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(Tempo di lettura: 6 - 12 minuti)

D'iniziativa di Claudio Barbaro ( L-SP-PSd'Az ) e altri, è stato presentato al Senato il 6 settembre 2020 un nuovo ddl per la razionalizzazione della filiera dello sport.

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.(Delega al Governo in materia di sport)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto dei princìpi e dei criteri direttivi di cui agli articoli da 2 a 9, uno o più decreti legislativi per la riorganizzazione e la razionalizzazione della normativa sullo sport, finalizzati a costituire un quadro ordinato e univoco della materia nei suoi molteplici aspetti. 2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta dell'Autorità di Governo competente in materia di sport e, successivamente, trasmessi al Parlamento entro il sessantesimo giorno antecedente il termine per l'esercizio della delega, per l'espressione dei pareri delle Commissioniparlamentari competenti per materia, da rendere entro il termine di trenta giorni; decorso inutilmente tale termine i decreti possono comunque essere adottati.

Art. 2.(Princìpi e criteri direttivi generali)

1. Nell'esercizio della delega di cui al l'articolo 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi generali:a) considerare lo sport nel suo complesso come attività fisica e mentale apportatrice di benesserepsico-fisico, integrità caratteriale e carica valoriale ;b) considerare lo sport come un diritto da garantire a tutti i cittadini, consentendo loro di esercitarlo inqualsiasi fascia di età, senza alcuna discriminazione di sesso, razza, religione o condizione fisica, in ambienti sicuri e sani, in forme autonome o in cooperazione con i soggetti sportivi competenti, al finedi realizzare il potenziale di sviluppo personale o di raggiungere livelli di eccellenza pubblicamente riconosciuti; c) definire e distinguere la pratica sportiva dall'attività motoria, prevedendo la prima come attività strutturata sulla competizione e tesa alla misurazione del risultato, mentre la seconda come attività orientata prevalentemente alla prevenzione e alla tutela della salute e del benessere della persona.

Art. 3.(Definizione dei soggetti istituzionali del settore sportivo)

1. Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo, ai fini della definizione dei soggetti checostituiscono il sistema sportivo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:a) definire i soggetti istituzionali coinvolti nell'organizzazione dello sport, quali l'Autorità di Governo competente in materia di sport, con funzioni di indirizzo, il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) con funzioni tecniche, la società Sport e salute Spa, di cui all'articolo 1, comma 629, dellalegge 30 dicembre 2018, n. 145, con funzioni gestionali e amministrative allargate, le regioni confunzioni di legislazione concorrente ai sensi dell'articolo 1, comma 19, del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244 , ai quali si aggiunge il Comitato internazionale paralimpico (CIP); b) individuare le competenze proprie dello Stato, del CONI, della società Sport e salute Spa e delleregioni in materia di sport, nel quadro dell'articolo 117 della Costituzione e del complesso del sistema sportivo italiano, considerando le competenze delle regioni sia in ambito sportivo che di salute pubblica; c) individuare una chiara ed efficiente articolazione dei rapporti tra CONI e CIP, tesa sia al risultatosportivo che all'efficienza gestionale;d) definire i ruoli, le competenze e la natura giuridica delle Federazioni sportive nazionali (FSN), delle Discipline sportive associate (DSA) e degli Enti di promozione sportiva (EPS); e) definire le qualifiche professionali necessarie per l'insegnamento delle discipline sportive e delleattività motorie, tra laureati in scienze motorie, diplomati ISEF e istruttori dotati di brevetto rilasciato dalle FSN, DSA o EPS; f) individuare le condizioni sanitarie per la pratica sportiva, attraverso il riordino e la razionalizzazione della disciplina relativa alla certificazione medica e quella legata all'adozione e all'utilizzo dei defibrillatori automatici; g) definire procedure certe, nell'ambito del codice degli appalti di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, per l'assegnazione alle società sportive di semiprofessionisti e dilettanti della gestione diimpianti sportivi pubblici; h) identificare i luoghi dove si possa praticare sport, stabilendo facilitazioni urbanistiche per convertire immobili con altre destinazioni d'uso in impianti sportivi; i) promuovere l'utilizzo degli spazi per l'attività fisica di base, quale strumento per il miglioramento della qualità della vita, per il contrasto della devianza giovanile, per il recupero delle fasce a più alto rischio di esclusione sociale e per l'inclusione sociale degli anziani; l) promuovere l'attività motoria in favore dei soggetti rappresentativi delle categorie più deboli della popolazione, quali anziani e disabili; m) provvedere alla riforma dell'Istituto per il credito sportivo, potenziando il Fondo di garanzia afavore delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche, al fine di renderlo realmente fruibile per consentire la ristrutturazione o la realizzazione di impianti sportivi pubblici a gestione diretta; n) introdurre un meccanismo, attraverso l'Istituto per il credito sportivo, che faciliti e garantisca l'erogazione di finanziamenti alle società sportive che intendano ristrutturare o dotare di nuove infrastrutture gli impianti sportivi pubblici;o) prevedere agevolazioni per i comuni interessati da calamità naturali, attraverso l'inserimento dell'impianto sportivo locale nell'ambito del servizio pubblico territoriale.

Art. 4. (Istituzione dei Centri di servizio per lo sport)

1. Nell'esercizio della delega di cui al l'articolo 1, il Governo, ai fini dell'erogazione di servizi diinformazione e comunicazione dedicati alla promozione e alla diffusione dello sport, si attiene alseguente principio e criterio direttivo: istituire i Centri di servizio per lo sport (CSS), attraverso ilcoinvolgimento delle sedi provinciali del CONI, con funzione di facilitazione della pratica dello sport, per fornire indicazioni precise, a coloro che vogliono praticare uno sport, su come ci si affilia ad una FSN o ad un EPS, sull'ubicazione degli impianti sportivi relativi ad una specifica disciplina, sulle modalità di richiesta ai comuni di autorizzazioni per lo svolgimento di manifestazioni all'aperto e sull'attività formativa in ambito sportivo.

Art. 5.(Soggetti praticanti attività sportive)

1. Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo, ai fini della qualificazione dei soggettiche praticano le attività sportive, si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) suddivisione delle attività sportive in tre categorie: professionismo, semiprofessionismo e dilettantismo; b) adozione della definizione di professionismo sportivo ai sensi della legge 23 marzo 1981, n. 91; c) qualificazione del semi professionismo sportivo quale esercizio in via stabile e principale di un'attività sportiva o motoria di interesse generale, svolta attraverso associazioni sportive dilettantistiche, costituite in forma di società a responsabilità limitata o cooperativa, a tal fine costituite e regolarmente iscritte al registro nazionale delle associazioni e società sportive dilettantistiche delCONI, che possano prevedere anche finalità lucrative in misura non superiore a quelle previste dall'articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112; d) qualificazione del dilettantismo sportivo quale esercizio di pratica sportiva svolta attraverso associazioni e polisportive senza scopo di lucro, con effettiva base associativa, con la previsione di una procedura facilitata per il riconoscimento della personalità giuridica e limitazioni di responsabilità dei dirigenti, con contestuale previsione per gli stessi dell'obbligo di copertura assicurativa per la responsabilità civile; la pubblicità delle attività associative non deve costituire indice della natura commerciale delle associazioni, a condizione che vi sia specificato che le attività sono svolte nei confronti dei soci o tesserati dell'organismo nazionale di appartenenza.

Art. 6.(Finanziamenti per lo sport)

1. Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo, ai fini del finanziamento delle attivitàsportive si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:a) previsione di un sistema di finanziamento per lo sport basato su un meccanismo di erogazioneannuale delle risorse provenienti dal bilancio dello Stato, gestito dalla società Sport e salute Spa nellemodalità ivi definite e comunque in misura tale da garantire la sostenibilità dell'intero sistema; b) destinazione da parte della Società sport e salute Spa dei fondi pubblici sia al CONI che alle FSN,agli EPS e alle DSA, in misura tale da garantirne gli scopi istituzionali costitutivi, nonché destinazione di una quota parte di risorse allo sviluppo dell'attività motoria e dello sport sociale;c) destinazione di una quota parte delle risorse provenienti dalla commercializzazione dei dirittiaudiovisivi sportivi relativi ai campionati di calcio, in misura non inferiore al 10 per cento, per il potenziamento della pratica dello sport in ambito scolastico.

Art. 7.(Fiscalità a sostegno dello sportdilettantistico)

1. Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1 il Governo, ai fini dell'introduzione di incentivi statalie agevolazioni finanziarie e tributarie per le società semiprofessionistiche e per le società e leassociazioni sportive dilettantistiche, in vista del rafforzamento della funzione sociale svolta dallestesse e per favorire l'adeguata manutenzione del patrimonio impiantistico sportivo, si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:a) introduzione dell'esenzione IVA, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 10, numero 20), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, per i corsi di avviamento alla pratica sportiva e le attività motorie, posti in essere da associazioni sportive dilettantistiche o da società semiprofessionistiche iscritte al registro nazionale delle associazioni e società sportive dilettantistiche del CONI e soggette ad imposte sui redditi, anche se poste in essere a fronte di corrispettivi specifici, nei confronti di associati o tesserati, per l'associazione o società sportiva che li organizza ;b) modifica della disciplina di cui al comma 1 dell'articolo 9 del regolamento di cui al decreto delPresidente della Repubblica 30 dicembre 1999, n. 544, laddove limita l'applicazione della determinazione forfettaria del reddito, di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398, ai proventi conseguiti nell'esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;c) applicazione della citata legge n. 398 del 1991, in deroga alle disposizioni del codice del terzo settore di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, nei confronti delle FSN, delle DSA, e degliEPS, sia a livello nazionale che territoriale;d) applicazione anche ai soggetti di età pari o superiore a sessant'anni della detrazione fiscale perl'iscrizione a società o associazioni sportive, palestre, piscine o altre strutture che promuovono lo sport dilettantistico, come previsto dall'articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; e) garanzia della proprietà dei diritti sulla comunicazione e sul marchio per gli eventi promossi dalle società e associazioni sportive.

Art. 8.(Disciplina del lavoro applicata allo sport)

1. Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo, ai fini della definizione della disciplinadel lavoro applicata allo sport, si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) prevedere che l'entità delle indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensidi cui all'articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto legislativo 22 dicembre 1986, n. 917, (TUIR), erogati a soggetti che siano già titolari di propriaposizione previdenziale e assicurativa, siano considerati redditi diversi, indipendentemente dal loro ammontare e dalle modalità di svolgimento della prestazione;b) prevedere che le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi e i compensi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera m), del TUIR, erogati a soggetti che non siano già titolari di propria posizione previdenziale e assicurativa, per la parte eccedente la quota prevista dall'articolo 69, comma,del TUIR, mantengano, ai fini fiscali, la loro natura di reddito diverso ma, ai fini previdenziali e assicurativi, siano soggetti all'iscrizione alla gestione separata presso l'INPS di cui all'articolo 2,comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335;c) abrogare la disciplina prevista ai punti 20 e 22 del decreto del Ministro del lavoro e delle politichesociali 15 marzo 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 aprile 2005, n. 80.

Art. 9.(Istituzione del docente di educazione fisica e sportiva nella scuola primaria)

1. Nell'esercizio della delega di cui all'articolo 1, il Governo, ai fini dell'istituzione del docente dieducazione fisica e sportiva nella scuola primaria, si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: a) introduzione dell'insegnamento dell'educazione fisica e sportiva nella scuola primaria, attraverso undocente espressamente dedicato allo svolgimento di quest'attività, al fine di potenziare lo sviluppo dell'educazione motoria e sportiva, necessaria per un'adeguata tutela della salute; b) affidamento della docenza a personale abilitato per le nuove classi di concorso A49 e A48 di cui alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, a personalein possesso di diploma ISEF o laurea in Scienze motorie, che abbia conseguito l'abilitazione o l'idoneità all'insegnamento nella scuola primaria; c) equiparazione dello stato giuridico ed economico dei docenti di educazione fisica a quello dei docenti di scuola primaria; d) individuazione di un orario di servizio settimanale minimo per docente e di un orario minimo per classe non inferiore a tre ore settimanali; e) introduzione, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, di appositi programmi speciali di attività motoria rivolti ad alunni disabili o che comunque presentino difficoltà motorie, quale strumento di inclusione sociale, di prevenzione di patologie e di recupero di deficit funzionali; f) programmazione di periodiche visite mediche sportive gratuite nella scuola primaria, finalizzate ad una corretta attività di prevenzione per contrastare alcune malattie croniche di natura cardiovascolare emetabolica;g) attribuzione agli uffici scolastici provinciali dello svolgimento di un monitoraggio costante al fine di verificare l'attuazione del presente articolo anche attraverso l'invio, con cadenza semestrale, dei relativi dati al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca; h) revisione della disciplina relativa all'organizzazione delle competizioni sportive destinate alle scuole, prevedendo la creazione di una Federazione degli sport scolastici che si occupi di ideare e creare eventi sportivi studenteschi e di gestire le risorse derivanti da una quota parte dei ricavi provenienti dalla vendita dei diritti audiovisivi sportivi relativi ai campionati di calcio, da destinare al potenziamento dell'edilizia scolastica sportiva, anche con il coinvolgimento dei privati.

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