Il 5 per mille a Horse Angels odv, una firma che non costa nulla

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Siamo costituiti parte lesa in fascicoli per maltrattamento animale e reati ambientali in molte regioni italiane.
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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa - C'è un fascicolo della procura di Pisa, pur senza indagati per il momento, per la morte di Pietro Brocca, 21 anni, il fantino della provincia di Sassari morto dopo la caduta durante una corsa di galoppo nel convegno di giovedì 21 gennaio all'ippodromo di San Rossore. Il giovane era stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale di Cisanello. E' morto domenica 24 gennaio, dopo tre giorni di agonia.

Il sostituto procuratore Egidio Celano dovrà valutare se vi siano state eventuali condotte nei soccorsi o durante la corsa tali da non assicurare adeguate condizioni di sicurezza per lo svolgimento dell'attività ippica. Il decesso è avvenuto per un gravissimo trauma cranico procurato dalla caduta sul terreno, prima di venire travolto da altri cavalli che sopraggiungevano.

Sempre a San Rossore il 28 febbraio un'altra corsa di purosangue è stata funestata da un incidente in pista, con la caduta che ha coinvolto i fantini Monteriso, Arras e Gavino Sanna, quest'ultimo intubato per perforazioni ai polmoni, risulta purtroppo in pericolo di vita.

I colleghi riuniti nell'Unione Italiana Fantini (UIF) hanno annunciato uno sciopero dopo il sopralluogo effettuato in pista l' 8 marzo: la pista è pericolosa per l'incolumità degli atleti e giustamente questi non vogliono rischiare la propria vita e salute.

Buche nelle piste e altre criticità

Negli ippodromi ci sono addetti ai lavori che si occupano della manutenzione degli impianti; rastrellare le piste, annaffiare, controllare le staccionate, coprire le buche, aggiungere sabbia se serve. Un servizio fondamentale per la tutela degli atleti, umani e animali. E' un servizio che ha bisogno di risorse evidentemente, troppo spesso trascurate o sottostimate.

Sono anni che si parla di degrado delle piste degli ippodromi, che segue il degrado generale dell'ippica e le risorse sempre minori a disposizione del comparto.

A maggio 2020 (D.M. 6 maggio 2020 n. 4701) il Mipaaf ha stabilito che le società di corse, destinatarie delle sovvenzioni, debbano provvedere al miglioramento degli impianti, perseguendo l’ammodernamento e l’adeguamento delle strutture dell’ippodromo. Le risorse disponibili vengono assegnate con nuovi criteri di ripartizione e di modalità di utilizzo stabilite dal citato decreto direttoriale.

Gli ippodromi ricevono sovvenzioni per il  perseguimento di uno o più dei seguenti obiettivi:

  • miglioramento e ammodernamento degli impianti degli ippodromi gestiti dalle società di corse riconosciute;
  • adeguamento delle strutture dell’ippodromo, volte ad assicurare la loro agibilità, la sicurezza ai sensi delle vigenti norme, e il benessere degli animali;
  • realizzazione di investimenti volti ad elevare l’attrattività per il grande pubblico nonché al fine di garantire la sicurezza socio-sanitaria.


Complessivamente la dotazione finanziaria per l’anno 2020 è stata pari a 2,6 milioni di euro. L'aiuto per singola impresa/ippodromo non deve superare l’importo di 800mila euro.

Difficile pensare che in quella cifra non si possa coprire la spesa della manutenzione della pista.

Ci si chiede a cosa servano le norme senza gli adeguati controlli. La domanda che sorge spontanea è se il Mipaaf svolga regolari controlli tramite i suoi funzionari su come sono stanziati i fondi e se la sicurezza socio sanitaria è garantita, non solo per l'incolumità in pista, che è fondamentale, ma anche sulla tracciabilità dei cavalli a fine carriera, che avendo fatto farmaci incongrui con la filiera della carne, per la tutela del consumatore, andrebbero tracciati anche quando escono definitivamente dal comparto, per evitare che finiscano nelle corse clandestine di cavalli o nella macellazione abusiva, diminuendo l'attrattività per il grande pubblico nei confronti delle corse di cavalli.

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