La vicenda dei 34 cavalli maltrattati, sequestrati nel 2013 a una società cooperativa di allevamento equino nel Comune di Fossato di Vico, si conclude, dopo oltre un decennio, con un lieto fine simbolico.
Nel 2013, gli uomini del Comando Stazione Forestale di Gualdo Tadino, insieme ai veterinari della ASL Umbria 1, avevano riscontrato condizioni di grave incuria: strutture fatiscenti, ricoveri pericolosi con coperture in eternit, carenze igieniche e nutrizionali, animali in evidente stato di sofferenza e puledri affetti da rachitismo.
Il magistrato titolare delle indagini e il GIP del Tribunale di Perugia, ritenendo accertata l’incapacità del titolare di garantire la cura degli animali, avevano disposto il sequestro preventivo dei 34 equidi.
Gli animali furono quindi presi in carico dal Corpo Forestale dello Stato e trasferiti presso gli Uffici Territoriali per la Biodiversità di Toscana e Veneto, grazie a una complessa operazione che coinvolse anche i Centri di selezione equestre di Follonica, Siena, Pieve Santo Stefano e Belluno.
Negli anni successivi, i cavalli trovarono varie sistemazioni in custodia e in affido, in attesa della conclusione del procedimento giudiziario.
Nel 2025, con la restituzione formale degli equidi al proprietario, almeno uno di loro ha conosciuto un vero lieto fine di cui possiamo raccontare: Orazio, uno dei cavalli sequestrati all’epoca, dopo il dissequestro è stato donato dal proprietario all’associazione Horse Angels ODV, con l’intermediazione del Corpo forestale.
Horse Angels, che da poco meno di un mese ha in custodia Orazio per garantirne la tutela e il benessere, ha formalizzato ieri il passaggio di proprietà. Il cavallo è oggi affidato a una privata, presso cui riceve cure e attenzioni quotidiane. Rimarrà almeno per ora di proprietà dell’associazione, in attesa di valutare se l’affido potrà nel tempo trasformarsi in un’adozione definitiva.
Questa conclusione rappresenta un segnale importante: anche dopo lunghi iter giudiziari, quando il processo non si conclude con la confisca degli animali, è possibile – grazie alla collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e associazioni – trasformare il dissequestro in una donazione tutelata, che restituisca dignità non solo all’animale che ha sofferto, ma anche al senso dell’azione di sequestro per maltrattamento, evitando che la restituzione al proprietario comporti rischi di reiterazione del reato.

