Con la Nota n. 260176 del 29 maggio 2026, il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha richiamato, anche per la stagione estiva 2026, le misure di tutela del benessere dei cavalli impegnati nelle corse ippiche, confermando le indicazioni già contenute nella Circolare n. 288379 del 25 giugno 2025.
Le disposizioni prevedono il monitoraggio delle condizioni termo-igrometriche, la possibilità di rinviare l'orario delle corse e, nei casi più critici, la sospensione o l'annullamento delle giornate di gara quando il caldo possa compromettere la salute dei cavalli, degli operatori e del pubblico.
Il problema non inizia quando il cavallo entra in pista
La stessa circolare del MASAF richiama l'attenzione anche sulle fasi che precedono la competizione.
Molti cavalli affrontano infatti lunghi trasporti durante i mesi estivi, spesso attraversando regioni intere con temperature elevate. Per questo il Ministero invita società di corse, organizzatori, trasportatori e operatori ad adottare misure preventive durante il viaggio e la permanenza negli ippodromi.
Tra le principali raccomandazioni figurano:
- programmazione dei trasporti nelle ore meno calde;
- disponibilità continua di acqua potabile;
- particolare attenzione ai rischi di disidratazione, colpo di calore e collasso;
- box e scuderie adeguatamente ventilati;
- punti per il raffrescamento dei cavalli;
- monitoraggio costante delle condizioni climatiche.
Il documento sottolinea inoltre che le ondate di calore non possono più essere considerate eventi eccezionali, ma una condizione con cui organizzatori e operatori devono ormai confrontarsi nella pianificazione delle attività ippiche.
Una tutela che dovrebbe riguardare tutti gli sport equestri
Le indicazioni emanate dal MASAF rappresentano un importante passo avanti nella tutela del benessere dei cavalli impiegati nell'ippica.
Resta però una domanda.
Migliaia di cavalli partecipano ogni estate a concorsi ippici, gare di endurance, manifestazioni equestri, trekking organizzati, raduni e altri eventi sportivi. Anche questi animali affrontano trasporti prolungati, soste in scuderie temporanee e attività fisica in condizioni climatiche spesso estreme.
Ad oggi, non esiste un analogo quadro nazionale di indirizzo che definisca criteri omogenei per la gestione del rischio da caldo nelle discipline equestri diverse dall'ippica.
Il benessere non dipende dalla disciplina
Il rischio di stress termico non cambia a seconda della disciplina praticata.
Un cavallo può andare incontro a disidratazione, esaurimento da calore o colpo di calore durante una corsa al trotto, ma anche durante un concorso di salto ostacoli, una gara di completo, una manifestazione di attacchi, una prova di endurance o un semplice trasferimento verso il luogo dell'evento.
Per questo sarebbe auspicabile che le indicazioni oggi previste per l'ippica costituissero un modello di riferimento anche per tutte le altre attività equestri, prevedendo criteri condivisi sulla programmazione degli orari, sulle condizioni dei trasporti, sui limiti climatici per lo svolgimento delle competizioni e sulle misure di prevenzione dello stress da calore.
Perché il benessere del cavallo non dovrebbe dipendere dalla disciplina praticata, ma dalle sue esigenze fisiologiche.
