Nascosti in una realtà di incuria e privazioni, Pepe, Delinquenta e Giulia erano tre cavalli anziani che da tempo vivevano ai margini della dignità. La loro condizione era monitorata da funzionari ASL dell'Emilia Romagna attenti e scrupolosi, allertati dalle segnalazioni di cittadini preoccupati. Tuttavia, nonostante prescrizioni e sanzioni, nulla era cambiato. Il proprietario, legato agli animali da un vincolo morboso ma privo di mezzi per garantirne il benessere, continuava a mantenerli in uno stato di trascuratezza, tanto è che in essi era chiaramente osservabile la linea di povertà.
La situazione richiedeva un intervento risolutivo. La ASL veterinaria, che già in passato aveva collaborato in mutua soddisfazione con Horse Angels, si fece avanti chiedendoci la disponibilità a prenderli in custodia. Noi proponemmo una soluzione già collaudata in numerosi sequestri che ci avevano visti attivi: maneggi del territorio avrebbero funto da stalli temporanei e cittadini compassionevoli nel tempo sarebbero stati pronti a farsi carico dei cavalli, pur di garantirne sicurezza, cure e il pasto abbondante ogni giorno, mentre noi avremmo garantito la tutela legale degli animali. Ma la strada non era priva di ostacoli. La Procura penale si oppose al sequestro perché si trattava di animali anziani in proprietà ad un soggetto anch'esso anziano; inoltre era contraria allo spostamento dei cavalli fuori dalla provincia, soprattutto se fossero andati in mano a privati perché poi, in caso di dissequestro e restituzione al proprietario, ne sarebbe nato un problema non da poco nei confronti degli affidatari. In presenza di troppi rischi e poche certezze, la responsabilità è tornata nelle mani dell’ASL veterinaria. Fu a quel punto che i funzionari decisero di assumersi un rischio: procedere con un sequestro amministrativo, consapevoli che il proprietario avrebbe potuto fare ricorso al TAR per riottenere gli animali.
Il rischio era calcolato e, fortunatamente, si rivelò vincente. Nonostante la sua ferma opposizione all’accusa di negligenza, il proprietario valutò che affrontare una battaglia legale sarebbe stato troppo oneroso. Rinunciò a ricorrere, e in soli sei mesi il sequestro si trasformò in confisca definitiva con la motivazione che “il proprietario non sembrava in grado di occuparsi di loro, in quanto gli animali in sua custodia continuavano ad essere in stato di cachessia nonostante più richiami”.
Il destino dei tre cavalli è cambiato radicalmente dal sequestro ad oggi, giorno in cui è pervenuta la confisca definitiva
Finalmente vivono in grazia. Giulia, ultratrentenne, ha trovato casa all’AV Reining di Modena, dove è stata accolta sin dal principio con affetto e diventata la mascotte del centro. Delinquenta (inizialmente tale di nome e di fatto per la sua ritrosia al contatto), è stata accolta da una famiglia affidataria privata e li ha incantati, tanto che la famiglia ha maturato la volontà di adottarla definitivamente come cavalla da compagnia. Pepe, invece, affetto da molte patologie cronicizzate, rimarrà sotto la tutela di Horse Angels fino a quando non verrà individuato un proprietario privato che possa garantirgli una vita degna.
Questa storia dimostra come, quando il coraggio incontra la responsabilità, il cambiamento è possibile. Funzionari pubblici, cittadini, centri di equitazione e associazioni animaliste possono fare la differenza, anche nei contesti più difficili. Assumersi il rischio di agire, anche quando la revoca di un sequestro è possibile, significa scegliere il bene dell’animale sopra ogni altra cosa.
Il coraggio non è assenza di paura di sbagliare, non deriva da assoluta certezza di avere una strada priva di ostacoli da affrontare, ma dall'assunzione del rischio, un atteggiamento che ci auguriamo di poter vedere sempre più spesso nelle autorità deputate al benessere animale.

