Italian Afrikaans Albanian Arabic Armenian Azerbaijani Basque Belarusian Bulgarian Catalan Chinese (Simplified) Croatian Czech Danish Dutch English Estonian Filipino Finnish French Galician Georgian German Greek Haitian Creole Hebrew Hindi Hungarian Icelandic Indonesian Irish Japanese Korean Lithuanian Norwegian Persian Polish Portuguese Romanian Russian Serbian Slovak Slovenian Spanish Swahili Swedish Thai Turkish Ukrainian Welsh Yiddish
Ti trovi qui:Torna all'entrata>Horse Angels Editore>Le nostre pubblicazioni>Equibravo, guida per una buona gestione degli equini
Equibravo, guida per una buona gestione degli equini

Equibravo, guida per una buona gestione degli equini

Guida digitale gratuita.

Possedere responsabilmente un equino significa comprendere le esigenze specifiche dell'animale e avere le adeguate conoscenze, e risorse economiche, per una gestione dignitosa.


Il proprietario o detentore dovrebbe anche conoscere e rispettare le norme vigenti (e il codice di condotta più appropriato) per la propria e altrui sicurezza nel possesso, gestione, impiego di equini su suolo privato o pubblico.

 

Sarebbe auspicabile sapere quando chiedere aiuto e a chi.

Possedere un cavallo è, infatti, una responsabilità tanto grande quanto lo è l’animale. Prima di acquistarne uno, i potenziali proprietari dovrebbero riflettere su una serie di questioni importanti, di carattere pratico, economico e anche morale.

Ecco qui di seguito i passi da fare prima di diventare proprietari di cavalli o altri equini:

• frequentare persone che ne hanno per comprendere i vari aspetti di cura e gestione,

• prendere in fida o semifida un cavallo in maneggio, le responsabilità e i costi saranno simili all'avere un cavallo in proprio e quindi si capirà se si è all'altezza,

• apprendere i costi del mantenimento di un cavallo (o altro equino) informandosi presso fonti accurate. 

Occorre tenere conto, infatti, che il costo di acquisto può essere una cifra irrisoria rispetto poi al mantenimento. Per quest'ultimo, i costi variano a seconda delle esigenze del binomio equino/proprietario, del posto dove l'equino è stabulato e dei fini per i quali è utilizzato. Coloro che desiderano un cavallo dovrebbero elaborare un bilancio basato sulla loro situazione economica, atto a determinare se i costi risultano accessibili.

Costi di cui tenere conto:

• alimentazione

• lettiera

• eventuale affitto dello spazio/stalla

• spese veterinarie (sia quelle di routine, che quelle di emergenza)

• mascalcia

• lezioni di equitazione/addestramento

• occorre prendere in considerazione anche la copertura assicurativa perché gli sport equestri sono a forte rischio di caduta, i cavalli poi possono fuggire e nel farlo compromettere la propria e altrui salute

Uno dei grossi problemi dei cavalli, dal punto di vista della loro tutela, è il numero di persone che ne entra in possesso incautamente, senza cioè aver adeguatamente approfondito se il cavallo è quello giusto per la propria esperienza, competenza, possibilità economica, luogo di gestione e impiego che se ne vuole fare. 

Occorre prendere in considerazione quanto segue prima di scegliere un cavallo.

  • Avete abbastanza soldi per un cavallo? I cavalli sono un investimento economico serio.  Il fatto di poterne, eventualmente, trovare uno a titolo gratuito è men che meno una giustificazione per prenderselo: per poi farlo morire di fame? Per poi non avere i soldi per il veterinario o per l'educazione? Per poi abbandonarlo in un recinto perché non si sa che farsene? Che sia gratis, o costi, l'unico buon motivo per prendersi un cavallo è sapere e potere e volere mantenerlo in modo più che decoroso.
  • Avete tempo a sufficienza di prendervi cura del cavallo? Un posto adatto e registrato presso le autorità sanitarie per farlo vivere? Un recinto non basta. Il possesso del cavallo è soggetto a normativa ben precisa, altrimenti la vostra stalla sarà abusiva e se segnalata incorrerete in tutte le sanzioni del caso.
  • Cosa ve ne farete del cavallo? Il cavallo richiede cure costanti e quotidiane. Siete pronti e avete le capacità per assumervi un tale impegno?
  • I cavalli possono vivere per molto tempo - più di 20 anni! Avete la volontà necessaria per un rapporto a tempo indeterminato?
  • Andare a cavallo non è per tutti. Avrete bisogno di tanta attrezzatura e anche tanta educazione per poter fare equitazione. Sapete come procurarvi tale educazione? Avete le risorse economiche e il tempo per essa? Se siete alla ricerca di uno svago, meglio cercare altrove. Un animale di oltre 4 quintali, il cui impiego per l'equitazione è classificato dal CONI tra gli sport estremi, per l'incidenza delle possibilità di farsi male, non è esattamente "uno svago" da prendere alla leggera.
  • Ogni cavallo ha bisogno di figure di riferimento quali il veterinario, il maniscalco e, in molti casi, l'educatore professionista. Avete questi riferimenti? Avete le risorse economiche per pagare le prestazioni che occorreranno per tenere il cavallo in benessere e per una buona convivenza con lui? Se la risposta è no, non prendetevi alcun cavallo.
  • Desiderate un cavallo o un pony? Alcune persone pensano che il pony sia un cavallo da bambino, o che non richieda alcuna attenzione, che sia frugale e consenta dunque di evitare le spese di maniscalco e veterinario. Anche se i pony sono più piccoli dei cavalli, sono animali più ostinati e se non educati alla sella, difficilmente il bambino autodidatta riuscirà a farci equitazione. Inoltre, richiedono cure sanitarie e dello zoccolo per stare in benessere. Se non si è disposti a spendere per le cure, non portarsi a casa alcun pony. 
  • Siete capaci di andare a cavallo? Anche il cavallo più educato in mano ad un ignorante può regredire facilmente e rifiutarsi di andare a sella. Prima di portarvi a casa un cavallo, se lo fate perché ambite a cavalcarlo, assicuratevi di essere capaci a sella alle tre andature: passo, trotto, galoppo, o di avere tempo, risorse, modo, di procurarvi l'educazione necessaria. L'equino non è una bicicletta che può essere parcheggiato a tempo indeterminato fino alla necessità di uso, che quando lo tirate fuori potete uscirci in passeggiata come se nulla fosse. 
  • Decidete che tipo di cavallo volete. La razza dà anche indicazioni sull'indole, il carattere, le necessità di gestione. Ci sono cavalli da corsa, cavalli rustici, cavalli di ogni tipo. Anche per la tasca, non è affatto vero che un cavallo valga l'altro. Soprattutto il temperamento, che dipende non solo dalla razza, ma anche dalla storia personale del cavallo, è una variabile da non sottovalutare. Non ordinate un cavallo da una foto come se fosse un articolo di abbigliamento. E' un essere senziente, dotato di propria volontà, e ci mette del tempo per sviluppare una relazione positiva con chi lo gestisce. Di automatismi con i cavalli ce ne sono ben pochi e solo chi ha grande esperienza è in grado di gestire qualsiasi cavallo, in qualsiasi situazione, da qualsiasi provenienza. 
  • Pensate al futuro. Chiedetevi: "Se scelgo questo cavallo e lo porto a casa, potrò amarlo per molti anni a venire?" Se la risposta è no, non portatelo a casa. 
  • Fattori da tenere in considerazione per una scelta azzeccata: età, razza, genere, impiego previsto, grado di addestramento, carattere, vostro budget di gestione e vostri spazi di gestione. Se avete lo spazio per un pony, inutile portarvi a casa un titano da carrozza.

È utile conoscere e valutare più cavalli prima di prenderne uno, ad esempio frequentando più maneggi, prendendo dei cavalli in fida o semifida, o semplicemente prendendo lezioni di equitazione con più cavalli. In questo modo, si aumenterà il proprio grado di competenza e esperienza in gestione da terra e a sella del cavallo.

Infine, prima di diventare proprietari di cavalli, occorre dotarsi di riferimenti indispensabili: dove comperare fieno e granaglie, da chi farsi smaltire il letame se non si è in grado di disporlo in proprio, trovare un veterinario e un maniscalco di fiducia, avere un istruttore in grado di assistere per gli eventuali problemi di gestione. 

E’ fondamentale poter contare sull’aiuto e sulle referenze necessarie.

Questa rete di supporto può essere fatta da amici esperti di cavalli, da operatori del settore, da organizzazioni di volontariato.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Aspetti del benessere che dovrebbero essere considerati quando si costruisce o modifica la scuderia, o stalla, per la sicurezza e il comfort degli equini: la facilità di accesso, la spaziosità per favorire il libero movimento, la luminosità, il drenaggio e la ventilazione. Se mal progettata o gestita, la stabulazione può influire negativamente sulla salute fisica e psicologica degli equini, nonché determinare rischi per la sicurezza (vedi incendi).

Le seguenti raccomandazioni riguardano le varie forme di alloggio al chiuso, tra cui i box, le stalle e i fienili.

• Costruzione: lo spazio stabulabile dagli equini non deve avere sporgenze, inceppi, ostacoli, che possano causare lesioni. Tutte le superfici vanno studiate per una facile pulizia e disinfezione. Se le superfici sono trattate con vernici atossiche o sono in legno, occorre prendere in considerazione dei sistemi per conservare in buono stato la struttura.

• Dovessero essere impiegate delle rifiniture di pregio, come anelli per legare i cavalli, mangiatoie, abbeveratoi, queste utilità devono essere libere da bordi taglienti e posizionate in modo tale da evitare lesioni. Se vengono utilizzate delle reti per il fieno, esse andrebbero fissate all'altezza della testa del cavallo, permettendogli di mangiare comodamente, ma evitandogli il rischio di inciampare o rimanere intrappolato nelle maglie della rete quando questa è vuota.

• I pavimenti vanno progettati per l'antisdrucciolo e per un buon drenaggio al fine di garantire l'igiene.

• Le porte necessitano di un varco minimo di mt 1,25. L'altezza della porta deve consentire all'equino di guardare fuori con la testa. La porta deve potersi saldare con sicurezza. E' importante che la parte superiore della porta consenta la ventilazione e l'entrata della luce naturale.

        • Le pareti laterali è meglio, per la psiche del cavallo, che consentano la vista e socializzazione tra equini (è poi compito del custode appaiare cavalli che vadano d'accordo tra loro, per evitare che la continguità crei problemi di sicurezza).

• I soffitti dovrebbero essere abbastanza alti da fornire un'adeguata ventilazione. Questo significa prevedere uno spazio di 80-90 cm dalla testa del cavallo, quando stabula in posizione eretta, al soffitto del box.

• I cavalli necessitano di luce il più possibile naturale, nel rispetto dell'ora e della stagione. Attraverso finestre, sfiati e illuminazione elettrica, si potrà ottenere una luminosità equilibrata. L'illuminazione artificiale è necessaria per consentire l'ispezione e la gestione sicura dei cavalli in ogni momento. A tal proposito, i bulbi delle lampadine devono essere racchiusi tra accessori di sicurezza, con cablaggio assicurato ben fuori portata dal cavallo.

• Le finestre, o portafinestre, anche se accessoriate con le sbarre, devono consentire un’adeguata circolazione dell'aria. E' raccomandato che le porte delle stalle abbiano la parte superiore sempre aperta per consentire al cavallo di guardare fuori, così che possa intrattenersi con quello che succede attorno a lui.

• Serve una ventilazione adeguata in qualsiasi tipo di alloggio per equini, e ciò è essenziale per la salute degli animali. I cavalli possono sviluppare patologie respiratorie e altri problemi di salute se custoditi in luoghi poco ventilati. I livelli di polvere all'interno delle stalle dovrebbero essere ridotti al minimo e la ventilazione favorita anche in modo meccanico, ad esempio attraverso pale poste nel corridoio di accesso ai box, se necessario.

• Dimensioni: siccome gli equini possono avere misure assai diverse a seconda della razza, è difficile impostare una dimensione ideale univoca per ogni tipo di box, stalla, scuderia o fienile.

 

In linea di massima, ogni cavallo dovrebbe avere lo spazio sufficiente per sdraiarsi, rialzarsi, girarsi attorno in modo confortevole.

I box per fattrici richiedono dimensioni decisamente maggiori. Gli accessi devono essere sufficientemente grandi da consentire un passaggio sicuro.

Dimensioni raccomandate per i box (sono misure "inglesi", mediamente più grandi di quelle riportate dal Codex di corretta gestione per gli equini redatto dal Minsal italiano). Abbiamo preferito riportare le misure inglesi perché nel 3x3 mt convenzionale molti cavalli rischiano di imboxarsi... il 3x3 andrà bene per un cavallo medio... sicuramente non è confortevole per un cavallo da salto tedesco, che può misurare oltre il 170cm al garrese. Nel dubbio, se dovete costruire una scuderia... più grande è il box, maggiore il comfort e minori i pericoli che il cavallo sdraiandosi, si incidenti poi nel rialzarsi.

• Cavalli stazza media: 3.65m x 3.65m

• Cavalli stazza grande: 3.65m x 4.25m

• Ponies: 3.05m x 3.05m

• Doppi ponies: 3.05m x 3.65m

• Box fattrice: 4.25m x 4.25m

• Muli: 3.65m x 3.65m

• Asini di stazza piccola: 3.05m x 3.05m

• Asini di stazza grande: 3.05m x 3.65m

• I cavalli imbrancati possono essere tenuti insieme in granai comuni, ma bisogna supervisionarli al fine di garantire che tutti i cavalli ottengano un adeguato accesso al fieno, alle granaglie e all'acqua. Lo spazio deve essere sufficientemente ampio da consentire il libero movimento e la possibilità di sdraiarsi anche contemporaneamente. Un’attenzione in più va dedicata alla selezione di branchi con individui tra di loro compatibili caratterialmente, mentre i cavalli potenzialmente aggressivi andrebbero separati per questioni di sicurezza. Le fattrici a termine, e quelle con puledro in allattamento al seguito, possono avere esigenze particolari per le quali è opportuno un alloggio separato dal resto del branco.

• E' importante fornire una lettiera adeguata nei box per cavalli. Il suo ruolo è quello di fornire isolamento, protezione, comfort. La lettiera deve essere in materiale atossico, privo di muffe e polveri eccessive, e permettere un drenaggio efficace. Il materiale di cui è costituita la lettiera deve avere potere assorbente sufficiente a mantenere il fondo asciutto e a contribuire, così, a una respirazione salubre. Se il fondo del box è costituito da un tappeto in gomma, va comunque utilizzata un minimo di lettiera igienica per assorbire l'urina. Qualsiasi sia il tipo di lettiera usata (paglia, truciolo, lolla etc... ), va cambiata e pulita regolarmente.

• L'incendio è sempre un rischio nelle scuderie. I locali devono essere progettati per incorporare le raccomandazioni di sicurezza antincendio fornite dalla comunità locale e dagli enti di competenza. Tutti i liquidi altamente infiammabili e i materiali combustibili vanno riposti lontano dai box dove alloggiano i cavalli. Nelle scuderie dovrebbe essere posto il divieto di fumare.

• Tutte le attrezzature e servizi (unità di illuminazione, estintori e sistemi di allarme) vanno tenuti puliti, ispezionati annualmente da una persona competente e mantenuti in buono stato di funzionamento. L'impianto elettrico deve essere installato, manutentato, ispezionato regolarmente da un elettricista qualificato in conformità alle norme vigenti. Tale elettricista rilascerà anche la certificazione di impianto a norma. Tutto il cablaggio e gli accessori devono essere inaccessibili ai cavalli, ben isolati, al riparo da roditori e avere la messa a terra. Se si utilizzano prolunghe, occorre adottare misure di sicurezza per ridurre il rischio di lesioni ai cavalli. Con un’adeguata messa a terra di tutto l'impianto, e un buon dispositivo di protezione a corrente differenziale, il rischio di incendio e di folgorazione può essere ridotto notevolmente.

• Occorre avere un piano di evacuazione in caso di incendio, in modo da sapere in anticipo come attuare le procedure di emergenza di evacuazione dei cavalli.

La posta può essere definita come un sistema per ancorare in sicurezza un cavallo in una zona desiderata perché non si muova liberamente. Non è un metodo di detenzione adeguato per un periodo lungo, in quanto limita la libertà di movimento, di trovare cibo, acqua, riparo, protezione dalle intemperie e dagli attacchi dei predatori.

Inoltre, può rappresentare un rischio per l'incolumità del cavallo se, nel tentativo di liberarsi, si impiglia o si ferisce.

La posta, protratta troppo a lungo, è un maltrattamento in quanto incompatibile con l'etologia dell'equino.

Lo stesso dicasi per altri metodi di contenimento coercitivo, ancora usati in alcune zone d'Italia, come le pastoie, corde legate agli anteriori dell'equino che gli limitano lo spostamento e gli invalidano l'andatura naturale. Le pastoie vengono ancora utilizzate da allevatori che non dispongono di recinti idonei al pascolo e che lasciano i cavalli in pascoli aperti, magari demaniali. Vengono utilizzate anche da persone che fanno trekking a cavallo, come metodo di contenzione temporaneo.

E' senso comune oggi considerare questi strumenti al limite del maltrattamento quando costituiscono la detenzione abituale, perché non rispettano l'etologia dell'animale e in particolare le 5 libertà.

Se vedete cavalli in pastoie, cercate di comprendere se ci sono lesioni sotto le corde, per capire l'intensità con la quale le pastoie sono utilizzate. Per l'attuale normativa, infatti, a meno che non ci siano lesioni, non si riesce a provare l'intensità dell'utilizzo, e quindi l'ipotesi di maltrattamento o cattiva gestione.

La posta può essere utile come metodo eccezionale di contenimento a breve termine (ad esempio durante un trekking, o nei casi in cui il cavallo deve essere visitato e medicato, o gli si devono fare i piedi, etc). Quando i cavalli sono tenuti legati necessitano di supervisione costante. I cavalli tenuti alla posta necessitano di ispezione frequente, e l'acqua va loro fornita con regolarità. 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Riproduzione riservata citando la fonte

Decidere su una recinzione è una decisione importante e costituisce un investimento da pianificare con cura e per tempo per molti proprietari di cavalli. I fattori che i proprietari di cavalli dovrebbero prendere in considerazione sono:

Pianificazione. Una buona recinzione non si decide e fa in un paio di giorni. Occorre considerare la razionalizzazione degli spazi e progettare un sistema che agevoli la centralità della scuderia per l'accesso degli ospiti, la facilitazione dello spostamento dei cavalli da scuderia a paddock e viceversa, il facile accesso e vicinanza per le aree di stoccaggio del fieno e delle deiezioni. Gli accessi non possono essere casuali, ma funzionali al passaggio di carriole, del trattore, dell'arrivo dei van per il trasporto dei cavalli. L'accesso è bene sia rialzato, piuttosto che in pendenza, per facilitare il drenaggio dell'acqua. 

Budget. Un recinto può essere un investimento importante. Risparmiare potrebbe non essere nel lungo periodo la decisione ottimale. Oltre al costo dei materiali, è necessario considerare il costo della manutenzione. Più è fatto bene il recinto, meno saranno i costi e i tempi di manutenzione. Quindi potrebbe essere più razionale spendere qualcosa di più, ma avere un bene più funzionale e durevole. L'installazione è uno dei costi da calibrare. Per alcune recinzioni, può volerci un operaio professionista. Va però considerato che un lavoro mal fatto, dilettantistico, costa forse meno, ma non è funzionale alla sicurezza.

Sicurezza. Una recinzione correttamente installata e mantenuta dovrebbe garantire la sicurezza del contenimento dei cavalli, e dunque sicurezza anche per le persone. Ci sono diversi fattori da considerare nella sicurezza delle recinzioni. Tra queste la resistenza, in caso di tentativi di fuga. Senza dimenticare l'assenza di pericoli per i cavalli ivi contenuti. 

Durevolezza. La durata della recinzione dipende dal tipo di materiale di cui è composta, da come è stato fatto il montaggio, dagli agenti atmosferici, dalle pressioni cui è sottoposta dai cavalli che contiene, e dai lavori di manutenzione messi in atto dal gestore della scuderia. 

Aspetto. Una recinzione attraente e ben tenuta è efficace dal punto di vista del marketing, aumenta il valore della proprietà e dà un'impressione di professionalità. Ovviamente ha costi maggiori e l'estetica non è tutto, va privilegiata la funzionalità e la coerenza con l'ambiente in generale e la destinazione d'uso.

 Tabella 1. Tipi di recinzioni comuni, stima dei costi, oneri di manutenzione, longevità e difficoltà di installazione

Recinzione in legno,  Costo alto,  Manutenzione elevata, Dura tanto se viene fatta la manutenzione, Non semplice da installare

Recinzione in plastica, Costo alto, Manutenzione moderata, Dura più della recinzione in legno, Non semplice da installare

Recinzione con tubi metallici, Costo alto,  Manutenzione bassa, Durevole, Non semplice da installare

Recinzione elettrica, Costo basso, Manutenzione bassa, Dura poco, Semplice da installare

Consigli

Le recinzioni devono essere abbastanza solide e di un'altezza sufficiente per evitare che i cavalli possano darsi alla fuga (ad esempio per gli stalloni possono essere necessarie recinzioni più alte o doppie) e lo spazio va progettato, costruito, mantenuto con attenzione, per evitare il rischio di lesioni, di sporgenze taglienti, di vie di fuga non programmate.

Gli accessi devono consentire il passaggio facile e sicuro di cavalli, ma i cancelli devono essere fissati saldamente per evitare lesioni e fughe non calcolate. In alcune situazioni, ai cancelli può essere necessario mettere un lucchetto. Il filo spinato non deve essere usato nei recinti per equini, mentre se viene impiegato il filo elettrico, occorre assicurarsi che sia sufficientemente visibile al cavallo.

Il filo elettrico, in generale, non è una forma di detenzione stabile e sicura contro le fughe. E' stato inventato come recinto temporaneo, spostabile, accessorio. Non va assolutamente bene per ogni tipo di equino e va utilizzato, come recinto temporaneo, sgambamento, solo laddove ci sia stabilmente un custode, qualcuno cioè che si possa accorgere dell'eventuale fuga e arrestarla.

Gli stalloni possono richiedere una linea di recinzione elettrica interna alla recinzione normale, specialmente sul lato eventualmente confinante con fattrici o altri stalloni. Questo per evitare l'aggressione tra gli occupanti di recinti differenti, nonché per contenere lo stallone all'interno dell'area assegnata.

I recinti elettrici devono essere progettati, installati e mantenuti in modo che il contatto con loro non provochi più di un momentaneo fastidio al cavallo; tutte le unità di potenza devono avere la messa a terra. I cavalli ospitati dalle recinzioni elettriche necessitano di supervisione supplementare fino a che non si abituano ad essa. Temporanee suddivisioni interne, create dal nastro elettrificato, o in altro materiale removibile, forniscono una barriera interna efficace a breve termine, ma non sono idonee a essere usate come recinzione unica.

Tabella 2. Altezza delle recinzioni in funzione degli equini ospitati

Si raccomandano recinzioni alte almeno un metro e 25 centimentri e più precisamente:

• Per cavalli: da mt 1,08 a mt 1,38

• Per ponies: da mt 1,00 a mt 1,30

• Per gli stalloni: da mt 1,38 a mt 1,80

La trave, o passo inferiore, dovrebbe partire da mezzo metro da terra per i cavalli (per i pony, ovviamente, ci si deve regolare diversamente). 

Il peso e la condizione nutrizionale del cavallo vanno monitorati con regolarità per evitare il peggio. L'alimentazione va aggiustata secondo stagione, età, problematiche di salute ed esercizio fisico affinché l'equino mantenga il suo peso forma.

Il grafico sotto riportato, basato su un sistema di indagine definito Body Condition Score, mostra a sinistra il cavallo e a destra l'asino, da eccessivamente magro a una condizione di obesità, partendo dall'alto verso il basso.

La forma ideale è la quarta dall'alto per il cavallo e la terza dall'alto per l'asino.

 

2

 

Un'alimentazione eccessiva a lungo termine porta all'obesità, che non è un vantaggio per l’equino, anzi, può essere sinonimo di problemi di salute. Si consiglia di correggere la dieta se è in eccesso, discutendola con un veterinario di fiducia. Qualsiasi cambiamento di dieta non può essere repentino, per evitare le coliche, cioè la prima causa di mortalità per gli equini.

L'obesità e l'eccesso di cibo rimangono le principali cause di laminite. I cavalli che sono in sovrappeso sono ad alto rischio di svilupparla. Essa può essere associata con il consumo di una quantità eccessiva di erba fresca e ricca di proteine. Per ridurre questo rischio, si può limitare il pascolo ad alcune ore del giorno.

La laminite può colpire anche cavalli che non sono in sovrappeso ma alimentati in modo scorretto (eccesso di concentrati, mangimi, granaglie). Una volta che l'equino ha sviluppato la patologia, anche se recuperato in tempo, mantiene la predisposizione e la sua dieta preventiva va controllata per il resto della vita dell'individuo.

L'obesità negli asini può causare problemi metabolici in aggiunta a quelli di cui sopra. Occorre adottare delle precauzioni supplementari per evitare l'obesità negli asini.

Allo stesso modo, l'eccessiva magrezza non è un bene per gli equini. Dalle costipazioni all'indebolimento del sistema immunitario, qualsiasi deficit di alimento, per quantità o qualità, può portare a gravi deficenze fino alla morte dell'equino.

Un cambiamento improvviso di appetito, o una diminuzione di peso, possono essere il segno di cattiva salute e si dovrebbe prestare molta attenzione agli animali per valutare in tempo altri segni clinici di malattia.

Le esigenze nutrizionali di un cavallo variano durante la sua vita. Puledri, fattrici gravide e cavalli anziani hanno esigenze alimentari speciali. Se qualcosa vi preoccupa perché l'aspetto dell'equino non è dei migliori, consultate per tempo un veterinario/nutrizionista.

I cavalli necessitano di un accesso circa costante al cibo durante la giornata. Se un cavallo rimane nel suo box per lunghi periodi di tempo, è opportuno somministrargli foraggio ad intervalli regolari per cercare di imitare il modello naturale di pascolo dei cavalli. Se i cavalli sono a dieta, ci sono modi per ridurre il volume di cibo consumato in un dato tempo, pur consentendo abitudini alimentari naturali (ad esempio utilizzando reti con piccoli fori, limitando l'affluenza in una zona con pascolo ristretto o dividendo il pascolo).

Eventuali cambiamenti di dieta (aumento di volume, cambiamento di mangime o fieno ecc) dovrebbero essere fatti gradualmente. I cambiamenti improvvisi possono portare a disturbi gastrointestinali, tra cui coliche e diarrea, e vanno evitati.

I proprietari con poca esperienza, o quelli che stanno verificando dei problemi con l'alimentazione degli equini custoditi, farebbero bene a consultare esperti di alimentazione equina per correggere la dieta quanto prima.


 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Consiglio: scegli alimenti semplici.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

È essenziale che tutti i cavalli abbiano accesso continuo a una fornitura di acqua fresca e pulita.

Se non si ha a disposizione l'acqua corrente, occorre regolare con frequenza la somministrazione di acqua fresca e pulita con secchi e affini, in modo che il quantitativo adeguato di liquidi sia comunque frequente e regolare.

Fonti d'acqua naturali come ruscelli non sempre sono soddisfacenti, in quanto potrebbero essere contaminati; in questo caso un approvvigionamento alternativo potrebbe essere utile. Se l'acqua arriva dal pozzo, assicurarsi che sia pulita e abbondante. Se arriva da un ruscello, assicurarsi che non sia sabbiosa. Prestare particolare attenzione durante i periodi di caldo afoso, in cui gli animali bevono di più, o durante le gelate, quando i tubi possono congelarsi.

Gli abbeveratoi o i secchi devono essere fissati saldamente a una altezza comoda per consentire agli animali di bere con comodità e per evitare gli incidenti. Controllare spesso le fonti di abbeveraggio per garantire che non ci siano ostruzioni o problemi di potabilità.

Per i cavalli scuderizzati controllare spesso le beverine, per verificare se il funzionamento è corretto e per pulirle dai detriti e dalle muffe.

Tutte le fonti di abbeveraggio vanno controllate regolarmente per evitare l'accumulo di alghe e altri detriti.

La pulizia va fatta con sostanze atossiche.

I secchi d'acqua, se i cavalli sono tenuti temporaneamente alla posta, dovrebbero essere riempiti a intervalli regolari in modo che vi sia accesso continuo all'acqua potabile. I contenitori d'acqua è preferibile che siano a prova di caduta, facili da pulire e posizionati laddove possano essere raggiunti con facilità.

Mentre la salute del cavallo potremmo definirla con l'assenza di malattie diagnosticabili, per benessere va inteso un concetto assai più ampio, che comprende gli aspetti psicologici del vivere. Questo articolo è centrato sulla prevenzione di malattie attraverso una buona conoscenza di base del cavallo e dunque sul concetto di salute, non su quello di benessere per il quale troverete molti articoli su Horse Angels appositamente dedicati a far contento il cavallo, non solo a preservarlo da malattie diagnosticabili.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Riproduzione consentita citando la fonte

Attenzione: Queste informazioni forniscono solo degli spunti sulle vaccinazioni abituali o raccomandate, non devono sostituire le informazioni del vostro veterinario.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Riproduzione riservata citando la fonte

Le coliche sono una delle cause di mortalità precoce più frequenti per i cavalli, per questo è importante puntare alla loro prevenzione ed essere pronti a pagare caro per la loro cura. A seguire, delle semplici indicazioni generali che non sostituiscono la consulenza e prestazione del veterinario sul caso specifico: da una parte la prevenzione, dall'altra la cura. 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Riproduzione riservata citando la fonte

I piedi e la loro cura sono fondamentali per prevenire zoppie e per equilibrare il cavallo.

Le unghie dello zoccolo vanno limate regolarmente da una persona competente e una particolare attenzione va prestata alla loro ricrescita e agli appiombi. 

 

Un cavallo non dovrebbe essere impiegato in attività sportive che lo stato dei suoi piedi e articolazioni delle gambe non gli permettono.

La scelta tra ferrare e tenere l'equino scalzo va ponderata a seconda di tante variabili, tra cui le condizioni di salute dell'equino, l'utilizzo che se ne fa, il tipo di gestione, il tipo di fondo su cui il cavallo soggiorna abitualmente, le varie problematiche che si presentano strada facendo.

 

Se si opta per il cavallo scalzo, va tenuto presente che l'unghia necessita comunque di pareggio qualificato. 

La transizione tra l'una e l'altra condizione, ferrato/scalzo, va seguita con attenzione, tenendo presente in primo luogo le esigenze dell'equino e il suo benessere, il suo sentirsi a proprio agio e l'appoggio sicuro sul terreno, l'impatto nel lungo periodo e tutte le altre variabili di cui si è accennato sopra.

E’ buona prassi controllare le referenze di pareggiatori/maniscalchi e affidarsi a persone esperte, che abbiano una buona reputazione. Gli zoccoli normalmente necessitano di essere rivisti ogni 4-8 settimane. La frequenza nel pareggio delle unghie dipenderà da vari fattori, tra cui la salute, la nutrizione, l'età, il fondo su cui soggiorna l'equino, quanto l'equino cammina al giorno e l'impiego, in generale, che se ne fa.  

 

I piedi dei cavalli devono essere controllati quotidianamente, vanno esaminati per segni di disagio, ferite, lesioni, materiali estranei, impatto sul suolo, tenuta dei ferri, se portati.

Allevamento responsabile non significa nascite a caso. Specialmente in questo momento storico dove vendere un cavallo non è facile e si spende più ad allevarlo, posto che non si abbiano a disposizione enormi latifondi a pascolo inutilizzati, di quanto si prenderebbe a venderlo a sella quel cavallo, occorre pensarci bene prima di far nascere dei puledri. 

Questo articolo è diviso in due sezioni, da una parte la riproduzione responsabile, dall'altra la contenzione responsabile delle nascite. 

 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Esercizio

Cavalli e pony richiedono un adeguato esercizio fisico, o la libertà di esercitarlo a piacimento e questo richiederà tempo e sforzo da parte del proprietario o custode. La maggior parte degli equini scuderizzati potrà trarre beneficio dall'affluenza giornaliera nei recinti di sgambamento (paddocks) o pascoli, dove è possibile socializzare con simili.

Questa buona pratica può alleviare i vizi da stalla (ticchio d'appoggio, ballo dell'orso e similari). Se l'affluenza ai recinti non è fattibile, il cavallo scuderizzato dovrebbe ricevere esercizio quotidiano regolare, a meno che non ci sia il parere contrario di un veterinario per questioni di salute.

Formazione

• I cavalli richiedono una gestione calma, coerente e competente. I cavalli rispondono meglio all’ approccio fermo ma gentile. Se non siete sicuri di come gestire al meglio il cavallo, è utile cercare la consulenza di un operatore del settore.

• E' disdicevole provocare sofferenze inutili agli animali, quindi ogni disciplina equestre deve essere adeguata e misurata alle possibilità dell'individuo equino, includendo tra i fattori da tenere in considerazione la sua età, le condizioni di salute, le sue predisposizioni e la sua indole.

• Qualsiasi metodo di contenimento utilizzato per facilitare la gestione del cavallo dovrebbe essere il più delicato ed efficace tra quelli disponibili, praticato da una persona competente e solo per il periodo minimo necessario. I sedativi devono essere utilizzati solo se prescritti da un veterinario. La posta permessa solo per lo stretto tempo necessario, non può essere un metodo di detenzione fissa. 

Socializzazione

• I cavalli sono animali da branco e preferiscono vivere in gruppi sociali. Idealmente gli equini necessitano di vivere con membri della loro stessa specie ma, ove ciò non sia possibile, si può pensare ad animali compatibili, come le caprette. Godono della presenza dell'uomo e quindi se non hanno altri equini a fare loro compagnia avranno necessità di un contatto più frequente e assiduo con gli esseri umani. Gli asini hanno esigenze ancora più elevate di socializzazione e possono ammalarsi se separati da un compagno.

• I cavalli vanno trattati come individui, anche se tenuti in gruppo. Se si ha intenzione di formare nuovi gruppi si devono prendere alcune precauzioni iniziali, nella fase di adattamento. Il rischio può essere ridotto aumentando lo spazio a disposizione e/o inserendo l'individuo nuovo per lassi di tempo brevi per cominciare. Altra precauzione fondamentale, togliere i ferri ai posteriori a tutti gli equini durante il periodo di introduzione. Il gruppo va monitorato fino a che l'inserimento del nuovo soggetto non sia andato a buon fine.

• Tra i cavalli che vivono in gruppo si sviluppa un ordine gerarchico. E' importante essere consapevoli della possibile predominanza di alcuni individui e prestare attenzione affinché a tutti i cavalli sia assicurata l'alimentazione e l'acqua di cui hanno bisogno. Gli individui in gruppi più grandi sono suscettibili a maggiore competizione per il cibo, per l'acqua, per il riparo e per la posizione sociale. Devono essere adottate misure per identificare gli individui che hanno maggiori difficoltà e quindi esigenze di controllo più elevate.

• Individui aggressivi potrebbero necessitare di un posto a parte. Individui incompatibili vanno tenuti separati. Tra i soggetti per i quali va considerata una sistemazione separata ci sono: stalloni, puledri, soggetti con testicoli ritenuti o castrazione incompleta, cavalle gravide o con puledro in allattamento.

• Come regola generale, più cavalli si hanno maggiori sono il tempo, lo sforzo e le risorse necessarie per salvaguardare il loro benessere.

• Gli stalloni hanno esigenze particolari e solitamente non sono adatti a stare in gruppo con altri cavalli. E’ importante che gli stalloni ricevano adeguatamente l'esercizio fisico e la stimolazione ambientale. A parte sì, reclusi no.

I comportamenti compulsivi o 'stereotipati' sono atteggiamenti ripetitivi che non hanno apparentemente alcuna funzione e occupano una parte significativa del tempo di un animale. Alcuni esempi per gli equini includono il ballo dell’orso e il ticchio di appoggio. Questi problemi sono frustranti anche per i proprietari. Come risultato, sono stati spesso classificati come "vizi", un'etichetta che implica un certo guasto o mancanza da parte del cavallo. In realtà i comportamenti compulsivi di solito iniziano quando c'è qualcosa di 'sbagliato' nell'ambiente del cavallo.

Non si vedono, infatti, nei cavalli selvatici, che vivono nell’ambiente naturale e che sono indipendenti dall’essere umano. In natura i cavalli pascolano 16-19 ore al giorno, consumando una grande varietà di piante. Ogni pochi passi fanno un boccone e così passano gran parte della giornata spostandosi gradualmente e mangiando. Vivono insieme in gruppi sociali relativamente stabili, dove è scambiata una quantità enorme d’informazioni sociali attraverso meccanismi non verbali tra cui il tatto, l'olfatto e cambiamenti visivi in ​​postura del corpo e in espressione del viso.

La capacità del cavallo di coprire lunghe distanze il giorno e di rispondere a segnali sociali raffinati li ha resi ideali anche per la convivenza con l’essere umano e per rispondere a esigenze domestiche. Non si può prendere il cavallo e decidere di accettarne solo alcuni aspetti rinnegandone altri. Gli stessi geni che consentono ai cavalli di collaborare ed esigenze umane grazie alla formazione allo scopo esprimono l’esigenza di passare una certa quantità al giorno a masticare e socializzare con simili.

Ambienti troppo antropizzati potrebbero non consentire il soddisfacimento di questa esigenza tipica, dunque primaria. Alcuni cavalli si adattano a un ambiente restrittivo senza alcun problema apparente. Altri invece soffrono per la situazione sviluppando comportamenti compulsivi denominati nel settore degli sport equestri vizi redibitori.

Ad esempio, i cavalli tenuti in stalle con accesso limitato ad altri cavalli e alimentati con diete a basso contenuto di foraggio sono i più propensi a sviluppare questi problemi legati a una sofferenza psicofisica. Il masticare a vuoto può essere un sinonimo dell’avere poco tempo da dedicare alla masticazione, laddove il natura la maggior parte del tempo è dedicato proprio a ciò. Vi sono studi scientifici che dimostrano che i puledri alimentati a concentrato hanno il vizio di mordere quattro volte superiori rispetto a quelli alimentati con una dieta a prevalenza di fibre. Le diete iperproteiche (ad alto contenuto di cereali) aumentano l'acidità gastrica e il rischio di ulcere che possono aumentare il rischio di coliche.

La salivazione funge da cuscinetto per neutralizzare gli acidi dello stomaco. Il masticare a vuoto può essere sinonimo anche di alimentazione poco equilibrata e problematica per la digestione.

Il ballo dell’orso, spostare il peso continuamente da una parte all’altra, è dimostrato che è curabile se è permesso ai cavalli di vedere e toccare da più lati altri equini.

Il trattamento dei comportamenti compulsivi può essere difficile perché richiede l’ arricchimento ambientale di stimoli sensoriali significativi per la specie cavallo. Non si tratta di determinare ciò che è meglio o più comodo per i proprietari o gestori o custodi, ma per i cavalli, se si vuole curare delle patologie che hanno un’origine psicofisica.

Il cambio temporaneo di ambiente, qualche ora il giorno o a settimana, può non risolvere il problema, che richiede invece delle soluzioni strutturali stabili. Quanto più a lungo è andato avanti il comportamento compulsivo tanto  più difficile diventa il suo trattamento.

Paradossalmente il vizio porta il cavallo a sentirsi meglio, perché compensa una lacuna, e quindi il cavallo si cronicizzerà nel ripeterlo.

La prevenzione è lo strumento migliore e più efficace. Dispositivi meccanici per limitare i tic nervosi sono palliativi, che non risolvono il problema all’origine e che possono essere “disumani”.  E' accettabile bloccare semplicemente il cavallo da comportamenti che possano aiutarlo a far fronte a un ambiente poco soddisfacente? La colpa del vizio è dell’ambiente non del cavallo. Pensiamo agli stalloni eccessivamente scuderizzati che si autoinfliggono e al “rimedio” della museruola. E’ umano come trattamento? Risolve lo stress? Niente affatto.

Quello che risolverebbe lo stress sarebbe forse la castrazione, laddove non è possibile donare a quello stallone un ambiente più idoneo e più liberale di vita. Un recinto ad hoc che gli permetta insomma di socializzare con altri cavalli pur impedendo accoppiamenti non voluti o lotte indesiderate.

Altre opportunità di arricchimento ambientale da prendere in considerazione con cavalli problematici dal punto di vista di tic nervosi sono l’ aumento delle opportunità di foraggiamento (offrire una varietà di tipi di fieno e garantire la disponibilità dello stesso per tutta la notte), un adeguato esercizio fisico e le interazioni sociali con gli altri cavalli , tutti aspetti fondamentali per il benessere degli equini.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Riproduzione riservata citando la fonte

Generalmente parlando, un cavallo che ha superato i 20 anni è anziano. Ma diversi cavalli, superata quell’età, sono ancora in buone condizioni e cavalcabili. L’età, da sola, non dovrebbe essere un criterio per la pensione o la gestione speciale. Tuttavia, se un cavallo invecchiato ha uno o più dei problemi sotto elencati, diventa un candidato per cure speciali.

Quando i cavalli invecchiano i loro bisogni sono solitamente maggiori.

La supervisione necessaria perché vivano in benessere necesita di essere più assidua rispetto a quella per equini più giovani. 

Esattamente come per gli esseri umani, i cavalli anziani si ammalano con più frequenza e richiedono più cure medico veterinarie per stare in salute.  

Quando un cavallo è a fine carriera lavorativa, o è molto anziano, si può considerare la possibilità di metterlo in un pensionato per cavalli anziani. I proprietari hanno la responsabilità di conoscere le esigenze e le problematiche dei cavalli anziani e i costi di pensionamento. Oggi come oggi i cavalli hanno una vita media che si estende dai 25 ai 30 anni. Se il proprietario ha scelto come destinazione ultima NON DPA, non macellabile, è inteso che deve farsene carico fino alla fine, non esistono pensionati gratuiti per i cavalli a fine carriera, nell'ordinamento italiano ed europeo non esiste la categoria "cavallo da compagnia", dove la comunità ha obblighi, attraverso il sistema tributario, di mantenere i cavalli non voluti. 

Non prendetevi alcun cavallo, se non avete chiaro che questo non è un oggetto, ma un essere senziente e la sua vita ed esigenze e diritti non terminano quando il proprietario si è stufato.

L'abbandono è reato, così come lo è la macellazione clandestina.


Qui di seguito una lista delle più comuni:

Artrite

Come con gli atleti umani, anni di stress, lesioni e usura generale possono portare a patologie artritiche dolorose e paralizzanti degli arti dei cavalli. L’artrite è una combinazione di infiammazione e degenerazione dei tessuti associati con un giunto che riducono la capacità di flettere o sopportare il peso sul giunto. I cavalli anziani tendono a soffrirne. Tuttavia, un pò di rigidità che si può superare “scaldando” gradualmente il cavallo, non dovrebbe essere un motivo di allarme o pensionamento.

Per mettere il cavallo artritico più a suo agio, consultarsi con il maniscalco e veterinario per quanto riguarda il modo ottimale di gestire i piedi. Anche una lettiera ad hoc può essere d’aiuto. Utilizzare rimedi anti-infiammatori, suggeriti dal veterinario, se il cavallo ha dolori cronici può rivelarsi necessario. Non lasciare che il cavallo diventi obeso, dal momento che il peso supplementare aumenta lo stress sulle sue gambe.

Non limitare il cavallo alla vita in box, se non assolutamente necessario per ragioni mediche, se l’animale può muoversi sarà infatti meno rigido. Idealmente, ci dovrebbe essere libero accesso al paddock, preferibilmente con un altro cavallo compatibile per età.

Perdita di peso

Le cause più comuni di perdita di peso nei cavalli anziani sono da imputare a parassitosi intestinali, malattie debilitanti, e / o scarsa dentatura. Tuttavia, diventando anziani la capacità di assimilazione del cibo cambia e spesso si riduce, quindi al di là di problematiche particolari, una dieta ad hoc può essere efficace per mantenere il peso giusto. Il malassorbimento di sostanze nutritive in cavalli in età geriatricaa tra può essere la conseguenza di un danno parassitario cronico dell'intestino o di alterazioni nei processi digestivi.

La dieta dei cavalli di oltre 20 anni dovrebbe avere almeno il 12% di proteine e lo 0,3% di fosforo, con calcio pari o superiore al contenuto di fosforo, ma inferiore all'1% su sostanza secca (Ralston, 1989). La digeribilità dei concentrati di proteine deve essere massimizzata dalla lavorazione (estrusione o pellet). Una tipica razione potrebbe essere costituita da fieno di alta qualità (preferibilmente un mix di erba / erba medica a meno che non ci siano problemi renali o epatici), pellet altamente digeribili o feed estrusi progettati per vitelli da ristallo o cavalli geriatrici, più la solita acqua a volontà, sale e soia come integratore di proteine per il cavallo anziano.

I cavalli anziani sono più sensibili al maltempo, che si tratti di calore o di freddo. E l'essenziale è un riparo adeguato che tenga conto del fabbisogno energetico più alto in inverno, quando il cavallo consuma calorie per riscaldarsi. I problemi di stitichezza / occlusione possono essere ridotti assicurando il libero accesso ad acqua pulita, fresca e a temperatura non fredda anche d’inverno. Se il cavallo non beve a sufficienza, va alimentando inserendo pietanze a puree (almeno 2 litri di acqua nel feed). Ciò contribuirà ad aumentare l'assunzione di liquidi. L'aggiunta di una piccola dose di sale nel pasto umido può incoraggiare la bevuta, occorre però assicurarsi che il cavallo abbia accesso illimitato all'acqua.

Dentizione inadeguata / perdita dei denti

Tutti i cavalli richiedono cura dei denti regolari. I denti di cavallo crescono continuamente e spesso formano punte taglienti all'esterno dei molari superiori e all'interno dei molari inferiori. Queste punte rendono doloroso masticare e causano l’ingestione di boli parzialmente masticati che possono creare problemi digestivi. I denti dei cavalli alimentati dall’uomo hanno bisogno di attenzioni più frequenti rispetto a quelli che vivono di pascolo lussureggiante. La perdita dei denti, specialmente molari o premolari, riduce anche la capacità di masticare. Se un molare superiore viene meno, i denti opposti cresceranno di più nello spazio libero, rendendo più difficile e inadeguata la masticazione.

I cavalli anziani, specialmente quelli noti per avere molari mancanti, dovrebbero essere sottoposti a controllo dentale almeno due volte l'anno. Se masticare è difficile, le "minestre" di feed pillottati e/o cubetti di fieni sciolti possono compensare. Occorre ricorrere a mangimi appositi, completi, studiati per i cavalli geriatrici. Questi feed vanno aggiunti di acqua, per produrre una minestra della giusta densità. Si può ancora somministrare il foraggio, anche se la maggior parte di esso andrà sprecato. L'accesso a buoni pascoli è auspicabile.

Tuttavia, se gli incisivi anteriori mancano o sono male allineati, non fare affidamento sui pascoli per la nutrizione. Questi cavalli devono essere alimentati con mangime completo o fieno sciolto e / o cubetti di fieno perché non possono pascolare in modo efficace, né trarre nutrimento dalla fienagione.

Tumori

In uno studio geriatrico (Ralston et al., 1989), oltre il 70% dei soggetti in età superiore ai 20 aveva segni, almeno subclinici (alterato il glucosio e cortisolo metabolismo), di tumori dell'ipofisi / tiroide. Le femmine sembravano essere predisposte a tumori pituitari, mentre i tumori della tiroide erano più comuni nei castroni. I tumori della tiroide di solito sono considerati benigni, ma possono aumentare l'incidenza di obesità. Vecchie cavalle con tumori ipofisari, anche nelle prime fasi pre-cliniche, stando agli esami ematici, riscontravano meno vitamina C nel sangue rispetto a cavalli più giovani. Ciò può spiegare, in parte, la maggiore suscettibilità alle infezioni virali. Entrambi i tipi di tumori causano relativa intolleranza al glucosio, in cui il cavallo diventa meno sensibile all'azione dell'insulina. Dopo una glicemia alta o un pasto di amido (come il mangime dolce o cereali trasformati), i livelli ematici di glucosio e di insulina tendevano ad aumentare in modo anomalo, con conseguente maggiorazione della sete e minzione. Gli studi da parte dell'autore hanno dimostrato che alimentando gli equini a pellet o estrusi, in particolare quelli formulati per essere "completi", il risultato nelle risposte di glucosio e insulina si fa più moderato tanto da risultare di auto nel controllare questo problema (Ralston).

Il trattamento è disponibile per i tumori tiroidei. Il cavallo può essere immesso in terapia ormonale sostitutiva della tiroide, se dimostrato di essere ipotiroideo attraverso esami del sangue. Il trattamento farmacologico per i tumori ipofisari è sperimentale in questo momento.

A causa dei rischi di responsabilità nella somministrazione di droghe e delle spese di trattamento farmacologico, la maggior parte dei veterinari scelgono di trattare solo i sintomi clinici di tumori ipofisari. Se correttamente gestiti, cavalli con questi tumori possono vivere per anni dopo la comparsa dei segni clinici.

La gestione dei problemi clinici associati ai tumori è abbastanza facile. E’ essenziale che tutti i cavalli anziani siano gestiti attraverso regolari programmi di vaccinazione e vermifugo. Dal momento che i livelli plasmatici di vitamina C sono ridotti nei cavalli anziani con tumori ipofisari, da 5 a 10 grammi di acido ascorbico nel mangime al giorno può essere un trattamento adeguato di aiuto. Se l'assunzione di acqua e la produzione di urina risultano aumentati, occorre fare attenzione che l’acqua fresca e pulita sia disponibile a volontà. Improvvisi cambiamenti nella dieta vanno evitati a tutti i costi.

Funzionalità epatica e renale

L’insufficienza renale cronica o l’insufficienza epatica non sono comuni nei cavalli anziani come lo sono nei gatti e cani, ma possono verificarsi. La degenerazione della capacità del rene e del fegato sono progressive e irreversibili, ma possono essere rallentate ed i segni clinici gestiti con una dieta apposita.

La ridotta funzionalità renale si tradurrà in calcoli renali, calcoli alla vescica, perdita di peso, perdita di appetito e potenzialmente di morte. I cavalli sono singolari in quanto eliminano l'eccesso di calcio nella dieta attraverso l'urina, invece che nelle feci come fanno altri animali. Di conseguenza, se la funzione renale è ridotta, possono formarsi le "pietre" di ossalato di calcio, nonché un aumento (potenzialmente letale) di calcio nel sangue. I cavalli con insufficienza renale dovrebbero essere messi in diete a basso contenuto di calcio.

L’ insufficienza epatica dà perdita di peso, letargia, ittero (mucose giallo e sclera [bianco degli occhi]), perdita di appetito e l'intolleranza di grassi e proteine nella dieta. Se grave, il cavallo può mostrare cambiamenti del comportamento come irritabilità, vagare senza meta, ballo dell’orso e altri tic nervosi. I cavalli colpiti abbisognano di maggiori fonti di zucchero per mantenere i livelli di glucosio nel sangue nella norma, mentre sono intolleranti ad un alto contenuto proteico e di grassi nella dieta. Le leguminose vanno non devono essere somministrate, visto il contenuto di proteine. La dieta dovrebbe avvantaggiare l'assunzione di amido di cereali (o concentrati), anche se fonti di fibre (fieno, polpa di barbabietola) sono ancora necessari per evitare le disfunzioni gastrointestinali. Un fieno a basso contenuto proteico diventa la base dell’alimentazione. Crusca di frumento e polpa di barbabietola sono integratori accettabili in questi casi. Dal momento che il fegato è il sito di vitamina B (in particolare niacina) e la sintesi della vitamina C nel cavallo, la supplementazione orale quotidiana con acido complesso B e ascorbico può essere utile.

 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Riproduzione riservata citando la fonte
 

Vuoi ricevere la carrellata settimanale delle nuove proposte di lettura via email?

Iscriviti!

Grazie per l'adesione|

logofooter

Horse Angels 

Organizzazione di Volontariato del Terzo Settore

codice fiscale dell'associazione 92169370928

 

Iscrizione al registro regionale delle ODV dell'Emilia Romagna con determinazione n. 779 del 12/04/2011

 Questo sito corrisponde al quotidiano telematico Horse Angels,  autorizzato dal Tribunale di Forlì al n. 47 del Registro Stampa 1/17 del 14.02.17

Restiamo in contatto:

Per segnalazioni, suggerimenti, lamentele ma anche incoraggiamenti: info@horse-angels.it