Traduci

Italian Afrikaans Albanian Arabic Armenian Azerbaijani Basque Belarusian Bulgarian Catalan Chinese (Simplified) Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Filipino Finnish French Galician Georgian German Greek Haitian Creole Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Irish Japanese Korean Lithuanian Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swahili Swedish Thai Turkish Ukrainian Welsh Yiddish

Ricerca all'interno del sito

Navigatore interno al sito

Ti trovi qui:Torna all'entrata>Tutela dei cavalli>Sensibilizzazione>Cavalli, muli e decrescita felice

Cavalli, muli e decrescita felice

Le teorie della crescita personale sono spesso basate sulla nozione di cambiamento radicale: un'epifania che altera la vita; un'improvvisa e totale trasformazione che porta a essere ricchi, magari anche famosi. Della serie: Lascia il mulo per cavalcare il cavallo, il concetto tipico del capitalismo sfrontato, della scalata verso l'alto. Ma di solito è roba da sogni ad occhi aperti. La realtà comune è che ci vogliono anni per gettare le basi per giustificare persino un cambiamento di carriera, per non parlare del successo, per il quale serve un mix di ingredienti non di certo alla portata di molti.

Quindi, per coloro che hanno sognato di lasciare le proprie sicurezze, per qualcosa di più rischioso ma più significativo, ecco una massima cinese di saggezza antica: Cavalca un mulo mentre insegui un cavallo.  Ovvero, "Non rinunciare a ciò che hai mentre cerchi qualcosa di meglio", che potrebbe anche voler dire, accontentati di ciò che hai, perché non è detto che ciò che desideri sia proprio a portata di mano, né che possa soddisfare veramente anche posto di raggiungerlo. 

Ma certo, sognare è umano e qualche avventuroso riesce a rifuggire dalle strade più comuni e scontate, anche in termini di utopie da realizzare. Così, anziché cercare l'epifania del successo, collegata a beni materiali e status, costoro fanno propria una massima del movimento della decrescita felice: Lascia il cavallo per cavalcare il mulo. Concetto che ha preso piede negli ultimi decenni, riprendendo alcuni dei valori lanciati negli anni sessanta dal movimento hippy.

Si tratta di una tendenza sociale in cui gli individui sfuggono al consumismo e si allontanano dalle grandi città e dai centri industriali verso la campagna. Generata per lo più da problemi ambientali, sociali e abitativi, la scalata verso il basso sta guadagnando sempre più forza specialmente laddove non esistono poi chissà quali alternative.

downshifting in belarus 11 20150622 1019071275Nel caso specifico, qui illustrato da un fotografo ucraino, in Bielorussia.

I villaggi di Chereshlia e Plissa, nella regione di Novogrudok nell'area di Grodno, sono diventati un rifugio sociale per le giovani famiglie con una dipendenza minima dallo stato. Hanno costruito comunità con questo patto sociale: ognuno è responsabile per tutti. Prevale un fragile equilibrio di deterrenza, sicuramente ecologico. 

Cosa combattono queste comunità? La discordia che conduce a divisioni, violenze, ingiustizie, a strati sociali che si oppongono, a peccati ecologici, allo sfruttamento economico, all'eccesso senza un senso delle proporzioni, ovvero a valori e visioni subordinati solo al Dio denaro.

Ma c'è un altro modo per vivere, qui fotografato dall'ucraino Dimitrij Leltschuk.

Un numero crescente di persone cerca di resistere al capitalismo e all'utilitarismo inumano, portandosi alla ricerca di forme alternative di vita, di nuovi modelli sociali da proporre e da vivere, dopo il fallimento del comunismo e anche del capitalismo.

Questo può significare ritirarsi nel paese, come dimostra Leltschuk. Le persone nei suoi quadri deliberatamente cercano la decrescita felice.  Cercano la felicità in una vita semplice. Vogliono una maggiore serenità, quella che non riescono a trovare in una società consumistica basata su compromessi e paura.

Le parole magiche sono indipendenza e libertà. Ma questo nuovo modello sociale, sempre più diffuso anche in nord Europa, è di destra o di sinistra? O rifugge le metriche convenzionali?

Ai posteri la sentenza. 

Sicuramente, nelle nuove comuni, posto per cavalli rustici, a sangue freddo, ce ne può essere.

Fotografie: Dmitrij Leltschuk, vincitore con la sua mostra "Decrescita felice in Bielorussia" dell'Alfred Photography Award 2016.

Iscrizione alla newsletter Horse Angels

Vuoi ricevere la carrellata settimanale delle nuove proposte di lettura via email?

Iscriviti!

Grazie per l'adesione|