Ammonta a circa 158 milioni il fondo a disposizione presso il Masaf per la filiera ippica, di tutti quei milioni, attualmente viene stanziato lo zero per salvaguardare i cavalli alla fine della loro carriera sportiva, perché non vadano a finire al macello o alle corse clandestine.

Un buon programma di ricollocamento dei cavalli in esubero per le corse, avrebbe un feedback enormemente positivo sulla filiera, molto più dei tanti soldi spesi in attività promozionali che, dati alla mano, non sembrano affatto funzionare per recuperare pubblico e sostenitori all'ippica, che ogni anno sembra più in crisi rispetto al precedente, nonostante i vari proclami di rilancio affidati ad iniziative promozionali.

Il miglior investimento promozionale che l'ippica può fare è quello di garantire una buona vita ai cavalli dopo le corse.

Basterebbe destinare l'1% dei 158 milioni messi a bilancio annualmente dallo stato per la filiera ippica ad almeno 3 centri di recupero accreditati dallo stato (nord, centro e sud Italia) per il ricollocamento del cavallo ippico a fine carriera, tramite apposito bando aperto a candidature per titoli per poter godere della convenzione sovvenzionata.

E' dal 2009 che proponiamo il fondo a fine carriera per i cavalli da corsa, non sarebbe il caso che finalmente il tema diventasse di dibattito per gli organi consultivi ippici accreditati al Masaf?