Il 5 per mille a Horse Angels odv, una firma che non costa nulla

Horse Angels si sta specializzando in tutela di animali e ambiente in Tribunale.

Crediamo che gli animali, le piante, il mare, i laghi, l'ambiente tutto, abbiano bisogno di avvocati perché il benessere animale e ambientale sono beni collettivi.
Siamo costituiti parte lesa in fascicoli per maltrattamento animale e reati ambientali in molte regioni italiane.
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(Tempo di lettura: 2 - 4 minuti)

Di riforma ippica tramite annunci politici se ne è parlato negli ultimi 10 anni senza mai addivenire a nulla di strutturale. E' la politica degli annunci, immediatemente smentita dai fatti.

Durante il Conte2, si è parlato molto della Riforma Ippica complessiva, con la gestione della filiera in mano ad ente tecnico dedicato, sotto al CONI, e non se ne sente più parlare, visti tutti i veti contrari delle varie rappresentanze, che vogliono cambiare non cambiando nulla, alla fine chiedono solo pagamenti più rapidi e più finanziamenti, ovvero ricevere più denaro a fondo perduto, visto che l'ippica non si sostiene più - con le sostanze che produce - da molto tempo. Gli stessi ippici hanno coniato il termine "reddito d'impiccanza", per definire il fenomeno dell'assistenzialismo fine a se stesso, senza nessun rilancio imprenditoriale vero per arrivare all'agognata (solo a parole) autonomia.

Dal punto di vista della tutela del cavallo ippico, gli ultimi governi non hanno fatto:

  • Nulla su un protocollo, moralmente obbligatorio, da eseguire in caso di cavalli che muoiano in corsa, come ad esempio l'antidoping prima dell'abbattimento, o l'obbligatorietà di denuncia dell'evento al Prefetto per l'eventuale autopsia.
  • Nulla nel riguardo al problema del fine carriera di animali che, per i farmaci che hanno fatto, non possono essere destinati alla macellazione.
  • Nulla sul ricollocamento obbligatorio, per evitare e arginare il triste fenomeno delle corse clandestine su strada.
  • Nulla per ripristinare in chiaro la giustizia sportiva ippica, "oscurata" dal fatto di essere gestita da una pubblica amministrazione.
  • Nulla sul fatto che i cavalli sportivi sotto al CONI, per effetto dei Decreti attuativi della legge delega sulla Riforma dello Sport, siano stati riconosciuti come essere senzienti, e come tali, se la loro morte non è naturale, può avvenire solo mediante abbattimento umanitario, come se il cavallo ippico potesse rimanere in un sotto limbo, non senziente, per il solo fatto di essere sotto al Mipaaf anziché sotto al CONI.

Vergognoso! Manca una visione complessiva di filiera e una armonizzazione delle varie norme in essere, in senso progressista. Le leggi devono essere uguali per tutti i cittadini, e per tutti i cavalli sotto al tricolore. Non è ammissibile che esistano in Italia cavalli agonisti sottoposti a tutele diverse, senzienti o non senzienti, a seconda del Ministero sotto al quale "si allenano e competono".

IL MIPAAF SOTTO PATUANELLI - Ora guidato da Stefano Patuanelli (M5s), vedremo se il Mipaaf del Governo Draghi sarà in grado di portare a termine una riforma strutturale. I nuovi sottosegretari sono due, uno dei quali dovrebbe assumere la delega all'ippica precedentemente ricoperta da Giuseppe L'Abbate.

La scelta deve ricadere tra:

  • Francesco Battistoni - senatore di Forza Italia, membro della Commissione Agricoltura e responsabile nazionale del dipartimento agricoltura del suo partito, che in passato si è fatto avanti per la riapertura dei maneggi in epoca del primo lockdown da Covid;
  • Gian Marco Centinaio, senatore leghista, già ministro delle Politiche agricole nel Governo Conte I, che ha prodotto il poi dismesso Libro verde sull'ippica, una sorta di codice etico programmatico per l'ippica e ha annullato il decreto Castiglione sulla classificazione degli ippodromi. 

Probabilmente entrambi auspicano di finire al Recovery Plan per l'agricoltura, e non al cul-de-sac dell'ippica, che promette di dare più grane che grani.

In attesa di conoscere su quale dei due ricadrà la delega, l'ultima chiamata per la riforma ippica potrebbe essere il pdl Gadda sull'Ippicoltura, se tra gli emendamenti spuntasse la nuova governance per il settore ippico oramai al capolinea, gravato dalla caduta libera delle scommesse, che hanno registrato una diminuzione del 70 per cento negli ultimi cinque anni, con la disaffezione del pubblico a un modello di ippica che è, a nostro avviso, insostenibile per la tutela del cavallo e che abbisogna di una revisione totale che metta la protezione del cavallo durante e a fine carriera al centro, e il profit e gambling su di lui in secondo piano.

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