L'ideale sarebbe poter avere una legge quadro nazionale che concerne la tutela degli equidi in Italia. In mancanza di essa, si potrebbe ovviare localizzando la tutela degli equini nelle aree maggiormente sensibili a questo tema, ovvero sanare il vuoto normativo in nazionale con l'approvazione di norme a livello regionale o ancora più localizzate a livello comunale. Il testo che segue è la legge regionale della Val D'Aosta.

 

Art. 58 – Requisiti delle strutture adibite al ricovero di equidi e cura degli animali.
  1. Tutte le strutture di cui all’art. 56 devono essere provviste di idonea concimaia qualora ospitino più di due equidi di taglia grande adulti (due UBA).
  2. Le dimensioni minime dei ricoveri per le diverse tipologie di equidi sono riportate nella tabella n. 4 dell’allegato A delle presenti linee guida; se gli equidi sono ricoverati in gruppo le superfici dei box vanno moltiplicate per gli animali ricoverati; per gruppi a partire da 5 animali ben affiatati la superficie totale può essere ridotta del 20%. Occorre disporre della possibilità di isolare gli animali ammalati e suddividere i box di gruppo in diversi settori mediante pareti divisorie. L’ altezza dei box non deve essere inferiore a 1,5 volte l’altezza al garrese.
  3. Gli equidi detenuti nei box devono avere accesso ad un’area esterna; qualora questa non sia presente devono essere movimentati con regolarità.
  4. Tutti i locali di stabulazione devono garantire idonee condizioni microclimatiche e ambientali, in particolare per illuminazione, areazione, e isolamento acustico.
    a) Per l’illuminazione le condizioni si intendono soddisfatte quando:
    1. I)  nelle ore diurne, l’intensità luminosa nel settore in cui soggiornano gli animali è di almeno 15 lux, cioè quando in un giorno mediamente luminoso possa essere compilato il rapporto di controllo all’altezza e nelle vicinanze dell’animale. Fanno eccezione i settori in cui gli animali si riposano o si ritirano, purché abbiano costantemente a disposizione un altro luogo sufficientemente illuminato.
    2. II)  l’intensità luminosa è ottenuta con la luce naturale del giorno quando la superficie permeabile alla luce del giorno nelle pareti o nel soffitto corrisponde al 7% della superficie calpestabile.
    3. III)  nel caso di illuminazione naturale insufficiente, occorre utilizzare una fonte di illuminazione artificiale per almeno 8 ore e per non più di 16 ore al giorno.
    b) Le condizioni microclimatiche sono soddisfatte quando:
    1. I)  non si constatano differenze nette, percettibili all’olfatto, rispetto all’aria esterna;
    2. II)  i cavalli non sudano nemmeno in piena estate;
    3. III)  non vi siano eccessive umidità o polvere nell’ambiente.
    c) Gli equidi non devono essere esposti a rumori eccessivi per un lungo periodo.
  5. Le pavimentazioni dei ricoveri devono essere lavabili, disinfettabili e munite di idonea lettiera.
  6. Gli equidi che vivono all’aperto devono disporre di una struttura coperta, chiusa almeno su tre lati, che garantisca riparo a tutti gli animali contemporaneamente e che offra protezione anche in condizioni meteorologiche estreme, cioè periodi caratterizzati da caldo e forte insolazione o da temperature rigide accompagnate da vento e umidità e disponga di un settore di riposo sufficientemente asciutto. Tutti gli animali devono avere sempre a disposizione dell’acqua fresca e devono essere nutriti in modo soddisfacente. Deve essere messo a disposizione altro foraggio appropriato, qualora la quantità di foraggio del pascolo non sia sufficiente. Il foraggio messo a disposizione deve soddisfare i consueti requisiti d’igiene e di qualità. Se necessario, occorre predisporre opportune attrezzature di foraggiamento (ad es. una mangiatoia coperta).
  7. Il suolo dei settori in cui gli animali soggiornano in prevalenza non deve essere fangoso né eccessivamente coperto di feci o urina.
  8. Se durante il periodo di alpeggio nella zone di pascolo non esiste una protezione adeguata, in caso di condizioni meteorologiche estreme, deve essere garantito, mediante appositi provvedimenti, che il bisogno di riposo e protezione degli animali sia soddisfatto.
  9. La salute e il benessere degli animali devono essere verificati quotidianamente, in particolare lo stato generale e la comparsa di eventuali ferite, zoppie e altri sintomi di malattie. Gli animali devono essere controllati almeno due volte al giorno se prossimi al parto o in presenza di animali neonati o malati.
  1. Per soddisfare i bisogni sociali tipici della specie equina i cavalli devono poter avere ucontatto visivo, acustico e olfattivo con almeno un altro equide o animale d’allevamento e i cavalli giovani (puledri svezzati fino all’inizio della loro utilizzazione regolare o fino al raggiungimento dei 30 mesi di età) devono essere allevati in gruppo.
  2. A partire dal 1 gennaio 2013 è fatto divieto di tenere equidi legati in posta, ad eccezione che per brevi periodi (in occasione di mostre ed esposizioni o durante il foraggiamento in stabulazione di gruppo).
  3. Qualora, fino al periodo di cui al comma precedente, si renda necessario utilizzare il ricovero alla posta, gli animali non possono essere tenuti legati permanentemente e devono poter disporre di uno spazio di uscita all’aperto.
  4. Gli equidi destinati alle corse, all’attività ippica in genere, all’attività di terapia assistita, così come gli equidi e altri ungulati destinati alla trazione di vetture pubbliche, in quanto esseri senzienti, devono essere trattati nel rispetto del loro benessere sia durante le ore di riposi sia in quelle di lavoro; queste ultime devono essere commisurate al tipo di attività svolta in modo da non richiedere agli animali sforzi eccessivi psico-fisici.
  5. Gli equidi e gli altri animali destinati al traino di vetture non dovranno essere sottoposti a sforzi o a pesi eccessivi e/o incompatibili con le loro caratteristiche etologiche. Non dovranno essere montati o sottoposti a fatiche animali anziani, malati o femmine gravide.
  6. Gli animali che svolgono attività di trazione di vetture non possono lavorare per più di sei ore al giorno ed hanno diritto a delle pause adeguate di riposo tra un tragitto e l’altro. Gli animali devono poter disporre di idonei spazi dove trascorrere i periodi di riposo, al riparo dalle intemperie e dai raggi solari e dove possano muoversi liberamente; i conduttori devono provvedere ad abbeverarli e alimentarli regolarmente. E’ fatto divieto di trasportare un numero di persone superiore a quello dei posti per i quali la carrozza è omologata e la sola andatura consentita è il passo. Dal 1° giugno al 15 settembre e in qualunque caso di temperature esterne elevate è vietato far lavorare i cavalli e gli altri ungulati da trazione dalle ore 13,00 alle ore 15,00.
  7. Gli equini adibiti ad attività sportive o da diporto nei maneggi devono essere sempre dissellati quando non lavorano e devono poter disporre di idonei spazi dove trascorrere i periodi di riposo, al riparo dalle intemperie e dai raggi solari e dove possano muoversi liberamente.
  8. L’utilizzo di animali appartenenti alle specie di cui al presente Titolo in uso alle Forze Armate e/o dell’Ordine, è regolamentato da propria normativa.