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Curiosità, animalità e cognitività

In totale i cavalli macellati annualmente in Italia sono nell'ordine di decine di migliaia, seppure è stato registrato nell'ultimo decennio un calo dovuto, da una parte, alla minore presenza allevatoriale per tante ragioni inclusa la crisi economica e, dall'altro, a un minor consumo.

La maggior parte di questi sfortunati non sono stati allevati per il macello ma ci finiscono per esubero: vecchiaia, inidoneità agli sport equestri, problemi di salute o di carattere, li fanno apparire di troppo e dunque vengono destinati alla macellazione perché mantenerli è un costo che i proprietari non vogliono sostenere. 

A tutto ciò va aggiunto l'allevamento incauto, ignorante e/o improprio, lo stesso dicasi per modalità di addestramento, per cui possono essere frequenti i danni collaterali che possiamo definire cattiva gestione e/o maltrattamento, volontario o involontario, il cui esito oltre alla sofferenza che potrebbe essere evitata, può essere l'abbandono e con esso la morte prematura dell'equino, per macellazione, malattia o stenti

Ebbene sì, anche in un maneggio reputato normale da chi è indifferente se non alle proprie esigenze, piuttosto che in un allevamento casalingo, i cavalli possono essere maltrattati. Siamo di fronte ad un maltrattamento, specie quello nell'ambito degli impieghi equestri attivi, spesso velato, celato dal "dover agire in un determinato modo", che non è un dovere vero e proprio, ma una mancanza di voglia e di capacità di vedere il cavallo per quello che è, una creatura senziente e non un oggetto. Una visione miope che priva i cavalli della possibilità di esprimersi liberamente, di manifestare la propria essenza animale.

Si tratta di esseri senzienti, cognitivi che pongono continuamente domande al mondo e ricavano autonomamente le risposte di cui hanno bisogno facendo esperienze. Non esiste alcun limite di età, intelligenza o razza per sperimentare e sperimentarsi; questo accade solo quando sono padroni di loro stessi e del mondo che li circonda.

Rimaniamo al loro fianco e scopriamo la bellezza del porre domande, che magari non avranno risposte ma stimolano il cercare di dare un senso più profondo all'esistenza nostra e loro. Scopriamo il mondo e le diverse animalità, solo così arriveremo a capire chi siamo veramente.

Il bisogno di avere risposte è un'esigenza puramente dell'essere umano.

Proviamo ad interessarci al loro punto di vista.

Rendendoli schiavi, rendiamo schiavi noi stessi privandoci di un'infinità di strade che potremmo percorrere.

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