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Quanto costa tenere un cavallo a casa?

Per chi pensa che la casa è dove sono i cavalli, potrebbe essere facile indulgere nel desiderio di portarsi i cavalli presso la propria abitazione.

Magari si comincia a ragionare sul fatto che nei maneggi si paga un fisso mensile per il box e due pasti al giorno, ogni extra costa dei soldi. Tenere il cavallo in un bel maneggio, con tanti servizi, rischia di costare quanto l'affitto di un piccolo appartamento in campagna.  Inoltre, il maneggio costringe a compromessi, se non tutti hanno le stesse idee o interessi intorno ai cavalli. 

Per chi ha un pezzetto di terra a casa, o è disposto a trasferirsi in campagna, pur di avere i cavalli fuori dall'uscio, ecco un insieme di considerazioni delle quali però occorre tenere conto. 

E' più conveniente tenere il cavallo in maneggio o a casa?

Nel lungo periodo, è più economico tenere i cavalli a casa, semplicemente perché non si deve pagare il conto mensile di affitto stalla. Ma ciò che si risparmia in soldi di affitto, si spende in tempo da dedicare ai cavalli. A meno di non potersi permettere un operario, servirà un'infinità di tempo per curare i cavalli e la proprietà in cui stabulano. Le questioni di nutrizione e igiene diventeranno prioritarie, assorbendo tanto tempo che prima veniva impiegato per l'attività di equitazione.

Inoltre, serve un investimento iniziale per costruire recinti, stalle, fienile, concimaia, quest'ultima obbligatoria se si superano i 3 cavalli. 

Ma quanto si spende esattamente a cavallo, tenendoli a casa? Innanzitutto, parliamo di animali sociali che mal si addicono a vivere senza loro simili. Un cavallo da solo non sta bene, va abbinato quanto meno ad un altro erbivoro preda (capra, mucca, pecora etc).

Per le cure di base, è lecito mettere in conto una spesa medica minima di 300 euro annuali, che fanno una media di 25 euro mensili. Questo fino a che il cavallo è in salute e non svolge attività agonistica. Si potrebbe arrivare a spendere decisamente tanto di più se il cavallo si ammala, si infortuna o se deve partecipare a gare che determinano spostamenti, iscrizioni, affitti di stabulazioni temporanee.

Se è facile calcolare i costi minimi, ben altro paio di maniche diventa calcolare quelli massimi. Non c'è un limite, se non nelle proprie tasche, nelle spese che si potrebbe arrivare ad affrontare.  Un cavallo con gravi problemi di salute, che richiedono intervento in clinica, scarpe speciali, medicazioni particolari, può necessitare di un investimento in cure mediche veterinarie di migliaia di euro annui.

I cavalli si ammalano e soffrono molto più spesso di quanto farebbe comodo ai loro proprietari, il che significa che si sarà costretti a chiedere l'intervento del veterinario più di una volta l'anno. In un maneggio, si potrebbe avere una cifra di prestazioni veterinarie ordinarie più bassa, in quanto lo stesso veterinario tenderà a seguire più cavalli nello stesso maneggio, abbattendo i costi di diaria. Quando i cavalli sono a casa propria, il veterinario verrà apposta, ed essendo un libero professionista, nella sua prestazione metterà, gioco forza, anche i costi di trasferta.

Per il maniscalco, occorre mettere in conto, se il cavallo ha bisogno di essere ferrato, una spesa dai 50 agli 80 euro ogni 45 giorni circa, specialmente se il cavallo fa esercizio, ovvero è impiegato in qualche disciplina equestre per la conduzione della quale è richiesta la ferratura. Ma ci sono interventi podologici speciali che possono incidere per diverse centinaia di euro, quando il piede è a rischio e va tentato il tutto per tutto per recuperarlo. La cura degli zoccoli è importante tanto quanto l'assistenza veterinaria. Anche se il cavallo è sferrato, perché non necessita di scarpe per l'attività che fa, occorre mettere in conto un 300 euro annui di cure podologiche per il pareggio del piede e i prodotti di pulizia e di manutenzione dello zoccolo. Occorre infatti pensare che il maniscalco, come il veterinario, se deve muoversi per un solo cavallo, farà pagare anche la trasferta e quindi non si potrà spendere per il pareggio quanto si spendeva in maneggio, dove il maniscalco si recava cadenzato per fare i piedi di una moltitudine di cavalli suoi assistiti.

A ciò vanno aggiunte le spese delle medicazioni. La somma di denaro che si spende per i farmaci/parafarmaci/integratori varia da cavallo a cavallo, ma incide anche quella sul portafoglio.

Occorre considerare i costi della lettiera, perché i cavalli, se sono scuderizzati, non possono stare su superficie dura. Qualsiasi sia la lettiera scelta comporta dei costi che possono aggirarsi fino ai 50 euro al mese, dunque all'incirca 600 € l'anno per una lettiera bella soffice e rinnovata quotidianamente. Poi va calcolato il peso dello smaltimento delle fiande, nel caso si debba ricorrere a qualcuno che prelevi periodicamente la massa di letame. 

A ciò va aggiunto il costo dell'alimento principale del cavallo, il fieno, con costi stagionali variabili, se non si è in grado di fare l'acquisto all'ingrosso e stoccare il fieno per le stagioni carenti in un magazzino apposito. Poiché il costo del fieno può variare durante l'anno, così come varia a seconda della qualità (primo taglio, secondo taglio, conservato bene, conservato alla peggio), a ballone, a ballette, piccole quantità, grandi quantità, è saggio mettere in conto una spesa mensile di 100 euro per un cavallo di dimensioni medie che si vuole alimentare correttamente con fieno qualitativo quando non si dispone né di pascolo, né di possibilità di stoccare grandi partite di fieno (il che consentirebbe un risparmio notevole).

Occorre ricordarsi che se il cavallo non è alimentato correttamente, ne risentirà di salute, il che peserà sulle spese mediche. Quindi non si può lesinare su quantità e qualità di fieno, specialmente se non si possiede pascolo.

Se poi si somministrano anche le granaglie, per un cavallo che lavora poco si può calcolare una spesa di 15 euro al mese. 

Infine, la manutenzione dei recinti, della stalla di accoglienza, dell'eventuale pascolo, la cura dei fondi, sono un costo fisso una tantum che non può essere trascurato per la sicurezza, l'igiene e il benessere.

Tutto quanto sopra esposto considerato, al mese si rischia di spendere quasi quanto in un maneggio con pochi servizi (occorre tenere conto che il prezzo del maneggio può variare dai 230 euro mensili ai 700 euro mensili, a cavallo, a seconda delle tipologia di maneggio, servizi che offre, ubicazione). 

Il discorso è questo, mentre è più economico mantenere i cavalli a casa, generalmente non è economico avere dei cavalli e si dovrebbe sempre pianificare una spesa maggiore, a quella minima necessaria, per prepararsi agli inconvenienti che, con i cavalli, possono appostarsi dietro l'angolo.

I cavalli sono animali imprevedibili, che è parte del loro fascino per chi ne è innamorato. Ciò significa che qualcosa può andare storto, tanto da fare accumulare le spese più velocemente di quanto si pensasse. Quindi, se portarsi i cavalli a casa era solo per risparmio, potrebbe non essere la soluzione compatibile con tutti, perché occorre molta esperienza in cavalli e molto studio su di essi, per essere in grado di prevenire e fronteggiare i problemi a basso prezzo, pur non rinunciando alla salute e benessere degli equini. 

Conclusioni: tenere i cavalli a casa è più economico, ma il mantenimento in benessere dei cavalli, la loro educazione e avviamento alle discipline equestri, potrebbe non essere a buon mercato, né a casa, né in maneggio. 

Se il budget a disposizione è veramente limitato, magari è più saggio limitarsi a frequentare i cavalli dei maneggi, optando per una fida, semi fida (condivisione del cavallo con il proprietario dello stesso) o delle lezioni di equitazione a pacchetto, per pianificare la spesa mensile con più facilità e sostenibilità.

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