Un racket di "rottamatori di cavalli" andava in giro a ritirare cavalli in esubero con il pretesto di destinarli all'ippoterapia o altre attività socialmente utili.

Le scuderie da cui i cavalli uscivano fatturavano, scaricando così i cavalli. Poi però non venivano pagate.

Gli acquirenti facevano sparire le loro tracce, dirottavano gli esemplari a una azienda nel casertano che li smistava rivendendoli per corse clandestine o per la macellazione, a seconda dello stato di salute.

Protagoniste della vicenda 8 persone - di origine campana e calabrese - denunciate nel 2019 alla Procura di Ferrara dai Carabinieri di Copparo, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed al maltrattamento di animali. L'attività dei militari è scaturita dalla denuncia di un cittadino copparese che lamentava di essere stato truffato nella vendita di alcuni cavalli.

Le indagini dei militari hanno permesso di accertare che l'allevatore ferrarese non è stato l'unico colpito dalla banda: altri, infatti, hanno subito la stessa sorte in altre provincie del Nord-Est, come Treviso.

Il 1 dicembre 2023, a 4 anni dai fatti, è iniziato il processo nei confronti di questi personaggi al Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere, in provincia di Caserta.

In data 22 dicembre, stranamente, senza che siano stati neppure ascoltati i testi, sono stati tutti assolti perché il fatto non sussiste.

Abbiamo dato in carico al nostro Avv. Laura Mauscolo, di accedere possibilmente alle motivazioni della sentenza, per capire come sia stato possibile che da accuse così gravi e provate da forze dell'ordine si sia arrivati alla piena assoluzione.