Il 5 per mille a Horse Angels odv, una firma che non costa nulla

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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Il Reining sarà uno sport FEI solo per altri pochi mesi, a meno che non decida di aderire alle regole che valgono per cavalieri e amazzoni. Niente più sconti a cowboys e cowgirls.

All'Assemblea Generale FEI di novembre prossimo, verrà chiesto di "rimuovere" il reining dal portafoglio FEI a partire dal 1 ° gennaio 2020.

Questa sarebbe la prima volta che la FEI bandisce una disciplina. L'appuntamento decisionale è fissato per il 18 Novembre a Mosca, dove andraà in scena il futuro del Reining in FEI.

Le principali aree di divergenza riguardano:

  • il rispetto dell'età minima dei cavalli per entrare in gara,
  • i controlli benessere operati dai cosiddetti stewards che sono più strutturati nel mondo della monta inglese, rispetto a quello western
  • l’antidoping

NRHA (fondata nel 1966) e AQHA (che ha riconosciuto il reining nel 1949) sono due EPS della disciplina western entrati nel circuito FEI nel 2000, in parte in vista di ambizioni olimpiche mai realizzate. Le competizioni western infatti non sono ammesse alle Olimpiadi, ma bensì ai WEG (world equestrian games), un circuito alternativo.

La preesistenza degli organi di governo storici è un altro punto critico, perché lo Statuto della FEI richiede che la stessa sia l'unico organo di governo internazionale per ogni disciplina ammessa nel suo circuito.

Del resto, pare che le iscrizioni degli equestri western nelle Federazioni equestri sportive nazionali siano diminuite negli ultimi anni, per mostrare un picco solo per i WEG: iscrizione opportunistica a ridosso dellle selezioni.

"Per garantire l'integrità della disciplina e mantenere condizioni di parità per tutti gli atleti che gareggiano nella FEI reining, l'accordo con questi due corpi è stato risolto", ha dichiarato Sabrina Ibanez, segretaria generale della FEI a luglio ultimo scorso. "Sia l'AQHA che l'NRHA sono stati informati del fatto che un impegno vincolante per attuare le norme FEI in materia di antidoping, i requisiti di stewarding e l'età dei cavalli concorrenti sono i presupposti per qualsiasi futura cooperazione."

Il memorandum dell'8 luglio scorso recita inoltre che la FEI "ha riconosciuto il successo di NRHA e AQHA nella gestione dello sport e la loro legittimità a gestire lo sport secondo le proprie regole e la propria filosofia" ma che "la FEI Reining, come qualsiasi altra disciplina della FEI, deve osservare e rispettare tutte le norme e i regolamenti FEI. "


IL PUNTO DI VISTA PER LA TUTELA DEGLI EQUINI:

Ci sono nodi spinosi da disciplinare anche per la tutela degli equini, su cui le associazioni di tutela degli equini hanno da dire la loro:

  • L'ingresso dei cavalli in gara, che per il reining è prematuro rispetto allo sviluppo schelettrico dei cavalli (a 3 anni già gareggiano, che significa che l'addestramento inizia ai 2 anni, mentre lo sviluppo schelettrico si completa ai 6 anni, come da grafico che accompagna questo articolo),
  • per l'Italia almeno, la registrazione anagrafica. Ricordiamo che dal 1 gennaio 2020 tutti i cavalli FISE dovranno essere registrati NON DPA, ovvero non macellabili per il circuito umano, e che questo dovrà valere per tutte le discipline, incluse quelle western, senza sconti. Fino ad oggi, il grosso dei cavalli impiegati in monta western era registrato come macellabile in Italia, questo nonostante ci sia gente che portare i cavalli in gara in età precoce li sottoponga a terapie ormonali della crescita. Una contraddizione che speriamo sia presto risolta, in quanto maltrattamento per i cavalli e frode alimentare per i consumatori. Il tutto senza che i servizi di sanità pubblica animale tengano sotto controllo gli allevamenti sportivi di cavalli da monta western, sottoponendo gli stessi a prelievi almeno annuali per l'antidoping, posto che gli animali siano registrati come macellabili.

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