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N. 2531 PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa dei deputati GADDA, CARETTA, DE FILIPPO, MARCO DI MAIO, GIACHETTI,  MORETTO, PAITA, SCOMA

Disciplina dell'ippicoltura e delega al Governo per l'adozione di disposizioni volte allo sviluppo del settore

Date: presentazione: 4 giugno 2020 assegnazione: 25 giugno 2020 Commissione competente : XIII Agricoltura Sede: referente Pareri previsti: I , V, VI , VIII, X, XI (ex articolo 73, comma 1-bis, del regolamento, relativamente alle disposizioni inmateria previdenziale), XII, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.
(Disciplina dell'ippicoltura)

  1. La presente legge reca disposizioni per la disciplina dell'ippicoltura, intesa come l'insieme delle seguenti attività che interessano gli equidi:

   a) la gestione della riproduzione, della gestazione, della nascita e dello svezzamento;

   b) l'attività delle stazioni di fecondazione pubbliche o private e l'assistenza e la gestione della produzione del seme;

   c) l'allevamento, la doma, l'addestramento, l'allenamento e le operazioni di stallaggio;

   d) la promozione dell'allevamento e la valorizzazione delle razze, autoctone e non autoctone, anche attraverso competizioni equestri o la partecipazione a fiere e a mostre;

   e) la gestione e il mantenimento degli equidi, anche qualora siano di proprietà di soggetti terzi non allevatori, a prescindere dall'età degli stessi equidi;

   f) l'allenamento finalizzato allo svolgimento di prove di selezione e di competizioni sportive, anche presso ippodromi o strutture correlate;

   g) l'insegnamento della disciplina equestre e la gestione dei cavalli da scuola, compresa l'attività svolta dai centri ippici e dai maneggi;

   h) lo svolgimento di attività di turismo equestre, di ippoterapia e di agriturismo con annesso maneggio;

   i) l'attività di assistenza tecnica a favore delle imprese di allevamento di equidi.

  2. Le attività di ippicoltura, individuate ai sensi del comma 1, sono considerate attività agricole ai sensi dell'articolo 2135 del codice civile.
  3. Alle attività di ippicoltura si applicano le disposizioni fiscali e previdenziali vigenti previste per il settore agricolo.
  4. Agli effetti della normativa in materia di previdenza e assistenza sociale, compresa quella relativa all'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, si considerano lavoratori agricoli dipendenti gli operai assunti a tempo indeterminato o determinato dalle imprese che esercitano una delle attività di cui al comma 1.
  5. È vietato destinare alla filiera alimentare gli equidi impiegati a scopo sociale o terapeutico.

Art. 2.
(Delega al Governo per lo sviluppo dell'ippicoltura)

  1. Ai fini del miglioramento della qualità e dell'efficienza dell'azione amministrativa, della certezza dei rapporti giuridici e della chiarezza del diritto nonché dell'incremento della competitività delle attività di ippicoltura, individuate ai sensi dell'articolo 1, comma 1, il Governo è delegato ad adottare, entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni di semplificazione per lo sviluppo dell'ippicoltura, con facoltà di intervenire anche limitatamente a specifiche attività o gruppi di attività intersettoriali.
  2. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:

   a) assicurare la completezza, la chiarezza e la semplicità della disciplina delle attività di ippicoltura, individuate ai sensi dell'articolo 1, comma 1;

   b) garantire la libera concorrenza tra le imprese del settore ippico e una chiara individuazione delle loro competenze;

   c) assimilare la disciplina amministrativa delle attività di ippicoltura, individuate ai sensi dell'articolo 1, comma 1, a quella relativa all'attività agricola;

   d) rendere omogenea la disciplina urbanistica relativa alle attività di ippicoltura, individuate ai sensi dell'articolo 1, comma 1, con quella relativa all'agricoltura;

   e) valorizzare la tutela dell'ambiente, del paesaggio e del territorio attraverso la gestione dei terreni per la produzione di foraggi per equidi;

   f) applicare alle attività individuate di ippicoltura, individuate ai sensi dell'articolo 1, comma 1, le disposizioni vigenti in materia di gestione dei reflui in ambito agricolo;

   g) promuovere l'allevamento dei cavalli sportivi da parte delle imprese agricole e valorizzare i cavalli allevati, a livello nazionale e internazionale;

   h) garantire l'accesso degli allevatori degli equidi ai Programmi di sviluppo rurale 2014-2020 e alle misure di sostegno previste per il settore agricolo in generale;

   i) prevedere, nei Programmi di sviluppo rurale 2014-2020, misure per la valorizzazione degli equidi da riproduzione, nonché per l'allevamento e per la stabulazione degli equidi;

   l) favorire l'inserimento degli allevatori degli equidi tra i beneficiari delle misure di cooperazione, misura 16, e per il benessere degli animali, misura 14, dei Programmi di sviluppo rurale 2014-2020;

   m) equiparare, ai fini delle misure previste dai Programmi di sviluppo rurale 2014-2020, gli equidi destinati alla produzione alimentare a quelli non destinati a tale produzione;

   n) prevedere l'inserimento nei Programmi di sviluppo rurale 2014-2020 di misure per l'acquisto di attrezzature per l'attività di pensionamento degli equidi, nonché per l'ippoterapia e per l'ippoturismo da parte delle imprese agrituristiche;

   o) promuovere il rilancio dell'allevamento degli equidi attraverso l'istituzione di un'agenzia per la promozione degli equidi allevati in Italia, con particolare riferimento ai cavalli, e per la valorizzazione coordinata dei diversi comparti, anche allo scopo di incentivare l'esportazione delle eccellenze italiane.

  3. I decreti legislativi di cui al comma 1 del presente articolo sono adottati su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
  4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive dei medesimi decreti legislativi, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e con la procedura di cui al presente articolo.

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