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Ti trovi qui:Torna all'entrata>Tutela dei cavalli>Proposte normative concernenti gli equini>Petizione, per una legge specifica di tutela equina

Petizione, per una legge specifica di tutela equina

TESTO DELLA PETIZIONE

Ci sono circa sei milioni di cavalli di UE e 1,5 milioni di asini che non sono coperti da una normativa specifica, nonostante il contributo dell'industria equina per le economie europee. Mentre gli equini allevati appositamente per le carni, in allevamenti registrati, sono controllati alla pari di altri animali da allevamento, gli equini allevati per la compagnia e per gli sport equestri , o quelli allevati abusivamente, sfuggono alla tracciabilità.

Quando sono anagrafati come NON DPA (non destinabili alla produzione alimentare), i farmaci utilizzati nel corso della loro vita non sono registrati. Dove vanno a finire questi animali quando non hanno più un impiego negli sport equestri, o chi li aveva non li può più mantenere? Si può ipotizzare che finiscano nel circuito della macellazione clandestina, con danno alla Salute Pubblica. Inoltre, esistono diverse aree di problemi e la maggior parte di questi problemi si devono affrontare a livello europeo, tra cui: una migliore identificazione e registrazione per la tracciabilità; politiche di responsabilizzazione nel possesso degli equini; politiche di sensibilizzazione per combattere il maltrattamento, il randagismo equino e le corse clandestine; occorre pensare alla tutela di questi animali con il divieto di trasporto a lunga distanza per la macellazione; c'è necessità di rivedere come vengono macellati gli equini, affinché gli impianti escludano la violenza gratuita e non necessaria, tenendo conto delle specifiche della razza e, non da ultimo, che siano riviste e uniformate le norme sulla sospensione dei farmaci per arrivare a maggiore coerenza nella scelta del destino ultimo.

Servirebbe che il Parlamento realizzasse una legge quadro unica di tutela, che vada a sostituire il codice etico che raccomanda un certo tipo di gestione, ma non vincola e non prescrive.  Si tratta di niente più che raccomandazioni. Laddove manca una cultura equestre radicata, queste raccomandazioni non sono applicate, né le autorità preposte si danno gran da fare per promuoverne l'applicazione. In Italia abbiamo ancora aree dove la registrazione degli allevamenti di equini è un optional e i cavalli non sono regolarizzati in anagrafe equidi, anche per paura del fisco, essendo i cavalli in Italia inseriti nel redditometro. Abbiamo aree, dove ci sono problemi di randagismo equino e come Associazione vi segnaliamo che non siamo in grado di far valere il Codice di principi di buona gestione e tutela degli equini in vigore nel nostro paese. Quel testo, che è un buon testo, uniformato con gli standard europei, non si rivela particolarmente utile in caso di maltrattamento, perché l'applicazione è discrezionale. In Italia, ci sono ancora le corse clandestine di cavalli e abbiamo problemi, anche in caso di sequestri, ad arrivare a sentenze di colpevolezza, anche quando ci sono evidenze di doping e di mancanza di tracciabilità di quegli equini, che presumibilmente quando non più utilizzati nelle corse finiscono nel racket della macellazione abusiva. Confrontandoci però con altre associazioni europee, che si dedicano come noi alla tutela degli equini, abbiamo scoperto che gli stessi problemi ci sono un po' ovunque e che l'unico modo, per porvi rimedio, è avere un testo unico, quadro, di tutela degli equini, che prenda in considerazione l'intero arco di vita dell'animale e offra soluzioni coerenti e, vista la crisi economica in atto in molti paesi, che offra soluzioni sostenibili.

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