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(Tempo di lettura: 3 - 6 minuti)

Nell'analisi di un mito, che si tratti di un personaggio letterario, o realmente vissuto, il progetto di comunicazione costituisce quella trama fondamentale che ha permesso ad una storia altrimenti comune di ambire alla visibilità che varca tempo e spazio.

Le storie, come le vite, sono tanto diverse quanto lo sono gli esseri viventi, tenendo conto che ogni soggetto è unico, e ogni vita irripetibile. Ma in effetti, per quanto siamo tutti diversi, per quanto ogni storia sia a sé, qualcosa in comune ce l’hanno tutte le storie e tutte le vite, se si riesce a leggere tra le righe, a cogliere la sintesi di un percorso di un essere vivente, specialmente riferito a quelle vite che diventano di dominio pubblico e che quindi si aprono ad essere narrate anche da altri, con lo schema di riflettori che ne consegue.

Perché la narrativa del sé è importante applicata anche alla vita di una persona, di un prodotto, di un ente, di un'azienda, e persino di un animale, di un'idea, di una campagna stampa e via dicendo, che aspiri alla visibilità, alla condivisione, all'appoggio e alla propagazione, insomma per chiunque aspiri a generare legami, creare fiducia sulla base di emozioni, essere riconoscibile, diventa importante studiare le tecniche di narrazione e di divulgazione del narrato.

Qui di seguito una serie di elementi per fissare nella propria mente cosa si vuole raccontare, come, dove, quando e perché.

  • Cosa è la narrazione: è un’elaborazione di vicende reali o immaginarie, di come sono veicolate da qualcuno verso qualcun altro consapevolmente, con un obiettivo emozionale studiato.
  • Forma della narrazione: testuale, visiva, sonora e percettiva, serve a creare un modo per relazionarsi meglio con il pubblico. E queste rappresentazioni sono racconti, storie, articoli, post, twit, video, dirette social, apparizioni, discorsi, convegni, libri, qualsiasi forma di comunicazione.
  • Perché costruire la narrazione pensandola e progettandola: se manca la costruzione della trama e la comunicazione è casuale, è difficile richiamare altri soggetti (potenziali follower, clienti, consumatori, soci, affiliati, stakeholder, etc) a partecipare a un destino.

Atti fondamentali di una narrazione che si rispetti

 

  • Le origini, quanto più normali, basse, o disagiate, quante meglio per un'ampia identificazione con il pubblico.
  • I temi devono rappresentare un desiderio latente nel pubblico, quindi essere ricompresi nei seguenti obiettivi che sono comuni a tutti gli esseri umani: amore, soldi, successo, guarigione, illuminazione, fede, scoperta, avventura, divertimento, benessere, salvezza, rinascita, guarigione.
  • La sequenza, che deve prevedere sempre azione, ovvero cambiamento, mutamento, alti e bassi, un inizio e una fine.
  • Le variabili fondamentali: conflitto, confronto, scontro, lotta, risoluzione, cambiamento interiore o esteriore. Nessun personaggio interessante è fisso e statico, sempre uguale a se stesso, perché ciò è contrario alla vita che si basa sul cambiamento. I conflitti e le contraddizioni non devono essere nascosti ma vissuti, perché permettono l'identificazione delle persone che osservono, le cui vite non sono delle perfezioni statiche, ma affrontano drammi, debolezze, sconfitte, malattie, cambi di idea, cambi di tutto, vittorie quando va bene, perché stimolano la speranza.
  • La ricompensa: è necessaria ma non può essere facilmente raggiungibile, servono l'incidente che incita, la caduta, il problema, l'ostacolo, i nemici. Il premio arriva solo se si affrontano le difficoltà.
  • Gli archetipi più amati dal pubblico: l'eroe, il mentore, il guardiano della soglia, il paladino di giustizia, il messaggero, il mutaforma, l'ombra, l'imbroglione, l'antieroe, il cane sciolto, il bastian contrario, l'illuminato, il santo.
  • Il personaggio: • Chi è? • Cosa vuole? • Perché lo vuole? Occorre essere chiari, e dargli un obiettivo e desiderio con il quale il pubblico possa identificarsi, occorre dargli un conflitto da superare, o attraverso il quale affrontare la sconfitta.
  • L'obiettivo: non si desidera mai ciò che è facile ottenere. Obiettivi troppo modesti non aiutano il personaggio a volare.
  • L'arco di trasformazione del personaggio. Serve:  1. Incidente scatenante 2. Richiamo all’azione 3. Resistenza 4. Presa di coscienza e di forza 5. Affrontare le difficoltà 6. Emozioni forti, sia in positivo sia in negativo 7. Esperienza di fallimento, di blocco, di morte, di insuccesso 8. Momenti di cambiamento, di trasformazione, di evoluzione 9. Tensioni, lotte, presenze di nemici, veri o immaginari 10. Risoluzione.
  • Il pubblico, per averlo occorre non rinunciare a essere un personaggio, nel bene e anche nel male, quindi rispettare le tappe della vita di un qualsiasi protagonista in narrativa, dando visibilità a: 1. Strappo nella vita che rompe la routine. 2. Nascita della sfida che stabilisce l’obiettivo ed il percorso da compiere. 3. Mettere in luce le ombre, i ditetti, le contraddizioni, la fragilità, le debolezze, le riluttanze. Nessuno è perfetto. 4. Sofferenza, è inevitabile . 5. Iniziano le lotte ed i conflitti con avversari, ma avendo alleati con testimonianze che generano empatia. La prova centrale è il rovesciamento temporaneo della fortuna, i momenti in cui si sbaglia per imparare dagli errori. 6. Dopo le sfide, le prove, le sconfitte, festeggiare qualche vittoria. 7. La ricompensa non si avvera mai troppo presto, non è un regalo, non piove dall'alto. E' una conquista meritata con la fatica, l'impegno e la determinazione. Solo così si apre alla maggiore ricchezza possibile per un essere sulla terra, un bagaglio di esperienza da condividere con gli altri, e magari anche la generosità di volerlo fare, e l'interesse del pubblico per conoscere i particolari della storia e del percorso che hanno portato a quel successo, perché sia ripetibile nelle loro vite, generando la speranza per una vita migliore, o un mondo migliore.

Come decidere quale narrazione dare o darsi, rispondere a queste domande

1. Chi o che cosa incarno io? A chi mi rivolgo? 2. Qual’è la posta in gioco? 3. Quale viaggio o percorso intendo raccontare? 4. Chi sono i miei avversari? Come ho risolto i problemi con i miei avversari e quindi che tipo di ricompensa offro ai miei seguaci? 5. Qual è il grande trauma da superare per i miei seguaci, per offrire loro un esempio di percorso di risoluzione? 6. Qual è la paura o la pena conseguente se non affronto l'ostacolo, il trauma, il nemico, o la mia missione di vita? Quale grande trauma ho superato io per diventare chi sono? 7. Quali sono gli strumenti di potere e le relazioni che tesso per tentare di vincere i miei mostri interiori o le difficoltà della mia missione? 8. Cosa offro a chi è disposto a seguirmi nel mio viaggio di vita? 9. Niente esiste se non c'è l'abilità nel raccontarlo, che va coltivata e nutrita.

Approfondimenti e bibliografia:

Storytelling kit” di A.Fontana e F.Batin • “Narrazioni” di A.Smorti • “L’arco di trasformazione del personaggio” di D.Marks • “Il viaggio dell’eroe” di ChrisVogler • “Storyselling” di A.Fontana • “L’arte del passaparola” di A.Sernovitz • “Story” di Robert McKee • “L’eroe dai mille volti” di J.Campbell • “I tre usi del coltello” di D.Mamet • “Narrarsi online” di F.Sanzo • "The 7 basic plots: Why we tell stories" di Christopher Booker • 

Hai una storia da raccontare nel mondo degli animali che abbia tutti gli elementi sopra citati?

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