Il 5 per mille a Horse Angels odv, una firma che non costa nulla

Horse Angels si sta specializzando in tutela di animali e ambiente in Tribunale.

Crediamo che gli animali, le piante, il mare, i laghi, l'ambiente tutto, abbiano bisogno di avvocati perché il benessere animale e ambientale sono beni collettivi.
Siamo costituiti parte lesa in fascicoli per maltrattamento animale e reati ambientali in molte regioni italiane.
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(Tempo di lettura: 4 - 7 minuti)

In data odierna Horse Angels si è rivolta al Sindaco Marino perché adotti un regolamento stringente per la tutela degli equini adibiti al servizio di posta ippotrainato alla Reggia di Caserta, a seguito della morte in data 12 agosto di un cavallo in servizio, presumibilmente stroncato da un colpo di calore. Ieri ha inviato denuncia querela alla procura di pertinenza per approfondire le cause del decesso del cavallo, allo scopo di individuare eventuali carenze gestionali, negligenza o maltrattamento e, nel caso, chiedere la revoca di licenza o sospensione della stessa nei confronti di chi avesse sbagliato.

Non è pensabile che nel 2020 possano esistere ancora comuni in cui il servizio è presente e non c'è un regolamento a tutela degli animali, che preveda controlli annuali, limiti, diritti per i cavalli, includendo la loro tutela pensionistica a fine carriera riconoscendo a quei soggetti qualcosa in più rispetto a qualsiasi altro cavallo di privato, esattamente come per i cavalli delle ippoterapie. Si tratta infatti di animali che, nel bene e nel male, esercitano un lavoro pubblico.

Il servizio di posta ippotrainato è infatti un mestiere equiparato al servizio di trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea ed è sempre pendente la riforma del codice della strada relativamente all'art. 70 che disciplina la trazione animale. Sarebbe il caso che il regolamento fosse nazionale, e non mercé di ogni singolo sindaco o amministrazione comunale, così che ad ogni tornata elettorale possano cambiare gli indirizzi e le vocazioni nella tutela degli equini.

E' necessario che ci siano linee guida nazionali, a cui i sindaci debbano attingere per stipulare il loro regolamento locale, a scanso di equivoci, di posizioni ideologiche che nulla hanno a che vedere con la tutela animale, di personalismi in cui a finire per patire sono i soggetti più deboli, non adeguatamente tutelati, né al loro diritto al lavoro o indennizzo per lavoro tolto (i vetturini), né al loro diritto ad una tutela razionale che scenda nel merito (i cavalli).

I cavalli dei vetturini non devono pagare per le scelte politiche ideologiche superficiali altrui. Sapere quello che succede dietro le quinte dei cavalli costa tempo, fatica, studio, occorre anche essere in grado di penetrare certi ambienti ed esercitare giudizio critico comparativo. Gli animalisti generalisti, che di cavalli sanno poco, trovano semplificato e più profittevole, in termini di audience, prendersela esclusivamente con la categoria dei vetturini che svolgono il servizio di posta ippotrainato. Gente per lo più umile e incapace di difendersi dall’incitazione all’odio di animalisti poco informati e senza scrupoli.

Oggi come oggi la categoria dei vetturini - presa nel complesso - non si differenzia di certo in peggio rispetto ad altri operatori di cavalli da lavoro. Ci possono essere vetturini che non amano e rispettano a sufficienza i propri cavalli, e su quelli, ma con tanto di prove di abuso e maltrattamento, andrebbe puntato il dito perché sia revocata la licenza. La maggior parte della categoria è però fatta da persone che al cavallo ci tengono veramente, più di quanto non succeda in altri impieghi del cavallo. Nella nostra esperienza, i cavalli dei vetturini se la passano piuttosto bene. A differenza di altri, non vanno in "esubero" prima di età molto avanzata e a quel punto i vetturini se li tengono o li ricollocano, ma non li mandano al macello. Noi ne abbiamo riaccasati diversi. Nessuno di essi presentava profili di maltrattamento fisico o psicologico. E, francamente, siamo stufi che - di tutto il presunto maltrattamento di equini in Italia - siano colpevoli i vetturini italiani di carrozze di cavalli.

Ci confrontiamo ogni giorno con situazioni critiche, emergenziali, di cavalli alla fame, sfratti esecutivi di maneggi o subgestioni di essi, situazioni in cui va combattuto, con la prevenzione, il doping animale nell'agonismo, la macellazione abusiva degli equini perché mancano risorse e programmi strutturali per il fine carriera, l'abbandono opportunistico o legato a perdita di lavoro e capacità di mantenimento, corse clandestine di cavalli su strada e, nel mentre di tutto questo, vengono montate campagne mediatiche assurde, come se la matrice di ogni male nel mondo del cavallo fossero 3 vetturini in croce, che rappresentano lo 0 virgola 0 qualcosa dei proprietari di cavalli in Italia.

A questo proposito abbiamo sentito anche il parere di Carrozze e Cavalli, uno dei pochi gruppi di interesse organizzati in Italia sugli attacchi e che, come noi, segue con preoccupazione la deriva strumentalista della battaglia sulle Botticelle.

ermesErmes Dall'Olio, redattore storico del Webzine: Da anni personaggi del genere diffondono notizie false incuranti dei danni che procurano alla reputazione ed al portafoglio dei liberi professionisti che stanno svolgendo la loro regolare attività turistica. Come se non bastasse, la notizia falsa e infondata spesso viene “girata” velocemente alla stampa e sui social-web, i quali, incuranti e dimentichi di ciò che impone la professione giornalistica (Controllare e verificare l’esattezza della notizia) provvedono velocemente a sbattere il mostro-vetturino in prima pagina e … a colori! Gli addetti ai lavori, ma anche “Lor-signori” amici esasperati degli animali, sanno benissimo che l’unica persona che ha il diritto e dovere di dire se il cavallo soffre o sta bene è il Dott. Veterinario della USL competente. Pertanto, come già capitato; un passante nota il cavallo con della schiuma alla bocca, pensa che il povero animale non beva da una settimana e che provi atroci sofferenze nel tirare l’enorme cariaggio e telefona alla Polizia Municipale la quale, a lampeggianti accesi, interviene sul luogo del reato insieme al Dott. Veterinario dell’USL al momento in servizio. Rapido controllo, tutto normale, decine di persone vedono la scena, circondano carrozza e cavallo, partono insulti e minacce all’indirizzo del Vetturino (innocente), alcuni appassionati di film-western vogliono impiccare il vetturino sul posto, poi si leva una voce “autoritaria” che dice “Tutto a posto, non è successo nulla di grave.” Il vetturino si dilegua quasi con vergogna, l’animalista “Bugiardo e ignorante” se ne va soddisfatto, non tanto perché si era sbagliato e ha il privilegio di non dover pagare per il torto arrecato, ma felice di avergli fatto perdere qualche soldo e tantissima reputazione!!

Questa “Zirudela” deve finire. Abbiamo consultato qualche legge in materia ( Link al sito-web ) attualmente in vigore sul territorio italiano, abbiamo letto con dispiacere l’ultimo Rapporto della LAV in materia di maltrattamenti e per finire abbiamo visionato le sentenze dei Tribunali sui reati con animali. Il quadro che ci appare, più nitido che mai, è che ogni 55 minuti in Italia si consuma un maltrattamento su di un animale di una gravità inaudita, e il Capo-espiatorio di tutto è, anzi sono, i Vetturini Italiani ! Considerato che i Vetturini Italiani sono nettamente dalla parte della ragione, come ci si deve comportare oggi davanti ad una tale umiliante ingiustizia?

In tanti casi si è venuti alle mani, ma sappiamo bene che proprio in quei casi si passa subito al torto anche se si ha ragione.

Roberta Ravello, lrpt Horse Angels ODV: C'è un unico modo per porre fine a queste assurde strumentalizzazioni, campagne mediatiche di incitazione all'odio, da cui poi i cavalli non guadagnano nulla, perché nessuno di questi animalisti tira fuori un euro per pensionare i cavalli delle carrozze, migliorare le situazioni di lavoro comperando tettoie per le piazze di sosta, altro... che la politica intervenga con linee guida nazionali a tutela degli equini per dirimere il servizio pubblico a trazione animale, o abbia il coraggio di abolirlo ma, nel caso, provvedendo al pensionamento di tutti i cavalli interessati e all'indennizzo con altro lavoro ai vetturini.

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