degli sport equestri, trasparenza, responsabilità, dovizia di tutela del soggetto, non oggetto, agonista degli sport equestri che è, principalmente, il cavallo.

In attesa di un riscontro, perché non ci sia mai più un Fankhi.  

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Sono troppe, generalmente parlando, le persone che vengono in possesso incautamente di cavalli, per rendersi conto dopo poco tempo che non hanno il reddito, le capacità, le risorse in senso lato, per gestirne e mantenerne uno.

Parlando di saggezza e responsabilità, a meno che non si sia una associazione o gruppo freelance che sia, specializzato in messa in sicurezza e ricollocamento di cavalli, non ha molto senso per un individuo privato salvare un cavallo se poi non si è in grado di mantenerlo, se non si è in grado di gestirlo fino a morte naturale, perché si rischia di far cadere l'animale dalla padella nella brace, assumendosi l'onere e la responsabilità, materiale e morale, di decisioni molto difficili.

I cavalli non sono per tutti. Sono animali ingombranti, potenzialmente pericolosi anche quando sono bravi ed educati, testimonianza ne è che ci sono incidenti anche gravi frequenti, perché basta una distrazione per farsi male.

I cavalli non possono essere un hobby, una prova, un'azione una tantum a fin di bene. Sono cambiali al portatore, perché necessitano di immense cure, tempo e risorse. Se così non fosse, non si porrebbe neppure il problema della macellazione equina e i cavalli sarebbero già stati riconosciuti da un pezzo come animali d'affezione. 

Di conseguenza, il cuore non basta pur essendo un prerequisito per il mantenimento di un equino fino a morte naturale. 

I cavalli si prendono solo se si possono mantenere e, da privati amatori, specialmente al riguardo di cavalli anziani e/o con disabilità, si salvano solo se si è in grado di mantenerli fino all'ultimo respiro, con la prontezza, di testa e di portafoglio, di essere anche in grado di dare a un cavallo, a fronte di impossibilità di continuare una vita dignitosa, cavallo non macellabile, cavallo che nessun altro vuole riscattare e mantenere, di dare al cavallo una morte dignitosa che non è quella per incuria ed indigenza o abbandono in struttura di terzi dove non si è più in grado di pagare il mantenimento.

In questo ultimo caso, statene certi, la struttura può trovare mille e uno modi di sbarazzarsi dei cavalli e non c'è alcuna possibilità legale di vendicare l'animale.

Non si può essere generosi con il portafoglio degli altri, quindi i cavalli si prendono e si salvano solo se si è in grado di mantenerli fino all'ultimo respiro. E ciò vale per tutti, specialmente per coloro che sono contrari alla macellazione equina, anche se si tratta di atleti. 

Più un cavallo è anziano e inabile, maggiori sono le difficoltà di ricollocarlo e più pressante l'obbligo morale del proprietario di provvedere in proprio, rispettando il destino ultimo del cavallo che consapevolmente ci si è presi. Se ci si prende un cavallo non macellabile, si deve essere informati che ciò significa che ci si assume in proprio, e non conto terzi, la responsabilità del destino ultimo.

Troppe le ipocrisie di coloro che sono contrari alla macellazione equina, ma vogliono scaricare conto terzi l'onere del mantenimento dei propri cavalli dopo essersi divertiti con essi e strappato loro i migliori anni di giovinezza e prestanza. E l'ignoranza di coloro che riscattano cavalli da presunta morte per macellazione, per rendersi conto di non poterli mantenere. 

A queste problematiche si può far tampone solo con la corretta informazione che scoraggia il possesso superficiale e incauto, anche se questo ultimo favorisce la compravendita di equidi, ma destinandoli ad un ruolo di oggetti di consumo che è contrario al rispetto e alla tutela dell'animale.

Il cavallo non è un oggetto, ma un essere senziente da prendere esclusivamente, specialmente da privati, non operatori del settore, se si è pronti a tenersi l'animale fino all'ultimo respiro.

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Martedì, 09 January 2018 10:30

Affido dal vero

Possiedi una scuderia, una stalla, un maneggio, e vuoi offire un posto a tempo determinato per un cavallo, per la sua riabilitazione, fino ad adozione? Ricorda che si tratta di volontariato e che l'ospitalità deve essere gratuita.

Contattaci via email o via telefono: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  Telefono: 0547077180 

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