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Nessuna scusa valida per macellare i cavalli

Il massacro di animali non allevati per il macello per sostenere l'usa e getta che movimenta gli impieghi dei cavalli nella società dello svago dà adito ad alcune osservazioni filosofiche obbligatorie. 

Chi sostiene che si tratti di un male necessario, lo giustifica con un paio di argomenti, vediamoli.

a) La creazione di più posti di lavoro e il maggiore profitto di tutta l'industria che grava attorno al cavallo. 

In periodi economici difficili, questo argomento può avere del fascino su alcune categorie di persone. Tuttavia, c'è anche la risposta morale che solo perché qualcosa può essere redditizio e può creare posti di lavoro, non implica che dovremmo farlo. Ad esempio, molti business oggi vietati (traffico di organi, di umani, di schiave del sesso) creano posti di lavoro sommersi e consentono a persone di trarne profitto, ma sono moralmente inaccettabili e dunque non vengono legalizzati. Anche la guerra è un modo per creare profitto, non significa che ci si debba buttare a capofitto.

Allo stesso modo, la macellazione dei cavalli è moralmente inaccettabile, anche se crea profitti e posti di lavoro.

b) La crisi economica ha portato più persone a rinunciare al cavallo e tali persone non sono più in grado di curarsi dei cavalli in modo adeguato. Dal momento che questi cavalli, se non registrati all'anagrafe per la macellazione, non vi possono finire legalmente, subiscono un triste destino di abbandono e negligenza che sfocia nel maltrattamento. Essere in grado di macellarli per cibo risolverebbe il problema di questi cavalli sofferenti.

Una risposta ovvia a questo argomento è che non è necessario lasciare che i cavalli vengano macellati per affrontare il problema dei cavalli abbandonati o trascurati. Per usare un'analogia, immaginate se fosse suggerito che dovremmo cominciare a macellare i bambini poveri perché i genitori hanno difficoltà a prendersene cura. Questo sarebbe un suggerimento piuttosto orrendo. 

Anche se in molti sostengono che è meglio porre fine alle sofferenze del cavallo, piuttosto che lasciarlo languire e arrivare a una morte per indigenza, non è proprio automatico che ciò debba essere fatto ricorrendo all'industria della carne.

c) La carne dei cavalli indesiderati o inutili non dovrebbe andare sprecata e la macellazione è una forma economica di riciclo. Questo principio sembrerebbe indicare che i cani, i gatti e gli altri animali domestici abbandonati dovrebbero essere ugualmente trasformati in cibo come soluzione. Sarebbe un risparmio di risorse pubbliche e creerebbe posti di lavoro. Ma è moralmente accettabile?

E' improbabile che i cavalli abbandonati o trascurati possano fornire carni sufficienti per creare chissà quale reddito in più o sfamare tutti i poveri del mondo. Dunque si tratta di giustificazioni che fanno comodo esclusivamente a chi vuole cambiare cavallo per gioco, sport e svago e vuole farlo nel modo più economico possibile, cioè dirigendo quella creatura vivente, con cui fino al giorno prima si è intrattenuto, al macello.


Non sorprendentemente, noi di Horse Angels siamo contrari alla macellazione degli equini. Dopo tutto, gli amici non si mangiano.

Ci sono, naturalmente, diversi argomenti di scorta sull'opportunità di mangiare qualsiasi creatura vivente animata (filosofia vegetariana o vegan).

Tuttavia, l'obiettivo di Horse Angels è occuparsi di cavalli, quindi coincide con il presentare alcuni argomenti specifici per questi animali.

I cavalli domestici, esattamente come i cani e i gatti, non sono allevati per il macello ma per la loro utilità sociale (al giorno d'oggi si tratta di svago, sport, compagnia e terapia). Quindi, abbiamo nei loro confronti un debito non inferiore a quello che abbiamo verso il cane o il gatto, animali esclusi dalla macellazione. A trattarli semplicemente come carne sarebbe un atto di viltà e ingratitudine. Certo, non tutti possono permettersi il cavallo e dunque il debito ce lo avrebbero un gruppo di persone e non tutta la comunità.

Eppure, il cavallo, quando non allevato per la macellazione, viene trattato soventemente con farmaci che lo rendono un alimento pericoloso. Dunque il debito da individuale si fa collettivo ed è nell'interesse di tutti che i cavalli allevati per svago, sport, lavoro non siano macellati. Per estensione, visto che dividere le due filiere, cavalli allevati per svago e cavalli allevati per carne, sarebbe pressoché impossibile, la macellazione equina andrebbe vietata per legge.

Chi non può sostenere il peso economico del cavallo, può tranquillamente optare per svaghi differenti. Nessun animale dovrebbe essere ucciso per svago o per sport nella società attuale, perché questo diminuisce la levatura morale degli esseri umani.

Possedere un cavallo per svago o sport non è per poveri, dunque non ci sono giustificazioni di tipo economico che possano fare da contraltare all'obbligo morale di provvedere all'animale in modo diverso dalla macellazione. 

I cavalli ci prestano le ali per farci provare la libertà? Ebbene, ogni prestito è un debito che va ammortizzato negli anni con un piano di restituzione. Il pagamento del debito non può e non deve coincidere con l'ignominia della macellazione. 

Meno cavalli e più equestri di cuore può essere la soluzione. Non sempre la quantità fa rima con qualità e gli impieghi equestri non dovrebbero mai essere suggeriti come "per tutti", quando millenni di storia umana indicano che non è mai stato così e non lo sarà mai. Se, negli ultimi 50 anni, sono stati macellati tanti cavalli è anche perché si è voluta creare una bolla e uno schema ponzi intorno al falso ideale del cavallo per tutti, alimentando una industria della carne equina insostenibile e retta soprattutto da zoomafie che fanno il lavoro sporco di avviare equini non commerciabili per la carne alla macellazione. 

Qualsiasi persona che ami veramente i cavalli sa perfettamente che con loro non c'è regola più aurea del "meno è meglio". Meno pressioni, meno armamentario di coercizione, meno cavalli... più qualità umana in chi impiega cavalli per sport, diletto, lavoro.

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