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(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Il faraone egiziano Tutankhamon potrebbe essere morto in una caduta da cavallo con la sua biga.

Una ricerca effettuata sulla sua mummia, perizia forense, sostiene che non sia stato assassinato, soprattutto che non sia morto per via di un corpo contundente che gli avrebbe fracassato la testa.

La nuova teoria, divulgata dal 2013, è sorta dal riesame, con nuove tecnologie diagnostiche e nuove conoscenze scientifiche, delle radiografie originali del 1968.

Sebbene esistano differenze di opinione tra gli scienziati, tutti sembrano oggi concordare su una cosa: lo scheletro di Tutankhamon indica anche che nella vita era ben nutrito, in buona salute e non abbia sofferto di malnutrizione infantile o di malattie infettive che possano aver portato alla sua morte.

I patologi forensi che hanno esaminato i risultati della TAC hanno scoperto che l'osso della coscia e la cassa toracica del re erano entrambi rotti. Poiché non ci sono prove evidenti che le ossa avessero iniziato a guarire, con la cicatrizzazione, i patologi forensi ammettono che è possibile che queste fratture si siano verificate poco prima della morte del faraone.

Apprendendo questa notizia, Robert Connolly, Docente di antropologia fisica presso il Dipartimento di Anatomia umana e biologia cellulare dell'Università di Liverpool, ha riesaminato le radiografie originali dal 1968 e ha ammesso che se le rotture non si verificavano quando il corpo era in autopsia nel 1925, è evidente che il giovane faraone potrebbe essere stato vittima di un incidente poco prima della morte.

Secondo lui: "È possibile che l'infortunio alla coscia di Tutankhamon possa essere stato riportato in un incidente. Vi sono notevoli somiglianze tra le sue lesioni alla cassa toracica e quelle di una mummia britannica - St Bees Man in Cumbria - che ha subito un danno fatale al petto in un incidente a cavallo. È quindi altamente possibile che Tutankhamon possa essere morto a causa di un carro condotto per diletto o per guerra".

Che fosse morto cadendo dalla biga era una teoria già esplorata in precedenza da Andrew Collins e Chris Ogilvie-Herald nel loro libro "Tutankhamun: The Exodus Conspiracy" (Virgin, 2002). Gli autori del libro portavano per la loro tesi una fonte allora ritenuta improbabile, il Talmud ebraico, il folklore degli ebrei raccolto. Qui si diceva che un faraone egiziano non nominato, ma identificato con l'esodo biblico e ipotizzato dagli autori essere Tutankhamon, avesse riportato ferite letali dopo una caduta con la biga e fosse morto poco dopo.

Secondo il racconto, tutto ciò avvenne mentre Tutankhamon passava in biga uno stretto posto ai confini dell'Egitto, in competizione con altre bighe che passavano in concomitanza. Il che avrebbero reso ombrosi i cavalli impedendone il pieno controllo, tanto da rovesciare il carro su cui correva il faraone, straziandone il corpo nell'incidente. 

Se corretto, colloca gli antenati del popolo ebraico in Egitto al tempo del regno di Tutankhamon e indica che avrebbero potuto conservare una tradizione sulla sua morte prematura per oltre 3.300 anni. Questa teoria riaccenderebbe il dibattito sull'identità del Faraone dell'Esodo, un evento che Collins e Ogilvie Herald credono fermamente fosse avvenuto nel periodo del regno di Tutankhamon.

Al tempo degli antichi egizi, i faraoni si dilettavano con le corse ai carri e i carri di cavalli, bighe, erano fondamentali come strumento di guerra per le conquiste territoriali.

Gli antichi egizi sono stati forse il primo popolo a costruire un impero grazie ai cavalli.

 

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