Tanti trottatori finiscono precocemente la loro carriera agonistica in ippodromo, quando invece la stessa potrebbe protrarsi più a lungo con una gestione corretta, attenta ai bisogni del cavallo e rispettosa dei suoi tempi. Non solo, una gestione simpatetica prevede anche il dopo agonismo, e così alcune scuderie preparano già i cavalli a sella, per dare agli stessi una seconda chance dopo l’ippodromo.

Horse Angels, che si è distinta negli anni per aver dato in adozione molti trottatori, è sensibile alla buona gestione di questi animali, tale da formare soggetti equilibrati, che possano trovare una facile collocazione anche fuori dagli ippodromi.

Rompere i cavalli e poi buttarli via non ha senso, è uno spreco della vita che ha bisogno invece di dichiarazioni di amore e di rispetto, che fanno bene a tutti, e forniscono quegli esempi di cui si sente tanto bisogno nella nostra società.

Horse Angels è un’associazione animalista ma, il nostro punto di vista, nnon è quello di “affondare” l'agonismo con i cavalli, bensì il cercare di “elevarlo” infondendo in esso un’etica di gestione che veda il cavallo come protagonista soggetto di diritti.

A tal scopo vi proponiamo questo servizio, che vede una scuderia di trotto con gestione dei cavalli in paddock rotazionali, piuttosto che nei box, e che allena i propri cavalli in spiaggia quando la stagione lo permette, o in pineta, insomma in ambiente aperto quando è possibile, e infine che ottiene risultati sportivi pur pensando al dopo trotto, insegnando cioè ai cavalli ad andare anche a sella.

Facciamo la conoscenza con Alessandro Raspante, driver di successo. Inizia la carriera nel 2002 nella categoria “Gentleman”, dove concorre con i propri cavalli, e grazie alla sua bravura nel 2005 vince il frustino d’oro, titolo assegnatoli per aver stabilito il record mondiale di vittorie in un anno, 157 in Italia. Nel 2010 decide di trasformare la sua passione in lavoro: dalla categoria Gentleman passa a quella Professionista, nella quale viene abilitato a portare in gara i cavalli di proprietà delle diverse scuderie. Tra queste la Felix Horse della Famiglia Nappa, che gli affida l’allenamento di cavalli come Leggendario, Rio Jet, My Gengy Nap, Natalina Wise e negli ultimi tempi Lotar BI. Questo piccolo baio scuro di 8 anni ha finora conquistato un palmares di tutto rispetto: 250.000 euro vinti nelle corse disputate tra Italia, Austria, Olanda e Francia. Ma i successi non arrivano per caso, sono frutto di sacrifici e soprattutto di un’accurata gestione dei cavalli: un menage attento inizia dal rispetto dell’animale, venendo incontro alle sue esigenze di socializzazione e riposo, oltre che a quelle di stare bene fisicamente. Ben lo sa Alessandro Raspante che quotidianamente si impegna a rendere lo stile di vita dei suoi cavalli il piú possibile sereno. Gli animali non restano nel box tutto il giorno, ma dopo un breve e intenso allenamento sulla riva del mare ricevono la meritata ricompensa. Non c’è regalo migliore per un cavallo atleta che passare un po’ di tempo a scorrazzare libero nel paddock, in un ambiente dove altri cavalli fanno lo stesso. Tra un’allegra sgroppata e una fugace rincorsa tra compagni, la tensione dovuta alla gara viene meno, la mente si rilassa e si torna a mangiare, l’occupazione preferita dagli equini che in natura passano gran parte del loro tempo a selezionare le erbe migliori del campo.

Secondo Raspante “è importante che i cavalli stiano all’aria aperta notte e giorno, in tutte le stagioni, privilegiando un riparo dal sole in estate, con tettoie o alberi, piuttosto che un riparo da pioggia o neve d’inverno.

Se si usa l’accortezza di non tosare l’animale, il manto invernale funge da protezione per le intemperie e per le temperature basse”. La gestione naturale ha permesso ai cavalli allenati da Alessandro di non incorrere in raffreddori e febbri, e di conseguenza di evitare l’uso di antibiotici o altre medicine. Tutto questo non esclude comunque che ci siano controlli periodici da parte dei veterinari di fiducia per attestare la buona salute degli animali, che viene anche da una corretta alimentazione: Raspante e la sua compagna Elena curano personalmente la dieta dei loro cavalli, fornendogli fieno di buona qualità e mangime. Quest’ultimo è composto da un mix di granaglie nella misura di 3 kg circa al giorno divisi in due somministrazioni elargite sempre alla stessa ora, perché i cavalli sono animali abitudinari. Raspante mixa tra orzo, mais, avena, crusca, carruba e semi di girasole, a seconda dei bisogni e delle stagioni, e raccomanda i lettori a fare attenzione a non esagerare, specie se non si lavorano i cavalli: le granaglie infatti spesso contengono tossine che se accumulate nell’organismo e non smaltite con il lavoro possono recare danni alla salute dell’animale. Necessario quindi raggiungere un buon accordo tra le esigenze vitali del cavallo e quelle richieste dagli sforzi agonistici: il trottatore inizia a gareggiare a 18 mesi e nell’arco della sua carriera può disputare più corse in una settimana o addirittura più gare in una stessa giornata, come nel caso dei Gran Premi che si articolano in più prove o batterie. L’impegno agonistico può protrarsi fino a 12 anni (in Italia) o 10 (in Francia) ma, come sostiene Raspante, “deve essere il livello di integrità fisica e la voglia di correre a stabilire quando è il momento di fermarsi”. Uno dei suoi cavalli, Eppy ZS ha 12 anni ed è ancora in forma strepitosa tanto da concorrere ancora a grandi livelli.

Raspante sostiene che un cavallo parla attraverso il suo corpo e forma fisica, ed è in grado di comunicare a chi lo sa ascoltare quando bisogna fermarsi e quando invece gli piace quello che sta facendo. Perché i suoi cavalli si divertano a trottare in gara, li allena sempre in gruppi di 3, qualcuno con il biroccino e qualche altro a sella, per stimolare la competitività naturale. Ai cavalli brillano gli occhi quando si corre sulla spiaggia, per loro arrivare primi dà la stessa soddisfazione che avrebbe un bambino che corre con gli amici e dà sfogo alla propria esuberanza fisica, alla voglia di vivere e di respirare a pieni polmoni. Non è la frustata che fa correre il cavallo, e in ogni caso nel trotto italiano sono ammesse in gara un massimo di 7 frustate e devono essere date tenendo le redini con entrambe le mani, in modo tale che il colpo, se inferto, abbia meno energia. Ma il cavallo vince naturalmente solo se prova piacere a concorrere, ed è a questo che deve puntare la scuderia di trotto che vuole lavorare bene.

Viene spontaneo chiedersi quale destino attenda questi atleti allo scoccare del limite d’età imposto per gareggiare, visto che a dodici anni un cavallo non può certo essere considerato in età da pensione. Perché allora non impiegare questi animali anche a sella? Ne sono un esempio i numerosi trottatori dati in adozione da Horse Angels dal 2009 ad oggi: i loro adottanti sono soddisfatti del rapporto venutosi a creare con questi animali, che vengono montati in tutta tranquillità. Contrariamente a quello che alcuni pensano, un trottatore è un cavallo sì “insanguato”, ma comunque gestibile da chi abbia le basi per condurre un cavallo, specialmente soggetti che non sono più puledri, e che sanno già andare a sella.

I trottatori, anche quando non abituati alla sella, possono esservi convertiti e regalare emozioni a tutte le andature, galoppo compreso. Essendo forniti di corporatura robusta e arti forti, sono compagni affidabili per trekking o semplici passeggiate.

Vi raccomandiamo di considerare l’adozione di un trottatore.