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La comprovata inesperienza dell'allievo di equitazione determina il criterio di imputazione della responsabilità per l'istruttore. Questo quanto si ricava dalla sentenza n. 794/2020 del tribunale civile di Pistoia per una vicenda che vede coinvolto una minorenne che ha subito un grave infortunio a seguito di una caduta da cavallo durante una lezione di equitazione presso il circolo ippico che frequentava.

Al momento dell'incidente, l'istruttrice agitava il frustino vicino alla zampe del cavallo al fine di stimolarne la partenza con il risultato di innervosire l'animale e farlo partire al galoppo, da cui la caduta con esito di lesioni gravi.
I genitori della minore, che all'epoca dell'incidente aveva 10 anni, hanno citato in giudizio il centro ippico per i danni, ottenendoli quantificati complessivamente in euro 135.267,65.
Il centro ippico ha provato a contestare il danno, chiamando anche in manleva la propria compagnia di assicurazione. Questa però ha rigettato la responsabilità, per inoperatività della garanzia per il caso specifico per la comprovata inesperienza dell'allievo, che avrebbe dovuto dunque motivare a maggior cautela la persona in campo a istruirlo, citando inoltre in subordine l'applicazione delle franchigie previste nella convenzione multirischi.
Il centro ippico avrebbe dovuto quindi provare di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare l'incidente secondo quanto prevede l'art. 2050 c.c. E' invece emerso che l'istruttrice presente al momento della caduta (in sostituzione dell'istruttore titolare allontanatosi per una emergenza in scuderia) non aveva né qualifica né titolo per impartire lezioni di equitazione.