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Attività assistite con gli equidi

Le attività assistite con gli equidi rappresentano un insieme di interventi che utilizzano la relazione con cavalli, asini, muli o bardotti per favorire il benessere, l'apprendimento, l'inclusione sociale e, in alcuni casi, il supporto terapeutico.

Negli ultimi decenni queste attività si sono diffuse in molti Paesi, coinvolgendo persone di tutte le età e con esigenze molto diverse. Parallelamente è cresciuta l'attenzione verso il benessere degli equidi coinvolti, che non possono essere considerati semplici strumenti di lavoro, ma partner attivi della relazione.

Cosa sono le attività assistite con gli equidi?

Le attività assistite comprendono esperienze nelle quali la presenza dell'equide diventa parte di un progetto educativo, riabilitativo, sociale o ricreativo.

A seconda degli obiettivi possono coinvolgere:

  • bambini;

  • adolescenti;

  • adulti;

  • persone anziane;

  • persone con disabilità;

  • persone con fragilità sociali o emotive.

Non tutte prevedono necessariamente la monta. Molti interventi si svolgono da terra, attraverso la cura, la conduzione e l'interazione con l'animale.

Attività assistite e interventi assistiti: qual è la differenza?

Nel linguaggio comune si parla spesso di ippoterapia per indicare qualsiasi attività svolta con i cavalli.

In realtà esistono differenze importanti.

Gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) sono disciplinati da specifiche Linee Guida nazionali e comprendono attività che devono essere progettate e realizzate da équipe multidisciplinari qualificate.

Accanto a questi esistono numerose attività educative, ricreative o sociali con gli equidi che, pur non rientrando negli IAA, possono comunque avere un importante valore formativo e relazionale.

È quindi opportuno utilizzare la terminologia corretta, evitando di definire "terapia" attività che non hanno finalità sanitarie.

Perché proprio gli equidi?

Gli equidi possiedono caratteristiche che favoriscono la costruzione della relazione.

Sono animali:

  • sociali;

  • sensibili alla comunicazione non verbale;

  • capaci di apprendere;

  • abituati a vivere in gruppo;

  • molto attenti ai segnali corporei.

L'interazione con loro richiede calma, attenzione, rispetto e capacità di osservazione, competenze che possono essere utili anche nella vita quotidiana.

È necessario montare?

Assolutamente no.

Molti percorsi prevedono esclusivamente attività da terra.

Tra queste:

  • pulizia e cura dell'animale;

  • conduzione alla mano;

  • osservazione del comportamento;

  • esercizi di relazione;

  • giochi educativi;

  • attività di gruppo.

Per alcuni partecipanti queste esperienze possono essere più significative della monta stessa.

Quali benefici possono offrire?

Le attività assistite con gli equidi possono contribuire a sviluppare:

  • fiducia in sé;

  • capacità relazionali;

  • coordinazione;

  • equilibrio;

  • attenzione;

  • autonomia;

  • gestione delle emozioni;

  • senso di responsabilità.

L'entità dei benefici varia da persona a persona e dipende dagli obiettivi del progetto.

È importante evitare promesse irrealistiche o attribuire agli equidi capacità terapeutiche che non trovano riscontro nelle evidenze scientifiche.

Il benessere dell'equide è parte dell'intervento

Un progetto di qualità non tutela soltanto la persona, ma anche l'animale.

Gli equidi coinvolti dovrebbero:

  • vivere in condizioni adeguate;

  • poter socializzare con altri equidi;

  • ricevere un'alimentazione corretta;

  • avere tempi di riposo sufficienti;

  • lavorare per periodi compatibili con le proprie capacità;

  • essere monitorati dal punto di vista sanitario.

Un cavallo stressato, dolorante o affaticato non può contribuire efficacemente alla relazione.

Gli equidi anziani o con disabilità possono partecipare?

In alcuni casi sì.

Molti cavalli anziani, oppure con limitazioni che non consentono più un'attività sportiva intensa, possono continuare a svolgere attività leggere da terra.

Anche alcuni equidi con disabilità permanenti possono mantenere un ruolo educativo importante, purché il loro stato di salute sia compatibile con le attività proposte e non vengano sottoposti a richieste eccessive.

Questo permette di valorizzare l'esperienza dell'animale, offrendo al tempo stesso un esempio concreto di inclusione e rispetto.

Come scegliere una struttura?

Prima di partecipare è utile verificare alcuni aspetti.

La struttura dovrebbe:

  • mettere il benessere degli equidi al primo posto;

  • disporre di personale qualificato;

  • lavorare con obiettivi chiari;

  • rispettare la normativa vigente;

  • utilizzare cavalli idonei al tipo di attività;

  • evitare turni di lavoro eccessivi.

Anche l'ambiente dovrebbe essere sicuro sia per le persone sia per gli animali.

La posizione di Horse Angels

Horse Angels considera le attività assistite con gli equidi un'opportunità importante quando vengono progettate nel rispetto delle esigenze di tutti i soggetti coinvolti.

L'equide non è uno strumento terapeutico né un semplice facilitatore, ma un essere senziente con bisogni propri.

Per questo motivo ogni progetto dovrebbe perseguire un duplice obiettivo: favorire il benessere della persona senza compromettere quello dell'animale.

La qualità di un'attività assistita si misura anche dalla qualità della vita degli equidi che vi partecipano.

Domande frequenti

Le attività assistite coincidono con l'ippoterapia?

No. L'ippoterapia rappresenta solo una delle possibili forme di intervento. Oggi si preferisce distinguere tra Interventi Assistiti con gli Animali e altre attività educative, sociali o ricreative svolte con gli equidi.

È obbligatorio montare il cavallo?

No. Molte attività si svolgono esclusivamente da terra e non prevedono la monta.

Anche gli asini possono partecipare?

Sì. Le attività assistite possono coinvolgere anche asini, muli e bardotti, oltre ai cavalli, quando le loro caratteristiche risultano adatte agli obiettivi del progetto.

Un cavallo anziano può svolgere queste attività?

In molti casi sì, purché le sue condizioni di salute lo consentano e il lavoro sia compatibile con le sue capacità fisiche e comportamentali.

Conclusioni

Le attività assistite con gli equidi rappresentano un ambito in continua evoluzione, nel quale relazione, educazione e benessere si intrecciano.

Quando progettate con competenza e responsabilità, possono offrire esperienze significative per le persone coinvolte e valorizzare il ruolo degli equidi anche oltre lo sport e il lavoro.

Il presupposto fondamentale rimane però uno solo: il benessere dell'animale non può mai essere sacrificato in nome dei benefici attesi per la persona. Solo una relazione rispettosa di entrambi può essere davvero educativa, inclusiva e sostenibile.

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