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Il mondo dei cavalli tende a essere invariabilmente esclusivo e razzista, specialmente nei confronti dei neri, asiatici, e minoranze etniche varie.

Quando il fantino Marlon St. Julien ebbe modo di concorrere al Kentucky Derby (una delle corse di galoppo più famose al mondo) nel 2000, divenne il primo uomo di colore a farlo sin dal 1921. Non è stato sempre così. Un tempo l'ippica era un mondo progressista.

In particolar modo nel diciannovesimo secolo - quando era lo sport più popolare d'America - gli ex schiavi popolavano i ranghi di fantini e addestratori tanto da vincere più della metà delle prime 25 corse della storia dell'ippica del Kentucky Derby.

Per molti neri americani, il fantino Isaac Murphy simboleggiava questo ideale di eroe nero capace di superare gli ostacoli delle divisioni razziali tra l'equestrianismo bianco - espressione di una minoranza di ricchi - e il resto del mondo. Tra il 1884 e il 1891, Murphy vinse tre volte il Kentucky Derby, e nessuno riuscì nella medesima impresa fino al 1945. Nato schiavo nel Kentucky, Murphy, insieme a coetanei neri come Pike Barnes, Soup Perkins e Willie Simms, aveva trovato nel mondo delle corse il modo di integrarsi e fare i soldi.

I fantini neri all'epoca erano persino i soggetti dei pettegolezzi delle celebrità; quando Murphy acquistò una nuova casa, la notizia fu considerata degna della prima pagina del New York Times.

Dopo la guerra civile, dopo l'abolizione della schiavitù, dopo le ulteriori lotte per il suffragio ai neri, si aprirono delle porte che molti bianchi si affrettarono a richiudere in altro modo, allontanando all'orizzonte la vera integrazione razziale.

Dopo anni di successi dei neri nell'ippica americana, a partire dal 1890 la reprimenda dei bianchi cominciò il suo lavoro sporco socialmente punitivo.

I neri persero l'accesso a promozioni e opportunità, riservate solo ai bianchi. Vennero tenuti per i lavori più umili, come artieri e stallieri in primis.

Il fantino nero Jimmy Winkfield cercò di spezzare le catene del razzismo vincendo consecutivamente il Kentucky Derby nel 1901 e nel 1902, e per questo fu severamente punito in uno schema che divenne poi la norma nell'ambito dell'ippica e non solo. Perse incarichi e lavori, pur avendo le qualità per vincere.

La Spoon River dei fantini afro americani illustra la delusione di una posizione sociale conquistata solo per vedersela poi portare via per il colore della pelle. Soup Perkins, che vinse il Kentucky Derby a 15 anni, morì per alcolismo a 31 anni. Il fantino Tom Britton si suicidò ingoiando acido. Albert Isom comprò una pistola in un banco dei pegni e si sparò alla testa di fronte all'impiegato.

La storia del Kentucky Derby, quindi, è anche la storia di uomini che furono in prima linea per l'emancipazione dei neri e che per questo hanno dovuto pagare un prezzo terribile.

Ancor oggi, siamo molto lontani dall'integrazione razziale nel mondo del cavallo - e non solo - in USA - e non solo.

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