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Horse Angels porta gli equidi in difficoltà al Parlamento europeo: registrata la petizione n. 41029

Dopo la petizione presentata alla Camera dei deputati, Horse Angels porta la questione degli equidi domestici in difficoltà anche al Parlamento europeo. Al centro della nuova iniziativa ci sono cavalli sequestrati, confiscati, abbandonati, anziani o non più collocabili nel circuito economico e agonistico.

La questione che Horse Angels porta avanti da anni arriva ora a Bruxelles.

Il Parlamento europeo ha registrato la petizione n. 41029, con la quale Horse Angels ODV chiede di affrontare a livello europeo una questione ancora largamente frammentata: la tutela degli equidi domestici che, per diverse ragioni, escono dal circuito economico, produttivo o agonistico e necessitano di custodia, recupero o ricollocamento.

Non si tratta soltanto di cavalli anziani.

Parliamo anche di equidi abbandonati, sequestrati, confiscati, provenienti da situazioni di maltrattamento oppure non più utilizzabili nello sport.

Sono animali che continuano ad avere esigenze di alimentazione, assistenza veterinaria, spazio, custodia e gestione anche quando il loro valore economico è diminuito o è venuto completamente meno.

Ed è proprio qui che emerge il problema.

Quando finisce il valore economico, chi resta?

Nel mondo equestre esiste un sistema articolato intorno al cavallo che ha valore sportivo o produttivo.

Allevamento, formazione, strutture, competizioni, assistenza veterinaria, trasporto e servizi consentono di sostenere economicamente la carriera di un animale considerato importante per il circuito.

Ma cosa accade quando quella carriera termina?

Un cavallo può diventare anziano.

Può non essere più competitivo.

Può non essere più utilizzabile nell'attività sportiva.

Può essere abbandonato.

Può essere sequestrato o confiscato.

Può provenire da una situazione di maltrattamento.

In tutti questi casi, i bisogni dell'animale rimangono, mentre il suo valore economico può scomparire.

La responsabilità della sua tutela finisce così molto spesso sulle spalle di chi è disposto ad accoglierlo.

L'esperienza di Horse Angels

Questa non è una questione teorica per Horse Angels.

Dal 2009 l'associazione interviene nei procedimenti di sequestro e ha documentato il ricollocamento di 413 animali sequestrati, nell'ambito di oltre 30 procedimenti riguardanti equidi.

Dietro ogni ricollocamento possono esserci trasporto, ricovero, alimentazione, gestione quotidiana, assistenza veterinaria, recupero e ricerca di una destinazione adeguata.

Sono costi reali.

E sono costi che, troppo spesso, vengono sostenuti direttamente dal Terzo settore.

Il ricollocamento degli equidi da sequestro: cosa fa Horse Angels

Il problema degli equidi sequestrati

Il caso degli animali sequestrati rende il problema particolarmente evidente.

Quando un'autorità dispone il sequestro di un animale, l'animale deve comunque essere custodito, alimentato e, quando necessario, curato.

Ma chi sostiene concretamente questi costi?

Nella pratica, le associazioni che accettano di prendere in carico gli equidi possono trovarsi a sostenere direttamente spese di mantenimento, trasporto, ricovero e cure veterinarie.

La stessa questione è stata affrontata in Parlamento italiano.

Nel 2022 un documento della Camera dei deputati aveva già richiamato il problema delle spese sostenute dalle associazioni affidatarie degli animali sequestrati, comprese le spese specificamente necessarie per gli equidi.

La questione comprendeva anche le cure veterinarie e altre spese indispensabili alla custodia.

Non è quindi un problema nuovo.

È un problema che continua a ripresentarsi.

Una domanda anche per l'Europa

L'Unione europea dispone di norme comuni sull'identificazione, registrazione e tracciabilità degli equidi.

Esiste inoltre un principio fondamentale contenuto nell'articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea: nelle politiche dell'Unione interessate, gli animali devono essere considerati esseri senzienti e le loro esigenze di benessere devono essere pienamente prese in considerazione.

Ma questo quadro non risolve automaticamente ciò che accade dopo la fine della carriera economica o agonistica dell'animale.

Non esiste infatti un sistema europeo uniforme che stabilisca come debbano essere gestiti gli equidi sequestrati o confiscati, come debbano essere organizzati recupero e ricollocamento oppure come debbano essere sostenuti i costi quando l'animale necessita di una sistemazione permanente.

Le risposte possono quindi variare considerevolmente tra gli Stati membri.

Ed è proprio questa possibile frammentazione che Horse Angels chiede al Parlamento europeo di esaminare.

Una questione di responsabilità pubblica

Il problema non è soltanto trovare qualcuno disposto ad accogliere un cavallo.

Il problema è capire se sia sostenibile affidare stabilmente alla solidarietà privata una funzione che nasce spesso da una situazione di interesse pubblico.

Quando un equide viene sequestrato, per esempio, l'associazione può diventare il soggetto che mette a disposizione struttura, personale, competenze e risorse.

Il rischio è che il volontariato finisca per sostituire una responsabilità economica e organizzativa che dovrebbe essere chiaramente individuata dalle istituzioni.

Horse Angels non sostiene che il Terzo settore non debba collaborare con le istituzioni.

Al contrario.

Le associazioni possono rappresentare una risorsa fondamentale.

Ma collaborazione e sostituzione non sono la stessa cosa.

E le risorse previste dalla legge italiana?

Esiste poi una seconda questione, che Horse Angels ha già sottoposto all'attenzione delle istituzioni italiane.

La legge 189/2004 prevede una specifica destinazione delle entrate derivanti dalle sanzioni pecuniarie previste dalla legge, attraverso la riassegnazione al Ministero della Salute e la destinazione delle somme alle associazioni e agli enti individuati dalla normativa.

La questione che Horse Angels pone è molto semplice:

quali somme vengono effettivamente raccolte, riassegnate e distribuite?

E secondo quali criteri?

Horse Angels, pur operando dal 2009 nel ricollocamento di equidi provenienti da sequestri, e pur essendo stata riconosciuta all'uopo nel 2017 dal Ministero della Salute, dichiara di non avere ricevuto ad oggi alcuna quota di tali risorse.

Non è una richiesta di privilegio per una singola associazione.

È una richiesta di trasparenza sul funzionamento di un sistema previsto dalla legge.

Perché portare la questione al Parlamento europeo?

Perché il problema non riguarda soltanto l'Italia.

Gli equidi sono animali soggetti a sistemi europei di identificazione e tracciabilità.

Il loro movimento tra Stati membri è regolamentato.

Il benessere animale è riconosciuto nei Trattati europei.

E l'Unione europea sta affrontando l'evoluzione della propria legislazione sul benessere animale.

Per Horse Angels è quindi il momento di chiedere se questa evoluzione debba considerare anche la fase della vita dell'equide successiva alla sua utilità economica, sportiva o produttiva.

Non soltanto come viene allevato.

Non soltanto come viene trasportato.

Non soltanto come viene utilizzato.

Ma anche che cosa accade quando non serve più al sistema economico che lo ha prodotto o utilizzato.

Non è una battaglia contro lo sport equestre

Horse Angels non chiede meno sport.

Non chiede di eliminare le competizioni.

Non mette in contrapposizione il cavallo atleta con il cavallo anziano o sequestrato.

La domanda è un'altra.

Se una società investe nel proprio patrimonio equestre, deve anche essere capace di occuparsi degli animali che quel sistema lascia indietro.

Un cavallo può terminare la propria carriera.

Può perdere il proprio valore commerciale.

Può non essere più competitivo.

Ma le sue esigenze di benessere rimangono.

Da Roma a Bruxelles

La petizione alla Camera dei deputati e quella presentata al Parlamento europeo rappresentano due livelli della stessa attività di advocacy.

In Italia Horse Angels chiede maggiore responsabilità pubblica nella gestione degli equidi in difficoltà e maggiore trasparenza sulle risorse previste dalla normativa.

A livello europeo viene posta una domanda più ampia: è sufficiente l'attuale quadro dell'Unione per garantire una tutela omogenea degli equidi che vengono abbandonati, sequestrati, confiscati o che non sono più economicamente collocabili?

La petizione n. 41029 porta questa domanda davanti alle istituzioni europee.

Non pubblichiamo il testo integrale della petizione né tutta la documentazione depositata: il contenuto completo appartiene alla procedura parlamentare.

Rendiamo invece pubblico il problema che ci ha portato fin qui.

Perché la tutela di un animale non dovrebbe dipendere dal suo prezzo.

Il valore economico di un cavallo può finire.

La responsabilità nei suoi confronti no.

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