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Il miglior salvatore di cavalli è colui che si tiene il proprio, istruzioni d'uso

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Sono troppe, generalmente parlando, le persone che vengono in possesso incautamente di cavalli, per rendersi conto dopo poco tempo che non hanno il reddito, le capacità, le risorse in senso lato, per gestirne e mantenerne uno.

Parlando di saggezza e responsabilità, a meno che non si sia una associazione o gruppo freelance che sia, specializzato in messa in sicurezza e ricollocamento di cavalli, non ha molto senso per un individuo privato salvare un cavallo se poi non si è in grado di mantenerlo, se non si è in grado di gestirlo fino a morte naturale, perché si rischia di far cadere l'animale dalla padella nella brace, assumendosi l'onere e la responsabilità, materiale e morale, di decisioni molto difficili.

I cavalli non sono per tutti. Sono animali ingombranti, potenzialmente pericolosi anche quando sono bravi ed educati, testimonianza ne è che ci sono incidenti anche gravi frequenti, perché basta una distrazione per farsi male.

I cavalli non possono essere un hobby, una prova, un'azione una tantum a fin di bene. Sono cambiali al portatore, perché necessitano di immense cure, tempo e risorse. Se così non fosse, non si porrebbe neppure il problema della macellazione equina e i cavalli sarebbero già stati riconosciuti da un pezzo come animali d'affezione. 

Di conseguenza, il cuore non basta pur essendo un prerequisito per il mantenimento di un equino fino a morte naturale. 

I cavalli si prendono solo se si possono mantenere e, da privati amatori, specialmente al riguardo di cavalli anziani e/o con disabilità, si salvano solo se si è in grado di mantenerli fino all'ultimo respiro, con la prontezza, di testa e di portafoglio, di essere anche in grado di dare a un cavallo, a fronte di impossibilità di continuare una vita dignitosa, cavallo non macellabile, cavallo che nessun altro vuole riscattare e mantenere, di dare al cavallo una morte dignitosa che non è quella per incuria ed indigenza o abbandono in struttura di terzi dove non si è più in grado di pagare il mantenimento.

In questo ultimo caso, statene certi, la struttura può trovare mille e uno modi di sbarazzarsi dei cavalli e non c'è alcuna possibilità legale di vendicare l'animale.

Non si può essere generosi con il portafoglio degli altri, quindi i cavalli si prendono e si salvano solo se si è in grado di mantenerli fino all'ultimo respiro. E ciò vale per tutti, specialmente per coloro che sono contrari alla macellazione equina, anche se si tratta di atleti. 

Più un cavallo è anziano e inabile, maggiori sono le difficoltà di ricollocarlo e più pressante l'obbligo morale del proprietario di provvedere in proprio, rispettando il destino ultimo del cavallo che consapevolmente ci si è presi. Se ci si prende un cavallo non macellabile, si deve essere informati che ciò significa che ci si assume in proprio, e non conto terzi, la responsabilità del destino ultimo.

Troppe le ipocrisie di coloro che sono contrari alla macellazione equina, ma vogliono scaricare conto terzi l'onere del mantenimento dei propri cavalli dopo essersi divertiti con essi e strappato loro i migliori anni di giovinezza e prestanza. E l'ignoranza di coloro che riscattano cavalli da presunta morte per macellazione, per rendersi conto di non poterli mantenere. 

A queste problematiche si può far tampone solo con la corretta informazione che scoraggia il possesso superficiale e incauto, anche se questo ultimo favorisce la compravendita di equidi, ma destinandoli ad un ruolo di oggetti di consumo che è contrario al rispetto e alla tutela dell'animale.

Il cavallo non è un oggetto, ma un essere senziente da prendere esclusivamente, specialmente da privati, non operatori del settore, se si è pronti a tenersi l'animale fino all'ultimo respiro.

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